Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

La mucca viola di Seth Godin

Libri e scrittura

Il nome di Seth Godin è molto conosciuto nel marketing e il suo libro La mucca viola è un saggio che apre gli occhi, che porta una speranza di successo a chi merita, a chi sa lavorare bene, a chi riesce a pensare in maniera profonda e non si lascia guidare dalla massa ma, anzi, riesce a convertire la massa imprimendo una moda, uno status.

La mucca violaQuesto è ciò che sono riuscito a comprendere leggendo questo libro, una lettura scorrevolissima, entusiasmante, informativa, una lettura che si consuma in un’unica seduta e che porta i suoi effetti per sempre, almeno a chi sa recepirli.

La mucca viola ci parla essenzialmente di prodotti commerciali, della creazione di prodotti innovativi, di successo, di fenomeni commerciali che hanno fatto storia. Il libro è pieno di esempi e di casi studio che mostrano direttamente come discostarsi dalla massa ha significato per molte aziende vincere nel mercato.

Lo stile di Godin è discorsivo, colloquiale, non deve e non vuole insegnare, ma solo mostrare: questo è il compito e la grandezza de La mucca viola. Non offre soluzioni, non può farlo. La mucca viola è stato scritto per restare un’icona da leggere. Seth Godin ti dice che qualcuno ce l’ha fatta. E quindi puoi farcela anche tu. Se pensi.

Cosa insegna a uno scrittore La mucca viola

La domanda di Seth Godin è molto semplice: che cosa hanno di diverso le grandi aziende che hanno sfondato nel mercato e che continuano a introdurre i loro prodotti e a imporre la loro presenza con quelle che faticano a sopravvivere?

Hanno trovato una soluzione vincente.

Rigiriamo la domanda agli scrittori: che cosa hanno di diverso i grandi autori che hanno sfondato nel mondo editoriale e che continuano a vendere i loro libri e a imporre le loro storie con quelli che non riescono a emergere?

Prima di rispondere a questa domanda ne pongo altre tre:

  1. Perché Stephen King ancora stupisce?
  2. Perché Asimov ha avuto successo e ancora vende?
  3. Perché Dante Alighieri è tradotto in tutte le lingue?

La risposta è solo una per tutti e tre: hanno deciso di diventare mucche viola. E questa è anche la risposta alla prima domanda. Questi scrittori – come tanti altri famosi come loro – hanno creato opere che non sono passate inosservate.

Oltre i confini della narrativa

Seth Godin ha parlato delle 4P tradizionali, ossia prezzo, promozione, pubblicità, posizionamento e ha detto che oggi non sono più sufficienti. Oggi ci vuole la P di purple cow.

In editoria possiamo dire che oggi non basta più scrivere una storia che stia in piedi, un libro che abbia un buon prezzo, su cui si faccia promozione e pubblicità e che venga ben distribuito. Adesso quel libro deve essere una mucca viola in mezzo alle tantissime mucche marroni rappresentate dagli altri libri.

Lo scrittore di oggi deve fare i conti con l’enorme massa di scrittori già attivi e con l’ancor più grande massa di scrittori che aspirano a pubblicare. Se non crea una storia incredibile, inattesa e fenomenale non riuscirà a far parlare di sé e a farsi notare.

Crea la tua mucca viola

  • Studia le opere di maggiore successo.
  • Studia gli autori che ancora vendono.
  • Leggi quelle opere.
  • Trova i generi che più ti si addicono.
  • Approfondisci i temi di quei generi.
  • Arriva dove altri non sono ancora arrivati.
  • Pensa, pensa, pensa.
  • Crea un’opera letteraria che si possa definire una mucca viola in narrativa.

Nessuno dice che sia facile: ovvio che non lo sia. Com’è ovvio che non tutti potranno creare una mucca viola fra le loro opere scritte. Ma finché non ci provi non potrai saperlo. Né tu né i tuoi lettori.

Estremi del libro

  • La mucca di viola di Seth Godin (titolo originale: Purple Cow)
  • Sperling & Kupfer
  • 3 febbraio 2004
  • 212 pagine

28 Commenti

  1. Giordana
    24 maggio 2013 alle 08:31 Rispondi

    Posso confermarti che quando sono in valutazione, sia di racconti che di romanzi, a parità di tecnica narrativa e correttezza formale del testo, premio sempre il pezzo che più si differenzia dagli altri.

    Passando ad altro, invece, devo dire di non aver una grossa simpatia per i manuali di marketing. Ne possiedo tre. Ne ho letti in totale forse sei, contando i prestiti in biblioteca, e mi ero ripromessa di non perderci altro tempo. Invece questo libro m’incuriosisce.

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2013 alle 08:54 Rispondi

      Seth Godin credo sia l’unico esperto di marketing da leggere :D
      Io voglio comprare altri suoi libri, ne ho sempre sentito parlare bene.

  2. Cristiana Tumedei
    24 maggio 2013 alle 17:44 Rispondi

    Mi piace questa nuova rubrica!

    Inizi con un testo davvero stimolante e l’analisi che hai fatto è tutt’altro che scontata. Sono assolutamente d’accordo con te: chi si occupa di scrittura dovrebbe tendere a produrre solo mucche viola. Insomma, almeno si dovrebbe provare a farlo, anche se credo sia piuttosto complicato.

    Ecco, se vuoi potremmo pure circoscrivere l’analisi alla scrittura per il web o al blogging. Secondo me ogni progetto web degno di nota dovrebbe nascere con questo obiettivo. Solo mirando a distinguersi è possibile offrire qualcosa di nuovo.

    Mi fermo, ché altrimenti inizio a riflettere sul concetto di novità. Meglio appuntare tutto su un quaderno ;)

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2013 alle 19:03 Rispondi

      Grazie, mi fa piacere che sia ben accolta :)
      È vero che è difficile, ma ci si prova.

      Concordo sul fatto che anche sulla scrittura per il web e il blogging bisogna agire allo stesso modo. Rifletti pure sul concetto di novità, ché m’interessa ;)

      • Cristiana Tumedei
        24 maggio 2013 alle 19:05 Rispondi

        Già fatto! Evito di riportarti qui le riflessioni, non mi va di dilungarmi eccessivamente :)

  3. KINGO
    24 maggio 2013 alle 18:30 Rispondi

    Se scrivete mucche viola, scordatevi di pubblicarle con un editore italiano.
    Ve lo dico per esperienza personale che sto facedo proprio in questi giorni.

  4. Lucia Donati
    24 maggio 2013 alle 18:38 Rispondi

    I punti chiave sono sempre quelli: essere originale (quindi non copiare mai, né idee, nè modi di scrivere, pena la non originalità come persona e come scrittore) sopra a tutto, e trovare soluzioni vincenti. Il libro di Godin, dici, non offre soluzioni, forse perché le soluzioni possono solo essere personali e adattate a ogni autore. I grandi autori erano dei “grandi originali” e quello che è venuto fuori dalle loro opere è la loro essenza immortale. Le cose che non passano di moda e che non vengono risucchiate dalla mediocrità sono poche; cose banali, scontate e scopiazzate sono comuni. L’autore immortale è quello che ha una preparazione fuori dalla normalità, un’apertura molto ampia e che possiede la chiave d’accesso per fornirci un capolavoro. Mi ha fatto sorridere la tua frase “…una lettura che si consuma in un’unica seduta” (un po’ da “lettino dello psicanalista…”) :)
    In questo libro l’autore dà speranza? Fa bene: è quella speranza trasmessa che rende il lettore suo amico e partecipante: egli si sente motivato. In altre parole, l’autore, con la speranza che fornisce al lettore, lo motiva due volte: per il lavoro che farà per sé e ( riconoscenza per chi ha scritto il libro), contento a posteriori di aver acquistato quel libro.
    Ovvio che non sia facile, a questo punto, creare mucche viola: non può esserlo, per i motivi visti sopra. Una mucca viola è frutto di un percorso importante dell’autore, come persona e come scrittore.
    (Questo intervento è valido come guest post???) :)

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2013 alle 19:06 Rispondi

      Non vale come guest post, ma grazie lo stesso :D
      Giusto: non può offrire soluzioni, perché quelle vanno ricercate dentro di noi e dentro il nostro progetto.

  5. Cristiana Tumedei
    24 maggio 2013 alle 18:57 Rispondi

    A questo punto, Imperi, vorrei porti una domanda. Secondo te quali sono i criteri che ci permettono di capire se siamo in presenza di una mucca viola? Mi piacerebbe conoscere la tua opinione a riguardo, ché temo la mia visione in merito sia un tantino troppo rigida.

    Se ti va, ovvio. Grazie :)

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2013 alle 19:11 Rispondi

      Ah, mi fai una domandina da seconda elementare :D

      Innanzitutto credo che, prima di lanciare un progetto – un’opera letteraria, magari, per rientrare in tema – nessuno possa sapere se sia o meno una mucca viola. Mi spiego: l’unica cosa che saprai con certezza è di aver fatto qualcosa che non esiste al momento. Se poi quel qualcosa diventerà una mucca viola, un successo quindi, si saprà in seguito all’accoglienza del pubblico.

      Dimmi ora la tua idea. :)

      • Cristiana Tumedei
        24 maggio 2013 alle 19:26 Rispondi

        Beh, nemmeno io sono convinta che una mucca viola sia tale fin dalla sua nascita. Mi spiego: non basta offrire qualcosa di unico e originale in senso lato, quanto piuttosto riuscire a esprimere qualcosa come mai nessuno prima di te è riuscito a fare.

        Ritorniamo alla letteratura. Esistono opere considerabili mucche viola in assoluto, oppure sono i singoli ad accreditare loro tale carattere? Ecco, io propendo per la seconda ipotesi. Perché, in sostanza, credo che la mucca viola sia semplicemente uno scritto che riesce ad emergere, non tanto a distinguersi.

        Provo a essere più chiara. Perché Stephen King, che tu citi come esempio, è una mucca viola? Solo per l’originalità delle sue opere e del suo stile? Non credo. Semplicemente si tratta di un insieme di fattori che lo rendono tale. E, senza il favore del pubblico, resterebbe del colore del legno.

        • Daniele Imperi
          24 maggio 2013 alle 19:33 Rispondi

          Il successo è definito dal pubblico, hai ragione. In che modo? Su questo potremmo riflettere: cosa rende un’opera letteraria una mucca viola? Giusto considerare una serie di fattori. La Commedia di Dante (le restituisco il nome originale) è una mucca viola perché – secondo la mia opinione – nessuno mai è riuscito anche solo ad avvicinarsi a creare un’opera come quella.

          Dunque una domanda crudele: Dante Alighieri ha davvero creato una mucca viola o tutti gli altri hanno solo creato mucche marroni?

  6. Cristiana Tumedei
    24 maggio 2013 alle 19:47 Rispondi

    Posso fare una considerazione spietata, Imperi? Siamo sicuri che ad essere una mucca viola non sia semplicemente Dante? Insomma, perché la sua Commedia ottiene così tanti consensi, mentre altre opere di autori differenti passano inosservate?

    Vuoi sapere davvero cosa penso? Che tutti noi, nel profondo, siamo consapevoli del nostro valore. Scrivere una mucca viola è possibile solo se sei tu ad essere di quella tonalità. Da questo credo derivi buona parte della frustrazione degli autori marroni.

    Per esempio, io so benissimo di presentare sfumature che nemmeno si avvicinano alle tonalità violacee. È per questo che, per quanti piccoli successi potrò ottenere, non sarò mai soddisfatta.

    Quindi, a questo punto, la domanda è: come diventare noi stessi delle mucche viola?

    • Cristiana Tumedei
      24 maggio 2013 alle 19:48 Rispondi

      Perfetto, Tumedei! Ho fatto un disastro sul finale per colpa dello smartphone… perdona i refusi :)

    • Daniele Imperi
      24 maggio 2013 alle 19:56 Rispondi

      Hai perfettamente ragione: una mucca viola viene creata da chi è in grado di crearla. Punto.

      Non tutti sono geni e solo i geni possono creare mucche viola.

      Rileggerò poi con calma i vari commenti, ché c’è materiale per futuri post. Grazie ;)

  7. franco zoccheddu
    24 maggio 2013 alle 20:43 Rispondi

    Mucche viola, mucche marroni. Aspettate un attimo…
    No, decisamente.
    Ah, vi spiego: sono andato a guardarmi allo specchio, ma niente mucche. Solo e unicamente un anonimo essere umano, rosa-arancio pallido.
    Niente mucca viola.

  8. franco zoccheddu
    24 maggio 2013 alle 20:43 Rispondi

    niemte = niente.

  9. Roberto
    24 maggio 2013 alle 21:26 Rispondi

    Mi ero riproposto da tempo di leggere Seth godin e credo che comincerò da questo libro. Cosa mi dici a proposito di “Stop stealing dreams”?

    • Daniele Imperi
      26 maggio 2013 alle 16:55 Rispondi

      Ciao Roberto e benvenuto nel blog. Non conosco quel libro che menzioni.

  10. Tenar
    25 maggio 2013 alle 14:32 Rispondi

    Mi piace tantissimo l’immagine della mucca viola.
    Speriamo solo che i lettori non siano daltonici!

  11. francesca
    31 maggio 2013 alle 16:49 Rispondi

    Fantastico post. Un piacere averti trovato Daniele. ;) Francesca

  12. Divertimento 1889 di Guido Morselli
    14 giugno 2013 alle 05:00 Rispondi

    […] storico, né classico – anche se ne ha l’aroma – né romanzo moderno. È una sorta di mucca viola all’interno della narrativa […]

  13. 5 idee regalo per i blogger - Social Daily
    11 dicembre 2013 alle 00:48 Rispondi

    […] Su Penna Blu, il blog del mio amico Daniele Imperi,  trovi una breve recensione. […]

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.