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Nei Mari Silenti

Un racconto onirico di 300 parole

Nei Mari Silenti

Fredda come la mia anima è l’acqua dei Mari Silenti, lassù, sul pianeta Mekar1 dalle spiagge marmoree. E vivo è ancora il ricordo della voce di quegli amari oceani sotto il cielo blu cobalto e la loro estrema supplica.

Fu per me l’ultimo viaggio, che mi portò per sempre nella Galassia di Ashgör, oltre i confini dell’immaginazione, là dove nessuna astronave potrà mai giungere a intaccare un ordine più antico del nulla. Quello era il mio mondo, creato durante le veglie obbligate delle mie notti insonni. Era reale e non lo era. Io, viaggiatore del pensiero, avevo lasciato la mia vita sulla Terra, dove qualcuno, un giorno, avrebbe rinvenuto le spoglie di un guscio senza più respiro.

Qui, a incolmabili distanze, io cominciavo una nuova vita, fatta di astrazioni, illusioni e utopie, lontano per sempre dalle inquietudini che avevano tormentato il mio animo sin dalla nascita.

Mi tuffai nelle acque non più silenti degli antichi Mari e il mio corpo, a opera dell’energia liquida che vi dimorava, fu trasformato in delfino. Veloce guizzai verso il fondo, buio come il cuore dell’Universo. Sentii le urla di dolore di quella vita ancestrale che periva da secoli.

E fui là. Là dove tutto ebbe inizio, perfino il Tempo. Dove la prima scintilla, che gli stolti chiamano Dio, s’accese dalla tenebra primigenia e permise al Tutto d’esistere, quando l’inconcepibilità del nulla divenne legge.

Parlai a quella vita offrendole il mio aiuto. E soprattutto la soluzione. Ero io la Chiave per salvare quel mondo incorporeo, per ridare al Nulla l’armonia e la consistenza perse con l’avvento dell’Uomo e dell’assurdità delle sue regole. E infine decisi.

Era giunta l’era di un nuovo inizio, laggiù nei Mari Silenti.

Fu di nuovo il Caos, in quel giorno che non aveva durata. E tutto tornò là dove s’era originato.

Note

1 – Vedi il racconto Le spiagge di Mekar.

8 Commenti

  1. luigi leonardi
    15 gennaio 2012 alle 14:00 Rispondi

    Ci trovo certa “religiosità” leopardiana del nulla, anche se con toni meno pessimistici.
    Ciao Daniele.

  2. Daniele Imperi
    15 gennaio 2012 alle 14:10 Rispondi

    Beh, questo è un complimento :)
    Grazie

  3. Lisa Corradini
    15 gennaio 2012 alle 16:39 Rispondi

    Ciao Daniele,

    adoro le parole che usi, come fossero ricercate.
    Non so se ti vengono subito così di prima mano o in fase di revisione, comunque complimenti

  4. Daniele Imperi
    15 gennaio 2012 alle 16:48 Rispondi

    Grazie, Lisa :)
    In questi racconti di 300 parole scrivo di getto, poi sistemo qualcosa.

  5. Romina
    15 gennaio 2012 alle 22:41 Rispondi

    Molto poetico e musicale… “un ordine più antico del nulla” mi sembra una frase geniale, ma ce ne sono molte davvero ben riuscite in questo breve testo!

  6. Daniele Imperi
    16 gennaio 2012 alle 09:10 Rispondi

    Grazie Romina :)

  7. Salomon Xeno
    16 gennaio 2012 alle 11:20 Rispondi

    Non so perché mi aspettavo la comparsa di Nyarlathotep! Mi piacciono molto questi racconti dal sapore lovecraftiano. Ho da poco finito di leggere i suoi racconti onirici e non posso non apprezzare la tua scelta dei nomi (io sono molto sensibile ai nomi di luoghi e personaggi).

  8. Daniele Imperi
    16 gennaio 2012 alle 11:32 Rispondi

    Grazie Salomon, in effetti questi racconti onirici sono proprio di ispirazione lovecraftiana :)

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