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Cosa mi piace di George R.R. Martin

George R.R. MartinLeggere George Martin non è come leggere gli altri scrittori fantasy, anche se Martin non ha scritto solo fantasy. Leggere questo autore è trovarsi di fronte a una scrittura matura e coinvolgente.

Di George Martin mi piace lo stile, molto curato, una scrittura dettagliata ma non barocca. Mi piace la credibilità delle sue storie, anche se i Sette Regni non esistono e Lord Snow non se ne sta nella Barriera a morire di freddo.

Perché ho scelto di leggere George Martin

Perché dopo aver letto Il Trono di Spade – vergognosa frammentazione del romanzo A Game of Thrones – non sono riuscito a smettere di leggere le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. I romanzi hanno una struttura forse inusuale, ma che funziona.

Ho scelto George Martin perché sa come tenermi attaccato al libro. Anche se la sua opera maggiore è rappresentata dalla saga delle Cronache – di lui ho comunque letto due volumi di racconti, altre frammentazioni Mondadori – presi singolarmente i romanzi – i romanzi, specifico, non i semi-romanzi Mondadori – sono quasi delle letture a sé stanti, parti di un progetto più grande.

George Martin è la nuova immagine del fantasy, o una delle nuove. Non c’è nulla di già visto, se non dagli occhi del Tempo, perché i suoi romanzi sembrano uno spaccato del nostro medioevo. La crudezza di quel periodo, gli intrighi di corte, le battaglie sanguinarie, tutto è rappresentato con una verosimiglianza impressionante che non ho riscontrato altrove.

Il primo romanzo letto di George Martin

È stato, come ho detto, Il Trono di Spade, acquistato in libreria perché attratto dalla copertina – e parlo della prima edizione, perché le copertine delle successive edizioni sono inguardabili per me. Io sono uno di quelli che compra i libri per la copertina, lo ammetto, e in questo caso sono felice di averlo fatto.

Fu l’inizio. Ricordo lo stress dell’attesa, sei mesi per poter leggere la seconda metà del romanzo e in un caso ben 18 mesi per poterlo leggere tutto. Uno sbaglio che non farò più. Il prossimo acquisto sarà il cofanetto che contiene i primi 4 romanzi della saga in lingua originale e poi comprerò la versione rilegata, sempre in inglese, dell’ultimo, A Dance with Dragons.

Avete mai letto George Martin?

Quanti di voi hanno letto questo scrittore? Conoscete la saga? Di recente la HBO ha trasmesso la serie TV dedicata all’opera di Martin. Chi l’ha vista?

10 Commenti

  1. Neri Fondi
    6 dicembre 2012 alle 08:41 Rispondi

    Secondo me la genialità di Martin sta nel modo in cui sa gestire l’intreccio narrativo, anche se nel suo caso sarebbe più opportuno parlare di intrico XD
    E questo intreccio fatto principalmente di esseri umani e delle loro passioni fondamentali, aiuta a creare un senso di appartenenza e di profondo realismo che non può non coinvolgere il lettore, un po’ come quando si ha un professore di storia illuminato che è in grado di tenere delle lezioni meravigliose.
    E non importa se le vicende in questione non sono storiche nel senso comune del termine.

    L’unica cosa che non mi piace di questo autore, tuttavia, è quella strana sensazione di stiracchiamento che mi danno gli ultimi romanzi delle Cronache. Rispetto ai primi mi sembrano, e ripeto, sembrano, scritti un po’ più per vendere che per necessità reale delle vicende.
    Mentre nei primi, diciamo fino al settimo libro, “Il portale delle tenebre” (facciamo riferimento alla versione italiana, così ci capiamo), era tutto meravigliosamente incredibile. Dopo ho cominciato a sentire quello stiracchiamento di cui sopra.
    Per dirla come Bilbo Baggins, rimanendo in tema, mi sembra come del burro spalmato su troppo pane, ma potrebbe sicuramente trattarsi di una sensazione strettamente personale.

    Ad ogni modo Martin è davvero uno scrittore capace, e spero che mi faccia ricredere con i prossimi capitoli della serie.

    (Oltre ad essere il cugino mancato del signore della pubblicità di Tonno Nostromo XD)

    Neri.

    • Daniele Imperi
      6 dicembre 2012 alle 08:48 Rispondi

      Non ho notato questo stiracchiamento, a dire il vero. Forse dipende dal fatto che gli ultimi avvenimenti hanno sconvolto i Sette Regni, ci sono state e ci sono ancora guerre, intere famiglie sono state disgregate, quindi magari c’è stata una certa mancanza di brio, a favore di una certa staticità. E ripeto “forse”.

  2. Neri Fondi
    6 dicembre 2012 alle 09:04 Rispondi

    Come ho già detto è una questione puramente soggettiva :)

  3. Salomon Xeno
    6 dicembre 2012 alle 19:49 Rispondi

    Visto tutto, letto tutto. Anzi, quasi tutto: mi manca una delle tre novelle ambientate circa 80 anni prima degli eventi narrati nella saga. Inutile dire che attendo ansiosamente ogni nuova uscita, che si fa aspettare. Martin è un autore che scrive e riscrive ogni parola, è estremamente meticoloso e di conseguenza piuttosto lento. Mi piace anche seguire il suo blog… quando non parla di football!

    • Daniele Imperi
      6 dicembre 2012 alle 20:12 Rispondi

      Devo comprare quel libro che hai segnalato nel blog. Quali sono le novelle? Non le ho lette quelle…

  4. Salomon Xeno
    6 dicembre 2012 alle 21:33 Rispondi

    Una sola è tradotta, “Il cavaliere errante”, inclusa in “I re di sabbia”, la prima metà della retrospettiva antologica edita da Mondadori (a metà, ovviamente). La seconda è “Sworn Sword” e a quanto ne so in italiano ancora non esiste e non saprei dove trovarla. Se sopporti i fumetti, esiste per entrambe l’adattamento, per Italycomics, altrimenti evita. La terza, “The mistery knight”, che non ho letto, è inclusa nell’antologia “Warriors” editata dallo stesso Martin e da un altro, uscita forse nel 2011. Sono storie ambientate in piena epoca Targaryen, e molti personaggi che senti nominare (Bittersteel, Bloodraven, i Blackfyre) soprattutto in “A Dance With Dragons” sono contemporanei a quelle vicende.
    Mi hai fatto venir voglia di leggerlo! :P
    Comunque consiglio “I re di sabbia”, che contiene anche due o tre suoi racconti di fantascienza, uno dei quali davvero molto bello.

    • Salomon Xeno
      6 dicembre 2012 alle 21:41 Rispondi

      Ok, ho scoperto. “The hedge knight” era inclusa in Legends, raccolta curata da Robert Silverberg. In Legends II è incluso “Sworn Sword”.
      Tra l’altro, Legends è anche stata tradotta (in due libri), caso abbastanza raro per questo tipo di libri.

      • Daniele Imperi
        7 dicembre 2012 alle 09:58 Rispondi

        I due volumi dei racconti li ho letti. Devo rimediare Legends allora.

  5. roberto
    7 dicembre 2012 alle 00:28 Rispondi

    A me piace la brutalità!. E’ il fattore che dà quel gusto del reale, non c’è quasi mai il deus che interviene salva o riduce il dolore. La guerra è guerra, si muore, si riportano ferite vere e si rimane segnati a vita.

    Anche io ho comprato il primo volume perché attratto dalla copertina e anche a me sono venute “du madonne” quando ho scoperto la frammentanzione dei racconti.

    • Daniele Imperi
      7 dicembre 2012 alle 09:59 Rispondi

      La brutalità era – è… – parte integrante della guerra e del Medioevo, a cui si ispirano le Cronache, quindi deve esserci, appunto per rendere la storia più credibile e realistica.

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