Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Mark Twain censurato

Mark Twain censuratoSiamo nel 2011, il terzo millennio è iniziato da diversi anni, eppure sembra di essere ancora nel Medioevo. La censura sui libri è sempre dietro l’angolo, pronta a colpire, mai domata. Quello che si poteva scrivere nel XIX secolo, adesso, nel XXI, scandalizza.

La casa editrice NewSouth Books intende purgare i romanzi più celebri- e divertenti, a mio parere- dello scrittore americano Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Hucklenerry Finn. Romanzi pubblicati rispettivamente nel 1876 e nel 1884. Quindi in un preciso contesto storico.

La NewSouth Books ha deciso di pubblicare per metà febbraio quei due romanzi, eliminando la parola nigger dai testi e sostituendola con slave o con un altro termine meno offensivo.

Ho letto tempo fa quei due capolavori e li ricordo benissimo. Come ricordo la parola negro usata di frequente. Faceva parte del linguaggio del tempo e mai una volta si è inteso fosse stata usata come termine dispregiativo.

Subito sono nate critiche, che condivido pienamente, su questa assurda decisione da parte dell’editor della casa editrice. La funzione dell’editor, come è stato fatto presente, è sì quella di convogliare un autore verso la stesura di un libro migliore, ma è un lavoro che va svolto da due persone, editor più scrittore.

In questo caso, invece, l’editor è l’unico a decidere, senza poter avere, per ovvie ragioni, il consenso dell’autore, Mark Twain, deceduto da un secolo.

Spesso la parola incriminata è stata pronunciata dai vari personaggi. Personaggi che si muovono, come ho già scritto, in uno specifico contesto storico. In quel periodo esisteva la schiavitù e gli schiavi africani erano chiamati negri. Punto. È storia, non è un’offesa.

Ma oltre a questa considerazione c’è da sottolineare che ciò che dice un personaggio non è necessariamente ciò che pensa l’autore. Ogni personaggio parla e deve parlare in accordo alla sua istruzione, alla sua funzione, alla sua estrazione sociale e al contesto storico e geografico in cui si muove.

Sono state modificate le bozze dei romanzi di Mark Twain? Sono stati soggetti a editing quei testi? Certamente. Che diritto ha, dunque, un editor di modificare il linguaggio di due opere che sono state già da tempo accettate e pubblicate? Nessuno.

Quei romanzi saranno una versione non autorizzata e non originale dei capolavori di Mark Twain.

La casa editrice NewSouth Books pubblicherà i due romanzi in un unico volume, dal titolo Mark Twain’s Adventures of Tom Sawyer and Huckleberry Finn: The NewSouth Edition, “as the author had intended”, come l’autore li aveva previsti.

Mark Twain, però, li aveva previsti così come li ha pubblicati, senza censure, cara NewSouth Books.

La casa editrice parla di una mossa audace, ampiamente sostenuta dallo studioso di Mark Twain, Alan Gribben, riferendosi alla sostituzione di due epiteti che compaiono centinaia di volte nei due testi, con parole meno offensive, per contrastare una censura preventiva, mirata a non far decadere a livello nazionale simili capolavori della letteratura.

Nell’introduzione il dottor Gribben discute del contesto degli insulti razzisti usati nei libri da Twain. Si giustifica sostenendo che un simile linguaggio possa legare i libri di Twain a quei classici della letteratura che Twain stesso ha una volta definito opere che la gente loda ma non legge.

La casa editrice continua ribadendo l’importanza di trovare più lettori. Se la pubblicazione di un’opera crea un dibattito sul linguaggio, sulla censura e sull’influenza negativa che possono esercitare gli insulti razziali, allora la pubblicazione di quelle opere debitamente purgate avrà raggiunto il suo scopo e soddisfatto la loro missione.

Nella scheda del libro la casa editrice continua a sostenere che, allontanandosi dalle edizioni standard delle due opere, questa nuova pubblicazione offre una narrazione continua, così come era stata prevista dall’autore.

Subito dopo parla della controversa decisione di eliminare gli epiteti razzisti usati dall’autore nel suo sforzo di descrivere realisticamente gli atteggiamenti della società del 1840.

E non vi suggerisce nulla questa frase che avete pensato e scritto? Non è da premiare uno scrittore che si impegna a offrire al lettore una realtà storica autentica e fedele?

Il dottor Gribben parla di edizioni che hanno perso una fetta di pubblico a causa della presenza di quelle parole, che il dottore chiama “n-words”, come se avesse paura a scrivere nigger. Uno studioso che ha dei tabù è quanto di più ridicolo si possa trovare in una casa editrice.

Il linguaggio razziale usato in quei libri ha causato il loro allontanamento da molti programmi scolastici, a dispetto dello status di classici della letteratura. E questo dice molto sulla qualità dell’istruzione americana, che a questo punto preferisce nascondere determinate realtà storiche, anziché affrontarle e discuterle con gli alunni e gli studenti.

Alcuni insegnanti hanno detto al dottor Gribben che a loro piacerebbe insegnare Tom Sawyer e Huckleberry Finn, ma che non possono più farlo. Nelle nuove classi non è accettabile. Interviene un altro studioso di Twain, tale Thomas Wortham, che sostiene che alterando il testo originale si eviterà la domanda “Perché un bambino come Huck usa un linguaggio così riprovevole?”

Perché, si può rispondere a chi pone quella domanda, a quel tempo si parlava così. Vogliamo allora purgare anche I promessi sposi? Eppure si nota pesantemente la differenza con cui sono trattati i grandi della società e il basso volgo. Non è questa discriminazione sociale? Certo che lo è, ma a quel tempo- e secondo me anche adesso…- in Italia era così.

La censura sui libri, specialmente sulle opere letterarie che hanno fatto storia, rappresenta un danno. Romanzi come Le avventure di Tom Sawyer e Le avventure di Hucklenerry Finn sono un prezioso quadro di un passato storico da conservare e studiare, non da mettere al bando.

L’istruzione e la cultura possono cambiare determinati atteggiamenti sociali e determinati modi di pensare soltanto mantenendo ferma la veridicità storica. Non è occultando quelle parole che si combatte il razzismo, ma anzi mettendole in risalto spiegandone il contesto storico e incrementando un dibattito costruttivo.

In caso contrario tanto vale istituire un Ministero della Censura.

3 Commenti

  1. Michela
    7 gennaio 2011 alle 10:55 Rispondi

    CHE COSA fanno??

    “Le avventure di Huckleberry Finn” è uno dei libri più belli, più grandiosi che ho mai letti e questi lo vogliono censurare?
    È una cosa GRAVISSIMA.
    È GRAVISSIMO in qualsiasi libro, fosse pure un romanzetto di Liala, ma in un libro come questo è intollerabile e inaccettabile e sacrllego.

    E sì, “negro” in questo romanzo indica proprio una persona di valore inferiore, poco più che un animale domestico.

    Ricordo il passaggio in cui c’è un’esplosione a bordo di un vaporetto: si fa la conta dei danni, e si riferisce che “Nessun uomo è rimasto ferito. È morto un negro, ma per fortuna nessun uomo si è fatto male”.

    Il punto è esattamente questo: Huck, nonostante si senta colpevole (“Cosa aveva mai fatto contro di me la vedova, per meritare che io rbassi il suo negro? Mi aveva solo trattato bene, ed ecco che io rubavo la sua proprietà”), nonostante sappia di agire contro le regole elementari e condivise della propria società, comunque vuol bene a Jim, lo considera un suo amico, non può fare a meno – se pur con riluttanza – di proteggerlo e aiutarlo.

    In un altro libro, anche più diffuso di questo, qualcuno aveva scritto “beati gli ultimi, perché saranno i primi”. Lasciamo perdere cosa si possa pensare di questo altro libro, ché non è questo il luogo né il momento.

    Ma Huck è proprio questo, è un ultimo, un reietto, uno sbandato, diremmo oggi. Eppure è un primo: uno dei primi a vedere un essere umano per quel che è e non per le etichette che gli vengono affibbiate, e un Primo, un eccelso, perché vive secondo idee che oggi sono facili da sostenere ma allora erano riprovevoli, se non perfino pericolose.

    Non so cosa pensino (SE pensano) questi signori che hanno questa becera idea, ma poco ma sicuro, il signor Twain non ha scritto “negro” a casaccio.

  2. Daniele Imperi
    7 gennaio 2011 alle 11:18 Rispondi

    Mi ricordo di quei passi. E ricordo perfettamente il rapporto di amicizia fra Huck e Jim.

    Ma soprattutto Huck è un ragazzo. Uno sbandato per giunta, come hai datto notare. Parla come sente parlare gli adulti e gli adulti, a quel tempo, nel tempo della schiavitù, chiamavano “negri” gli schiavi e li consideravano al pari delle bestie.

    Eliminando quelle parole e sostituendole con altre si distorce il linguaggio usato a quell’epoca e la rappresentazione fedele di quella realtà storica si perde.

    Alla stessa maniera io non ho mai sopportato i “libri condensati” (te li ricordi?) e quelli che “vengono adattati” a un linguaggio più comprensibile al giorno d’oggi. Follie disumane.

  3. La politica del Traduttore… | Delirium Editions
    11 gennaio 2012 alle 19:54 Rispondi

    […] Siamo nel 2011, il terzo millennio è iniziato da diversi anni, eppure sembra di essere ancora nel Medioevo. La censura sui libri è sempre dietro l’angolo, pronta a colpire, mai domata. Quello che si poteva scrivere nel XIX secolo, adesso, nel XXI, scandalizza. La casa editrice NewSouth Books intende purgare i romanzi più celebri e divertenti, a mio parere dello scrittore americano Mark Twain… Read More […]

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.