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Howard Phillips Lovecraft: alla ricerca del terrore

That is not dead which can eternal lie,

And with strange aeons even death may die.

The Call of Cthulhu

Howard Phillips LovecraftHo cominciato a leggere Lovecraft nel lontano 1994, quando ho trovato i quattro volumi di racconti. È stato un amore a prima lettura. Li ho letti in breve tempo tutti e li sto rileggendo.

Lovecraft, da quanto è emerso dalle mie letture, è stato un autore sempre alla ricerca del terrore puro, forse con una scrittura a volte barocca, che però a me è sempre piaciuta.

Come Poe ha sondato l’animo umano, trovandovi quanto di più brutto e orribile ci possa essere, così Lovecraft ha sondato l’ignoto che circonda l’uomo, trovandovi mondi e spazi che possono portare alla follia.

Anche questo è stato Lovecraft: un creatore di mondi affascinanti e misteriosi. Alla ricerca dello sconosciuto Kadath mi è rimasto impresso nella memoria e resta uno dei racconti (o brevi romanzi) più suggestivi che abbia letto.

Alcune sue storie ti tenevano sul filo della tensione fino alla conclusione, quando d’un tratto tutto si ricollegava e tu non potevi fare altro che riconoscere la genialità dello scrittore. Ricordo ancora L’estraneo, ma anche Il modello di Pickman.

Ci sono poi quei personaggi divenuti ormai un mito, come Cthulhu, o libri immaginari su cui sono nate storie e fantasie senza limiti, come il Necronomicon.

Howard Phillips Lovecraft è stato uno scrittore della paura e dell’ignoto, con una fervida fantasia e una qualità narrativa come poche. Alcune storie gli arrivarono dal mondo dei sogni e lui le trascrisse.

C’è anche da dire che era un autore modesto. In alcune lettere che scriveva agli amici, inviando loro i suoi racconti, diceva di non essere molto convinto della storia. Ma quando la leggevo, mi domandavo come si potesse scriverne una migliore.

Non posso non ricordare i cosiddetti poemi in prosa, come per esempio Nyarlathotep, il Caos strisciante, o Ex Oblivione, o anche La città senza nome. Si tratta di brevi racconti scritti con uno stile poetico, evocativo, che richiamano alla mente antichi miti, che hanno il sapore della favola, anche se oscura, che mescola prosa e poesia e si pongono al di sopra di entrambe.

Come altri scrittori, anche Lovecraft ha inventato una lingua, o forse più di una. Tutti ricorderanno, o avranno letto, il rituale in lingua aliena Ph’nglui mglw’nafh Cthulhu R’lyeh wgah’nagl fhtagn. Non certo, obiettivamente, una lingua che possa ricondursi a uno studio approfondito, come quello fatto da Tolkien, ma di certo è non solo sopravvissuta all’autore, ma viene menzionata e usata di continuo.

La frase che ho citato all’inizio è una delle più belle che abbia letto. Lovecraft ha fatto morire la morte.

Cosa c’è di più profondo, terribile, divino?

9 Commenti

  1. Elan
    28 febbraio 2012 alle 08:07 Rispondi

    Da quando ho letto il modello di Pickman ci penso due volte ad entrare nelle cantine, io :P
    Seriamente, Lovercraft è veramente uno dei più bravi scrittori horror mai esistiti! Mi rammarico solo di non aver ancora avuto modo di leggere tutti i suoi racconti, avendo trovato in giro solo piccole raccolte, e non quella completa ^^

    Il colore venuto dallo spazio è un altro estremamente affascinante dei suoi racconti, tra l’altro!
    Mi fa impazzire il suo modo di descrivere delle cose assolutamente inconcepibili per la mente umana… è semplicemente geniale! :)

  2. Romina
    28 febbraio 2012 alle 09:44 Rispondi

    Non ho mai letto Lovecraft, anche perché l’horror non è proprio il mio genere, però, deve essere bravo perché sento sempre tutti parlarne molto bene. Chissà, magari un giorno leggerò qualcosa anche solo per curiosità. Spero solo di non rimanere traumatizzata!

  3. Howard Phillips Lovecraft: alla ricerca del terrore | Scrivere e leggere libri | Scoop.it
    28 febbraio 2012 alle 11:45 Rispondi

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  4. Henryx
    28 febbraio 2012 alle 12:41 Rispondi

    Certo che dopo aver letto Lovecraft, ogni collezionista di libri vorrebbe avere nei suoi scaffali il “Necronomicon” dell’arabo pazzo Abdul Alhazred… @ Daniele: ce l’hai?!

  5. Salomon Xeno
    28 febbraio 2012 alle 14:05 Rispondi

    Lovecraft e l’indicibile… fantastico autore!

  6. Michela
    29 febbraio 2012 alle 08:21 Rispondi

    deve piacerti parecchio… Credevo che tu non rileggessi i libri

  7. Daniele Imperi
    29 febbraio 2012 alle 08:55 Rispondi

    Rileggo libri che vale la pena rileggere :)

  8. Gargaros
    1 marzo 2012 alle 12:38 Rispondi

    Parafrasando Kant, direi che King è bello, Lovecraft invece è sublime.

    Ci sarebbe tutto un discorso da fare dietro a questa affermazione. Un discorso sull’estetica dell’orrore, che Lovecraft sapeva trattare (lui stesso era un profondo conoscitore dell’estetica), mentre King no.

    Romina: Non ho mai letto Lovecraft, anche perché l’horror non è proprio il mio genere    

    Lovecraft non scirveva horror. Vai tranquilla e leggilo :)

  9. Il meglio di Penna blu – Febbraio 2011
    2 marzo 2012 alle 05:03 Rispondi

    […] a leggere Howard Phillips Lovecraft: alla ricerca del terrore. Tweet Pin It Archiviato in Risorse il 2 marzo 2012 – Aggiungi un […]

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