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Come scrivere una logline per un libro

Logline

Dopo aver letto come scrivere una tagline, è arrivato il momento di parlare invece della logline, unʼaltra pratica di marketing molto sfruttata nel cinema. Ma di cosa si tratta esattamente?

Iniziamo a dire che lʼorigine del termine logline non proviene affatto dallʼindustria cinematografica, bensì dalla nautica. Le logline erano sottili corde su cui venivano praticati dei nodi equidistanti e poi avvolte su un rocchetto. I marinai le srotolavano per misurare la velocità delle navi contando quanti nodi passavano per le loro mani in unʼora. Ecco il perché della velocità dei mezzi nautici espressa in nodi.

Questo strumento fu introdotto per aiutare i marinai durante la navigazione e non perdersi, poiché avrebbe mostrato quanto la nave si fosse spinta in una certa direzione e quando fosse necessario cambiare direzione in base alla propria destinazione.

Se da una parte può sembrare strano che uno strumento nautico venga preso in prestito nel marketing, in realtà la logline, sia in cinematografia sia in narrativa, ha lo stesso scopo: aiuta soggettisti e scrittori a non perdersi nella storia.

La logline è lʼessenza della storia

È il succo della trama, una o due frasi al massimo per riassumerla e incuriosire il lettore, perché lo introduce nel cuore stesso della storia.

Furono usate per la prima volta nel cinema ai primi tempi di Hollywood, così che i produttori potessero leggere una spiegazione veloce di un soggetto senza perdere tempo con intere sceneggiature. A quel tempo le logline erano stampate sul dorso delle sceneggiature.

Come scrivere una buona logline? Domandatevi cosa rende unica la vostra storia. E leggete tutte le logline scritte per il cinema.

Gli elementi di una logline

In cosa consiste lʼessenza della storia e, quindi, una logline che funziona?

Anche se non è facile scrivere una logline efficace, è semplice trovare gli elementi che vi devono comparire. Sono soltanto 3:

  1. il protagonista
  2. il suo obiettivo
  3. lʼantagonista

Questi sono in breve gli ingredienti di una logline, ma qual è la ricetta per confezionarne una?

Secondo molte fonti non bisogna usare il nome del protagonista. Questo consiglio è condivisibile, secondo me, perché il lettore – e lo spettatore, nel caso di un film – ancora non conosce il protagonista della storia e nomi come Jack Sparrow, Renzo Tramaglino, Tom Sawyer, Tarzan, Salvo Montalbano, ecc. non significano nulla.

Ok, adesso quei nomi sono a noi fin troppo noti, ma quando apparvero per la prima volta, erano totalmente sconosciuti.

Il protagonista va accompagnato con aggettivi descrittivi, usati per caratterizzarlo e dare qualche informazione in più al lettore. Tarzan può diventare “un bambino orfano cresciuto da un branco di scimmie”, Renzo “un giovane filatore di seta”, Montalbano “un commissario di Polizia della città di Vigata”, ecc.

Nella brevità della logline dobbiamo far capire al lettore lʼambientazione della storia con pochissimi dettagli.

In più, una buona logline deve anche avere un ritmo incalzante, far trasparire quellʼurgenza narrativa di cui abbiamo parlato tempo fa.

Utilità della logline

Perché scrivere la logline del nostro libro? Quando abbiamo parlato della tagline, abbiamo visto che è una frase che da una parte condensa la storia e dallʼaltra crea suspense. È appunto uno slogan, nulla più.

Ma una logline? La logline è invece la storia, la storia scritta in una o due frasi al massimo. Sono tre i motivi per cui è utile scriverla.

  • Aiuta a mantenere il focus della storia: e qui capiamo perché questo testo è stato preso dalla nautica. La logline aiutava i marinai a non perdere la rotta, a raggiungere la loro destinazione. La logline di un libro – e di un film – ha lo stesso scopo: aiuta lo scrittore a restare nei binari della sua storia e a mantenerne la premessa.
  • Deve vendere: sì, è una frase ideata per puro marketing. Questo non significa che deve imbrogliare il pubblico, una logline deve comunicare ciò che davvero il lettore troverà poi nella storia. Ma il suo scopo è vendere.
  • Deve emozionare il lettore: proprio perché deve sentirsi spinto a comprare il libro e leggerlo. È in questo breve testo che dobbiamo suscitare lʼinteresse del lettore.

Caratteristiche di una logline

La logline è il DNA del film. Black Snyder

Vediamo ora da cosa è caratterizzata una buona logline. Conoscendone le sue proprietà – proprio come abbiamo visto per la tagline – possiamo scrivere una logline funzionale alla nostra storia.

  • È intrigante: prima abbiamo parlato di emozionare il pubblico. Ora andiamo oltre. Il lettore va incuriosito, ma con un messaggio giusto. Ricordate quello che disse James Burbidge a proposito della logline: se non funziona, allora significa che è la storia a non funzionare.
  • È breve: una o due frasi al massimo. Non di più. La sua vera forza sta nella sintesi.
  • È semplice: non dobbiamo usare un linguaggio complicato né frasi contorte, ma arrivare dritti al cuore del lettore.
  • È attiva: perché le azioni narrate con verbi attivi funzionano meglio che non coi verbi al passivo. Molti raccomandano anche un protagonista proattivo, quindi mostrato dal suo punto di vista. Un conto è scrivere che Harry Potter sconfiggerà Voldemort e un altro è dire che Voldemort cercherà di uccidere Harry Potter.
  • Informa e intrattiene: ritrae la storia in modo istruttivo e divertente. Dà quindi le informazioni necessarie per capire di che libro si tratta, ma allo stesso tempo racconta la storia.
  • Indica il genere letterario: questo punto è importante per inquadrare la storia. Da pochi dettagli il lettore deve capire a quale genere narrativo appartiene il romanzo.

9 errori in una logline

  1. Usare il nome del protagonista: ne abbiamo parlato prima, non è necessario scrivere i nomi dei personaggi. Sono parole in più e non danno informazioni concrete al lettore.
  2. Fare domande retoriche: una logline non è una domanda al lettore, ma una sentenza. È la risposta alla sua inespressa domanda “di che parla il libro?”.
  3. Svelare il finale: mai! E qui non credo ci sia altro da dire…
  4. Inserire troppi dettagli: confondono il lettore. Allungano il brodo. La logline è un messaggio scritto per vendere, quindi più è semplice e incisivo e meglio è.
  5. Usare cliché: perché non la renderebbero originale. Ma il rischio è che il lettore possa confondere un libro per un altro, se ha già letto certe espressioni altrove.
  6. Usare troppi personaggi: servono soltanto protagonista e antagonista. Ovviamente possono essere presenti i due protagonisti, se sono appunto due. Ne I promessi sposi parleremo di una coppia di fidanzati, ma non avrebbe senso introdurre la Perpetua o lʼavvocato Azzeccagarbugli.
  7. Scrivere un testo troppo vago: non emoziona, non stimola la curiosità nel lettore. La logline deve andare dritta al punto.
  8. Scrivere un testo troppo lungo: perché in questo messaggio è la brevità e la sintesi che contano. Una logline di venti righe potrebbe non essere letta o non fare presa nel lettore.
  9. Non inserire rischi/problemi: ossia ciò che fa scattare lʼobiettivo del protagonista. Se manca il senso del rischio in una logline, se il lettore non individua quale problema si nasconde nella storia – e genera la storia – non potrà immedesimarsi nel protagonista, né capire la storia stessa.

Bisogna ora aggiungere unʼeccezione alla regola. In alcuni casi è lecito usare il nome del protagonista, se è un personaggio conosciuto. Se scrivete la vita romanzata di un personaggio storico, non potete evitarlo, per esempio.

Se il vostro romanzo è il secondo di una saga, vale lo stesso discorso: in questo caso il nome del protagonista – Harry Potter, per esempio – funge da richiamo per i lettori.

La regola delle 5W+1H nella logline

Secondo Graeme Shimmin, per scrivere una buona logline dobbiamo rifarci al concetto di archetipo.

  1. Chi (who): il protagonista e lʼantagonista.
  2. Cosa (what): il problema, lʼincidente scatenante che dà il via alla storia.
  3. Quando e dove (when, where): lʼambientazione della storia.
  4. Perché (why): lʼobiettivo del protagonista.
  5. Come (how): il conflitto.

La formula della logline

Cʼè qualcuno che ha creato una sorta di formula per scrivere una logline. In realtà non esiste alcuna formula, ma per iniziare a fare degli esercizi può essere utile.

In un [ambientazione] un [protagonista] deve [problema] [causato dallʼantagonista] e dovrà [conflitto] per poter [obiettivo].

Secondo me una formula del genere serve soltanto per abituate lo scrittore a una sintesi massima della sua storia, ma non può certo essere funzionale per ogni storia.

10 esempi di logline

  1. Il mago di Oz di Lyman Frank Baum: “Una solitaria ragazza di provincia, spazzata via da un tornado e finita in una terra magica, si mette alla ricerca di un Mago che può aiutarla a tornare a casa.”
  2. Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris: “Una giovane allieva dellʼFBI deve confidarsi con un assassino in carcere per farsi aiutare nella cattura di un serial killer che scuoia le sue vittime.”
  3. The Giver di Lois Lowry: “In una comunità apparentemente perfetta, senza guerra, dolore, sofferenza, differenze o scelte, un ragazzo imparerà da un anziano la verità sul dolore e il piacere del mondo reale”.
  4. Harry Potter e la pietra filosofale di J.K. Rowling: “Salvato dallo scandaloso abbandono dei suoi zii adottivi, un ragazzo con un grande destino dimostra il suo valore frequentando una scuola di magia.”
  5. Preda di Michael Crichton: “Un programmatore deve scoprire i segreti che sua moglie custodisce e evitare che i nanorobot distruggano lʼintera umanità.”
  6. La strada di Cormac McCarthy: “In una Terra post-apocalittica, dove tutto è morto tranne gli umani, un uomo attraversa il paese per raggiungere lʼoceano con suo figlio, cercando di sopravvivere alla fame, mentre un gruppo militante e organizzato di cannibali va a caccia di uomini.”
  7. Twilight di Stephenie Meyer: “Una diciassettenne si innamora di un vampiro, per scoprire poi che per lui quellʼattrazione potrebbe significare ucciderla.”
  8. Hunger Games di Suzanne Collins: “In un futuro in cui le regole di Panem mantengono il controllo tramite una competizione televisiva di sopravvivenza, dove i giovani di ognuno dei 12 distretti devono combattere fra di loro, le abilità di una sedicenne sono messe alla prova quando prende il posto della sorella più piccola.”
  9. Divergent di Veronica Roth: “In un mondo diviso da fazioni basate sulle virtù, una ragazza apprende di essere Divergente e non si adatta. Quando si accorge che è in atto un complotto per uccidere i Divergenti, dovrà scoprire, prima che sia troppo tardi, cosa li rende così pericolosi.”
  10. Lui è tornato di Timur Vermes: “Hitler si risveglia in una moderna Berlino e diviene una star della commedia televisiva”.

Vi sentite pronti per scrivere la logline del vostro romanzo? Come vi sembra questʼidea?

46 Commenti

  1. LiveALive
    23 giugno 2015 alle 05:35 Rispondi

    Sì, mi sento pronto! “In un Connecticut post-apocalittico, un giovane e sexy cardinale in odor di santità si innamora di un calamaro gigante surgelato che non lo degna di attenzioni, ma un antico mago azteco dalla pelle viola li aiuterà a superare la loro incompatibilità.” Mica male, eh?
    ***
    Hai già scritto un articolo sulla possibilità di un approccio alla scrittura con o senza marketing? Cioè parlando anche di una letteratura che non ci prova neanche a raggiungere il successo. Perché ci sarebbe molto da dire e analizzare.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:09 Rispondi

      Approccio alla scrittura con o senza marketing? Che intendi?

      • LiveALive
        23 giugno 2015 alle 13:19 Rispondi

        Che esistono ottimi motivi per non voler scendere a compromessi col mercato, per scrivere volontariamente qualcosa di illeggibile per il 99% delle persone, per esempio.

        • Daniele Imperi
          23 giugno 2015 alle 13:21 Rispondi

          Sì, ci saranno senz’altro questi motivi, ma a me ora non mi viene in mente nulla su un tema del genere.

          • LiveALive
            23 giugno 2015 alle 13:22

            Scrivo io allora XD quando trovo tempo per scrivere questo.

  2. Kinsy
    23 giugno 2015 alle 06:49 Rispondi

    Nel 1976 il Friuli fu devastato da un terribile terremoto. In questo frangente una giovane donna dovrà trovare la forza di sopravvivere e di ricostruire gli affetti perduti.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:10 Rispondi

      Avevo letto quella del tuo libro :)
      Mi sembra buona. Riassume bene la storia.

  3. Banshee Miller
    23 giugno 2015 alle 07:47 Rispondi

    La madonnina del Duomo di Milano si aggira per le strade della città, i******** nera e pronta a fare giustizia.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:13 Rispondi

      Indubbiamente risalta, non so però quanto possa essere funzionale, sia per essere un simbolo di Milano (ma qui tu lo sai meglio di me) sia per essere appunto un simbolo religioso.

  4. ombretta
    23 giugno 2015 alle 07:57 Rispondi

    In una tranquilla cittadina del sud Italia, una ragazza aiuta un amico a aprire un portale e andare alla ricerca del fratello scomparso in un’isola rigogliosa abitata da esseri telepatici.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:15 Rispondi

      Quindi siamo in un fantasy. Secondo me ci sono troppi aggettivi.

  5. Serena
    23 giugno 2015 alle 07:58 Rispondi

    Io ho utilizzato molto la logline al laboratorio, proprio per l’aspetto del focus su ciò che si sta scrivendo. Ne abbiamo scritte diverse, sui nostri lavori in corso e su film o romanzi famosi. Abbiamo anche fatto il giochino del vendere la propria opera ad un comitato, utilizzando la logline. Quanto alla mia, alla fine della prima stesura ho scoperto che devo riscriverla. C’è un conflitto che si è preso molto più spazio del previsto, e la cosa mi piace molto, anche se mi costringe a risistemare alcune parti. Vedo se riesco a riscriverla oggi e magari la condivido qui stasera :)

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:18 Rispondi

      Ci può stare che vada riscritta, anzi secondo me tutti lo fanno. Condividila pure :)

      • Serena
        23 giugno 2015 alle 23:48 Rispondi

        Una studentessa ventenne guarisce da una strana psicosi e comincia la vita normale che ha sempre sognato. Quando le cose sembrano andare per il meglio, un incontro straordinario rimette in gioco tutto, costringendola a scegliere tra se stessa e la salvezza delle persone che ama.

        • Daniele Imperi
          24 giugno 2015 alle 08:07 Rispondi

          Un po’ più lunga della media – al massimo sono di due righe, qualcuna di 3 – però mi sembra vada bene.

          • Serena
            24 giugno 2015 alle 08:15

            Sì, dicono 25-30 parole al massimo. Ci lavorerò su ;-)

  6. Tenar
    23 giugno 2015 alle 08:44 Rispondi

    Pare che la logline sia molto utile da inserire nella lettera di presentazione da allegare al manoscritto, quando lo si invia agli editori. Non so se sia vero, ma immagino che se si riesce a catturare l’attenzione in due o tre righe le probabilità che il romanzo sia almeno aperto aumentino. Per “La roccia nel cuore” suonava più o meno così: “in un piccolo paese sul Lago d’Orta solo due persone non credono che il suicidio di un adolescente sia davvero tale. Il nuovo parroco e un compagno del ragazzo morto, ateo e appassionato di scienza. Due sguardi opposti, ma complementari per raggiungere la verità.”

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:19 Rispondi

      Buono a sapersi.
      La tua mi piace, anche se l’avrei terminata a “scienza”.

  7. Chiara
    23 giugno 2015 alle 09:14 Rispondi

    Articolo molto interessante. Il metodo delle 5 W è sempre utile, ma anche la formula che hai proposto può servire. Mi sa che mi eserciterò un po’ per scrivere qualche logline del mio romanzo. Può essere utile anche per focalizzare un po’ meglio la trama.
    Interessanti anche gli esempi che hai proposto. :)

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 13:20 Rispondi

      Grazie.
      Secondo me fra le 5W e la formula si può arrivare alla logline giustam facendo appunto varie prove.

  8. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    23 giugno 2015 alle 14:10 Rispondi

    Si, mi piace molto, ottima idea ed ottimo post. Chissà che schematizzando il tutto, con un po’ di olio di gomito e tanta sana pazienza, con questo metodo non riesca a dare una scossa al mio libro ;)

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 14:48 Rispondi

      Grazie. Ecco, provaci allora e vediamo che succede :)

  9. Erin Wings
    23 giugno 2015 alle 14:52 Rispondi

    Un articolo molto interessante. Adesso proverò a fare qualche tentativo di logline. :) Mi trovo un po’ in difficoltà, ma questo articolo è una guida stimolante.
    Grazie!

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 14:54 Rispondi

      Grazie. Fammi sapere come andrà :)

  10. animadicarta
    23 giugno 2015 alle 18:05 Rispondi

    Mi piace soprattutto l’idea di usare le 5 W come guida e intanto prendo appunti per un futuro non troppo lontano.
    Forse lo hai già spiegato da qualche parte, ma in questo momento sono troppo fusa per ricordarlo: che differenza c’è rispetto alla quarta di copertina? La logline è ancora più condensata? O deve cambiare il tono?

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2015 alle 18:18 Rispondi

      La logline è un testo breve, una frase, al massimo due. Hai visto quelle che ho messo come esempio, prese da vari romanzi? Una quarta di copertina è un testo molto più lungo.
      Il tono credo sia lo stesso, anche la quarta deve vendere.

  11. Loredana
    23 giugno 2015 alle 20:02 Rispondi

    …che spettacolo d’un post! Non ho ancora scritto un libro (e non penso lo farò), ma questo esercizio potentissimo di stesura di una logline può stimolare al massimo le mie neonate capacità di sintesi. Scrivo post ancora troppo lunghi sul mio blog, sui libri, e scrivere logline potrebbe aiutarmi non poco. Grazie!!

    • LiveALive
      23 giugno 2015 alle 20:04 Rispondi

      A volte inventare una logline da zero, anche senza riferirla a un libro in fase di stesura, può stimolare la fantasia…

    • Daniele Imperi
      24 giugno 2015 alle 08:01 Rispondi

      Grazie :)
      Usare la logline per sintetizzare un post può essere una buona idea.

      • Loredana
        24 giugno 2015 alle 15:21 Rispondi

        …ci provo anch’io, dal prossimo post che scrivo!

  12. Lisa Agosti
    24 giugno 2015 alle 17:55 Rispondi

    Non ho ben capito il nesso tra la logline nautica e la logline di un libro.
    La formula per la logline mi sembra un ottimo punto di partenza, la terrò ben presente quando sarà il momento.
    Mi sembrava ovvio che non si dovesse rivelare il finale nella logline, eppure quella di “Lui è tornato” mi dice che Hitler diventa un comico, avrei preferito non saperlo e scoprirlo da sola durante la lettura. Per me quello è un esempio di logline che svela troppo (anche se ammetto che incuriosisce molto).

    • Daniele Imperi
      24 giugno 2015 alle 18:08 Rispondi

      Il nesso è questo: la logline era una corda per misurare la velocità della nave e aiutava i marinaia a non perdere l’orientamento. Proprio come deve fare quella del libro: non fa perdersi nella storia ma a seguire la trama.
      Riguardo a quella di “Lui è tornato”, in realtà non è quello il finale. Diciamo che svia un po’.

  13. Federico
    26 giugno 2015 alle 09:32 Rispondi

    Interessante… ;)
    Ci lavorerò su.
    Grazie mille Daniele :)

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2015 alle 09:58 Rispondi

      Bene, buon lavoro :)

  14. Grazia Gironella
    26 giugno 2015 alle 21:24 Rispondi

    Non mi sento affatto pronta! Queste cosucce sono così facili da prendere sottogamba, e invece hanno un loro ruolo importante. Posso aggiungere un errore? Esagerare nei toni. La logline deve accendere l’interesse del lettore, ma se non usi un minimo di sobrietà finisce che si fa due risate. :)

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2015 alle 08:00 Rispondi

      Concordo sul non esagerare, hai ragione. Ogni messaggio promozionale deve sempre mantenere la promessa che fa, quindi mai esagerare.

  15. Fabrizio Palasciano
    27 giugno 2015 alle 17:34 Rispondi

    Un giovane sacerdote tossicodipendente ed il suo complice organizzano esorcismi falsi per procurarsi il denaro per comprarsi la droga. Dovranno scontrarsi con le indagini di un giornalista indipendente e di un commissario di polizia decisi a mettere fine a questo gioco.

    • Daniele Imperi
      30 giugno 2015 alle 07:54 Rispondi

      Ciao Fabrizio,
      non mi sembra male, sistemerei meglio i tempi verbali, secondo me ci sono troppi riflessivi.

  16. Il Pierpo
    7 agosto 2015 alle 15:26 Rispondi

    Riprendo questo post per un dubbio che mi è venuto leggendo. Ammetto l’ignoranza, non conoscevo l’uso di tag e log LINE, ma dal primo libro mi è venuto naturale creare alcune frasi che illustrassero ciò che si andava a leggere.
    Ad esempio,
    “L’amore per un figlio, si dimostra nei momenti più difficili” … l’ho usata nel mio primo libro che parla (tra le altre cose) della reazione di un padre alla scoperta dell’omosessualità del figlio.
    Oppure,
    “Esiste una forma di odio che travalica il tempo e il corso della vita, covando per anni in attesa di poter scatenare la sua tragica forza vendicativa.”
    Usata nel secondo libro, dove si parla della vendetta dell’ex mentore del protagonista che pur di scoprire dove questi tiene delle prove contro di lui… non esita a colpire i suoi affetti più cari, attuando il suo piano dopo più di dieci anni dagli avvenimenti.
    E così dicendo.

    Queste possono essere considerate buone logline?

    • Daniele Imperi
      7 agosto 2015 alle 15:35 Rispondi

      In tutte e due i casi non si capisce di cosa parli il libro. Guarda la parte sulla regola delle 5W.
      Nella prima che hai scritto il problema potrebbe essere uno qualsiasi: droga, un reato, una malattia.
      Nella seconda idem: si può adattare anche a un horror.

      • Il Pierpo
        7 agosto 2015 alle 16:23 Rispondi

        Ok, ma oramai è fatta…

  17. Giulio F.
    8 agosto 2015 alle 10:58 Rispondi

    Uno scherzo del destino cambierà l’esistenza di un giovane alla buona e di un imprenditore senza scrupoli.

    • Daniele Imperi
      8 agosto 2015 alle 11:12 Rispondi

      Non mi sembra male, ma può essere migliorata.

  18. nino carmine di rubba
    14 ottobre 2015 alle 17:43 Rispondi

    Buon pomeriggio inoltrato:
    Sempre più preziosi i Tuoi articoli. (cardir.)

  19. Monia
    14 ottobre 2015 alle 18:46 Rispondi

    Una ragazza dei nostri giorni viene rapita dai Predoni dello Spazio e del Tempo per diventare una schiava. Vivere sembra essere peggio di morire in questo mondo, eppure scoprirà che anche all’Inferno ci può essere posto per l’amore.

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