Cosa può imparare uno scrittore dalla musica

Cosa può imparare uno scrittore dalla musica
Per essere scrittori occorre pensare come musicanti

A voi piace la musica? Sicuramente sì, quindi questo post è per voi, ché a me questa forma d’arte non ha mai lasciato le emozioni che ai comuni mortali di solito lascia. Vivo in un mondo fatto di silenzio e mi sta bene così.

Ma adesso che si spengano le luci e i cellulari e si dia inizio alle danze.

La band

U2

Significa che uno scrittore deve scrivere libri a più mani? No, a me sinceramente non piacciono i libri scritti da due o più autori contemporaneamente. Ma non escludo, certo, che un giorno non possa scriverne. Tutto può essere.

Io intendo che uno scrittore indipendente deve capire che la sua opera è un lavoro di squadra, proprio come un album è il frutto del lavoro dell’intero gruppo musicale. E allora i cantautori? Beh, anche loro hanno bisogno di vari collaboratori, come il grafico copertinista, il produttore, ecc.

Autopubblicarsi significa cercare una squadra di professionisti che insieme all’autore riescano a creare un’opera valida e in grado di vendere.

Il singolo

45 giri

Tanti anni fa ho comprato alcuni singoli degli U2, quando erano un gruppo che produceva musica decente. A me piaceva molto l’idea del singolo e sapete perché? Perché conteneva una o due canzoni non incluse nell’album, come nei vecchi 45 giri c’era il lato B (sì, proprio quello che oggi ha assunto tutt’altro significato).

“Come faccio a produrre un singolo con la scrittura?”

Bella domanda. Ma a me piace dare risposte a domande impossibili. Vediamo alcune soluzioni secondo me gustose.

  • Pubblicate il singolo prima dell’uscita dell’album: credo si faccia così in musica, confermate? Il singolo che cosa fa? Dà un assaggio dell’album. Comincia a circolare e a stuzzicare la curiosità dei fan. Il singolo può essere l’anteprima sfruttata appunto come un 45 giri.
  • Pubblicate il singolo dopo l’uscita dell’album: forse nel caso della scrittura questa scelta è migliore. Ma come sfruttarla? Scrivendo uno spin-off, per esempio, e pubblicarlo gratuitamente. Ricordate il valore poco considerato del singolo: quello di offrire materiale in più, ma gratis.

L’album

Album OctoberA me piacciono molto quelli che chiamano concept album, che portano avanti una storia attraverso una serie di canzoni. Un tempo ascoltavo i Rhapsody, una band che suona symphonic power metal, e nel libretto allegato al CD c’era sempre una storia fantasy illustrata.

Che cosa è per lo scrittore l’album prodotto dai gruppi musicali? È la sua opera massima, è lo sforzo creativo che culmina con un libro. Non un racconto, dunque, no, quello non è un album. I miei racconti qui nel blog sono soltanto accordi dello strumento, prove d’autore.

Ma per essere veramente scrittore bisogna produrre un album, non canticchiare canzoncine, non trovate?

Il concerto

Concerto U2

Non sono mai stato a un concerto, ma questo non farete fatica a crederlo. Non è tanto la musica il problema, in quel caso, quanto una forma lieve di antropofobia, anche se la sua definizione si affibbia agli psicopatici. Per farla breve, non amo stare in luoghi affollati, appiccicato a centinaia di persone.

Ma voi amate i concerti, come tutti i comuni mortali. Ci siete stati e vi siete divertiti. Buon per voi. Che cosa può imparare uno scrittore dai concerti?

  • Presentazioni del libro: non è forse una versione ridotta del concerto? Sarebbe bello se fosse soltanto lo scrittore a intrattenere i lettori, ma come fanno certe band, che chiamano sul palco i fan e li fanno cantare con loro. Come fare con un libro? Pensateci, no? Troverete un modo creativo per coinvolgere i vostri lettori.
  • Social media: siamo sempre lì. Lo scrittore 2.0 (fa trendy scrivere così) deve far sentire la sua voce e intrattenere i lettori in pubblico. Ma in modo indimenticabile, lasciando le stesse sensazioni che vi lascia la vostra band preferita al termine del concerto.
  • Eventi: inventatevi qualcosa. Io ne ho in mente uno, sì, un evento dedicato agli scrittori alle prime armi e a chiunque è interessato. Si chiama Menti d’inchiostro e se mai dovessi decidermi a progettarlo, ne leggerete qui i dettagli.

I fan

Fan

Io non posso proprio definirmi un fan sfegatato. Ho abbandonato gli U2 quando hanno iniziato a produrre musica per me inascoltabile e i Rhapsody quando hanno iniziato a suonare la solita solfa. E tanti altri che mi sono piaciuti non completamente.

Però sono un fan degli In the nursery: finora m’è piaciuta tutta la musica che hanno creato. Provate a sentirli.

Uno scrittore ha bisogno dei suoi fan: i lettori. Sono quelli che lo leggono, che sentono la musica che crea e avvertono le emozioni che gli lascia. Abbiamo bisogno di lettori perché scriviamo per loro, non solo per noi.

Sono i fan che decretano il successo di una band e sono i lettori che decretano quello di uno scrittore. Teniamoceli da conto. Non facciamo come tanti gruppi che credono ancora di cavalcare l’onda dei successi avuti 20 anni fa. Un vero scrittore costruisce il suo successo ogni giorno.

A voi il là

A me questo post è costato un po’ di fatica, perché non amo particolarmente la musica: ha effetti più disastrosi che benefici sul mio umore. Ma l’ho scritto a casse spente, in silenzio, quindi il disagio è stato minimo.

Vi sentite pronti per raggiungere la vetta della hit parade?

Categoria postPublicato in Scrittori - Data post20 marzo 2014 - Commenti30 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Andre 20 marzo 2014 at 05:45

    Io di musica non capisco niente, non vado ai concerti perché non amo la folla urlante e tendenzialmente spengo la radio molto spesso.
    Insomma: quanto ti capisco. E apprezzo moltissimo lo sforzo che hai fatto, che è a doppio senso: con questo post dai più valore alla musica anche per chi, come noi, la vive in modo più attenuato rispetto a quanto avviene solitamente.
    E mi piacciono molto gli spunti che ne trai in chiave auto-pubblicazzione.
    Mi sa che dovrò rileggermi parecchi tuoi articoli fra poco, giusto per crearmi una scaletta dei passi da fare.
    Però sono pigro se ne scriverai tu mi solleverai da un arduo lavoro :)

    • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 07:25

      Io la radio proprio non la sopporto, invece. Mette musica che non amo al 99% dei casi e non reggo stare a sentire le chiacchiere inutili dei programi radio :)

      Ah, giusto, ché mi avevi chiesto di scrivere qualcosa del genere. Ora riprendo l’email e vedo che posso fare, anche se credo che qualcosa ho già scritto.

  • Mara 20 marzo 2014 at 12:14

    La musica, io non posso vivere senza musica, è sempre nella mia testa è ha un canale preferenziale aperto. Io posso cantare mentalmente la canzone che c’è alla radio mentre servo un cliente. Attenzione per musica intendo, vera musica, che sia rock, prog o pop purchè sia di qualità. Infatti è finita anche nel mio libro, e anche nel secondo che sto scrivendo, proprio perchè è parte integrante del mio mondo. Nel primo libro mi è successa una cosa strana, in alcuni punti la canzone mi si è materializzata in testa mentre scrivevo alcuni passaggi fondamentali. Notare bene che se avessi dovuto scegliere qualcosa per sottolineare quei passaggi, avrei scelto altro. Così ho inserito quei testi alla fine dei capitoli, tradotti per quelli stranieri, e alcuni spezzoni all’interno della storia, dove mi erano balzati alla mente. Ne è uscito un romanzo che per certi versi è anche musicale, non ho inserito tantissimi testi, perchè il libro è la cosa importante, solo quelli fondamentali. Devo dire che la cosa sta piacendo molto ai lettori e credo che l’intrecciarsi di due forme di arte sia interessante (sempre che la mia si possa considerare arte). La musica è percepita in maniera diversa da ogni persona, ma nessuno passa un giorno senza sentire musica, e si dice sia nata prima della parola stessa. Ci sono tribù primitive che hanno un linguaggio molto limitato, ma sanno suonare con tamburi, flauti e usano la musica come strumento per comunicare. Ciao Mara

    • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 12:57

      Io ne passo anche parecchi di giorni senza ascoltare musica :)
      E non possiamo sapere se sia nata prima della parola. Comunque hai ragione: ognuno di noi la percepisce in modo diverso.

  • Mara 20 marzo 2014 at 12:41

    Ho dimenticato di dire che secondo me fare musica è più complesso che scrivere, ci vuole l’ispirazione e buona padronanza dei mezzi per entrambe, ma realizzare un cd richiede più persone. Ci vuole il giusto studio di registrazione, i musicisti, l’arrangiatore. A me è capitato di sentire la versione iniziale di alcuni capolavori assoluti e devo dire che non facevano assolutamente lo stesso effetto del risultato finale. Credo che per certi versi fare musica, e riuscire a pubblicarla, sia ancora più difficile che scrivere e pubblicare. ciao

  • MikiMoz 20 marzo 2014 at 12:46

    Ho conosciuto tramite la MozIntervista la tua repulsione per la musica. E ci credo, se ascolti ‘ste zozzerie! :p
    Scherzo, mi hanno ricordato, nella voce, un po’ i miei amati Spiritual Front :)

    Veniamo a noi: bel paragone. In effetti, più o meno tra pubblicazioni e musica siamo nello stesso campo da gioco.

    Menti d’inchiostro mi incuriosisce, ma ricordati anche che possiamo progettare quel “talent” per bloggers ;)

    Moz-

    • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 12:59

      Magari per me sono zozzerie quelle che ascolti tu :D
      Non ho una vera repulsione, ma ne faccio volentieri a meno.

      Chi ti ha ricordato gli Spiritual Front (che non ho mai sentito nominare)? Gli U2, i Rhapsody o gli In the nursery? :)

      Quale “talent” per bloggers? O.O
      La mia memoria fa scherzi a volte :)

      • MikiMoz 20 marzo 2014 at 19:10

        Come sei permaloso!! Scherzavo sulla “zozzeria! ”

        Comunque, intendevo il cantato dei In the Nursery :)

        Il talente era quello di cui parlammo via mail, ti esposi la mia idea… tipo fare una commissione (tu e qualcun altro) e una gara “a puntate” tra una decina di bloggers pronti a sfidarsi su varie tematiche, settimana dopo settimana ;)

        Moz-

        • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 19:16

          Mmm… devo andare a ripescare le email, allora. Vedo ancora nebbia, anche se non così fitta :D

  • Mara 20 marzo 2014 at 14:30

    Non sono così sicura si riesca a non ascoltare musica per tutto un giorno, non parlo di farlo per scelta, ma del fatto che nei negozi c’è musica di sottofondo, idem nei centri commerciali, nelle sale d’aspetto, nella pubblicità alla televisione, nei film e telefilm, nei servizi giornalistici oltre alle parole c’è spesso la musica. Ci sono studi approfonditi sull’effetto che la musica ha sulla mente umana e non, le musiche scelte per un supermercato non sono le stesse che vengono scelte per un negozio di animali. E’ stato provato che la musica agisce sulla nostra mente indipendentemente dalla nostra percezione, autonomamente. Il problema è che tutti questi studi non sono stati indirizzati per una diffusione maggiore e di maggior qualità della musica, ma vengono standardizzati e usati per produrre maggior effetto a discapito della spontaneità e della creatività pura. Così ci si ritrova con cantanti o cantautori mediocri costruiti a tavolino mentre magari chi ha veramente talento resta a guardare. ciao

    • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 14:34

      Sì, è chiaro che andando in giro o avendo la TV a casa, capita che senti musica. Ma in certo giorni, quando sono fuori in montagna o in qualche viaggio, sto nel silenzio assoluto.

      Riguardo la musica nei negozi ti dico che riesco a stare pochissimi minuti nelle librerie proprio a causa della musica deprimente che mettono.

  • Mara 20 marzo 2014 at 15:00

    Allora sei proprio allergico e esuli dalle statistiche! Il bello del mondo, siamo tutti diversi! ciao

  • Tosca 20 marzo 2014 at 15:14

    Allora un po’ di musica ti piace ;)

  • Ivano Landi 20 marzo 2014 at 15:20

    Bellissimo post, come sempre. Bene rivalutare il singolo, che ai miei tempi era effettivamente importante, con il lato B tutto da scoprire.
    Io scrivo poi da ex musicista che ha nel suo curriculum anche le musiche per un balletto effettivamente portato in scena. Poi la vita ti mette davanti a dei bivi. Ho finito per non avere più un goccio di tempo per scrivere e ho dovuto scegliere. Lo strano è che anche io con il passare degli anni ascolto sempre meno musica. Fino a un anno fa scrivevo con la musica in sottofondo, ora non più. I concerti poi, nell’ultimo a cui sono stato c’ero dentro io come musicista, nell’estate del 2007. E ho smesso pure di andare a cinema e a teatro.

  • Tosca 20 marzo 2014 at 15:21

    Come vedi ci hai lasciati tutti di sasso con questa affermazione :)
    PS Che strano, anche se mi iscrivo ai commenti del post non mi arrivano per email…

  • Grazia Gironella 20 marzo 2014 at 15:51

    Non sono capace di ascoltare musica senza dedicarle tutta la mia attenzione, perciò non la uso mai come sottofondo, e meno che meno quando scrivo (l’atmosfera nella mia testa non sarebbe mai in sintonia perfetta con quella che ascolto). Di fatto sto benissimo nel silenzio, salvo farmi prendere di brutto da qualche band o canzone e ascoltarli (e cantarli) giorno e notte. Ma succede molto di rado. Quanto alla tua domanda, alla vetta della hit parade mi sento prontissima… ma vallo a dire agli editori! ;)

    • Daniele Imperi 20 marzo 2014 at 16:43

      Anche io se devo ascoltare una musica, non devo fare altro. Infatti la sento con piacere in macchina, se non guido.

      Fai capire agli editori che sei pronta, allora :)

  • Francesco Magnani 20 marzo 2014 at 21:57

    Questo post esce un po’ dal tuo solito stile, ma mi piace, perché hai sperimentato.

    Non potevo non commentare questo post, poiché da appassionato di musica e da chitarrista, ti posso dire che la musica regala emozioni uniche, a volte ti entra dentro e ti fa vibrare. Inoltre, per me la musica è anche una valvola di sfogo, quando imbraccio la chitarra e suono mi dimentico di tutto.

    Penso che anche uno scrittore possa emozionare, appassionare e trasportare il lettore in un’altra dimensione. Nell’arco della giornata, è importante dedicare un po’ di tempo a sé stessi e quale miglior modo se non quello di leggere un buon libro?

    • Daniele Imperi 21 marzo 2014 at 07:41

      Sì, hai ragione, esce fuori dai soliti schemi, ma mi andava appunto di sperimentare :)

      So che suoni, quindi questo post per forza doveva smuoverti :D
      In passato ascoltavo di più la musica e non è detto che in futuro torni a riascoltarla un po’.

      Comunque, preferisco sempre di più leggere e in quel caso, come quando scrivo, ho bisogno solo di silenzio.

  • franco zoccheddu 20 marzo 2014 at 22:05

    La musica, come la scrittura, ma ci metterei anche i soldi (intendo i molti soldi), e vorrei addirittura dire un bel viaggio, New York (per me, per un altro può essere qualsiasi luogo lontano ed esotico, nuovo), trascorrere una settimana nel profondo silenzio di un monastero e pregare (anche se, per il vero, non prego mai ma è così bello sapere che c’è chi crede nella preghiera), ebbene:
    sono tutte cose che non sono nulla, perchè la vita è in sostanza sopravvivere, ma sono quelle consolazioni che fanno della vita qualcosa che non è solo andare inerzialmente avanti, ma un’avventura.
    A Fra’: e che c’entra con la musica?
    Esatto, non c’entra niente. E’ che la musica, bella, brutta, impegnata, leggera, per ragazzi, per gente seria, è una delle consolazioni della vita che me la rendono così cara e mi fanno sentire così male a pensare che non durerà.
    Non so voi, ma mentre guido per uno dei soliti doveri di lavoro o per l’immancabile commissione, nel frastuono di stupiddaggini che le radio (avete ragione in questo) ci propinano, ogni tanto ascolto un gioiello, semplice, che mi ricorda perchè vivere è bello.
    Credo che scrivo con lentezza, senza ambizione, perchè la scrittura è semplicemente una consolazione dell’esistenza. Pubblicare, arricchirsi, no, è tutta un’altra cosa.

    • Daniele Imperi 21 marzo 2014 at 07:43

      Condivido, Franco. In auto mi piace ascoltare la musica, ma solo se è mia: come ho detto, ci vuole veramente poco per trovare suoni che mi deprimono o rattristano.

  • Luca Sempre 21 marzo 2014 at 10:09

    Non ci posso credere!
    Tu che scrivi un post sulla musica, naaa! :-)

    Comunque io ci sono nato e ci morirò, con la musica. Alcuni viaggi mentali che faccio con lei come compagna li metto poi su carta, spesso.

    Però con gli U2 ho chiuso anch’io vent’anni e passa fa. Concordo. Quando sei alla frutta dovresti cambiare lavoro, o almeno strategia ;-)

  • violaliena 24 marzo 2014 at 12:17

    Bel post!
    Non sono tanto musica dipendente, ma mi piace specialmente quando devo fare qualcosa di poco impegnativo mentalmente che non richieda di dover pensare. Quando devo pensare, scrivere o leggere, mi distrae, la evito.
    Forse sarà colpa dell’età…noto che i più giovani sono molto più multitasking.
    La mia attenzione svapora presto se non la fisso su una cosa unica.
    A proposito di musica e narrazione mi viene subito in mente un telefilm che adoro “Cold Case”, quello dei casi irrisolti e dimenticati .
    La musica li è struttura portante, anche se non entra nella storia direttamente, ricrea epoche, sensazioni e sentimenti.
    Lo trovo perfetto!
    Però sono curiosa su queste “menti di inchiostro” cos’è?

    • Daniele Imperi 3 aprile 2014 at 07:30

      Ciao, mi era sfuggito il tuo commento!

      Ecco: anche io quando devo pensare e essere concentrato ho bisogno di silenzio assoluto.

      “Cold Case” piaceva anche a me :)

      Per Menti d’inchiostro ci vuole tempo, è solo una vaga idea per ora.

  • Francesca 3 aprile 2014 at 00:15

    io con la musica ho un rapporto simile a quello che ho con il cibo. se, per un qualsiasi fattore esterno contingente, non posso/riesco ad ascoltare musica per un tot di giorni, mi succede quello che mi capita quando cambio casa e alimentazione: mi si scombussola l’umore, il che implica innumerevoli oscillazioni dal triste all’aggressivo al depresso :)

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