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10 modelli di post

Modelli postIn questo articolo ho voluto raggruppare i dieci formati in cui è possibile creare post per un blog – almeno tutti quelli che mi sono venuti in mente – una serie di modelli diversi che possono stuzzicare la creatività.

Si tratta di dieci strutture, che sarebbe bene alternare per variare le pubblicazioni e rendere il proprio blog più interessante e anche originale. Ogni modello richiede un approccio diverso e magari si adatta a contenuti particolari e non a tutti.

1 – Post a struttura libera

Ne ho scritti pochi, a dire la verità. Un articolo libero non prevede alcun tipo di struttura, basta semplicemente scrivere, dare sfogo alla propria fantasia. Scrivere di getto un post è una forma genuina di blogging, anche se non rispetta perfettamente i dettami della SEO e della scrittura per il web.

Ma il blogging, per me, deve restare una forma libera di espressione dell’individuo e il blogger deve concedersi anche “pause” da regole e buone pratiche, che troppo spesso ci irrigidiscono.

2 – Post strutturati

Sono il modello che preferisco o, meglio, quello che uso di più, ormai consolidato da anni e anni. Un articolo del genere prevede appunto una struttura rigida, quindi l’argomento suddiviso in parti, in una sorta di capitoletti scanditi da sottotitoli.

Nel web è il modello più usato, perché facilita la lettura spezzando la monotonia del testo. Permette di saltare da una parte all’altra e mantenere l’attenzione. Per me è molto semplice creare post del genere – quindi li ritengo anche più veloci da scrivere – perché la struttura proviene direttamente dalla scaletta.

3 – Numeri, numeri, numeri

I numeri nei titoli dei post attraggono il lettore. Un numero comunica un’informazione precisa a chi legge: la semplicità di un’azione (Come diventare ricchi in 3 mosse). Ma anche un’ampia scelta di nozioni o elementi da usare (Come conquistare una donna in 100 modi possibili) o perfino preoccupazione (50 tic che non sapevi di possedere).

Insomma, un numero, piccolo o grande che sia, genera curiosità, è magnetico. Il lettore vuole assolutamente scoprire cosa nasconde quel post. È chiaro, però, che quel titolo deve mantenere una promessa: la qualità. Non possiamo elencare scempiaggini tanto per fare numero.

4 – Le immancabili liste della spesa

Ne parlano tutti i blogger più autorevoli e anche quelli che si sono appena affacciati nel mondo del blogging. Ma che cos’hanno di speciale queste liste? Gli elenchi puntati e numerati sono testi che abbiamo imparato a leggere fin da bambini, quindi ne riconosciamo la struttura e la semplicità. Sono leggibili e memorizzabili velocemente.

Un articolo impostato sotto forma di lista incuriosisce, specialmente se l’elenco è abbastanza lungo: che diavolo avrà mai scritto quel blogger? Ho letto varie volte dei post striminziti, nel senso che avevano pubblicato 10 punti formati da frasi brevi: della serie “non mi spreco più di tanto”. Ecco, un post lista (o list post) va curato nei contenuti, anche perché per scrivere una reale lista della spesa basta un bambino di 5 anni.

5 – Le liste strutturate

In alcuni casi ho preferito dare una struttura rigida alle mie liste, specialmente se erano molto lunghe e avrebbero creato quindi qualche problema nella lettura. Così mi sono divertito a individuare dei sotto-argomenti, pur mantenendo la numerazione.

Ogni sotto-argomento aveva anche una breve introduzione di un paragrafo. In questo modo ho confezionato un post diverso dalla solita lista. Per quanto poteva essere lunga, si leggeva facilmente grazie ai sottotitoli.

6 – Le liste discorsive

Le ho chiamate così, ma si tratta di un’altra forma di lista strutturata che ho usato un paio di volte. Ho dato un titolo al post che terminava con 3 puntini di sospensione, per dare l’idea che il discorso continuasse poi nel testo. E ogni sottotitolo riprendeva quei puntini e continuava la frase introdotta nel titolo.

7 – Formule e abbreviazioni

Personalmente non le ho mai usate. Ma questo non è propriamente vero: qualche anno fa ho iniziato a scrivere un libro sul web, diviso in 26 parti, dalla A alla Z, con ogni lettera che introduceva una serie di argomenti. Prima o poi lo riprenderò a scrivere.

Ma nei post non ho mai usato queste abbreviazioni. Si tratta di cercare una parola qualsiasi e per ogni lettera che la compone trovarne un’altra che introduca un sotto-argomento del post. Non è facile, perché il rischio è di scrivere qualcosa di banale. Però stimola la creatività.

8 – Post interattivi

Sono contenuti diversi dal solito, perché il lettore è chiamato a interagire, appunto. La parola magica per creare dei contenuti interattivi è contaminazione. Contaminare il classico articolo del blog con differenti tecnologie. Già inserire un video in un post è interattività: il lettore può gestire quel contenuto come vuole.

Non è facile fare molti esempi, perché le contaminazioni sono tante. Inserire un sondaggio o uno o più tweet o post presi da Google Plus o Facebook è creare post interattivi. Secondo me sono un buon modo per variare le pubblicazioni e offrire qualcosa di stimolante al lettore.

9 – Post a 4 o più mani

Ne ho scritti alcuni, sia a 4 sia a 6 mani, e è stato divertente. In cosa consiste? Nell’ospitare uno o più blogger nel proprio blog e scrivere ognuno un pezzo. Anche un’intervista può essere considerata un post a più mani e io ne ho create anche multiple, a più voci.

Credo sia un ottimo modo per collaborare fra blogger, instaurare rapporti, scambiarsi lettori, anche. E offrire un contenuto diverso dal solito post, non trovate?

10 – Content curation

O cura dei contenuti. Sinceramente a me questo nome comunica ben poco. Mi piace chiamare questo tipo di post “risorse esterne”, che rende meglio l’idea. Che significa curare i contenuti? Non certo portarli dal medico, anche se molti post ne avrebbero bisogno.

Significa raccogliere link a vari articoli e raggrupparli secondo un ordine logico, quindi per argomento. Forse è meglio chiamarli link curation. Sì, perché alla fine i link esterni, inseriti tutti in un post in base a un argomento, sono davvero ben curati. Altrimenti diventano un blogroll, una lista muta di link.

Non ho esempi da mostrare, ma prima o poi pubblicherò un post di content curation qui, almeno come andrebbe creato secondo me, in modo da essere una vera risorsa per i lettori.

Il blog carnival, per esempio, fa parte della content curation.

Altri modelli di post?

Non ne ho altri in mente. Avete qualche altro modello di post da suggerire? E, di solito, quale usate di più nei vostri blog?

19 Commenti

  1. Sylvia Baldessari
    8 dicembre 2014 alle 09:14 Rispondi

    Buondì Daniele,
    Dimmi tu in quale genere rientro io :p
    Articolo sempre ricco di spunti dai quali partire.
    Grazie.

  2. LiveALive
    8 dicembre 2014 alle 09:24 Rispondi

    Direi che anche a me piacciono soprattutto i post ben strutturati: danno ordine e non annoiano facendo scorrere bene la lettura (come i dialoghi in un libro: le parole sono sempre quello, ma pare scorrere tutto più veloce, e ciò invoglia a leggere).
    Le liste hanno qualcosa di magico: anche Eco ha scritto molto sul piacere di stilare elenchi, classifiche, eccetera. Chissà come mai… Forse, nelle classifiche, c’è la curiosità di conoscere il “meglio del meglio”, ma anche altri tipi di elenco generano curiosità.

    Credo però che l’argomento vincoli a una data struttura. Nel mio sito, dovendo caricare spiegazioni e saggi lunghi anche 50 pagine, più probabilmente non caricherò “post” ma testi da scaricare.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:00 Rispondi

      Le liste danno idea di brevità e concisione, forse è per questo che si leggono meglio.
      Anche per me la struttura dipende dal tema. Un’intervista ha una struttura sua, per esempio.

  3. Ivano Landi
    8 dicembre 2014 alle 10:03 Rispondi

    A me piace variare, quindi uso un po’ tutti i modelli che hai indicato.
    Un altro modo di comporre post che potrei aggiungere al tuo elenco e che io uso spesso è quello di spezzare i testi lunghi non dividendo in capitoletti ma intervallando il testo con immagini o contenuti multimediali.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:00 Rispondi

      Variare è bene. Quelli che citi sono i post interattivi! :)

  4. Dario
    8 dicembre 2014 alle 13:39 Rispondi

    Io sono alle prime armi, quindi diciamo che sto ancora sperimentando. Sono propenso a scrivere di getto, non riesco sin dall’inizio a creare un post che sia strutturato secondo una logica diversa da quella della riflessione che lo ha partorito. Man mano che scrivo, mi accorgo spontaneamente di cosa può costituire un unico paragrafo e cosa andrebbe invece associato ad altro. La titolazione dei paragrafi avviene praticamente nel momento stesso della pubblicazione nel blog, che segue di qualche giorno la stesura dell’articolo.
    La cosa che temo è che così facendo il post possa sembrare abbozzato, per cui spero di migliorare in questo senso, anche grazie alla lettura di blogger più esperti. Grazie per questi consigli :)

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:11 Rispondi

      Un articolo riflessivo è più da struttura libera, secondo me, anche se poi io, come nel caso del post di oggi, do comunque una struttura.
      Più tardi leggerò qualche tuo post per vedere se mi danno l’idea di articoli abbozzati :)

  5. MikiMoz
    8 dicembre 2014 alle 16:57 Rispondi

    Io li uso quasi tutti, a rotazione.
    Direi che la tua lista è completa, comunque.
    Forse mancano i post “sperimentali”, ma che comunque rientrano nella “contaminazione” che citi… quindi dai, completo^^

    Moz-

  6. Eva
    8 dicembre 2014 alle 17:06 Rispondi

    Io non ho un mio blog. In questi giorni mi sto chiedendo cosa significhi tenerne uno e se ne sarei capace, oltre a chiedermi se vorrei farlo. Mi rendo conto di due cose: è una cosa più complicata di quanto sembri e ci sono tante cose da imparare ma è anche utile per stimolare la fantasia e fare esercizio di scrittura con un certo metodo.
    Quindi grazie di quest’articolo, mi aiuta a capirci qualcosa di più.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:04 Rispondi

      La cosa più importante è chiederti se ti va di aprirne uno, secondo me. Non è così complicato. Forse a breve ci scrivo un post, adatto proprio a chi, come te, vorrebbe aprire un blog ma si fa qualche domanda sul come e il perché.

  7. Lisa Agosti
    8 dicembre 2014 alle 19:34 Rispondi

    Nella categoria dei post interattivi inserirei l’esempio dei post che partono da una foto o da un video come ispirazione per una varia quantità di contenuti: poesie, flussi di coscienza, recensioni, polemiche, articoli, discussioni.
    Riflettendo sull’esempio della foto, secondo me alcuni la preferiscono a inizio pagina, in modo da attirare l’attenzione del lettore. Alcuni la inseriscono a fine pagina, di solito per dimostrare la veridicità di ciò che han detto o condividere lo spunto da cui è nato il post. Altri la infilano a metà post, forse per spezzarne la monotonia.
    Blogger permette di scegliere la grandezza e la posizione della foto (destra, centro o sinistra). Alcuni preferiscono i post uguali, altri (come me) spostano la foto a seconda dell’effetto desiderato o, a volte, solo per imbellire la pagina.

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:07 Rispondi

      Se non hanno video all’interno, non sono però interattivi.
      La foto la preferisco a inizio pagina, ma nel mio caso è solo da corredo. L’immagine inserita a mo’ di spiegazione va inserita invece subito prima o subito dopo l’argomento che spiega.

  8. LiveALive
    8 dicembre 2014 alle 20:06 Rispondi

    S’i, avesse un blog, pensavo, mi piacerebbe scrivere i post come dialoghi, o comunque come piccole scene. Non ci sono blog che fanno questo?

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:07 Rispondi

      Non ne ho idea, ma sarebbe un blog sperimentale, che non so quanto pubblico potrà attirare :)

  9. Chiara
    9 dicembre 2014 alle 09:03 Rispondi

    Io alterno post a struttura libera con post strutturati. A volte inserisco qualche elenco, ma sempre dettagliato perché non mi piacciono le liste della spesa. Non sopporto i “numeri” e non so nemmeno perché… “10 modi per”… mi sa tanto di manuale di istruzioni ready to use!

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2014 alle 08:08 Rispondi

      In genere anche le mie liste sono dettagliate. I numeri danno quella sensazione, è vero, poi dipende dal blogger giustificare quel titolo con un contenuto valido.

  10. 3 domande da porsi prima di aprire un blog
    11 dicembre 2014 alle 05:00 Rispondi

    […] del commento di una lettrice al mio post sulle dieci tipologie di articoli da creare in un blog per scrivere questo ultimo post della settimana. Nel suo commento ha parlato […]

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