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11 esempi di micro-copywriting

Micro-copywriting

Se pensate che scrivere un articolo per il blog sia limitato alla “semplice” scrittura di un testo, vi sbagliate. O, meglio, vi sbagliate se pensate che sia sufficiente questo per rendere un articolo o una pagina veramente funzionale e, soprattutto, in grado di convertire.

Esiste un’altra scrittura, un copywriting che non tutti notano, ma che è lì, pronto a fare il suo lavoro e a dare risultati. Come una squadra di calcio, oggi ho messo in campo 11 giocatori, 11 micro-testi da scrivere per rendere una pagina web migliore: è quello che viene chiamato micro-copywriting.

Micro-copywriting magnetico

Il micro-copywriting che stimola l’attenzione e la curiosità del lettore. Quando scriviamo un articolo per il nostro blog o per un cliente, dobbiamo considerare prima di tutto i lettori. In una rete popolata ormai da un numero elevatissimo di blog e con migliaia di contenuti prodotti ogni giorno, il web copywriter, o forse sarebbe meglio chiamarlo micro-copywriter, deve riuscire a farsi leggere.

È una teoria abbastanza accreditata che il lettore online non legga veramente un testo nel web, ma lo scorra, scandagliandolo velocemente alla ricerca di informazioni vistose e utili. Lo faccio anche io, qualche volta, ma se un testo mi interessa, lo leggo tutto dalla prima all’ultima parola.

Fermiamoci all’aggettivo che ho usato: vistose. Un testo scritto per il web deve attirare l’occhio del lettore e essere impaginato in modo dinamico, con una struttura non monotona, ma che cambia di continuo. È qui che entra in gioco il micro-copywriting.

MatitaSe vuoi conoscere come scrivere perfettamente per il web, allora leggi la mia guida alla scrittura online.

#1 – Usate i sottotitoli

Qual è la vera funzione dei sottotitoli in una pagina web? No, la SEO non c’entra nulla, anche se ovviamente un sottotitolo contiene una o più parole chiave relative al testo trattato. Sì, servono anche a spezzare il post in sotto-argomenti, evitando la lettura di un testo granitico in un unico blocco.

Ma i sottotitoli attirano l’occhio del lettore. Ovviamente vanno scritti con un carattere, una grandezza e un colore differenti dal testo. Con i sottotitoli potete guidare i vostri lettori dall’inizio alla fine della pagina, scrivendo una frase che colpisca, incuriosisca, stimoli.

#2 – Provate il click to tweet

Scrivere una frase a mo’ di aforisma per indurre il lettore all’azione. Una frase twittabile, realizzata con un plugin o con un servizio online, che risalta all’occhio perché inserita in un box ben riconoscibile. Avete a disposizione meno di 140 caratteri per attirare la curiosità dei lettori: con il micro-copywriting dovete riuscire a scrivere testi d’effetto.

A che serve? Attira il lettore, che sarà indotto a leggere cosa c’è scritto. Lo chiama all’azione, lo spinge a creare, con un semplice click, un tweet che diffonderà frase e link del post ai suoi contatti su Twitter.

MatitaCome realizzare il click to tweet? Per chi usa WordPress c’è il plugin Click to Tweet oppure potete usare il servizio online Clicktotweet.

#3 – Attenzione alle parole!

Le parole che usiamo, specialmente nelle Call to action, hanno una grande rilevanza nella percezione del lettore. Non è solo questione di usare parole semplici, quando possibile, ma anche di scegliere quelle giuste, di usare i verbi più adatti, di inserire quelle parole in modo strategico. Il micro-copywriting che agisce all’interno del copywriting, quindi.

UX micro-copywriting

Il micro-copywriting che migliora l’esperienza del lettore. Avete sentito parlare della cosiddetta User eXperience, abbreviata in UX. Si tratta di una serie di comportamenti, emozioni e atteggiamenti del lettore – nel nostro caso – quando legge una pagina web.

Che cosa possiamo fare, con la nostra scrittura, per migliorare l’esperienza di chi legge? Se abbiamo un blog professionale, se gestiamo un blog aziendale, curare questo aspetto del copywriting farà in modo di trasformare i lettori in clienti, o come minimo di offrire loro una lettura e una navigazione gratificanti e soddisfacenti.

#4 – Scrivete una buona meta description

La descrizione della pagina web. Non visibile nel sito, come avevo già detto e come sapranno molti, ma soltanto nei risultati sui motori di ricerca. Quanto può essere utile la description?

  1. Facilita il click sul nostro risultato a scapito dei nostri concorrenti (è chiamato click-through rate o CTR). È per quel motivo che viene scritta.
  2. Offre una visione chiara del contenuto della pagina al lettore, non facendogli perdere tempo. Una sorta di mini sinossi.
  3. Contiene informazioni importanti sulla pagina: grazie alle parole chiave principali – che non serviranno per il posizionamento – il lettore capirà quanto sarà utile per lui quel testo.

Per scrivere una buona description occorre un micro-copywriting persuasivo, perché deve convincere l’utente a cliccare sul vostro risultato e non sugli altri.

#5 – Riflettete su categorie e tag

Le categorie del blog sono in pratica le sue sezioni e anche un surrogato dei temi che tratta il blog. Non create categorie a caso e, soprattutto, non archiviate mai i post in una insignificante “Senza categoria” o, peggio, “Uncategorized”.

I nomi delle categorie sono parole chiave e, quindi, percepite in un certo modo dal lettore. Devono richiamare subito gli argomenti del blog.

Il discorso dei tag è diverso: non archiviano un post, ma migliorano la ricerca interna del blog. Anche per i tag vale lo stesso discorso: non createli a caso, ma solo se servono. Un lettore, cliccando su un tag, deve arrivare su una risorsa che gli dà informazioni su altri post in cui si parla di quel tema. E, credetemi, non succede spesso.

#6 – Curate i link interni

Come inserite i link ai vecchi post o alle pagine interne del sito? Usate parole come “qui”, scommetto. O altre perfino peggiori. No, i link interni vanno scritti per spronare il lettore a cliccarci, altrimenti sono inutili.

Avete visto come li uso io: sono frasi linkate, frasi contestuali, che fanno parte del discorso. Non linko mai una parola unica, ché non ha davvero senso, se non raramente, ma sempre una frase. In questo caso il micro-copywriting deve essere etico e non persuasivo: con i link interni state offrendo risorse al lettore.

#7 – Scrivete buoni testi per box e widget

Sono caselle in cui dare informazioni al lettore. In quelle caselle stiamo comunicando un messaggio, quindi il micro-copywriting, in questo caso, deve essere efficace.

Quali box e quali widget? Per esempio quello per l’iscrizione alla newsletter o una nostra mini biografia, o magari un box per far scaricare un ebook. Si tratta di un copywriting persuasivo, breve, certo, ma deve convincere chi legge a fare la scelta che vogliamo.

#8 – Inviate messaggi di ringraziamento

Ci avete mai pensato? Io ho creato una landing page e quando invii una richiesta di contatto, vieni reindirizzato a una pagina di ringraziamento. Se ti iscrivi alla newsletter, anche.

Qual è il senso? Quello di ringraziare, appunto. È una questione di educazione e rispetto e, anche se penso che ben pochi leggano questi messaggi, è sempre meglio scriverli che lasciare il lettore senza nulla.

MatitaPerché non scrivere messaggi personalizzati? Quanti di voi lo fanno? Io sto pensando di iniziare. Ogni volta che qualcuno si iscriverà a una mia newsletter, gli manderò un’email personale di ringraziamento, scritta per lui, non automatica.

Media micro-copywriting

Il micro-copywriting associato ai media, come immagini e video. Ok, dicono tutti che un’immagine vale più di 1000 parole, ma un’immagine ottimizzata e personalizzata vale più di 1000 immagini mute, non trovate?

Perché è davvero facile, adesso, con gli editor di testo avanzati che hanno i blog, inserire una foto o un video, ma pensate che siano efficaci in quel modo? No, non lo sono.

#9 – Usate le didascalie

Migliorano la comunicazione dell’immagine. Sono un valore aggiunto. Contengono parole chiave e possono anche emozionare il lettore.

Dove inserirle? Proprio sotto l’immagine. In un piccolo box della stessa larghezza della foto inserita, magari con uno sfondo diverso, magari con un carattere più piccolo.

#10 – Imparate a scrivere testi su immagini e video

Se navigate fra le pagine statiche del mio sito, vedrete come ogni banner abbia delle frasi che ho scritto. Il primo lavoro che ho fatto è stato quello di creare immagini che comunicassero un messaggio, connesso alla pagina, unendo sfondo e personaggi.

Poi ho scritto i testi da aggiungere e il risultato finale è una storia raccontata attraverso le pagine e attraverso quei banner. Ogni banner, ovviamente, deve essere coerente con gli altri.

Per i video è lo stesso: con dei programmi potete aggiungere dei testi, brevi quanto efficaci, che diano ai lettori precisi messaggi.

#11 – Non dimenticate gli attributi alt e title

Il testo alternativo delle immagini non è solo utile dal punto di vista dell’accessibilità della pagina – se l’immagine non viene caricata, per esempio, l’utente leggerà il testo contenuto nell’attributo alt – ma serve ai motori di ricerca per capire di cosa parla quell’immagine.

Anni fa ho vinto una piccola gara SEO proprio sul posizionamento di un’immagine. Non ho usato soltanto quell’attributo, ma anche l’attributo title delle immagini e un testo attinente nella pagina. Questo dovrebbe farvi riflettere su quanto sia importante curare il micro-copywriting per le immagini.

MatitaUn esempio dell’uso degli attributi alt e title:

<img src=’img/casa-poe.jpg’ alt=’Casa di Poe’ title=’La casa di Edgar Allan Poe a Baltimora’>

Vi dedicate al micro-copywriting?

Quante volte avete curato tutti questi elementi delle pagine o dei post? Quali pensate siano più validi?

3 Commenti

  1. Claudia
    14 ottobre 2014 alle 19:30 Rispondi

    Articolo molto interessante. Ho sottovalutato un pochino l’importanza del testo alternativo per le immagini, forse è il momento di rimediare. Grazie soprattutto per il link al plugin di Twitter, a breve credo che lo aggiungerò su uno o due blog!

    • Daniele Imperi
      15 ottobre 2014 alle 07:33 Rispondi

      Grazie :)
      Io qui ho sottovalutato invece le description ai post e dovrei rimediare.

  2. Luca
    4 dicembre 2014 alle 10:54 Rispondi

    Ha degli esempi da mostrare riguardo a quanto scritto sopra.
    Pero ora vorrei delle dritte per il mio sito che ho linkato sopra.

    Complimenti per l’articolo

    Grazie e buon lavoro.

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