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Come migliora la scrittura leggendo?

Migliora la scrittura leggendo

Ho accennato, in un precedente post, dell’importanza della lettura sia nella cultura generale della persona sia in ambito scrittura. Ho anche parlato della possibilità, leggendo, di conoscere una gran varietà di storie, stili, modi di costruire frasi e periodi.

Ma, tecnicamente parlando, come può davvero migliorare la scrittura grazie alla lettura? Ho voluto analizzare i miei miglioramenti ottenuti leggendo. Guardando indietro negli anni, ripensando a ciò che ho scritto vent’anni fa, ho potuto comprendere come siano avvenuti questi miglioramenti leggendo libri. Tanti libri.

Arricchimento del vocabolario

Leggendo si arricchisce il proprio linguaggio. Non parlo soltanto di parole nuove che si possono incontrare – a questo proposito mi chiedo se finiranno mai o se continuerò a trovarne – ma anche altre conosciute e poco usate.

Il risultato è quello di scrivere in modo più completo, secondo me. Completo perché lo scrittore può ampliare i suoi orizzonti narrativi, descrivere in modo più dettagliato le scene, essere più credibile nelle sue storie.

Pro e contro: arricchire o no il vocabolario?

  • Pro: con un linguaggio più ricco potete scrivere di qualsiasi argomento. Le vostre storie saranno più verosimili, anche, usando un linguaggio appropriato.
  • Contro: restando col vostro vocabolario limitato finirete per usare sempre le stesse parole. Inoltre non riuscirete a esprimere in modo corretto alcune azioni e scene, perché vi mancano i termini adatti.

Ricerca dello stile

Leggendo si conoscono stili diversi. Ogni autore ha un proprio stile di scrittura e molti autori adottano stili differenti secondo il tipo di storia. Più si legge, quindi, più si potranno acquisire metodi vari di costruzione delle frasi e dei periodi.

È una ricerca del proprio stile di scrittura, che si porta avanti leggendo. La lettura offre una gran quantità di materiale, non solo nella narrativa ma anche nella saggistica. Variare le letture aiuta.

Pro e contro: avere o no uno stile?

  • Pro: chi scrive da anni – e legge da anni – ha iniziato ad avere un proprio stile, anche se questo è in continua evoluzione e modifica. Avere uno stile significa suscitare sensazioni nei lettori, significa spingerli a leggere. Lo stile è la decorazione della scrittura.
  • Contro: chi non legge scriverà male. Male perché, fra le altre lacune, non avrà un suo stile. La sua scrittura sarà solo un insieme atono di parole e frasi, che non lasciano nessuna emozione al lettore.

Variare la struttura delle storie

Come strutturate le vostre storie? Sono divise in capitoli? Se sì, come? Ci sono stacchi fra una scena e l’altra? O scrivete qualsiasi storia come un testo monoblocco?

Provate a rispondere a queste domande e vi torneranno in mente le tante storie lette nei libri. Ogni autore tende a strutturare le proprie storie secondo una sua logica. C’è chi divide i romanzi in capitoli, chi anche in parti e libri, chi non numera i capitoli, chi li numera in un modo, chi in un altro e così via.

Leggendo ho potuto conoscere tante varietà di strutture, che non si limitano soltanto alla ripartizione della materia, ma anche al tipo di intreccio, alla presenza di flashback, lettere, diari, trascrizioni di registrazioni, stralci di documenti.

Pro e contro: strutture monotone o no?

  • Pro: più leggerete e più strutture conoscerete. Imparerete a suddividere le vostre storie in modi che prima ignoravate e che vi risultano ora congeniali. Ne risultano opere eterogenee, che seguono, possiamo dire, un certo ritmo.
  • Contro: non leggendo sarete limitati alla semplice e classica divisione in capitoli. Capitolo 1. Capitolo 2, ecc. Sarete scrittori monotoni e ripetitivi.

Guadagnare idee

Molte idee che ho avuto per delle storie, racconti e romanzi, ma anche articoli per il blog, provengono dalle mie letture. Non significa che lo scrittore copia, significa che un’idea ne genera un’altra.

Ovviamente le idee per scrivere una storia non vengono solo dalla lettura, ma anche da altre fonti. La lettura, però, non solo quella di romanzi, ma anche – e forse soprattutto – quella dei saggi, resta una delle fonti migliori.

Pro e contro: dove prendere le idee?

  • Pro: aprite una qualsiasi rivista scientifica. Vi sfido a non trovare neanche un’idea per scrivere un racconto o anche un romanzo. Leggendo un saggio storico o sulla mitologia o sull’esoterismo provate a non far nascere nella vostra mente neanche un’idea per una storia.
  • Contro: non leggendo precludete al vostro cervello una fonte inesauribile di idee. Riviste, saggi, romanzi sono un bagaglio letterario che farà generare, anche a distanza di tempo, idee su idee.

Come avete migliorato la scrittura leggendo?

Come al solito dite la vostra su quanto ho scritto. Siete d’accordo con le mie affermazioni? Potete dire con certezza matematica di essere migliorati come scrittori leggendo libri?

27 Commenti

  1. Marco
    9 aprile 2013 alle 08:21 Rispondi

    Non so se sono migliorato nella scrittura; lo spero. Ho la certezza di essere migliorato come persona. La lettura rende migliori quando il singolo accetta di imparare. La maggior parte delle persone hanno una vasta cultura che usano solo per dimostrare la loro superiorità. O difendere uno status quo. Spesso un contadino semianalfabeta sa offrire riflessioni più interessanti di quelle di costoro.

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 12:24 Rispondi

      Condivido, si migliora totalmente e non solo nella scrittura leggendo.

  2. animadicarta
    9 aprile 2013 alle 10:51 Rispondi

    Indubbiamente leggere ha aiutato e aiuta costantemente la mia scrittura. Hai fatto una buona analisi, l’unica cosa che aggiungerei è di fare attenzione alla qualità di ciò che leggiamo, perché oltre agli innegabili vantaggi leggendo c’è anche il rischio di farci influenzare da un modo di scrivere sciatto, da uno stile di cattiva qualità. Siamo come spugne, assorbiamo tutto in modo più o meno consapevole…

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 12:24 Rispondi

      Hai ragione, la qualità delle letture va senza dubbio presa in considerazione.

  3. Cristiana Tumedei
    9 aprile 2013 alle 12:18 Rispondi

    Sono quasi certa di poter dire di essere migliorata grazie alla lettura. Non so in quale misura questo abbia effettivamente giovato alla mia scrittura, ma senza dubbio leggere mi è servito per arricchirmi.

    Mi sento di condividere i punti che hai suggerito, anche se ne aggiungerei un altro che mi riguarda direttamente.
    La lettura mi ha permesso di imparare a individuare il punto di vista migliore per raccontare una storia. Sembrerà banale ma spesso ho notato che si finisce per sottovalutare l’importanza del processo narrativo, rischiando di renderlo monotono e poco convincente.

    Leggere, invece, permette di capire quale angolatura è da preferire. Insomma, a me capita di chiedermi perché un autore abbia deciso di raccontare la storia in un certo modo e, spesso, mi rendo conto che la strada scelta da lui è quella più efficace.

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 12:26 Rispondi

      Brava, anche quel punto è importante. Anche io spesso mi chiedo perché alcuni autori narrino in un modo piuttosto che in un altro. E quando scrivo succede che modifico il punto di vista per rendere migliore la narrazione.

    • KINGO
      9 aprile 2013 alle 13:03 Rispondi

      La scelta del punto di vista e’ la cosa piu’ difficile e al contempo piu’ importante per uno scrittore. Racchiude tutte quelle domande a cui in molti provano inutilmente a dare risposta. Ad esempio, le scene di violenza sono piu’ sconvolgenti quando sono mostrate dal punto di vista della vittima o del carnefice? La didattica e’ piu’ interessante dal punto di vista dell’allievo o del maestro? Fa piu’ effetto il cinismo del medico o la paura del malato?
      La risposta puo’ variare da storia a storia, e riuscire a fare la scelta giusta significa possedere le grandi capacita’ comunicative di un vero scrittore.

      • Daniele Imperi
        9 aprile 2013 alle 14:54 Rispondi

        Hai ragione, ma dipende anche da chi è il protagonista della storia, nel caso di vittima e carnefice.

  4. Elisa
    9 aprile 2013 alle 12:21 Rispondi

    I tuoi articoli li trovo sempre molto istruttivi. Sono pienamente d’accordo con te, che leggendo si migliora la scrittura e lo stile. Acquisisci nuovi vocaboli, nuove idee. Io posso esserne un esempio. Quando ho cominciato le medie, tutti i miei insegnati mi ritenevano dislessica, solo un insegnate, quella di italiano, ha creduto in me, facendomi amare la lettura. Da allora non ho più smesso di leggere, e la mia scrittura in un anno migliorò in modo notevole. Ora scrivere è la mia passione, quindi bisogna leggere tantissimo, ogni genere di stile per poter migliorare se stessi.

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 12:27 Rispondi

      Grazie Elisa :)
      Anche io preferisco leggere autori con stili diversi, sia per conoscere vari modi di scrivere sia per trovare lo stile che apprezzo di più.

  5. Lucia Donati
    9 aprile 2013 alle 14:30 Rispondi

    La certezza matematica richiede una formula :) … Si migliora leggendo, ma io aggiungerei che si può fare esercizio (scritto) proprio prendendo spunto da quello che si legge, cercando di riprendere stile e soluzioni dell’autore che ci è piaciuto; non per copiarlo, certo, ma per vedere se si riesce a capirne i ragionamenti. Spero di essere stata chiara (forse bisognerebbe scriverci un post…).

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 14:55 Rispondi

      Sì, anche se io agisco così, se mi piace uno scrittore. Prendo spunto dal suo stile, anche dalle sue soluzioni.

  6. Tenar
    9 aprile 2013 alle 15:50 Rispondi

    Se uno non legge e non ama leggere non vedo perché mai dovrebbe scrivere: per far fare agli altri ciò che lui non fa?
    La scrittura dovrebbe sempre partire da amor di lettura. Secondo me è anche utile, oltre a tutte le cose che giustamente ai segnalato, anche un’altra piccola perla di saggezza:
    scrive ciò che si vorrebbe leggere (sia come trama, che come stile)

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 19:20 Rispondi

      Sì, anche quella piccola perla di saggezza è giusta. Molti comunque scrivono senza leggere o leggendo poco.

  7. Kentral
    9 aprile 2013 alle 17:48 Rispondi

    Ottime riflessioni.
    La lettura è elemento essenziale della formazione. In ogni senso.
    Ritengo difficile diventare ottimi scrittori senza aver letto. Semplicemente perché la narrazione ( intendo tutto, dallo stile all’intreccio) nella storia della letteratura si evolve per acquisizioni e sovrapposizioni.
    Per spiegarmi meglio è interessante l’esempio della storia dell’arte. Sfogliamo un manuale. Se vogliamo trarre un principio dalla coppia Giotto e Cimabue scopriamo che il Masaccio ed il Beato Angelico videro e studiarono le loro opere. A loro volta i pittori successivi facevano proprie le tecniche e le soluzioni di questi. Senza la stratificazione di pittori, generazione dopo generazione non si sarebbe mai arrivati alla qualità di Michelangelo, Raffaello e Leonardo.
    Giotto probabilmente avrebbe avuto la stessa capacità artistica di Leonardo da Vinci. Ma non ha avuto la possibilità di leggere gli “autori” prima e contemporanei a lui per arrivare a quei livelli.
    Lo stesso è lo scrittore-uomo. Da quando nasce ha la possibilità di acquisire e stratificare rapidamente dentro se stesso secoli e secoli di narrativa. Se non leggesse nemmeno un libro, se non guardasse film sarebbe di una povertà artistica disarmante.
    Quindi l’uomo-scrittore da quando nasce, più legge, più guarda film e maggiori saranno le proprie stratificazioni, le possibilità di intreccio, di stile, di padronanza della scrittura.
    Leggere è la base della formazione artistica dello scrittore. Il resto dipende dalla propria propensione o meno e da quel ventaglio enorme di qualità che un bravo scrittore deve possedere. Discussione questa Daniele, che già hai ottimamente trattato un po’ di post precedenti a questo.

  8. Daniele Imperi
    9 aprile 2013 alle 19:21 Rispondi

    Grazie Kentral. L’esempio della povertà artistico è ottimo. Si tratta di acquisire ricchezza di dati, informazioni, cultura in generale. Non ricordo però il post di cui parli :D

  9. Kentral
    9 aprile 2013 alle 19:29 Rispondi

    Mi riferivo al post sul piacere di scrivere. :)

  10. franco zoccheddu
    9 aprile 2013 alle 21:18 Rispondi

    Io partirei da un fatto innegabile: chi non ha mai letto non sa parlare, non sa scrivere, non sa analizzare, non sa rielaborare, non sa sintetizzare. Ci sono persone del tutto prive della più elementare rielaborazione personale guidata (= non hanno mai studiato, letto, scritto, etc) ma dotati di incredibile esperienza di vita, persone che con un certo malcelato snobismo riusciamo a definire solo “semplici”, che staremmo a sentire per ore per le cose che hanno da dirci. Si, verissimo. Purtroppo sono interessanti solo per quelle esperienze, sul resto del mondo hanno una grandissima difficoltà ad esprimersi. E’ anche vero che ci sono persone con lunga esperienza di studio il cui linguaggio e la cui capacità di rielaborazione e sintesi è formidabile (alcuni professionisti onnipresenti a certi talk show) e non hanno niente di veramente importante da dirti sulla condizione umana.
    Viceversa, non ho la certezza assoluta che sia la sola lettura a renderti uno scrittore interessante. Ho però la quasi certezza che la lettura migliora la scrittura, ma forse non basta a renderla davvero interessante e coinvolgente. Mi sa che ci sono in ballo altri ingredienti, meno facilmente individuabili, più aleatori.
    Forse scrivere come Proust o Joyce è il risultato di un profondo e incontenibile atto di pura volontà che quei geni riescono a rallentare e distribuire con enorme controllo per tutto il corso della vita.
    Non so, non ho certezze. Forse è meglio che taccia…

    • Daniele Imperi
      9 aprile 2013 alle 21:27 Rispondi

      Hai senz’altro ragione: non è solo la lettura che migliora la scrittura. Una serie di altri fattori interviene, come per esempio la sensibilità a certi temi, la capacità di emozionarsi ed emozionare il lettore, le esperienze di vita, la capacità di sognare a occhi aperti e di perdersi nei pensieri, la riflessione continua.

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