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La mappa del mondo nel Fantastico

La mappa del mondo

Continuiamo la creazione del nostro mondo fantastico. Abbiamo iniziato parlando di come sia importante stabilire il tempo e lo spazio in cui avviene la nostra storia, conoscere la flora e la fauna che abitano il nostro mondo, quali sono i costumi e il folclore delle popolazioni coinvolte, come è strutturata la società, la sua politica e quale religione è presente, a che livello sono la scienza e la tecnologia e, infine, quale grafia dobbiamo usare per i nomi.

Ma la nostra ambientazione non è finita qui, perché lo scrittore ha bisogno di un altro elemento necessario alla delineazione del suo mondo fantastico: la mappa. Sì, proprio la carta geografica delle terre che ha inventato e, nel caso di una storia di fantascienza, una sorta di carta stellare se sono coinvolti più pianeti o comunque la mappa del suo pianeta.

Uno scrittore, dunque, deve diventare un disegnatore? Un cartografo perfino? No, ovviamente. Chi sa disegnare creerà una mappa più bella ed elegante, ma chiunque è in grado di scarabocchiare dei triangoli per immaginare le montagne, delle figure tondeggianti per i laghi, delle linee arzigogolate per i fiumi e dei rettangolini per le città.

La mappa come guida nella storia

È naturale che uno scrittore non possa ricordare a mente i luoghi che ha inventato. In fondo non sta scrivendo una storia ambientata a casa sua o in una parte della sua città che conosce perfettamente. Ha quindi bisogno di segnare su carta quei luoghi.

Quello schizzo, quel disegno, o anche quell’opera d’arte, sarà la sua guida. Perché lo scrittore dovrà compiere il viaggio assieme ai suoi personaggi. Dovrà seguirli passo dopo passo. Grazie alla sua mappa potrà sapere quanto effettivamente potrà durare un viaggio a piedi da un punto a un altro.

Non solo. La mappa lo aiuterà anche a tenere sotto controllo la storia. Lo aiuterà a non scrivere controsensi, a non commettere errori, a non incappare in lacune. Perché l’ambiente, inteso come insieme di luoghi e di conseguenti microclimi, influisce sui personaggi e quindi sulla storia.

La mappa come valore aggiunto nel fantastico

Bisogna dirlo. Quando si apre un romanzo fantasy e si trova in prima pagina la cartina con tutti quei luoghi misteriosi e sconosciuti fa un certo effetto. Ricordo ancora il bel capolavoro dei fratelli Hildebrandt che illustrarono La Spada di Shannara. Mi studiai quella mappa per non so quanto tempo.

La cartina coi luoghi impreziosisce il libro. Aumenta la curiosità del lettore. Migliora il suo coinvolgimento. Possiamo affermare che la mappa del mondo fantastico sia da inserire fra le strategie del marketing editoriale.

Come disegnare una mappa per una storia fantastica

Questo è un blog che tratta principalmente di scrittura e non certo di disegno, quindi non mi soffermerò sulle tecniche di illustrazione, ma darò degli spunti che possono tornare utili a uno scrittore per creare la mappa dei luoghi in cui si svolge la sua storia.

  1. Pensare prima alla storia e poi alla mappa: la mappa è una conseguenza della storia, non viceversa.
  2. Pensare alla storia con la mappa davanti: può sembrare un controsenso, ma in realtà non lo è. Significa che la mappa deve aiutare a definire la storia. Scrivere semplicemente che il protagonista si recherà da A a B, senza aver visualizzato sulla mappa dove e come sono posizionate A e B, non ha senso.
  3. Segnare prima i luoghi principali: dare la priorità alle località in cui avvengono i fatti salienti della storia. Poi pensare al resto, a dove abita, per esempio, la suocera dell’eroe.
  4. Inserire luoghi che non fanno parte della storia: su questo punto si può ampiamente discutere, perché credo che sia valido e sbagliato allo stesso tempo. È giusto inserire una città se in quella città, nel romanzo, non avviene nulla e non sarà menzionata? In fondo, se una storia si svolge fra Roma, Verona e Milano e nel libro c’è la carta geografica, troveremo sicuramente altre città durante il percorso.
  5. Definire le distanze: in poche parole creare una sorta di scala. Questo è importantissimo per la storia, perché non possiamo posizionare due città a cinque centimetri una dall’altra e far percorrere quella distanza in dieci giorni, se poi i personaggi percorreranno la stessa distanza, da un’altra parte, in un mese.
  6. Revisionare la mappa: allo stesso modo di come si revisiona un testo. Man mano che scriviamo, dobbiamo avere la carta di fronte. Man mano che rileggiamo dobbiamo fare lo stesso, perché qualcosa può sempre sfuggire. Magari, se la storia è un po’ smorta, possiamo far apparire durante il percorso una bella palude abitata da un mostro viscido.

La mia esperienza nell’ambientazione fantastica

Per il solito romanzo pseudo-fantasy ho già abbozzato una mappa, ma dovrò fare presto delle correzioni, che forse saranno già attuate quando uscirà questo articolo. Per ora è a livello di schizzo veloce, appena abbozzata a matita perché tutto ancora in via di definizione.

Quando avrò stabilito ogni elemento della mappa, allora sarà riportata su carta da disegno e inchiostrata a china, alla vecchia maniera, anche perché la mia storia si svolge al passato. Quindi ne farò anche una versione a colori e inserirò i nomi al computer, con un carattere a tema coi luoghi della storia.

Ma io ho sempre avuto una grande passione per le carte e le mappe, ne ho disegnato alcune sui pirati, persino una per il romanzo fantasy Il magico regno di Landover, perché nella prima edizione non esisteva mappa e me ne disegnai una per conto mio.

Le vostre ambientazioni

Avete mai pensato a disegnare una mappa per la vostra storia fantasy? E una per quella di fantascienza? Che criteri avete usato?

21 Commenti

  1. Gherardo Psicopompo
    26 novembre 2012 alle 08:05 Rispondi

    Wow! Figliassimo questi articoli…li ho lurkati tutti con gusto :D
    Ho sempre amato le mappe del mondo, nei romanzi fantasy che acquistavo le guardavo per ore… È sempre stata l’unica cosa che sapevo disegnare, la mappa! Sia nei racconti fantasy che nelle avventure di giocondi ruolo che masterizzavo sono sempre stato un prolifico cartografo, della scuola: riempi la mappa di roba, pazienza se poi non la usi nella storia! L’unico problema si presenta nel gioco di ruolo, quando magari i giocatori vedono la mappa e decidono di andare in un posto dove non hai preparato nulla di giocabile! :D

  2. Marco B.
    26 novembre 2012 alle 10:31 Rispondi

    Se la trama lo richiede, credo che l’inserimento di una mappa può essere previsto anche in romanzi che non siano fantasy. Credo anche che per raggiungere lo scopo di aiutare il lettore a seguire la storia, questa debba avere solo i dati più importanti, quelli legati alla trama/percorso della storia, lasciando volutamente dei “vuoti” che il lettore riempirà con la propria fantasia.

    • Daniele Imperi
      28 novembre 2012 alle 12:01 Rispondi

      In effetti potrebbe essere utile anche in romanzi di altro genere. Di sicuro nella fantascienza, se ambientata in altri mondi.

  3. Lucia Donati
    26 novembre 2012 alle 10:51 Rispondi

    La geografia è sempre stata anche la mia passione e lo è tutt’ora (sembra che per molti sia una materia-spauracchio e io proprio non ne capisco il motivo!). Sì, ho provato ad immaginarmi una mappa per un romanzo di fantascienza ed effettivamente i problemi ci sono nell’inventarsene una. Pensare alla storia con la mappa davanti è tutt’altro che un controsenso. Inserire i luoghi che non fanno parte della storia solo se fanno parte di un percorso e ci si deve passare, credo. Una mappa ben concepita e disegnata (tu non avrai problemi) è sicuramente un valore, più che aggiunto, direi, compreso nell’insieme.

  4. Lucia Donati
    26 novembre 2012 alle 10:54 Rispondi

    Ho notato una novità :”Scrivere nel 2013″, titolo intrigante. Aspettiamo anche questa sorpresa…

    • Daniele Imperi
      28 novembre 2012 alle 12:02 Rispondi

      Per ora non si può dire nulla :D

      • Lucia Donati
        28 novembre 2012 alle 14:52 Rispondi

        Certo: capisco!

  5. Salomon Xeno
    26 novembre 2012 alle 14:30 Rispondi

    Allo stadio attuale ho una bellissima mappa del mondo conosciuto, con le principali città e pochi dettagli morfologici. L’ho ridisegnata in seguito alle considerazioni sulla storia fatte in questi anni e mi aiuta ora a ripensare alla storia in chiave un po’ più concreta. Dopo però mi serviranno delle mappe regionali, che nella maggior parte dei fantasy sono quelle che interessano veramente, e lì ci sarà da ridere!

    • Daniele Imperi
      28 novembre 2012 alle 12:03 Rispondi

      In alcuni romanzi fantasy ho visto mappe generiche del mondo e poi accanto quelle più dettagliate di una regione. Bella idea, a cui non avevo pensato per il mio romanzo fantasy ;)

  6. franco zoccheddu
    26 novembre 2012 alle 15:59 Rispondi

    La mappa che ho in mente per il romanzo di fantascienza (che forse meglio farei a definire di fantapolitica) è particolare perchè descrive luoghi della Terra interamente antropizzata, una sola immensa città di 150 mld di umani. Certo, non del tutto originale (ricorda un po’ la Trantor della Fondazione di Asimov…), ma originale come mappa.

  7. Romina Tamerici
    27 novembre 2012 alle 01:08 Rispondi

    Trovo sempre molto affascinanti le carte geografiche nei libri fantasy. Io non saprei da che parte cominciare, ma il tuo post dà qualche spunto.

  8. Il Moro
    27 novembre 2012 alle 08:52 Rispondi

    Io mi ero disegnato la piantina di due piani di un manicomio, con tanto di bagni e sgabuzzini… Il difficile, in quel caso, dato che non potevo inserire la mappa nel racconto, era riuscire a far capire al lettore “dove” si trovavano i personaggi anche senza fargli vedere la mappa, o meglio raccontare la storia senza che il lettore avesse bisogno di avere un’idea spaziale precisa.

    • Daniele Imperi
      28 novembre 2012 alle 12:05 Rispondi

      In quel caso hai fatto bene a disegnare la mappa: serve soprattutto a te per scrivere.

  9. Le illustrazioni nei libri: utilità o no?
    15 marzo 2013 alle 05:01 Rispondi

    […] che in un romanzo fantasy come minimo bisogna offrire la mappa dei luoghi, se la storia si svolge in un mondo inventato. Aiuta il lettore a orientarsi nelle terre, a seguire […]

  10. Fede
    24 giugno 2014 alle 19:54 Rispondi

    A me non piacciono le mappe. O meglio, mi piacciono, ma non le guardo mai. E mi secca tremendamente dover pagare qualcuno per far disegnare la mappe dei miei romanzi… penso proprio che non lo farò.

    • Daniele Imperi
      25 giugno 2014 alle 07:52 Rispondi

      Dipende dal romanzo, innanzitutto. E se pubblichi con un editore, non sarai tu a doverle pagare.

  11. Andrea
    15 ottobre 2014 alle 14:28 Rispondi

    Scusa se vado a riesumare questo vecchio post ma mi trovo ora, scrivendo il mio (primo) romanzo, a spulciare tra tutti i tuoi articoli, li trovo utilissimi :)
    Sono ancora indeciso se ambientarlo in una città reale o in una fittizia, se puntare su luoghi conosciuti dai lettori o invece su una città tutta nuova in modo da avere libertà totale di azione e di gestione delle ambientazioni. In quest’ultimo caso, secondo te, potrebbe essere utile creare una mappa? Con quartieri, luoghi d’interesse, ecc. Premetto che non si tratta nè di fantasy nè propriamente di fantascienza, è un romanzo d’avventura e azione.

    • Daniele Imperi
      15 ottobre 2014 alle 15:31 Rispondi

      Nessun problema per commentare i post vecchi :)

      Secondo me sì, devi creare una specie di mappa della città. Camilleri ambienta i gialli con Montalbano a Vigata e Montelusa, città che non esistono, quindi credo che un abbozzo di mappa l’abbia fatto. Vigata corrisponde però a Porto Empedocle, quindi forse Camilleri ne ha ricalcato vie e quartieri.

      Quindi puoi procedere così: o crei una mappa o ti basi su una città vera, cambiandone la toponomastica. Tantissimi anni fa avevo progettato una serie di storie horror ambientate in una città inventata: in quel caso avevo disegnato la mappa completa di vie, con tutti i nomi :)

      • Andrea
        15 ottobre 2014 alle 18:54 Rispondi

        Ecco, magari proprio tutte le vie no :D però sì, direi che (ammesso che scelga la via della città fittizia) una mappa è d’obbligo, anche solo come traccia per me durante la stesura della trama :) grazie!

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