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Manoscritti originali di Dickens in cerca di fondi

Charles DickensIl Victoria and Albert Museum di Londra ha iniziato una campagna per cercare fondi per conservare i manoscritti originali di tre romanzi di Charles Dickens.

Occorrono in totale 25000 sterline (oltre 28000 euro), delle quali oltre una metà è stata trovata, per preservare correttamente i testi originali di A Tale of Two Cities, David Copperfield e l’incompiuto The Mystery of Edwin Drood. Dickens aveva scritto con inchiostro ferrogallico su carta blu di bassa qualità acquistata da WH Smith.

The Mystery of Edwin Drood è l’ultimo, sconcertante romanzo dello scrittore. Se il manoscritto venisse restaurato e conservato, i visitatori e gli studiosi di Dickens potranno studiare le note dello scrittore e le modifiche del testo e magari anche dare una propria soluzione a uno dei più avvincenti casi irrisolti nella storia della letteratura.

In questi manoscritti sono visibili le correzioni apportate da Dickens. Sono le pagine che avrebbe consegnato ai tipografi prima di ricevere in cambio la bozza per la correzione. Sono state conservate anche alcune di queste prove, quindi è possibile vedere il processo di editing effettuato, oltre ad avere l’opportunità di studiare progettazione, scrittura e correzione dell’autore.

I restauratori dovranno togliere le vecchie rilegature e montature e pulire le pagine con un costoso processo di umidificazione. Quindi rimontare ogni pagina su supporto cartaceo privo di acidi. Le pagine saranno poi inserite in contenitori protettivi a umidità controllata. Alcune parti dei manoscritti sono impossibili da leggere, poiché i fogli erano incollati sotto, rendendo il lato sinistro o il rovescio delle pagine inaccessibile.

Il museo è una delle tante istituzioni britanniche penalizzata dai recenti tagli ai finanziamenti da parte del governo. Il suo obiettivo è quello di poter mostrare i manoscritti nel bicentenario della nascita di Dickens, che sarà il 7 febbraio 2012, ora troppo fragili e danneggiati. I manoscritti furono presi dall’agente letterario e amico di Dickens John Forster, che li donò al museo nel 1876. Probabilmente se Forster non li avesse conservati, intuendone il valore, quei manoscritti sarebbero finiti nella spazzatura o bruciati.

– Fonte: V&A museum pleads for cash to save Charles Dickens’s manuscripts.

3 Commenti

  1. Michela
    24 novembre 2010 alle 14:08 Rispondi

    Hai letto “La verità sul caso D”, di Fruttero e Lucentini? :)

    Godibilissimo libro in cui gli scrittori immaginano di riunire personaggi e persone del panorama letterario giallistico attuale o passato (ad esempio, Sherlock Holmes è uno degli invitati…), tutti riuniti per risolvere il caso del secolo: il caso D, appunto, cioè il caso Dickens (o Drood), inomma per ipotizzare la possibile fine del manoscritto incompiuto basandosi su quanto si può intuire dalla parte già scritta.

    Ti assicuro, una lettura notevole! :)

  2. Daniele Imperi
    24 novembre 2010 alle 14:53 Rispondi

    No, mai letto, grazie del consiglio :)

  3. Il Museo di Charles Dickens ottiene una sovvenzione
    9 dicembre 2010 alle 06:03 Rispondi

    […] da una parte i manoscritti originali di Dickens hanno bisogno di fondi per poter essere conservati, la casa in cui lo scrittore visse per due anni, […]

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