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I mostri sacri della scrittura

Qual è l’Olimpo dei vostri autori preferiti?

Mostri

Non pensate che sia impossibile parlare di quali siano questi mostri della letteratura? Una lettrice – o era un lettore? – mi ha chiesto di scriverne qualche giorno fa e così ho pensato quali autori considero irraggiungibili come bravura e spessore narrativo.

È un elenco di 11 scrittori – in ordine alfabetico per non far torto a nessuno – che non potrà restare invariato, è ovviamente un elenco incompleto. Cosa curiosa: sono 6 scrittori italiani e 5 americani.

Italo Calvino

Quando leggi Calvino, capisci di essere entrato in un altro mondo. No, forse sei entrato proprio nella sua testa, in mezzo a tutte quelle idee strambe che invece funzionano, che alla fine ti fanno guardare la realtà quotidiana così com’è, piena delle sue magie ma anche dei suoi difetti.

Ho trovato la sua scrittura fresca, classica, pulita, evocativa e moderna al tempo stesso. Forse non si può classificare come scrittore e inserirlo fra i classici moderni è solo un modo per dire “Ehi, sei un grande autore, intanto ti mettiamo qui, nell’attesa che nasca il genere letterario calviniano”.

Philip K. Dick

Il primo suo romanzo che ho letto fu Ubik, che a me non è piaciuto, poi ho deciso di dargli un’altra possibilità – eh, certo, che dare possibilità a Dick ce ne vuole – anche perché avevo comprato altri suoi libri. Così ho letto altri 3 romanzi, che mi sono piaciuti tutti, e ne ho presi altri.

Dick viene associato alla fantascienza, ma non ha scritto solo di questo genere. Basandomi solo su 4 romanzi letti, mi sento di dire che Philip K. Dick abbia scritto la storia americana a modo suo, che l’ambientazione era solo una scusa per parlare di qualche problema umano.

Come scrive Dick? Non so dirlo, sinceramente, la sua è una scrittura senza fronzoli, a tratti dura a tratti perfino poetica, ma di una poesia malinconica. Dick è realistico, questa è la mia impressione.

Umberto Eco

Non è stato facile leggerlo e di lui ho letto soltanto Il nome della rosa e devo iniziare ancora Il cimitero di Praga. Credo che avvicinarsi a Eco significhi toccare la lingua italiana in tutta la sua potenza, sfiorare una scrittura che mai potrà appartenerci.

Quando ho letto quel romanzo, a me è sembrato di leggere un classico, un’opera che non avrebbe dovuto essere stata stampata in epoca moderna, ma parecchi decenni prima. Umberto Eco è uno di quegli scrittori che tu leggi e sai appartenere a un’altra dimensione, quella dove è custodito il linguaggio, quella dove tu non potrai entrare.

Giovannino Guareschi

Come Dick ha narrato la sua America, così Guareschi ha raccontato la sua Italia e l’ha fatto con tante di quelle parole da aver battuto ogni record, secondo me. È ricordato per il suo Don Camillo, ma quella è solo una piccola parte di ciò che ha scritto.

Ci sono tutte le storie di guerra da leggere e sono davvero tante e anche illustrate da lui stesso, gran vignettista e caricaturista, oltre che scrittore.

Vedo le sue storie tutte avvolte da una sorta di tristezza, di malinconia, però sono storie che profumano di ricordi, di un passato che ha dato sofferenza ma che è suo, personale, e Guareschi lo fa rivivere ogni giorno che qualcuno apre un suo libro.

Stephen King

Come potevo non inserirlo nella lista? Che piaccia o meno, King ha fatto storia e se l’ha fatta un buon motivo ci sarà. Finora ho letto solo 3 suoi libri, ma mi è bastato per capire che siamo di fronte a uno che sa come scrivere.

Difficile arrivare là dove è arrivato King. Beh, è arrivato al cinema, no? È vero che alle volte si dilunga e qualcuno ha detto che in America pagano a parole, quindi più scrivi più soldi prendi, ma resta il fatto che lo leggi senza problemi. Questo non fa certo di te uno scrittore come Stephen King, ovvio. Né è un mostro sacro uno che leggi facilmente, ma leggi le sue storie perché attraggono e piacciono.

Guido Morselli

Non è conosciuto da molti, ma è uno di quegli scrittori che si discosta dagli altri, che non riesci a inquadrare, con uno stile così personale e con un modo suo di creare storie che quando lo leggi ti resta dentro.

Leggendo le sue opere ti accorgi che è impossibile scrivere quelle storie, che le trame sfuggono a ogni classificazione, che quel suo narrare coglie i lati più nascosti di eventi e scene, che quel suo investigare gli stati d’animo dei personaggi era forse un modo per investigare quello dell’umanità che ha conosciuto.

Jack London

È uno di quegli autori che dovrebbero leggere tutti. Quando entri in una delle sue storie, sai che stai entrando nella vita di Jack London, nel suo vero passato, nelle sue sofferenze, e quelle storie sono le stesse storie che lui ha vissuto.

La sua scrittura è pulita, perché neanche London usa fronzoli, abbellimenti. I suoi racconti sono abbelliti e decorati dai personaggi e dalle loro vicende. È questo che importa. Forse London ha voluto mostrare la schiettezza dell’esistenza e per farlo non ha avuto bisogno di altro che di quelle storie.

Cormac McCarthy

Non è una novità che io sia fissato con questo scrittore. McCarthy è uno di quegli autori che non dimentichi. Ho letto quasi tutte le sue opere e la mia impressione è che abbia voluto mostrare il lato peggiore del genere umano. La spietatezza delle sue storie rappresenta al meglio la faccia perversa dell’umanità.

Ha una scrittura corposa. Nonostante i suoi romanzi, eccetto Suttree, siano tutti brevi, sono comunque pieni, solidi, non danno spazio al riposo, non c’è tregua per chi legge. Il lettore forse subisce la sua scrittura, ma nel senso che ne viene imprigionato e non può che lasciarsi strapazzare, sballottato di pagina in pagina fino all’ultima.

Luigi Pirandello

Appena ho letto Pirandello, uno dei libri delle Novelle per un anno, ho capito di trovarmi di fronte a uno di quegli scrittori che non possono mancare nella nostra biblioteca, anche solo per il fatto di aver raccontato un pezzo del nostro paese.

Di molti autori io tendo a dimenticare ogni cosa, ma di Pirandello ricordo ancora le storie lette oltre 20 anni fa, come Vittoria delle formiche, tanto per fare un esempio, o Lontano. E credo sia un autore di cui leggere l’opera completa.

Edgar Allan Poe

Viene sempre associato all’orrore, ma la sua produzione, per quanto breve, ha toccato vari generi letterari. Quando leggi Poe non puoi non notare la sua elevata cultura e la sua abilità nel connettere opere e situazioni. È disarmante.

È difficile immaginare lo scrittore dietro quelle opere. La sua scrittura maschera la sua personalità, anche se l’angoscia che lo turba si sente in molte sue opere, forse più nelle poesie, espressione più intima di uno scrittore.

Gianni Rodari

E concludo questo mostrario della letteratura con un autore che si ricorda sempre col sorriso. Rodari è uno scrittore effervescente, non mi viene un aggettivo migliore per valutarlo. L’eccezionale fantasia che ha dimostrato lo promuove a fantasista della narrativa.

Ecco la parola che si associa immediatamente a Gianni Rodari: fantasia. Non ne esiste un’altra. Ne ha fatto un lavoro, potremmo dire. Dovremmo leggere un suo libro l’anno per tuffarci, per alcune ore, nei suoi mondi impossibili e bizzarri.

I vostri mostri sacri della scrittura

Questi sono i miei. Ora tocca a voi: sapete elencare su due piedi i vostri mostri sacri della letteratura?

81 Commenti

  1. franco battaglia
    3 giugno 2014 alle 05:45 Rispondi

    Alessandro Baricco e Giorgio Manganelli. Potresti non conoscere, ma dubito, il secondo. Se cosi fosse procurati Centuria e stupisci. ;)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 07:52 Rispondi

      Li ho sentiti entrambi e, forse proprio tu, mi avevi già accennato di Centuria.

  2. ferruccio
    3 giugno 2014 alle 07:13 Rispondi

    Hemingway numero uno, d’altra parte il mio blog non parla quasi d’altro LOL

  3. Fabio Amadei
    3 giugno 2014 alle 07:51 Rispondi

    Su due piedi, Kafka e Buzzati. Stile , fantasia e sospensione…

  4. LiveALive
    3 giugno 2014 alle 08:15 Rispondi

    Il mio autore preferito in assoluto è D’Annunzio, non posso farci niente: anche se le sue storie finiscono per farsi odiare, il suo stile mi piace troppo, così barocco, così sovrabbondante…!
    Gli autori che conosco meglio però sono Flaubert e Tolstoj, anche se forse a loro preferisco Dante: la Commedia è in assoluto il libro che più mi ha emozionato. Il mio preferito però rimane l’Eneide di Virgilio.
    Ho anche io molto rispetto di Edgar Allan Poe. Però, c’è solo un autore che mi fa dire “io non lo raggiungerò mai”: Proust.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 08:24 Rispondi

      Quelli che hai nominato sono i grandi della letteratura. Proust non l’ho mai letto, ma non mi attira molto.

      • LiveALive
        3 giugno 2014 alle 08:38 Rispondi

        Ci sono anche grandi che non ho apprezzato, come Landolfi: il Gattopardo è molto più complesso di ciò che sembra, ma personalmente non mi dice nulla. Anche Cervantes non sono riuscito a farmelo piacere.
        Grande ammirazione invece per Boccaccio! E anche Voltaire mi è sempre piaciuto molto. Poi naturalmente la prima esperienza letteraria non sì scorda mai: nel mio caso, continuo ad amare le trame di Dumas.
        Tra i moderni, mi piace George Martin. Non ho ancora letto Margaret Mazzantini, ma mi ispira, e stessa cosa per la Modigliani.

        P.S.: scusa la domanda, ma… La risposta al messaggio inviato tramite il “contattami” dove la trovo? Perché la mia mail è vuota…

        • Daniele Imperi
          3 giugno 2014 alle 12:02 Rispondi

          Il gattopardo è di Tomasi di Lampedusa, non di Landolfi.

          Ti ho risposto all’email che hai inserito :)
          È una hotmail, quindi la trovi lì. Controlla magari fra lo spam.

          • LiveALive
            3 giugno 2014 alle 13:16

            Ah, benedetto Landolfi! XD Chissà com’è che mi è venuto così. Comunque, sì, neanche Landolfi mi piace tanto.
            …Hotmail continua a dirmi che non c’è posta. Non vorrei averla cancellata per sbaglio, ma non mi sembra proprio.

  5. Michele Scarparo
    3 giugno 2014 alle 08:42 Rispondi

    Sugli italiani concordo pienamente, in particolare su Calvino, Rodari ed Eco, la cui scrittura è quella più vicina alle mie corde. Cioè, forse è meglio dire che le mie corde tendono alla loro scrittura, ecco :)
    Gli stranieri, invece, in questo momento mi sono parecchio distanti…

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:28 Rispondi

      Come mai non ami gli scrittori stranieri? Io ho letto più autori esteri invece.

      • Michele Scarparo
        3 giugno 2014 alle 12:47 Rispondi

        Non so… non c’è un perché “vero”; è solo che ultimamente ho preferito gli italiani ed in particolare quei tre: la loro scrittura mi piace davvero tanto.
        Però, fino a qualche anno fa, avevo letto praticamente solo stranieri.

  6. Chiara
    3 giugno 2014 alle 08:54 Rispondi

    Pur non essendo un’amante dei classici, anche io adoro Calvino.
    Chiamami pure provinciale, ma è un mio concittadino, cresciuto a Sanremo, abbiamo studiato nella stessa scuola ed alcuni anziani della città l’hanno conosciuto. Libereso Guglielmi, che è stato il suo giardiniere, ha scritto libri a sua volta.
    “Avventura di uno spettatore” e “La strada di san Giovanni” sono i libri che maggiormente raccontano la sua vita in queste zone. Ogni volta che mi capita di rileggerli mi commuovo.
    Un piccolo aneddoto: quando ho dato l’esame di letteratura italiana, all’università, il percorso monografico era proprio su Calvino. Il mio professore, dopo aver visto il mio libretto, con la data di nascita, si è illuminato e praticamente mi ha chiesto solo quello :D
    A quest’olimpo, io aggiungerei anche Oscar Wilde.
    Buona giornata
    P.S. Questa risposta mi ha dato l’idea per un post. Farò un omaggio a Calvino sul blog!

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:29 Rispondi

      Ok, aspetto di leggere il tuo post, ma ricorda di aggiungere la url del blog quando commenti ;)

      • Chiara
        3 giugno 2014 alle 16:21 Rispondi

        Si hai ragione … stamattina ero di fretta e mi sono scordata. :D
        Quando scriverò il post di Calvino ti avvertirò.. Mi piacerebbe proporre un brano originale, magari parlando con qualche mio concittadino anziano!

  7. deborahdonato
    3 giugno 2014 alle 09:25 Rispondi

    Calvino e Pirandello, concordo. Su Eco ci ho fatto perfino la tesi di laurea, però on lo inserirei nella mia lista, che vede come protagonisti: Proust (in assoluto), Mann, Garcìa Marquez, Virgiia Woolf.

  8. Salvatore
    3 giugno 2014 alle 09:49 Rispondi

    Chuck Plahniuk, Bret Easton Ellis, Irvine Welsh, Don Delillo, George Orwell, Jack Kerouac – stranamente non mi vengono in mente autori italiani… Forse Dino Buzzati, ma ho sempre trovato la narrativa italiana provinciale, probabilmente sbagliando. Da notare che non ho neanche inserito i russi, ma una menzione speciale a Fedor Dostoevskij, più degli altri, non può mancare.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:32 Rispondi

      Gli autori russi mi piacciono molto. Ma non trovo provinciale la letteratura italiana.

  9. Seagal93
    3 giugno 2014 alle 09:53 Rispondi

    Post interessante :)
    Non ho mai letto seriamente un classico anche se alle superiori ho letto più di qualche opera. Sinceramente non sembra essere il mio mondo.
    Per quanto mi riguarda nessuno, ad oggi, mi ha impressionato come Micheal Crichton. Uno scrittore/sceneggiatore pazzesco secondo me. Pulito e diretto ma allo stesso tempo scientifico e tecnico.
    Basta leggere “Andromeda”, vedere quanti anni aveva Crichton quando lo scrisse, e capirete la bravura immensa di questo scrittore.
    Ciao :)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:33 Rispondi

      Purtroppo di Crichton ho letto un romanzo postumo, che non avrebbe dovuto essere pubblicato, L’isola dei pirati. Magari proverò Andromeda.

      • Seagal93
        4 giugno 2014 alle 21:04 Rispondi

        Ho finito oggi !”Sfera”, sempre di Crichton. Posso dirlo con sicurezza: il miglior libro che ho letto nella mia vita.
        C’è tutto: fantascienza, thriller, paranormale, psicologia.

        • Daniele Imperi
          5 giugno 2014 alle 07:47 Rispondi

          Se ha qualcosa a che fare col film, io passo :)

          • Seagal93
            5 giugno 2014 alle 10:09

            Ahahah nono il film purtroppo fa piangere per quanto è superficiale. Il libro è tutto un altro livello.

  10. Fabio Amadei
    3 giugno 2014 alle 09:57 Rispondi

    Anch’io sto leggendo Centuria di Manganelli . Dalla scrittura da interpretare: difficile ed un po’ criptico ma dallo stile perfetto, scritto in perfetto italiano .

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:34 Rispondi

      Tutti che parlano bene di Centuria, vedo se è disponibile un’anteprima online.

  11. Salomon Xeno
    3 giugno 2014 alle 10:35 Rispondi

    Calvino, Vonnegut, Lee, HPL, Brown, Lord Dunsany. Così, su due piedi! :)

  12. Girolamo
    3 giugno 2014 alle 12:29 Rispondi

    A questa lista aggiungerei Oriana Fallaci e Italo Svevo

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:35 Rispondi

      La Fallaci non mi attira, di Svevo ho La coscienza di Zeno, che prima o poi leggerò.

      • Claudia
        6 giugno 2014 alle 11:28 Rispondi

        “Adesso che invecchio e m’avvicino al tipo del patriarca, anch’io sento che l’immoralità predicata è più punibile di un’azione immorale. Si arriva all’assassinio per odio o per amore; alla propaganda dell’assassinio solo per malvagità”.
        Italo Svevo. La coscienza di Zeno

        Bello stralcio vero?

  13. MikiMoz
    3 giugno 2014 alle 12:43 Rispondi

    Da oBBroBBrio mi hanno appena detto che sono il ghost writer di Murakami, ma paradossalmente Murakami non m’attizza molto.
    Abbiamo in comune zio Edgar, per me imprescindibile, e Eco.
    Poi per me c’è Ian McEwan, Bukowski, Joyce, da piccolo adoravo King ma ora a parte Misery, IT e Stagioni Diverse il resto lo piglierei e gli darei fuoco.
    Hesse merita, Shakespeare idem e Steinbeck pure (Pian della Tortilla comanda).
    Dante, Mishima, Howard, Garcia Lorca… troppi ce ne stanno XD
    Ma su tutti, per me, spicca Miura. In quanto a scrittura non è secondo nessuno, anche se si tratta di un romanzo grafico ;)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:51 Rispondi

      Steinbeck m’è piaciuto. Dante non l’ho inserito perché è Dio :D

      Miura: l’autore di Berserk? (Ho cercato online). Come valuti la scrittura di un fumetto? Non è possibile, secondo me. Ok che devi scrivere il soggetto, ma lì non si parla più di scrittura, ma di sceneggiatura alla fine, che è tecnica.

      • MikiMoz
        3 giugno 2014 alle 13:29 Rispondi

        Sempre scrittura è, anche in modo sceneggiato.
        E poi, la scrittura è anche l’ideazione di un personaggio, la sua costruizione, la “bibbia” per così dire… forse scrivere un fumetto a questi livelli è più complesso che scrivere un romanzo… chissà :)

        Moz-

        • Daniele Imperi
          3 giugno 2014 alle 13:48 Rispondi

          In un certo senso, ma è più corretto suddividere gli scrittori dagli sceneggiatori, o comunque la scrittura creativa dalla sceneggiatura.

          Se ti metti a leggere solo sceneggiature, che sono una scrittura appunto tecnica, fredda, scarna, non migliorerai a scrivere, proprio perché la sceneggiatura ha un vocabolario e un linguaggio limitati.

          • MikiMoz
            3 giugno 2014 alle 13:54

            Guarda, per me non si tratta di essere freddi o tecnici (anche la narrativa impone delle tecniche, dopotutto), ma è solo un altro modo per narrare. Forse anche più difficile.
            Se in letteratura puoi -ad esempio- usare un a frase di raccordo per descrivere certe cose, nel fumetto (ma parlo principalmente di Berserk) l’autore deve stare attento a farlo anche attraverso i disegni, o al mutismo di certe scene che dicono più di mille parole.
            In effetti, sai una cosa? Mi sono sempre chiesto se Berserk, per certe scene che ha (solo sguardi tra personaggi, che è il lettore a dedurre e interpretare) potrebbe mantenere la stessa energia se raccontato solo a parole.

            Moz-

  14. Gabriel
    3 giugno 2014 alle 12:46 Rispondi

    Puó sembrare strambo, ma io adoro alla follia Adam Douglas (Guida Galattica per Autostoppisti)! :D

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 12:53 Rispondi

      Ciao Gabriel, benvenuto nel blog.

      A me onvece non è piaciuto e ho abbandonato quel libro dopo 20 pagine :)

      Ma non è strano che piaccia, non sei il primo che sento che l’apprezza. A me un’amica ha consigliato quel libro, ma non sono riuscito a continuarlo.

  15. silvio pezza
    3 giugno 2014 alle 13:21 Rispondi

    Sui “due piedi” miei : Mordecai Richler, Garcia Marquez, Bulgakov, Ludovico Ariosto, impossibile stabilire il “top” dipende dalla stagione, da come ti senti, dove ti trovi.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 13:24 Rispondi

      Ciao Silvio, benvenuto nel blog.

      Grande Bulgakov, ho letto Uova fatali e Cuore di cane.

      • silvio pezza
        3 giugno 2014 alle 13:27 Rispondi

        Il Maestro e Margherita, naturalmente. Ho dimenticato Heinrich Boll

        ciao buona girnata

  16. Daniele Imperi
    3 giugno 2014 alle 13:23 Rispondi

    LiveALive

    …Hotmail continua a dirmi che non c’è posta. Non vorrei averla cancellata per sbaglio, ma non mi sembra proprio.

    Inviata di nuovo :)

  17. Tenar
    3 giugno 2014 alle 14:55 Rispondi

    Bellissimo post, anche se è difficile scegliere gli autori preferiti.
    Ci provo, spaziando senza pietà dai mostri sacri agli autori di genere.
    J.L Borges
    Non voglio smettere di perdermi nei suoi labirinti
    U. Eco
    Solidità e inventiva.
    U.K Le Guin
    Non solo fantasy o fantascienza, per me lei è l’Autrice.
    J.R.R. Tolkien
    Senza i suoi libri sarei una persona diversa.
    F. Vargas
    Adoro i suoi gialli, i suoi personaggi e le sue atmosfere
    M. Yourcenaur
    La prosa più bella di sempre.
    Senza dimenticare Omero, Dante e Ariosto, perché i poemi avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 19:56 Rispondi

      Grazie :)

      Ti boccio, però, Borges e Le Guin :D

      Yourcenaur non lo conosco.

  18. Donatella
    3 giugno 2014 alle 16:42 Rispondi

    Adoro Calvino, ma non solo i suoi romanzi, avete letto il saggio: “Lezioni americane”? Sono conferenze che ha tenuto in una Università Americana, invitato dalla stessa ovviamente. E’ affascinante. Ma adoro anche tutta la letteratura inglese dell’800. Virginia Wolf, Jane Austen, Bronte ecc…….. Che dire poi degli autori russi dell’800. Meravigliosi è dire poco. L’autore americano che mi piace più di tutti è il premio nobel Steinbeck Tutti i suoi romanzi sono stupendi, ma leggetene due forse meno noti ma potrei dire due diamanti: “La corriera stravagante” “La Perla”. L’elenco sarebbe lunghissimo, aggiungo solo Leonardo Sciascia che adoro.

    • LiveALive
      3 giugno 2014 alle 19:40 Rispondi

      Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che Calvino sia morto prima di tenere quelle lezioni. Comunque, sono lezioni importanti e piene di idee.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 19:58 Rispondi

      Ho comprato da poco Lezioni americane.

      Devo ancora leggere Wolf, Austen, Bronte, ma ho qualche loro opera.

  19. franco zoccheddu
    3 giugno 2014 alle 16:48 Rispondi

    Borges, Dante, Giovanni l’evangelista, Verne, Proust, Joyce, Eco. Scusate se appaio scontato.
    Poi i pensieri in (semi)libertà di una schiera di fisici del novecento.

  20. Ivano Landi
    3 giugno 2014 alle 17:14 Rispondi

    Su alcuni nomi non ho dubbi. Sono i miei mostri sacri e li rifrullo fino alla nausea: Rainer Maria Rilke, Marcel Proust, Henry Miller, Thomas Pynchon. Di questi quattro autori ho letto tutto o quasi tutto.

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 20:00 Rispondi

      Rilke: ho letto le Danze macabre.

      Di Pynchon ho Mason&Dixon, ma non so se e quando lo leggerò.

      • Ivano Landi
        3 giugno 2014 alle 20:36 Rispondi

        Mason & Dison è un’esperienza unica, quasi allucinatoria. E’ come entrare in un universo alternativo regolato da leggi sue proprie. L’ho letto sia in inglese che in italiano.

  21. dramaqueen
    3 giugno 2014 alle 18:33 Rispondi

    Su due piedi, mi vengono in mente Asimov e Tolkien… e se dovessi citare un’italiana, direi Bianca Pitzorno (non fatevi ingannare dal fatto che scriva libri per ragazzi)

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2014 alle 20:00 Rispondi

      A me i libri per ragazzi piacciono e, se vuoi scrivere storie per quel pubblico – a me interessa – devi per forza leggerle.

  22. Sandra
    3 giugno 2014 alle 20:49 Rispondi

    Assolutamente da includere: Steinbeck e Gothe. Comunque 10 davvero sono pochini da tirare fuori. Clap clap per Rodari.

  23. Luca.Sempre
    3 giugno 2014 alle 22:30 Rispondi

    Pirandello.
    Cormac McCarthy.
    Don De Lillo.
    Michael Cunningham.
    Agota Crishof.
    Jennifer Egan.
    Adam Jhonson.
    E poi forse altri. Mi verranno in mente.

  24. Anna
    3 giugno 2014 alle 22:38 Rispondi

    Florence Montgomery, Charlotte Bronte, Jane Austen, Vamba, Oscar wilde, Bianca Pitzorno e concludo con un libro a me molto caro che tengo sempre in borsetta: studiare e lavorare con profitto di Jean Guitton

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2014 alle 07:41 Rispondi

      Ciao Anna, benvenuta nerl blog.

      Florence Montgomery e il suo Incompreso :)
      Bellissimo libro.

  25. silvio pezza
    4 giugno 2014 alle 08:27 Rispondi

    Per Daniele : post di ieri h. 19.56
    Si parlava ovviamente di Marguerite Yourcenar e credo che tu abbia voluto scherzare in risposta a Tenar per la grafia errata ( Yourcenaur)
    Per me nel top del top (L’opera al nero, memorie di Adriano ecc.)
    Questo blog è bellissimo ma potrebbe teoricamente continuare per anni.
    Bene così!

    Silvio

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2014 alle 10:47 Rispondi

      No, non conosco sul serio Yourcenar :)
      Nel senso che non l’ho mai sentita. Però Memorie di Adriano sì, ma non sapevo fosse suo.

      Grazie dei complimenti :)
      Se Penna blu continuerà per anni non lo so, vedremo :)

    • LiveALive
      4 giugno 2014 alle 18:29 Rispondi

      Il commento di Silvio mi ha ispirato: sono appena andato a comprarmi le Memorie di Adriano. Promette bene.

  26. silvio pezza
    4 giugno 2014 alle 08:30 Rispondi

    idea per chiudere : selezioniamo 10 autori e li votiamo entro un tempo definito , vediamo chi vince prendendo più voti.

    • Daniele Imperi
      4 giugno 2014 alle 10:47 Rispondi

      Il problema è proprio questo: come li selezioni gli autori?

  27. Pallanzasca
    4 giugno 2014 alle 11:33 Rispondi

    Ciao Daniele
    complimenti, davvero un bel blog, chiaro e preciso. I miei sono: Hesse, Nietzsche, Baricco, Ende e Leopardi.

    • Daniele Imperi
      5 giugno 2014 alle 07:47 Rispondi

      Ciao Pallanzasca, grazie e benvenuto nel blog.

      Ho iniziato a leggere La gaia scienza di Nietzsche e ho letto Ende e qualcosa di Leopardi. Grandi scrittori.

  28. Mila
    5 giugno 2014 alle 22:51 Rispondi

    Condivido in pieno per Calvino. Ogni volta che lo leggo penso a quanto sia ancora attuale. Autori come lui sono rari. Io aggiungo Hamingway, Jane Austen e Joe Lansdale. Il suo ritmo è incredibile.

    • Daniele Imperi
      6 giugno 2014 alle 07:32 Rispondi

      Vero, Calvino è sempre attuale.
      Volevo inserire Lansdale, però secondo me non ha lo spessore che hanno gli altri.

  29. Marella
    10 giugno 2014 alle 17:31 Rispondi

    Premessa: odio le classifiche, soprattutto in ambito letterario.
    E il problema è quantitativo, a mio parere: sono talmente tanti gli scrittori che ci hanno coinvolto, emozionato, sconvolto che 10, 20, 100 nomi non bastano. Potrebbe, forse, essere interessante creare un tema ragionando, volta per voltam sugli scrittori che maggiormente l’hanno espresso: ma è un lavoro titanico e, a mio parere, anche un po’ supponente. La nostra pochezza è grande….
    Fermo restando che dal 900 in poi, e tendenzialmente in ambito letterario, non poetico, l’Italia non brilla ….(a parte rari e sempre più sporadici, con il passare del tempo, casi)

    • Daniele Imperi
      10 giugno 2014 alle 19:36 Rispondi

      Ciao Marella, benvenuta nel blog.

      Ho premesso anche io che il numero è riduttivo. Diciamo che sono gli 11 che finora mi hanno dato l’idea di essere dei mostri della scrittura.

      Anche per quanto riguarda i temi affrontati, potrebbero esserci pareri discordanti. L’Italia, poi, non brilla per autori moderni, secondo me.

  30. Bianca
    23 giugno 2014 alle 18:34 Rispondi

    A me piace molto la scrittura sud americana: Jorge Amado, Garcia Marquez, Marcella Serrano, Isabel Allende e Angeles Mastretta. La trovo viva, forte, emozionante ed anche lacerante e violenta ma soprattutto Viva!
    Poi amo Pirandello e Sciascia . Splendido Se questo è un uomo di Levi. Invece ho trovato poco convincente Hemingway. Dei contemporanei ho trovato emozionante e delicato Nati due volte di Giuseppe Pontiggia ed amaro/ironico l’eleganza del riccio di Muriel Barbery.
    Buona lettura a tutti

    • Daniele Imperi
      24 giugno 2014 alle 07:35 Rispondi

      Ho letto solo Marquez dei sudamericani e credo proprio che mi fermerò qui. Hemingway mi ha annoiato a morte.

  31. matteo
    23 giugno 2014 alle 20:55 Rispondi

    Io sono più orientato sul genere storico quindi i miei scritori preferiti sono in assoluto Patrick o’Brian con la sua lunghissima saga su Aubrey e Maturin (da cui hanno tratto anche il film master and commander, non so se l’avete visto) e Guido Cervo di cui mi è piaciuta tantissimo la trilogia su Valerio Metronio.
    Forse anche ken follett ma non saprei perché il volo del calabrone è uno dei miei romanzi preferiti ma le gazze ladre mi ha fatto proprio schifo.
    E naturalmente tra i preferiti ci va anche Bernard Cornwell che scrive stupendamente.

    • Daniele Imperi
      24 giugno 2014 alle 20:34 Rispondi

      Ciao Matteo, benvenuto nel blog.
      Il film a me non è piaciuto :)

      Il genere storico mi piace molto, ma ultimamente non mi attrae. Ho diversi romanzi di Cornwell arretrati e molti di O’Brian. Follett non ha convinto neanche me.

  32. Bianca
    31 agosto 2014 alle 09:18 Rispondi

    Finalmente quest’estate sono riuscita a leggere Il guardiano del frutteto e La strada di Cormac.
    Insuperabile La strada, un pugno allo stomaco, una scrittura che non ti lascia respirare. A questo punto sono curiosa di vedere il film anche se generalmente è difficile eguagliare la bellezza di un libro.
    Voglio leggere Figlio di Dio che mi è stato consigliato anche da mio fratello, grande lettore, e Suttree.
    E appena riesco leggo anche autori elencati nelle classifiche che conosco di nome ma non ho mai letto. Purtroppo il mio tempo libero da dedicare alla lettura è più breve di quello che vorrei.

    • Daniele Imperi
      31 agosto 2014 alle 20:09 Rispondi

      Ho rivisto il film qualche giorno fa in dvd – così sono 3 le volte che l’ho visto – e preferisco il libro. C’è la parte inutile dell’attrice – non ricordo mai i nomi – e altre scene inventate.

      Figlio di Dio e Suttree sono diversissimi fra loro, ma due capolavori secondo me.

      Prossimamente parlerò di un capolavoro della letteratura moderna.

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