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Il Luna park della mia scrittura

Il Luna park della mia scrittura
Quali sono le 3 lettere che caratterizzano la tua scrittura?

Giovedì scorso, senza volerlo, è partito un meme sulla scrittura. Monia Papa ha parlato della scrittura come un luna park, spiegandone l’ABC, a cui Bruna Athena ha risposto parlando nel suo blog del luna park della sua scrittura e spiegandone il DEF…

Allora ho voluto partecipare a questo involontario meme con il mio GHI. Tanto per complicare le cose.

Il GHI del luna park della mia scrittura

Ormai non sono più all’ABC, ho le idee chiare su cosa voglio scrivere e come scriverlo. Anche le mie letture si sono in un certo senso stabilizzate: ci sono generi e autori che mai leggerò, ma ne esistono tantissimi altri che possono leggere.

Nel mio luna park narrativo vedo giostre e attrazioni mai apparse finora e scrivo per dare vita a quelle attrattive. Uno scrittore deve lavorare per stupire il suo pubblico, no?

Geometrie

Geometrie

Sono infinite nella nostra realtà. A scuola abbiamo imparato quelle più semplici spiegate dalla geometria piana e solida. Ma esistono geometrie combinate unendo le forme più comuni, cosicché il loro numero cresce a dismisura.

Ma è bello pensare a una geometria quadridimensionale per ottenere ipermorfologie che sfidano ogni comprensione. E tutto diventa incommensurabilmente inimmaginabile.

Così dev’essere la scrittura, così voglio vedere la mia scrittura: un’infinità interdimensionale di storie, ognuna che vive grazie all’altra e autonomamente, ma tutte parte di un progetto comune: un universo amorfo perché contiene tutte le forme possibili.

Habitat

Habitat

La mia scrittura è il mio habitat naturale perché contiene tutti i mondi del mondo. Sì, scrivendo posso circondarmi di universi immaginari, proprio come quando leggo mi immergo in altre realtà. Ma quelle sono precostruite, inventate da altri e io sono solo uno spettatore, non partecipo in alcun modo.

Ma scrivendo cambia tutto. Scrivendo io sono il dio dei miei mondi, il loro creatore. Ho tutta la libertà che voglio nel crearli, quindi è impossibile che non mi senta a casa mia, perché noi scriviamo ciò che ci piace leggere, giusto? Quindi anche ciò che ci piacerebbe vivere.

E la scrittura diventa un habitat in cui definire la propria ecologia e in cui definirsi non solo come scrittori ma anche come persone. Per ogni specie vivente c’è il suo habitat, dopotutto.

Immaginativa

Immaginativa

È l’elemento decisivo per creare l’habitat. Senza immaginativa la mia scrittura non potrebbe esistere. Nel luna park è l’idea creativa che scatena il carosello, un caleidoscopio di storie embrionali in attesa di svilupparsi.

Lo scrittore secondo me deve avere la capacità di far nascere storie da qualsiasi cosa. Per lui non devono esistere limiti all’immaginazione, perché quando si va al luna park non ci sono limiti al divertimento.

Ogni giostra ci porta dentro una storia, ma siamo noi a scriverla usando quella giostra. Così grazie all’immaginativa io vedo potenziali storie ovunque, che mi chiamano e attendono l’ora giusta per uscire nel mondo.

Qual è il luna park della tua scrittura?

Non farò io la domanda, ma lascerò quella di chiusura del post di Monia:

Nel carosello degli scrittori che cercano di cavalcare il successo tu (come) ti diverti a scrivere?

Vuoi partecipare? Sono libere le lettere dalla L in poi. Ti piace come sfida?

22 Commenti

  1. Diego Ricci
    6 aprile 2014 alle 09:28 Rispondi

    Ciao Daniele!

    Ecco le mie lettere: PFM !

    P come partecipazione: scrivere per partecipare: pensieri, idee, conoscenza e semplici sensazioni, quando si scrivono, rimangono e danno il tempo e l’occasione per partecipare, riflettere, sognare e condividere.

    F come fotografia: scrivere è come scattare una foto: se si scrivono i pensieri, i sogni, le idee è come se si fermasse il tempo e ci si può permettere di riviverli ed assaporarli tante volte. Come una foto.

    M come mare: scrivere per liberarsi, salpare, mollare gli ormeggi. Il mare pretende rispetto, va temuto ma anche affrontato, con decisione ed esperienza. La scrittura mi affascina come il mare.

    Grazie Daniele e buona Domenica!

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:08 Rispondi

      Ciao Diego, grazie per aver partecipato :)
      Interessanti anche le tue lettere e il significato che hai dato loro.

  2. Kinsy
    6 aprile 2014 alle 10:28 Rispondi

    LUCIDITA’ – bisogna essere consapevoli di cosa si vuole scrivere e sapere come farlo; mai lasciarsi andare all’improvvisazione, alla foga del momento: non si arriva da nessuna parte.
    METODO – ci vuole un metodo, seguire un progetto, lavorarci costantemente, solo così si ottengono i risultati.
    NARRATIVA – io ho scelto la narrativa, ma ci sono molte forme di scrittura. Questa sembra la più facile, invece è più difficile trasmettere un’idea o un messaggio attraverso le vicende di personaggi diversi, anziché dire “la tal cosa è così, la tal altra è colà”.

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:09 Rispondi

      Concordo su lucidità e metodo. Per le varie forme di scrittura, anche io preferisco la narrativa, ma mi piacerebbe riuscire a scrivere anche dei saggi.

  3. Mila orlando
    6 aprile 2014 alle 15:30 Rispondi

    L come Lessico, l’insieme di parole che lo scrittore usa per creare le sue storie. Lo scrittore deve esercitarsi per arricchirlo e migliorarlo. Proprio come con i colpi che al Luna Park spari per vincere l’orsetto di peluche. Più imparerai a sparare e più la ricompensa sarà alta, così come più sarà buono il tuo lessico il piacere di leggere sarà migliore.

    M come Magia. Illusioni e giochi di prestigio: la scrittura è uno spettacolo di figure retoriche, costruzioni di frasi e sapiente utilizzo della punteggiatura.

    N come Novità. Il luna Park riserva continue attrazioni per i suoi visitatori. La monotonia non esiste perchè c’è sempre una nuova giostra da scoprire. La scrittura non deve appesantirsi di monotonia, ma deve rinnovarsi in stile e ritmo per ammaliare il lettore, sempre alla ricerca di novità.

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:11 Rispondi

      Il lessico è una parte fondamentale nella scrittura. E le novità devono sempre esserci.

  4. Tenar
    6 aprile 2014 alle 16:05 Rispondi

    Simpaticissimo spunto!
    Allora, il mio luna park è TUV
    TEMPO – scrivendo vivo altre vite, quindi moltiplico il mio tempo, lo amplifico, estendendo la mia esperienza a quella dei miei personaggi
    UNICITÀ – tutti noi guardiamo il mondo solo attraverso la nostra unicità. Anche il questo caso la scrittura è un gioco di moltiplicazione, viviamo altre vite, altre unicità, guardiamo il mondo (anche altri mondi) attraverso occhi diversi
    VIAGGIO – ogni storia è un viaggio, una partenza verso una meta vaga, ma è anche la speranza di un ritorno.

  5. Grazia Gironella
    6 aprile 2014 alle 17:54 Rispondi

    Ah, carino! Vediamo:
    A come atmosfera. Mi piace creare le atmosfere giuste per la scena, sottili, suggestive. Analizzo gli elementi, esterni al personaggio o interiori, che influenzano la situazione e magari ne deviano l’esito.
    D come dialoghi. Quanto mi piacciono!
    tripla P come prima persona al presente. Non ci ho mai scritto un romanzo intero, ma mi sfogo molto a buttare giù azioni, pensieri e praole così come si presentano, senza filtri. Poi arriva la revisione, ma intanto…

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:13 Rispondi

      Atmosfera e dialoghi fanno la storia più vera e interessante :)
      Più credibile, anche.

  6. Grazia Gironella
    6 aprile 2014 alle 17:58 Rispondi

    Però tu avevi chiesto di proseguire nell’alfabeto… noi stiamo andando a fantasia. :)

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:13 Rispondi

      Eh, ma immaginavo che qualcuno avrebbe dato sfogo alla fantasia :D

  7. Luca.Sempre
    6 aprile 2014 alle 18:17 Rispondi

    Beh… Scendo dalle mie giostre abbandonate e desolate e salgo sulla tua, di giostra.

    Io mi fermerei al tuo primo punto: geometrie. Concetto che ultimamente sta influenzando alcune mie visioni letterarie.

    Nelle geometrie infatti c’è il senso del limite e del confine. E molta della nuova fantascienza sta utilizzando proprio il concetto di limite e geometria come elemento portante di nuove storie e nuovi mondi.

    Poi… certo, arte e cinema rappresentano per me delle giostre su cui salgo spesso per stimolare quella che tu chiami “immaginativa”.

    :-)

    • Daniele Imperi
      7 aprile 2014 alle 08:14 Rispondi

      Interessante questa delle geometrie e delle nuove storie di fantascienza. Hai qualche esempio?

      • Luca.Sempre
        7 aprile 2014 alle 18:47 Rispondi

        Ho intenzione di scrivere un post sull’argomento. Già da un po’, a dire il vero. Se sarà in linea con il tuo blog diciamo che te lo proporrò e poi deciderai…
        Altrimenti potrei anche pubblicarlo sul mio, coi dovuti aggiustamenti.
        Ti faccio sapere ;-)

  8. Bruna Athena
    6 aprile 2014 alle 20:00 Rispondi

    Habitat è una cosa assolutamente GENIALE! I collegamenti con la complessità sono molteplici: mi hai dato un ottimo spunto!

  9. Salvatore
    7 aprile 2014 alle 16:48 Rispondi

    Bella l’idea dello scrittore come Dio del proprio mondo. Io, invece, ho sempre visto il ruolo dello scrittore più defilato; non uno che crea un mondo, ma uno che racconta una storia preesistente che altrimenti non verrebbe raccontata da nessun’altro. Poco importa che la storia sia inventata di sana pianta dallo scrittore stesso, perché comunque riflette una sfaccettatura plausibile della realtà quotidiana. Tale, credo, sia la differenza tra chi scrive fantasy e chi mainstream.

  10. LaBaro
    14 aprile 2014 alle 04:00 Rispondi

    Le mie lettere sono: D, S, I.

    Dimensione: mi piace che chi mi legge sia trasportato in un’altra dimensione, perda la cognizione del tempo e dello spazio intorno a sé, si immerga dentro le mie parole come a me piace immergermi in quelle altrui.

    Suggestione: quello che cerco di fare è suggerire impulsi, generare pensieri e moti inconsci in chi legge e farlo non in maniera palese. Mi piace che ciò che ho scritto lavori “in background” non solo mentre mi si legge ma, soprattutto, dopo e cioè nel momento in cui i concetti vengono interiorizzati e fatti propri dal lettore.

    Impatto: sono convinta della necessità di colpire chi ci legge in maniera forte e decisa. Credo in questo tipo di primo impatto di un libro su una persona e che sia l’unico modo per stabilire un legame vero tra lettore e letto.

    • Daniele Imperi
      14 aprile 2014 alle 07:35 Rispondi

      Buone lettere, le tue, che condivido tutte. Sono concetti importanti per tenere il lettore sulle tue pagine e farti ricordare.

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