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Lunæ dies

Un racconto horror di 300 parole

Lunæ dies

Dal gabbiotto in cui osservava i monitor, Max si riscosse. S’era appisolato. Controllò l’ora. Erano passate le 3.

«Lunæ dies!»

Una voce, sussurrata nelle sue orecchie. Si guardò attorno.

«Lunæ dies!»

«Chi… c’è?», urlò, spaventato.

Nessuno rispose. Le immagini nei monitor tremolarono, sparirono, riapparvero capovolte, come se qualcuno avesse girato le telecamere. Max afferrò la torcia, estrasse la pistola dalla fondina e uscì.

«Lunæ dies!»

Ancora quella voce. L’uomo puntò la torcia davanti a sé. Nessuno.

Poi una figura emerse dal buio.

Una bambina!

Tutta quella paura per una bambina.

«Che ci fai qui a quest’ora?», le chiese. «Vattene a casa!»

«Lunæ dies!», disse la piccola.

«Cosa?»

«Il giorno della luna!» gli rispose. Poi sputò in terra e fuggì via.

«Ehi!»

Max le corse dietro, saltando fra i sacchi della spazzatura della discarica. Era l’area abbandonata dietro la fabbrica che sorvegliava, frequentata da emarginati senza nome. Il fascio della torcia colse appena un piede, che la piccola s’era già dileguata fra le ombre di quella notte plenilunare.

L’uomo si fermò, in ascolto. Silenzio ovunque. Imprecò. Quel lunedì era iniziato male. Decise di tornare indietro, convinto che fosse una zingara in cerca di qualcosa da portare al campo.

Si voltò e vide un’altra ombra uscire dai rifiuti.

«Ancora qui?» chiese, la voce che tremava. «Ma chi…»

La torcia si spense.

Max tentò di fuggire, ma inciampò e cadde. La pistola gli sfuggì di mano, la recuperò e si rialzò, il fiato grosso, il cuore che minacciava di esplodere da un momento all’altro.

«Chi… chi c’è?»

Sparò nel buio.

Poi l’ombra divenne qualcosa di definito, assunse una forma gigantesca e micidiale, si tramutò in un incubo che afferrò la mente di Max stritolandola e annientandone i pensieri.

L’uomo cadde, gli occhi sbarrati e senza luce.

E la luna parve brillare di più.

9 Commenti

  1. Kinsy
    17 marzo 2013 alle 09:38 Rispondi

    Mi piace ed è ben scritto, solo che non ho capito il finale: è morto con il cervello schiacciato?

  2. Lorenzo
    17 marzo 2013 alle 12:24 Rispondi

    Subito dalle prime righe ti trasmette tensione e ansia. Ogni parola tira l’altra… Bel racconto :D

  3. franco zoccheddu
    17 marzo 2013 alle 16:43 Rispondi

    Scusa Daniele, so che divago, ma sono curioso: ci sarai all’ “if Book then” ? Ciò detto, ora leggo…

    • Daniele Imperi
      17 marzo 2013 alle 16:53 Rispondi

      Non ho la più pallida idea di cosa sia l’“if Book then” :D

  4. franco zoccheddu
    17 marzo 2013 alle 18:23 Rispondi

    Neanche io bene, in realtà volevo capirlo da te. Ho trovato la pagina sull’edizione italiana a Milano del 19 marzo:

    http://www.ifbookthen.com/program/

  5. Romina Tamerici
    2 aprile 2013 alle 00:00 Rispondi

    Sapevo che non sarebbe finito bene! Del resto è un horror!

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