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Strategie di marketing editoriale nel 2015

Strategie di marketing editoriale nel 2015

Stare al passo coi tempi, seguire l’evoluzione del mercato e della comunicazione, rinnovarsi e sperimentare: oggi, se vogliamo dare più forza alla nostra scrittura, dobbiamo considerare tutto questo. Restare ancorati a un passato che non potrà mai più tornare ci farà indietreggiare, indebolirà il nostro nome e ci farà cadere nel dimenticatoio.

Anche alcune pratiche moderne vanno riviste, ripensate, magari da zero. Il self-publishing si sta quasi imponendo come unica soluzione per evitare le lungaggini dell’editoria e avere la certezza di una pubblicazione. Ma vale la pena farlo senza coscienza?

L’era dell’autore ibrido: self-publishing+editoria tradizionale

Sono sempre più convinto che oggi, con tutti i mezzi che abbiamo e con la diffusione sempre più ampia di ebook, di ereader e di strumenti per facilitare la pubblicazione, non sia più conveniente per uno scrittore essere legato a una casa editrice.

Anche se il self-publishing non è per tutti – per motivi di tempo, di conoscenze e competenze specifiche – questa è l’epoca dell’autore ibrido, dell’autore che sancisce la sua indipendenza scegliendo, in base alla sua opera, la tipologia più adatta per la pubblicazione.

Oggi pubblicare solo con un editore rappresenta una forte limitazione. Ma pubblicare in self-publishing non significa entrare nel mercato editoriale dalla porta di servizio. Questo concetto deve essere ben chiaro.

L’era della differenziazione: romanzi e racconti singoli in ebook

L’idea dello scrittore che pubblica solo romanzi è finita. Grazie all’esistenza degli ebook oggi possiamo pubblicare – sia in self-publishing sia con editoria tradizionale – anche un singolo racconto. La scrittura creativa ha finalmente eguagliato la musica: un ebook con un solo racconto non corrisponde forse a un CD singolo (o ai vecchi 45 giri)?

Non sarebbe neanche male l’idea di pubblicare un ebook con un racconto tratto da una futura antologia, che contenga magari anche uno o due storie minori non presenti nella raccolta, proprio come siamo abituati a vedere nei singoli e negli album musicali.

Sherlock Holmes e il caso del detective scomparso: racconto in ebook per Delos Digital di Antonella Mecenero.

Blog: la piattaforma per l’autore

È dalla metà di maggio 2014 che sto cercando di fare un’intervista tecnica sulla scrittura (sì, sono 8 mesi e mezzo) e sapete qual è stato il problema principale? Non poter contattare gli scrittori, neanche se erano più giovani di me, perché non avevano un sito di rappresentanza. Quando ce l’avevano, la maggior parte era in condizioni pietose dal punto di vista grafico e strutturale.

Perché ripeto sempre che uno scrittore, oggi, nel 2015 ormai iniziato a pieno regime, deve avere un suo blog? Perché non puoi affidare la tua comunicazione ai negozi elettronici, alle case editrici, ai social media. Oggi dobbiamo essere noi a parlare di noi.

È chiaro che gestire un blog richiede tempo e competenze e anche voglia e passione e idee per scrivere e tutto quello che volete, ma considerate una cosa, una sola: come pensate di arrivare ai lettori? Da un ebook o due su Amazon?

Ok, avete pubblicato il vostro bell’ebook su Amazon, ma avete pensato che cosa potrebbe succedere? Che un lettore, che magari ha apprezzato il vostro ebook, cerca il vostro nome su Google e trova il nulla, perché voi non ci siete. A essere fortunato, troverà il vostro profilo su Facebook o un account su Twitter.

Ebook in self-publishing di qualità

Sappiamo che autopubblicarsi non significa pubblicare di fretta, senza badare alla qualità del prodotto, convinti che l’eliminazione di una casa editrice sia stata la vera liberazione e la nostra fortuna. Purtroppo è l’esatto contrario.

Pubblicando con un editore un’opera piena di refusi, errori grammaticali, con una copertina dalla grafica sciatta e una storia povera, deleghiamo la figuraccia – o quanto meno una buona parte – all’editore stesso, che ha investito su quell’opera.

Pubblicando la stessa opera in self-publishing, per conto nostro, la figuraccia è nostra al 100%. Non ci sono più scuse che tengono, perché non hanno ragion d’essere.

Come pubblicare in self-publishing ebook di qualità

  1. Partire da un’idea innovativa, o nuova, o comunque originale.
  2. Scrivere bene, scrivere per pubblicare, scrivere quando siamo sicuri di padroneggiare la lingua e soddisfare il lettore.
  3. Affidare il manoscritto a un editor professionista, che non è il nostro miglior amico che legge tanto e ha un blog.
  4. Far realizzare per l’ebook una bella copertina, oggettivamente bella, non amatoriale, una copertina che si differenzi nei cataloghi online, che colpisca.

Ebook in preordine

In un blog americano consigliavano questa interessante iniziativa. Conosciamo tanti prodotti che possono essere ordinati prima del rilascio ufficiale. Perché non consentire ai nostri lettori di ordinare il nostro ebook prima della sua uscita?

Una strategia simile è offrire in anteprima l’ebook agli iscritti alla newsletter. Entrambe le strategie, comunque, non credo siano valide per il primo ebook da pubblicare, a meno che non siate personaggi molto conosciuti.

Ebook al giusto prezzo

Ogni ebook al prezzo suo. C’è stata una grande epidemia di ebook a 0,99 euro e anche a me era sembrata un’ottima idea. Ma poi, a pensarci bene, non è così buona come idea.

Credo sia meglio stabilire il prezzo in funzione dell’opera che abbiamo scritto e seguendo un certo criterio. Giorni fa ho trovato un ebook a 4,99 euro e la versione cartacea a 4,45 euro. Avete letto bene, non ho invertito per sbaglio i prezzi.

Se scrivete un romanzo di 500 pagine, venderlo a meno di un euro ne sminuisce il valore. Se scrivete un racconto, vendendolo a 3 o 4 euro rischiate di non venderlo.

Campagne promozionali

Non ci sono limiti a ciò che potete fare. Per ogni opera potete creare una sua campagna dedicata. Pubblicando il vostro secondo ebook, per esempio, potete offrirlo al 50% di sconto a chi ha acquistato il primo.

Oppure potete scegliere le varie campagne suggerite dai negozi online in cui è in vendita. Amazon ha le sue campagne, ma sicuramente anche altre librerie online.

Una campagna promozionale vi permette di vendere più copie del vostro libro o ebook, anche se a un prezzo scontato, quindi otterrete una maggiore diffusione dell’opera e una probabilità maggiore di ricevere buone recensioni.

Le vostre strategie di marketing editoriale

Saranno le stesse degli anni passati? Avete già provato qualcuna di quelle elencate, specialmente sconti e ebook in preordine?

32 Commenti

  1. LiveALive
    29 gennaio 2015 alle 07:30 Rispondi

    Mai pubblicato nulla e per ora non credo proprio lo farò: non ho ancora scritto nulla di buono. Non credo tenterò il self però: caricherò su un sito i miei lavori forse, ma non proverò neanche a farli conoscere, non ne sono interessato. Pubblicare qualcosa con editoria tradizionale, probabilmente ci proverò. Sul mercato digitale però bisogna stare attenti: c’è chi spera nel pareggio in pochi anni, ma c’è anche chi crede che il mercato stia regredendo… Non si sa ancora bene come andrà, gettarsi sul digitale è comunque un rischio.

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:34 Rispondi

      Secondo me è presto per dire che il mercato degli ebook stia regredendo (ho letto il contrario). Buttarsi solo nel digitale magari no, ma provare entrambi i modi secondo me è meglio.

  2. Claudia
    29 gennaio 2015 alle 08:19 Rispondi

    Ciao Daniele,
    accenderò un cero a un qualsiasi santo se mi illumina su come gestire un blog.
    Leggendo i tuoi articoli sembra facile, sarà perché comunichi con un linguaggio diretto e privo di giri di parole che servono solo a confondere, ma poi vai a metterli in pratica… :(
    Inutile dire che concordo su quanto scritto nel tuo articolo, hai ragione su tutti i fronti. Ora mi rimbocco le maniche e vediamo cosa ne viene fuori.

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:35 Rispondi

      Ciao Claudia,
      che cosa non sai su come gestire un blog?
      Non è né facile né difficile, è solo un impegno :)

  3. Serena
    29 gennaio 2015 alle 09:12 Rispondi

    Ciao Daniele,
    come sempre il tuo articolo spalanca porte, fa pensare e mi fa venire voglia di muovermi. La differenza rispetto ad altre volte è sono un filino più preparata perché da un pezzo leggo – meglio, studio il self publishing come fenomeno che oltreoceano è già alla fase più matura. Mi ha confortato scoprire che certi passi che ho già fatto, o che sto per compiere, vanno bene a tuo parere anche su un mercato italiano che ha delle peculiarità rispetto a quello di lingua inglese. Prima fra tutte la dimensione: è piiiiiiiiiiiccolo.
    Poi il tempo mi è sempre nemico, ti avrei risposto subito stamattina presto se il solito umano di piccola taglia non mi avesse impedito di digitare dal cell. nel, come avrai capito, solo momento di pace della giornata.
    Comunque sto preparando un articolo sulla “maturità” del self publishing, ti twitto appena pronto. Buona giornata e grazie, come sempre :)

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:37 Rispondi

      Ciao Serena,
      sì, negli USA e anche altrove il self-publishing è avanti. Leggerò volentieri il tuo post :)

  4. Banshee Miller
    29 gennaio 2015 alle 09:29 Rispondi

    Azzeccatissimo il parallelo con la musica, è proprio così. Concordo su tutto il resto. Speriamo solo che chi comanda non s’inventi qualcosa per stroncare sul nascere questa rivoluzione. (qualcosa in tal senso s’è già visto, prezzi e iva su tutto)

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:38 Rispondi

      Hai ragione, c’è sempre da temere che gli incompetenti dei vari governi non complichino le cose come al solito.

  5. Girolamo
    29 gennaio 2015 alle 12:43 Rispondi

    Ciao Daniele.
    Navigando su internet ho scoperto che Amazon ha lanciato una nuova piattaforma editoriale. Amazon Kindle Scout. Il meccanismo, molto interessante, funziona così: lo scrittore invia un manoscritto, poi sono i lettori che decideranno se è meritevole di essere preso in considerazione per un contratto editoriale. Accadrà tutto in un breve lasso di tempo, circa 45 giorni. I libri scelti riceveranno un accordo di 5 anni (rinnovabile) e un anticipo di 1500 dollari.
    Peccato che si possono inviare solo opere in lingua inglese.
    Qualcuno mi ha detto che da dicembre 2014 è operativo anche in Italia, ma non ho trovato conferma. Complimenti, sei sempre un passo avanti agli altri.

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:40 Rispondi

      Ciao Girolamo,
      grazie.
      Avevo sentito di Amazon Kindle Scout, sembra interessante. In quel modo parti avvantaggiato, non vai alla cieca. Se uscirà in Italia è da provare.

  6. Tenar
    29 gennaio 2015 alle 12:58 Rispondi

    Ti ringrazio moltissimo per aver citato il mio racconto e-book!
    Come hai detto tu, il self non è per tutti, infatti io lavoro tramite casa editrice perché non ho le competenze per gestire la parte tecnica. Penso che l’e-book si presti particolarmente bene al racconto, perché al prezzo di un caffè (poco più o poco meno) si può portare a casa un’ora di lettura. Si possono fare anche interessanti esperimenti di racconti che portano avanti una stessa storia o legati tra loro. Mi raccontava il curatore della collana con cui collaboro che è proprio il mercato del racconto in e-book quello che sta funzionando meglio. Costano poco, si possono creare collane o serie a cui il lettore si fidelizza.
    Come autrice (anche) di racconti per una specifica collana mi piace molto il rapporto che si è creato con i colleghi. Ci siamo cercati su fb e a volte ci scambiamo i racconti prima di prima di proporli all’editore per un consiglio. Ognuno ha una sua voce e un suo modo di vedere i personaggi, ma è bello sentirsi parte di un gruppo e poter imparare dagli altri. Con un’uscita alla settimana per ciascuna collana non c’è neppure competizione, perché c’è spazio per tutti.

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 13:45 Rispondi

      Il racconto in ebook, poi, ti permette anche di conoscere nuovi autori a prezzi bassissimi. Il fatto che stia funzionando è interessante, anche per testare storie particolari.

  7. Chiara
    29 gennaio 2015 alle 13:50 Rispondi

    Ops!!!!! Stasera pubblicherò un guest-post sullo stesso argomento (anche se tu e la mia ospite dite cose diverse). Va beh, ti citerò nell’introduzione. :) Dovremmo fare una riunione fra blogger su skype in cui confrontiamo i programmi mensili, ahahahah.

    Anche a me piace molto il paragone con la musica. I due ambiti sono già simili (anche nella discografia sta proliferando il self-publishing) ma ora ancora di più!

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 14:27 Rispondi

      Bene, e non ci siamo nemmeno messi d’accordo. Domani mattina lo leggerò, grazie per la futura citazione :)

  8. Grazia Gironella
    29 gennaio 2015 alle 15:13 Rispondi

    Lo sai che pratico la strategia di marketing detta “silenzio totale”…;) Scherzi a parte, non escludo in futuro di autopubblicare e utilizzare gli strumenti che citi. E’ vero, inizia il tempo dell’autore ibrido, e mi pare una buona cosa.

    • Daniele Imperi
      29 gennaio 2015 alle 15:21 Rispondi

      Sì, diciamo che me ne sono accorto :)
      Basta provare e vedere come va. Se non ti convince, lasci perdere.

  9. Bruno Vartuli
    30 gennaio 2015 alle 00:40 Rispondi

    Per dire la verita’ io sono un italiano emigrato in Australia sin dal 1949. Scrivo secondo la mia capacita’ in Inglese e anche in Italiano ch’ e’ da molto tempo ben poco praticato. Ho scritto la mia esperienza, titolo: “life as forigner in 1950”. Come publicarlo? Tendo seguire molto la discussione del self-publisher Penna blu, e a quanto pare la via migliore di oggi e’ essere indipendenti; se sbagli non e’ colpa di nessuno. Sbagliando S’impara.

    • Daniele Imperi
      30 gennaio 2015 alle 07:37 Rispondi

      Ti consiglio comunque di far leggere il tuo libro a un inglese madrelingua prima di pubblicarlo. E, se sbagli, la colpa è tua, però :)

  10. Salvatore
    30 gennaio 2015 alle 11:51 Rispondi

    Per me è ancora presto per averne una, ma sono indirizzato verso la strada che indichi nel post. Alla fine i tempi che viviamo sono questi, che ci piacciano o meno, e non possiamo fare altro che adattarci e trarne il meglio.

    • Daniele Imperi
      30 gennaio 2015 alle 12:07 Rispondi

      Sì, “purtroppo” viviamo in questi tempi, hai ragione. O ti adatti o crepi :)

  11. Giacomo
    30 gennaio 2015 alle 12:10 Rispondi

    Molto di quanto affermi in questo articolo lo condivido, come spesso accade. Ci tengo a esporre in mio punto di vista su un paio di aspetti, premettendo che io non pubblico romanzi ma “infoprodotti” su cui il lettore può trovare spunti utili a risolvere un determinato problema (credo di fare bene a precisarlo perchè cambia molto rispetto al proporre poesie o romanzi) :
    1) Il fattore prezzo, secondo me, ha meno importanza di quello che si pensa. Se un lettore trova la tua opera potenzialmente interessante, non è che se lo metti 1 € compra, e se lo metti a 6 € non lo compra.
    2) Sembra un “must” avere un blog di questi tempi, ma c’è chi sostiene, tra esperti di marketing editoriale, che sia un’ arma a doppio taglio o addirittura uno sbaglio, in quanto assorbe un sacco di tempo ed energie e non contribuisce poi molto a trasformare i lettori in acquirenti dei libri. Ma è anche vero, come dici tu, che specialmente all’ inizio, ti devi pur far conoscere, altrimenti se nessuno sa chi sei e nessuno ti trova su google, non si capisce come puoi vendere i tuoi libri.
    Tu cosa ne pensi su questi aspetti?

    • Daniele Imperi
      30 gennaio 2015 alle 12:37 Rispondi

      Sì, un infoprodotto è molto diverso da un romanzo.
      1: hai ragione e questo per un infoprodotto vale ancora di più. Vedo vendere pdf a 30 o 40 dollari o anche più. Se offri qualcosa di valore, ben fatto, e che risponde a precise esigenze, allora venderai quel prodotto.
      2: dipende da come gestisci il blog, secondo me. Se dicono che non funziona, devono anche mostrare esempi pratici, in modo che si possa capire e vedere perché quei blog non funzionano come mezzo promozionale per un libro.

  12. Giordana
    30 gennaio 2015 alle 13:50 Rispondi

    Ciao Daniele,
    ti posso assicurare che l’ebook a 0.99 non è una buona idea. Venderà esattamente quanto quello a 4.99 e tu ci guadagneresti un quarto.
    C’è poi anche chi dice che gli ebook sottocosto vendano meno, eventualità che non mi sento di scartare a priori (parlo qui di ebook che escono con un costo basso, e non con un costo basso perché in offerta).Sto facendo riferimento a delle analisi di mercato pubblicate da Simplicissimus, che essendo un distributore forse non è proprio un soggetto terzo per giudicare, ma sono abbastanza certa che ci siano altre indagini a opera di ISTAT e AIE che confermano la stessa cosa.
    Pare che gli ebook che vendono maggiormente siano quelli il cui prezzo di copertina oscilla tra i 2.99 e i 5.99.
    Questo perché nell’immaginario dell’acquirente medio scarso prezzo equivale a scarsa qualità o, almeno, questa è la ragione con cui viene giustificata la scelta da chi si è occupato dell’indagine.

    • Daniele Imperi
      30 gennaio 2015 alle 15:08 Rispondi

      Ciao Giordana,
      interessante questa cosa. Pensavo che per un racconto 0,99 euro fosse un prezzo giusto. Se decido di pubblicare un racconto in ebook, allora, sarà una storia lunga con contenuti extra per giusitificare i 2,99 euro.
      Bisognerebbe fare un sondaggio per capire se davvero è quella la percezione del lettore: prezzo basso=bassa qualità.

  13. Giordana
    30 gennaio 2015 alle 23:08 Rispondi

    No, aspetta, certo. Per una storia ‘breve’, comunque, 0.99 Euro vanno benissimo. Per la narrativa più corposa invece no, ma tantissimi ebook (soprattutto di self) sono venduti per meno di un euro.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2015 alle 08:34 Rispondi

      Ok, avevo capito male. Ho anche io romanzi di emergenti venduti a 0,99.

  14. Riccardo McOtter
    31 gennaio 2015 alle 09:51 Rispondi

    Io non credo nella validità dell’equazione basso prezzo = bassa qualità, poiché il lettore “medio” italiano è interessato soltanto a una cosa: spendere poco per avere qualcosa da leggere prima di andare a letto. Questo è palesato dalle statistiche. Se poi parliamo di quei pochi che riescono a leggere uno o più libri al mese, il discorso potrebbe essere diverso: per una buona opera (il che implica la capacità di giudicarla buona) costoro saranno disposti a spendere anche dai tre ai cinque euro (versione ebook, ovviamente). Si potrebbe sperare anche nel fatto che chi ha comprato un eReader sia più di un semplice lettore occasionale, ma non ci metterei la firma. L’altro aspetto riguarda gli store. E’ ovvio che la politica del 0.99€ (figlia di Amazon) non fa che segare le gambe a store italiani più piccoli (non voglio fare nomi) che non possono permettersi margini di guadagno così bassi. Qualcuno afferma che vendendo un ebook a un euro si ottengono risultati simili al venderlo a cinque euro, altri invece mi hanno confermato il contrario. Io per ora mi fido dei secondi, e lascio i miei ebook a 1€. Capisco che si tratti di una manovra aggressiva e per certi versi “scorretta”, poiché un romanzo di 200pagine non dovrebbe mai costare così poco (a patto che sia un romanzo e non una discarica di stile e trama trash), ma questo è il libero mercato no? E come ogni cosa “libera” ha i suoi pro e i suoi contro. Certo è che, appena avrò un seguito decente, proverò ad alzare un po’ i prezzi e vedrò che succede ;)

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2015 alle 08:44 Rispondi

      Io direi di valutare caso per caso. Venderò i miei racconti lunghi a 0,99 e i romanzi a partire da 2,99. Poi farò le mie statistiche personali.
      C’è comunque da dire che conta anche la percezione del lettore: se ti conosce, ti acquista a qualsiasi prezzo, come non ritiene di bassa qualità un ebook di Shakespeare a 0,99 euro.

  15. Giordana
    31 gennaio 2015 alle 15:26 Rispondi

    Riccardo è probabile che la statistica, in quanto tale, sia viziata dalle vendite dei gruppi editoriali e dei medi editori, che per numero nel 2013 immagino superiori sia ai self che ai piccoli editori. Però rimane il dato, ovvero che gli ebook più venduti in quell’anno rientravano in quella fascia di prezzo. Credo poi sia opportuno per ognuno analizzare quanto la realtà dipinta dalla statistica sia applicabile al suo caso.
    Noi abbiamo titoli tra i 0.99 Euro e i 2.99 da fine 2013 e tra loro non ci sono sostanziali differenze in termini di copie vendute. Il più venduto (ma davvero, parlo di una differenza di poche decine di copie che non starei neanche a considerare) è a 2.49 Euro.

  16. Marina
    1 febbraio 2015 alle 12:52 Rispondi

    Il self-publishing ti da la sensazione che il “faidate” ti dia una chance in più di venire fuori dal sottobosco letterario in cui altrimenti l’esordiente resterebbe confinato. Ma chi si autopubblica trascura spesso la fase successiva che è il vero zoccolo duro di tutto questi iter: l’autopromozione. Devi essere pronto e in grado di far fronte a tutte le difficoltà che essa comporta: sembra quasi che tutto sia insufficiente quando cerchi di emergere nell’oceano di autori emergenti che vogliono giustamente farsi conoscere. I social network, i blog, le interviste chieste a blog di settore, tutto può andare, ma non so se, alla fine, è quella la via giusta per tutti. Io, adesso, sto provando a puntare sulle recensioni, perché possono essere una spinta in più verso l’acquisto del mio libro: se qualcuno ne parla molto bene, magari convinco altri della bontà del prodotto. Una sorta di passaparola può venire incontro alle mie esigenze di visibilità. Poi, certo, ogni cosa lascia il tempo che trova! Forse l’unico modo è non accanirsi troppo, lasciare che pazienza e fiducia muovano qualche carta.

    • Daniele Imperi
      1 febbraio 2015 alle 13:46 Rispondi

      Oltre a trascurare l’autopromozione, molti fanno spam puro nei social e altrove.
      In che modo, però, punti sulle recensioni?

  17. Marina
    1 febbraio 2015 alle 16:44 Rispondi

    Le mie scelte sono condizionate da ciò che faccio io quando cerco qualcosa da leggere: in libreria focalizzo l’attenzione su trame e quarti di copertina; sul web, di fronte ad un e-book, più che guardare alla storia (che naturalmente deve suscitare la mia curiosità) vado a leggere i giudizi di chi lo ha già letto. Le recensioni mi guidano vero l’acquisto oppure no.
    Credo nel potere delle recensioni, così spero anch’io che chi ha acquistato il mio e-book su Amazon lasci, a fine lettura, il suo giudizio. Se sono persone che mi dicono di avere comprato il libro, chiedo loro di dirmi cosa ne pensano, quando (e se) ne completeranno la lettura. E se qualcuno ha apprezzato la mia storia e mi lusinga, ma lo fa privatamente, allora anche in quel caso chiedo la cortesia di pubblicare il giudizio nello spazio dedicato alle recensioni. Non è l’unica carta vincente, ma una strada percorribile tra le tante che puntano alla vendita del proprio lavoro.

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