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Manuale di sopravvivenza del blogger moderno

Come ottimizzare i tempi di gestione del blog

Manuale di sopravvivenza del blogger moderno

Questo post era in programma da tempo, ma soltanto dopo aver annunciato una riduzione di post nel calendario editoriale m’è venuto in mente di scriverlo. In fondo rappresenta il mio personale manuale di sopravvivenza nel blogging di oggi, che è decisamente diverso da quello di ieri.

Ricordo ancora quando i blog fecero il loro ingresso in Italia. A quel tempo frequentavo alcuni newsgroup sulla professione di webmaster (termine che andava di moda all’epoca, ora in disuso) e qualcuno in firma cominciò a inserire il proprio blog.

“Che diavolo è un blog?”, mi chiedevo allora, troppo pigro per fare qualche ricerca online. Qualcuno non si fece problemi e iniziò una discussione intitolata più o meno “Tutti hanno un blog. Ma che cosa è un blog?”.

In realtà non era vero che tutti avevano un blog, ma quando qualcosa inizia a circolare per la prima volta e te la ritrovi qui e là, sembra che ce l’abbiano tutti. Un tipo scrisse come slogan nel suo blog una frase che suonava più o meno così: “Ce l’hanno tutti un blog. Ne volevo uno anch’io”.

Perché a quel tempo il blogging era diverso da oggi?

Innanzitutto, c’erano molti meno blog di adesso. Anzi, ce n’erano davvero pochi. Poi c’è stato il boom, boom che continua ancora, perché sempre più gente ne apre uno, tanto che è diventato impossibile seguirli tutti. Sono troppi, devi per forza fare una cernita.

Oggi qualsiasi professionista deve aprire un blog, non può farne a meno. Oggi sono nate nuove professioni, come il social media manager, il community manager e chissà quali altre, io ho perso il conto e non sono più molto aggiornato. Risultato: nuovi blog nella rete.

Non diventa quindi difficile seguire tutti i blog, ma diventa difficile anche gestire il proprio, perché si è creato un concetto forse sbagliato del blogging, anzi non del tutto corretto: e cioè che bisogna scrivere tantissimo e tutti i giorni. Che bisogna bombardare i social condividendo a manetta i nostri post e che dobbiamo essere presenti su tutti i social.

Un altro concetto errato è l’aspettativa dei lettori: se non pubblichi, nessuno ti segue. È senz’altro vero: se smettiamo di pubblicare e riprendiamo dopo 6 mesi, avremo perso un bel po’ di lettori, ma se decidiamo di pubblicare una volta a settimana, i lettori restano, anzi aumenteranno anche.

Quando ho deciso di ridurre il numero dei miei post, ho immaginato qualche defezione dal blog, ma quel giorno sono arrivati 7 nuovi lettori e nuovi iscritti alla newsletter e le visite non sono per niente diminuite.

Dopo tutto questo preambolo passiamo finalmente a parlare di come sopravvivere al blogging moderno.

Creare un piano editoriale di contenuti orizzontali

Vi ricordate di quando abbiamo parlato dei contenuti verticali? Mi chiedevo se fosse possibile scrivere continuamente sempre dello stesso argomento.

Anni fa ho aperto un blog sulla SEO: decisamente di nicchia e decisamente verticale come blog. Alla fine l’ho chiuso, perché pubblicavo quando mi andava e non sapevo più che scrivere. Avevo anche aggiunto una categoria sul web marketing, per estendere l’argomento, ma non è bastato.

I blog personali, in cui il blogger scrive di ciò che gli passa per la testa, sono i blog a massima orizzontalità di contenuti: possono parlare di qualsiasi argomento. Difficile non avere qualcosa da dire.

I blog di nicchia, specialmente se ristretta, in alcuni casi sono obbligati: se sei un copywriter, di cosa vorrai parlare? Per prendere clienti devi scrivere del tuo lavoro e del tuo settore. «Penna blu» ha una certa orizzontalità nei contenuti e questo mi permette di spaziare fra temi correlati.

Penso quindi che, se dobbiamo aprire un blog oggi, dobbiamo pensare a creare un piano editoriale che preveda contenuti in un certo senso orizzontali, limitatamente alla tipologia di blog e a ciò che vogliamo ottenere dal blog.

Creare un calendario editoriale adatto al blogger

Non dimentichiamo mai che un blog è prima di tutto del blogger, poi dei lettori. Quindi il calendario editoriale delle pubblicazioni deve adattarsi al blogger e non viceversa.

Google ha fame di contenuti e anche i lettori. Più contenuti pubblichiamo e più visite possiamo ricevere, se quei contenuti sono di qualità. Quasi l’80% del traffico su «Penna blu» proviene dai motori di ricerca, mentre dai social meno del 2%.

Il primo obiettivo del blogger, però, è pubblicare contenuti di valore, ma il blogger deve anche essere in grado di creare contenuti di valore. Scrivendo tutti i giorni può riuscirci? Non ne sono sicuro, secondo me non è possibile.

Soprattutto, il blogger deve avere un calendario editoriale in linea con la sua personalità e con i suoi impegni (lavorativi, familiari, personali).

Prima di decidere la frequenza di pubblicazione fate un esame di coscienza: considerate tutte le variabili possibili.

  1. Riuscite a scrivere periodicamente tutti quei post?
  2. Vi resta tempo per fare altro?
  3. Potete scrivere sempre contenuti di qualità?

Scrivere post di media lunghezza

La lunghezza ideale di un post non esiste: lo avevo scritto lo scorso anno e lo penso ancora. La lunghezza ideale è quella che ci permette di chiudere l’argomento trattato nel post.

Ma ci sono comunque delle considerazioni da fare.

Se vogliamo che un certo articolo si posizioni sui motori di ricerca, abbiamo bisogno di approfondirlo, altrimenti non lo troverà nessuno, a meno di non parlare della “dieta della rana cowboy”.

Secondo Neil Patel bisogna scrivere articoli molto lunghi, meglio se oltre le 2000 parole. Lui lo fa 3 volte a settimana, senza contare i guest post che scrive e un altro suo blog che cura. Come faccia non so, bisognerebbe chiederlo a lui.

Quanti, comunque, riescono a scrivere post così lunghi e di qualità in continuazione?

Non conta soltanto la profondità del tema, ma anche la profondità del testo, che sono 2 cose diverse. Resto dell’idea che un post debba essere lungo almeno 400 parole, altrimenti credo che non sia possibile approfondire l’argomento e creare interazione.

Se non avete tempo, studiate un modo per creare post di valore, restando nella media delle 500 parole ognuno. Imparate la sintesi, dividete il tema in più puntate magari. E ogni tanto sfornate articoli più corposi.

Scegliere un linguaggio semplice

Un linguaggio semplice non è un linguaggio semplificato. Proprio martedì ho parlato del pericolo di una scrittura elementare, più consona al livello della società di oggi, che per certi versi ha disimparato a comprendere linguaggi più articolati e ricercati.

Nel blogging è importante prima di tutto trovare la propria voce, anche se sembra strano: in fondo quando parliamo, lo facciamo con la nostra voce, con il nostro stile. Tuttavia nel blogging può non essere così intuitivo scrivere come si parla, adottare un linguaggio più colloquiale e comunicativo.

Scordatevi anche il linguaggio accademico:

  • è freddo
  • non è emozionale
  • è distaccato
  • non attira il lettore
  • non è comunicativo
  • è solo informativo
  • non è coinvolgente

Un linguaggio semplice ci permette di scrivere più velocemente, seguire il flusso di pensieri e arrivare alla fine del post in tempi brevi.

Da leggere: Preposizioni: paroline, non parolone di Luisa Carrada.

Ridurre l’attività sui social

I social media manager mi uccideranno, adesso. Ma chiariamo una cosa: davvero è possibile gestire in modo professionale e continuativo un profilo sociale su Twitter, Facebook, LinkedIn, Google+, Instagram? E non ho contato eventuali Pinterest, Goodreads e chissà cos’altro.

No, non è possibile. Il tempo della giornata è quello e non possiamo venire risucchiati dai social network. Qualcuno pensa che bisogna usare i social come canale di comunicazione ufficiale. Per me invece resta il blog il canale ufficiale per comunicare coi lettori. I social sono e devono fare da contorno.

Come ho detto varie volte, è bene scegliere un paio di social e usarli bene. Io ne uso più o meno bene solo uno, che con la scrittura non ha nulla a che vedere: Instagram. Ma, come dicono tutti, un’immagine vale più di 1000 parole.

Ridurre l’attività sui social significa avere meno stress mentale e più energie da dedicare al blog e a se stessi.

Rispondere ai commenti in orari precisi

Già detto anche questo. Ai primi tempi di «Penna blu» rispondevo ai commenti man mano che arrivavano. Poi mi sono accorto che questo mi portava via molto tempo. E il motivo è semplice: mi distraeva da altre attività che facevo in quei momenti, allungando quindi il tempo per portarle a termine.

Adesso rispondo intorno a ora di pranzo, fra le 12,30 e le 13,30. E anche subito dopo, se ne arrivano altri. La mattina intorno alle 8 rispondo a quelli arrivati dopo le 18-18,30 del giorno prima.

Questo mi permette di non distrarmi più e di non perdere il filo del discorso se sto scrivendo altro.

Permettere di seguire gli aggiornamenti del blog

C’è un solo modo sicuro per non perdere lettori: dar loro la possibilità di ricevere gli aggiornamenti del blog. Se pubblicate una sola volta a settimana, c’è il rischio che qualcuno si dimentichi del vostro blog. A me è successo, anche se io comunque tendo a dimenticare un sacco di cose in genere.

Per me ricevere gli aggiornamenti di un blog via email resta la soluzione migliore. Leggo le email ogni giorno, quindi non mi perdo nessun post dei vari blog che seguo. Create quindi un box nella barra laterale, ben visibile, in cima a tutto, e usate servizi come Feedburner o Mailchimp.

Ai feed ci si può anche abbonare con altri strumenti, ma per la massa ricevere gli aggiornamenti via email è più semplice. Tuttavia date la possibilità di seguire il blog in più modi.

Penso di aver detto tutto e lascio la parola a voi: come ottimizzate i tempi di gestione del vostro blog? Come riuscite a sopravvivere in questo marasma di contenuti e connessioni?

49 Commenti

  1. Stefano Pediconi
    31 marzo 2016 alle 08:20 Rispondi

    Io ho un blog di nicchia, su hotellerie e benessere (www.hoteldesign.org) che seguo da un paio di anni. Pubblico contenuti orizzontali quasi una volta a settimana e mi fa molto piacere ritrovarmi in quello che hai scritto: ho intrapreso il blogging x motivi professionali ma mi sono talmente appassionato che mi dedicherei solo a quello! Ovviamente, mi tocca anche lavorare….Ho imparato a gestire tutto (pubblicazioni, social, ecc.) grazie ad un calendario che intreccia impegni di lavoro con il piacere del blog. Grazie per i tuoi contenuti: faccio da spugna ed assimilo ogni tuo consiglio. Ciao

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:01 Rispondi

      Hotel e benessere: quindi non proprio totalmente orizzontali come contenuti.

      • Stefano Pediconi
        31 marzo 2016 alle 13:38 Rispondi

        Bé, quello è il tema del blog, da cui lo spunto per parlare di design, creatività, architettura, eventi, ecc. I temi dell’hotellerie e del benessere toccano argomenti molto vari e cerco di affrontarli in maniera sempre diversa. Intenderei questo per “contenuti orizzontali”….

  2. Chiara
    31 marzo 2016 alle 08:52 Rispondi

    Io, come sai, fino alla scorsa estate aggiornavo il blog due volte alla settimana (cosa che vorrei ricominciare a fare in futuro, se le circostanze lavorative me lo consentiranno) poi ho ridotto a una “fissa” e una, quella del lunedì, “vacante”. Il giorno di pubblicazione è indicativamente il giovedì, ma a volte slitto al venerdì o anticipo al mercoledì. So che non è molto professionale, ma mi rendo conto di non riuscire in questo momento ad agire diversamente, per ragioni sia pratiche sia (soprattutto) psicologiche: sto vivendo un momento di forte stress per motivi di lavoro e mi è stato sconsigliato di darmi scadenze serrate. In futuro mi auguro che le cose cambino, anche perché se cambieranno vorrà dire che starò meglio.
    A parte questo, i miei contenuti sono piuttosto orizzontali, seppur sempre circoscritti all’ambito letterario. I post, hanno lunghezza media di circa 1200 parole. :)

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:03 Rispondi

      Prima di tutto deve stare bene il blogger :)
      I tuoi contenuti non sono verticali, perché spazi in altri ambiti oltre la scrittura, ma neanche troppo orizzontali.

      • Chiara
        31 marzo 2016 alle 14:38 Rispondi

        Se affronto altri argomenti (come quello astrologico) ne parlo sempre relativamente all’ambito della scrittura. Mi sarebbe piaciuto affrontare per esempio una serie di post sulla meditazione e sul reiki, però sarei andata troppo fuori tema. Quindi mi limito a raccontare in che modo possano aiutare lo scrittore, o affini. Ultimamente ho però abbandonato i post puramente tecnici (se parlo di tecnica è in relazione alla mia esperienza) e le recensioni. L’interazione che si crea con il lettore (ciò che mi piace di più) è poca, e se i commenti languono mi annoio. Alla fine la cosa più bella dell’avere un blog amatoriale come il mio è lo scambio. Se guadagnassi probabilmente agirei in modo diverso, ma ora come ora posso ancora permettermi di trattarlo come un hobby. :)

  3. Salvatore
    31 marzo 2016 alle 09:09 Rispondi

    Per il momento sono soddisfatto del mio blog: rispecchia la mia personalità, parla degli argomenti che mi interessano in questa fase della mia vita, rispetta i miei tempi. Naturalmente si può fare di meglio, ma il blog cresce, riscuote successo, accumula contatti, commenti, lettori… e questo è un sintomo preciso di qualcosa che funziona.

    Il mio è sicuramente un blog verticale, poiché parla di scrittura, ma in questa verticalità spazia dalla grammatica (la parte più noiosa) ai racconti, passando per le tecniche di narrazione, di scrittura creativa, di editoria e, perché no?, anche di esperienze pratiche nel campo specifico della scrittura.

    Pubblicare tre volte a settimana mi metteva in difficoltà finché non ho stabilito un calendario editoriale. A quel punto ho programmato gli argomenti con un mese di anticipo e adesso riesco a scrivere articoli di qualità perché ho davanti un mese intero per ragionarci, rileggerli e consultare, se lo ritengo opportuno, degli esperti.

    I social invece non riesco a gestirli come vorrei: farlo bene richiede molto tempo e tanta dedizione. Ma nel blog ricevo un certo numero di visite che si originano da Facebook, che è il social che adopero di più. Noto che anche le condivisioni dei miei articoli stanno crescendo (soprattutto su Twitter), e questo senza che mi sforzi di crearne le condizioni.

    Infine, per quanto riguarda me, la lunghezza ideale per gli articoli da blog è di mille parole: non è così lunga da annoiare e mi permette di sviscerare l’argomento. Inoltre devo essermi ormai abituato a questo parametro perché, anche non volendo, gli articoli mi escono tutti lunghi uguali.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:06 Rispondi

      Se hai riscontri, allora certo che funziona. E sì, il tuo è un esempio di blog verticale.
      Sui social io non mi sforzo per niente, ed ecco il motivo per cui arrivano pochissime condivisioni.
      1000 parole sono tante, nel senso che sono comunque post lunghi.

      • Salvatore
        31 marzo 2016 alle 16:24 Rispondi

        Neanch’io mi sforzo molto sui social. Facebook lo uso un po’ di più perché ho stretto amicizia con un po’ di altri aspiranti scrittori e ogni tanto si chatta…

  4. Roberto
    31 marzo 2016 alle 11:08 Rispondi

    sono riuscito a dare una certa continuità e consistenza al blog con due strategie: Una l’ho imparata da te ed è stato creare un calendario editoriale, devo dire che mi ha risolto la maggior parte della confusione che facevo perché andavo a braccio, aspettavo l’ispirazione e poi scrivevo, un vero delirio! :-) L’altra l’ho imparata facendo un sondaggio con i lettori, nulla di spettacolare, ho creato con Gdrive un sondaggio con 5 domande in cui chiedevo se andava bene la frequenza di pubblicazione agli argomenti che preferivano trattassi e mi sono adeguato al risultato, meno stress da pagina bianca, più interazione con i lettori e maggiore creatività, certo non è il paradiso perché a volte ricado nei vecchi schemi casinisti, ma adesso ho più controllo sul blog.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:07 Rispondi

      Il calendario ci permette di sforzarci di più, di far arrivare l’ispirazione anche se non arriva: perché ci sono appunto delle date di scadenza :)

  5. Barbara
    31 marzo 2016 alle 11:53 Rispondi

    Allora, notizia fresca di ieri: i blog sono morti, “il passaggio da blog a sito oggi è essenziale” e se passi da .com a .org guadagni più lettori, anche se costa migliaia di euro. Perchè “di blog inutili è pieno il mondo di internet, di siti purtroppo no.”
    Dimenticavo: “Meglio un blog se non hai esperienza.”
    …la mia ciurma è di là che se la ride. Io sono basita, proprio senza parole.
    Dal ’94 in qua ne ho lette di cose…ho pure assistito alla profezia di un dirigente IT che nel 2002 dichiarava che Internet sarebbe morto nel giro di 3/4 anni…
    Mah.

    • sandra
      31 marzo 2016 alle 12:01 Rispondi

      Ho letto la questione e sono rimasta sconcertata, c’era un’acredine che denota uno stare male di fondo. Poi ho riso, ma riso tanto! :D

      • Barbara
        31 marzo 2016 alle 12:18 Rispondi

        Lo sapevo che eri in ascolto! ;)
        Non prendo in considerazione una critica anonima, senza casella email e senza sito di riferimento. Però il tono e la sicurezza fanno un po’ paura.
        Ah, un’altra profezia diceva che adesso non dovremmo essere qui, dovremmo essere tutti col nostro avatar nella nostra isola/blog su Second Life…

        • Daniele Imperi
          31 marzo 2016 alle 13:11 Rispondi

          Insomma sempre più virtuali… un giorno nascerà la specie Homo virtualis, incorporea, fatta di soli byte…

      • Daniele Imperi
        31 marzo 2016 alle 13:10 Rispondi

        C’è proprio da ridere, infatti, perché davanti a certe scemenze che vuoi fare? :D

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:09 Rispondi

      I blog ogni tanto muoiono. Così non fanno che allungargli la vita :)
      Dove hai trovato questa notizia?
      Non esistono passaggi da blog a sito, sono 2 cose diverse.
      Non capisco poi il passaggio da .com a .org e per quale oscuro motivo ti costerebbe migliaia di euro :/

      • Barbara
        31 marzo 2016 alle 14:07 Rispondi

        Credo che intendesse il passaggio dall’uso di wordpress.com all’installazione di wordpress stand alone in un proprio dominio e spazio (il cui sviluppo fa capo a wordpress.org).
        “migliaia di euro perché ci si deve affidare a dei professionisti”. E’ davvero un peccato non poter vedere cosa hanno realizzato… con un wordpress sviluppato gratuitamente.

  6. Andrea Torti
    31 marzo 2016 alle 11:53 Rispondi

    Sicuramente la gestione dei profili social assorbe molto tempo e non poche energie :)

    Credo che l’importante sia essere il più possibile costanti: anche un post alla settimana va benissimo, se lo si trasforma in un “appuntamento” irrinunciabile.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:11 Rispondi

      Sì, lo penso anch’io: l’importante è proprio avere quell’appuntamento fisso.

  7. Barbara
    31 marzo 2016 alle 12:05 Rispondi

    Tornando a cose serie, per me già un post alla settimana è tanto.
    Non riesco a sfornare racconti a velocità luce, e certi articoli come dici tu richiedono ricerca e spiegazioni chiare e concise (detesto chi scrive 2000 parole e alla fine non ho imparato niente!). Devo dire che una volta avviato il blog, gli argomenti non mancano: ci sono tante cose da studiare, confrontare, chiedere pareri anche ai lettori. I primi post in calendario continuo a spostarli in avanti perchè arrivano cose nuove! (ergo, avevi ragione: c’è sempre qualcosa di cui scrivere! :) )
    L’unica cosa è la gestione del tempo: per esempio, adesso sto preparando un corso a puntate sul software yWriter6, ma oltre che studiarmelo bene io, devo creare le immagini delle schermate, scrivere ordinatamente i passo passo e adesso è sorta l’esigenza di confezionare (e distribuire) un esempio di progetto-libro, per cui sotto Pasqua abbiamo rimesso mano al blog e stiamo studiando plugin vari (download area).
    Se vuoi un contenuto di valore, ci vuole tempo. E’ vero che poi ripaga in termini di letture.

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:14 Rispondi

      Se dovessi pubblicare solo racconti nel blog, il mio calendario prevederebbe un post ogni 4 mesi almeno :)
      Contenuti come quelli, le guide a puntate, richiedono tantissimo tempo, non solo per la preparazione delle immagini.

  8. Barbara
    31 marzo 2016 alle 12:10 Rispondi

    Ultima cosa: si sta diffondendo l’ostilità contro l’utilizzo della newsletter, per i nuovi contenuti. Quello che io trovo utilissimo come promemoria in mail, sempre disponibile alla lettura anche da telefono, per altri è inutile o dannoso. Meglio lasciare che il lettore si ricordi ogni tanto di passare.
    Eppure, i grandi influencer la newsletter ancora la usano!

    • Daniele Imperi
      31 marzo 2016 alle 13:17 Rispondi

      Per me la newsletter è irrinunciabile. Ho visto anche io che tutti i grandi del web ne hanno una.

  9. CervelloBacato
    1 aprile 2016 alle 10:48 Rispondi

    Ho appena impostato il widget per la newletter che non ho mai utilizzato in 4 anni per il semplice motivo che io non ne faccio uso. Però, se da come dici molti lo preferiscono per tenersi i contatti, tanto vale dare questa possibilità in più.
    Per fidelizzare comunque tendo a utilizzare vari social. Credo comunque che uno dei più utili, purtroppo ancora poco utilizzato, sia telegram. C’è la possibilità infatti di creare canali personalizzati in cui solo il proprietario può scrivere mentre i follower al canale leggono e basta.

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2016 alle 10:54 Rispondi

      Ci credi che ho solo sentito nominare Telegram? (Il link che hai dà “Indirizzo non interpretabile”).
      Ogni tanto ne esce uno. Fammi sapere se aumenteranno i tuoi iscritti alla newsletter.

      • CervelloBacato
        1 aprile 2016 alle 11:30 Rispondi

        Il link di telegram intendi? Non funziona?

        Comunque qui parlo un po’ di come funziona e del perché lo utilizzo
        http://cervellobacato.blogspot.it/2016/01/un-blogger-su-telegram.html

        Magari finisce che ti iscrivi e ne fai uno anche tu ;)

        • Daniele Imperi
          1 aprile 2016 alle 12:10 Rispondi

          Sì, non funziona quel link. Mi leggo il tuo post, ma non credo che mi iscriverò :)

          • CervelloBacato
            1 aprile 2016 alle 14:01

            Sai che non trovo alcun errore? Boh! Se non hai Telegram dovrebbe reindirizzarti a una pagina che ti chiede di scaricare l’app. Forse è quello che intendi con l’errore? Perché chiaramente senza Telegram non puoi vedere il canale.
            Comunque è davvero molto comodo, sicuramente meglio di whatsapp. Pian piano vedrai che ne prende il posto ;)

          • Daniele Imperi
            1 aprile 2016 alle 14:32

            Ah, allora l’errore è che ho cercato di accedere al tuo profilo dal computer :)

  10. Daniela
    1 aprile 2016 alle 16:39 Rispondi

    Più di un post a settimana non riesco a produrre e con i social sono una frana. Meno male che il mio non è un blog aziendale :D

    • Daniele Imperi
      1 aprile 2016 alle 17:29 Rispondi

      Io penso che anche un blog aziendale possa fissare un solo post settimana, basta che sia costante nelle pubblicazioni.

  11. Ukidafune
    1 aprile 2016 alle 19:06 Rispondi

    Io ho un blog a cui ho iniziato a dedicarmi seriamente solo ora. Lo sto curando per distrarmi dagli studi che sto intraprendendo e che non mi condurranno al lavoro che voglio fare (ossia la scrittrice). Per ora quindi non ho assolutamente niente da dire, anzi, ho solo da imparare dai tuoi consigli.
    La domanda che ti faccio io é: come attiro i lettori se non attraverso i social? Ho una pagina su fb dove pubblico circa 3 volte al giorno (2 contenuti “leggeri” es. Haiku o foto e 1 contenuto “pesante” che solitamente è un post del blog).
    Noto che da facebook il blog non attrae molti lettori.
    Oltre a lavorare sulla qualità dei post, in che altro modo posso farmi conoscere?

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2016 alle 08:36 Rispondi

      Ciao Dafne, benvenuta nel blog. Ho visto che nel tuo blog non si può commentare: perché questa scelta? Però ho visto che in un post chiedi di lasciare pareri nei commenti :)
      Ti invito intanto a leggere questo post: http://pennablu.it/aumentare-commenti/

  12. la mori
    2 aprile 2016 alle 11:07 Rispondi

    Questo è un altro post che mi salvo nella cartella consigli per il blogging. Grazie Daniele, buon fine settimana :)

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2016 alle 08:29 Rispondi

      Bene, spero ti sia d’aiuto :)

  13. Cristina
    2 aprile 2016 alle 11:15 Rispondi

    C’è una frase illuminante nel tuo post: “Il blogger deve stare bene”. E’ tutto lì!

    Come sai ho un blog piuttosto ricco che mi permette di variare e spaziare in alcuni ambiti. I tre principali sono: scrittura, arte e storia. Da lì partono le varie diramazioni. Di solito pubblico una volta alla settimana, il sabato mattina. Chi mi conosce sa che ha una settimana intera per leggere e commentare, se vuole… quindi “plenty of time”! Di solito uso i ritagli di tempo per preparare gli articoli, che richiedono due-tre ore ciascuno come media. Attualmente sono coperta fino a fine aprile, grossomodo. il mio blog è in crescita, lentamente ma costantemente. Sono molto contenta così.

    Uso Fb per rilanciare il link al post di sabato e poche altre cose. Ho Google + e Pinterest, ma non li guardo mai.

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2016 alle 08:37 Rispondi

      Scrittura, arte e storia tu permettono di scrivere post abbastanza vari. Con un solo articolo a settimana è normale che la crescita sia lenta, ma l’importante è che ci sia :)

  14. Stefano
    2 aprile 2016 alle 13:20 Rispondi

    Apprezzo la naturalezza di questo articolo in cui ho colto il leitmotiv di non inseguire la fama ma adeguarsi ai propri ritmi. Non dovendolo fare blogging “industrialmente”, sono convinto che l’attività sia molto simile a quella di un’artista che riesce ad esprimersi al meglio nel momento in sui è ispirato. Alla fine è un mezzo espressivo di noi stessi. Anche io ho trovato in Mailchimp un supporto molto utile per mantenere attiva l’audience (grazie anche alla guida Mailchimp in italiano di Publidesign); si tratta però di una tecnica molto diversa da quella del blogging.

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2016 alle 08:39 Rispondi

      Ciao Stefano, benvenuto nel blog. Io non amo la fama :)
      La newsletter è una tecnica diversa, certo, e io non la sfrutto come si dovrebbe, ma il tempo (e anche la voglia) è quello che è.

  15. Emiliano
    4 aprile 2016 alle 14:14 Rispondi

    Apprezzo molto questo articolo anche perché ho appena cominciato con il sito ed ho idea di pubblicare una o due volta a settimana. In quanto ad argomenti mi regolo con una mappa mentale e le ricerche, non credo che il mio sito sia molto orizzontale. All’uso che fai della newsletter non avevo pensato, l’avevo studiata piu’ per inviare qualche guida, ma ne farò tesoro e la metterò in pratica da subito se capisco come fare.
    Tra i due programmi per newsletter l’unico che conosco é mailchimp l’altro non lo avevo mai sentito, per ora uso mailpoet perché altro non posso permettermi. Se hai qualche altra soluzione sono tutto orecchi, anche perché non so molto di blog and co. Ho aperto il sito perché ho voluto fare della mia passione il mio lavoro visto che sto disoccupato da parecchio, ma i social non li uso mai mi alambicco tra adword e annunci gratuiti. Se hai qualche consiglio per il mio sito benvenga, alcuni articoli li devo ancora sistemare, ma non si è mai finito di imparare anzi se posso contattarti per qualche altra domanda te ne sarei grato.

    • Daniele Imperi
      4 aprile 2016 alle 14:57 Rispondi

      Grazie. La newsletter veramente non andrebbe usata come la uso io, ma per inviare contenuti diversi, però per adesso non se ne parla proprio :)
      Di metodi conosco solo Feedburner e Mailchimp.
      Puoi contattarmi per qualche domanda, se posso, ti rispondo.

  16. Emiliano
    4 aprile 2016 alle 15:13 Rispondi

    grazie, anche per la disponibilità. In qualsiasi caso, a mio avviso, è sempre una buona idea per come usi la newsletter. :-)

  17. Mariagiulia
    28 settembre 2016 alle 16:30 Rispondi

    Per prima cosa ci tengo a farti i complimenti per il tuo blog e le utilissime guide. Io ho un blog da circa un anno dedicato alla mia più grande passione, il cinema classico americano. Mano a mano che mi venivano le idee sono nate delle rubriche e delle sezioni a tema, alcune sulla vita degli attori, altre su recensioni e aneddoti sui film, ecc. Lo so che è un po’ di nicchia, attirerei sicuramente più lettori se parlassi anche di film più contemporanei, ma il tempo non è molto e soprattutto vorrei concentrarmi su quello che realmente mi piace. Purtroppo lavorando 8 ore al giorno riesco a pubblicare un post a settimana, anche perchè i miei post in genere sono medio/lunghi (prima riuscivo a pubblicare 2 volte a settimana, ma quando ho dovuto scegliere se pubblicare post più corti più spesso ho preferito non farlo a discapito della qualità). Ho anche la pagina facebook collegata e devo dire che sono molto contenta delle interazioni che ci sono lì. Volevo, se possibile, chiederti un parere, se secondo te il mio sito ha le carte in regola per crescere o qualche problema a livello di pubblicazione o stile. Grazie, buona giornata, Mariagiulia

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2016 alle 16:53 Rispondi

      Ciao Mariagiulia, grazie e benvenuta nel blog. La nicchia non è sempre un problema, anzi. Nel tuo caso, poi, la scelta è giusta, perché è pieno di blog sul cinema e sono tutti più o meno uguali: pubblicano recensioni di film.
      Riguardo alla pubblicazione di un post a settimana, io ora sono sceso a due, ma vedrai che prima o poi arriverò anche io a uno solo :)
      Riguardo al tuo blog, la prima cosa che stona è il nome: non è attinente ai temi, perché è molto generico.
      Poi migliorerei i titoli. Per esempio “VARIE: GLI HOTEL PIÙ FAMOSI DI HOLLYWOOD”. Era meglio “GLI HOTEL PIÙ FAMOSI DI HOLLYWOOD”.
      O “FULL-IMMERSION GARY COOPER PT.1 LE COMMEDIE LEGGERE”: andava scritto “LE COMMEDIE LEGGERE DI GARY COOPER”.
      Attenta ai commenti spam: ne vedo alcuni in inglese, e è chiaro che sono spammer. E vedo due commenti a cui non hai risposto :)

      • Mariagiulia
        28 settembre 2016 alle 18:41 Rispondi

        Ti ringrazio per la risposta. Allora lo so che il nome è molto generico ma ci sono abbastanza affezionata e in fondo penso che ci possa stare dato che tratto “seriamente” un argomento se vuoi un po’ “frivolo”. I titoli in realtà sono i nomi delle rubriche, per il momento ho la rubrica “L’angolo dei film” nella quale racconto aneddoti sulla lavorazione, il cast e la trama del film, le “Full-Immersion” dove prendo un attore o un tema e parlo di 2 o più film, “Accadeva a Hollywood” dove parlo di storie d’amore, faide e litigi, insomma i segreti di Hollywood, e infine in Varie ho messo un po’ tutto il resto in piccole sotto-categorie tipo post sulla televisione degli anni ’50, frasi famose ecc. Quindi è per quello che quando pubblico un post nel titolo metto sempre la rubrica e poi la parte più specifica (però accetto il tuo suggerimento e magari ne metterò di più attrattivi). Infine ti ringrazio tantissimo per i commenti, mi erano sfuggiti i due a cui non ho risposto e ho provveduto, e non mi ero neanche accorta di quelli spam che ho cancellato immediatamente.
        Se hai altri consigli sono assolutamente “tutta orecchi” :-)

  18. Daniele Imperi
    29 settembre 2016 alle 08:16 Rispondi

    I nomi delle rubriche si devono dedurre dalle categorie o dai tag, se usi Blogspot. Non è necessario ripeterli nel titolo del post.

    • Mariagiulia
      7 ottobre 2016 alle 09:39 Rispondi

      Ti ringrazio. Adesso valuto sicuramente come sistemare i titoli. Ho anche pensato di fare una newsletter 2 volte al mese in cui oltre a inserire gli ultimi 2 post comparsi nel blog ho pensato di aggiungere contenuti esclusivi per renderla più interessante, come consigli su film e libri sul cinema. Come ti sembra questa idea?

      • Daniele Imperi
        7 ottobre 2016 alle 09:43 Rispondi

        La newsletter in realtà dovrebbe avere contenuti originali, ma io preferisco che abbia anche gli ultimi post pubblicati, quindi per me va bene come idea.

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