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Fantascienza monumentale

Limit di Frank Schätzing

Limit di Frank Schätzing

Quando ho iniziato la lettura di questo corposo romanzo di fantascienza, ho pensato che mi avrebbe tenuto sulle sue pagine per un bel po’ di tempo. E invece l’ho finito di leggere in meno di un mese, leggendo nel frattempo anche altri libri.

Limit è un romanzo mastodontico. Lungo 1370 pagine, di cui le ultime 20 sono dedicate solo all’elenco dei personaggi e ai ringraziamenti, è una storia che si snoda in una manciata di giorni soltanto, dal 19 maggio all’8 giugno 2025, con un prologo del 2 agosto 2024.

Verrebbe da pensare che una storia di 1350 pagine vada avanti per almeno un anno e non che si risolva in meno di 3 settimane. Dunque in che modo Frank Schätzing ha potuto raccontare questa storia in modo così dettagliato?

Una fantascienza per tutti

Limit è fantascienza perché si parla di un ascensore spaziale e di estrazioni di un minerale sulla luna e perché sparse qui e là per il romanzo ci sono tecnologie oggi inesistenti. Il 2025 è vicino, mancano solo 9 anni, e dubito che quell’anno si possano verificare le condizioni per arrivare a tanto. Ma la fantascienza punta sul probabile, secondo me, quindi possiamo accettarlo.

Perché Limit è una fantascienza che tutti possono leggere? Perché in fondo si tratta di una storia che può ricadere nel giallo, nel poliziesco, quindi non immaginatevi un romanzo sulle conquiste spaziali, sugli alieni, non immaginatevi Asimov, Dick o altri autori di quella fantascienza “classica” che ormai tutti conoscono.

Anche The Martian è fantascienza, ma è quel tipo di fantascienza che per me tutti possono leggere e apprezzare.

Accuratezza e dettaglio

Limit salta subito all’occhio per la cura del dettaglio. Tempo fa avevo parlato della scrittura cinematografica di due romanzi di Stephen King, I Vendicatori e Desperation, in cui l’autore, almeno secondo me, aveva voluto ricreare nella narrazione le scene così come vengono mostrate al cinema.

In Limit la situazione è diversa. Non è una narrazione cinematografica, è una narrazione dettagliata. Schätzing ha voluto approfondire ogni elemento della storia, dai personaggi, alla trama, alle sottotrame, all’ambientazione.

Messa così, sembra quasi che la lettura annoi, e invece prende e scorre veloce senza intoppi. L’intreccio, ben costruito, contribuisce a tenere il lettore fisso sulle pagine del romanzo.

Estrema caratterizzazione dei personaggi

Bisogna dire che un romanzo così lungo permette all’autore di caratterizzare benissimo i vari personaggi, e in Limit sono davvero tanti, praticamente 80. Impossibile non riconoscerli, impossibile far confusione fra uno e l’altro.

Schätzing ha ricostruito il passato di ognuno, in modo da poterlo usare per le sue sottotrame e per la storia in sé.

Quel che ho apprezzato è come ogni personaggio è stato introdotto: in alcuni casi, per esempio con il detective Owen Jericho, l’autore è partito dal suo lavoro, inquadrando il personaggio “da lontano”, in una delle sue tipiche giornate di investigazione.

All’inizio il lettore tende a pensare che certe parti siano superflue – ma non è forse superfluo l’incipit sul ramo del lago di Como ne I promessi sposi? – ma in realtà per me non lo sono affatto: la storia è quella, il modo di narrare di Schätzing è quello.

Sottotrame

Le sottotrame sono un elemento che contribuisce a caratterizzare i personaggi. In fondo nella realtà noi non dobbiamo solo affrontare il problema di turno, ma anche tutto ciò che la vita di tutti i giorni comporta.

In Limit Schätzing ha creato sottotrame per ognuno dei personaggi principali – e questo ovviamente ha contribuito alla monumentalità del romanzo – tutte ben inserite nella storia. Questo mi fa pensare a un immenso lavoro di preparazione prima della stesura.

Un’ambientazione varia

La storia si svolge in varie località: Europa, Cina, Africa, oceano Pacifico, nello spazio e parte sulla Luna. Tutto questo fa presagire un enorme lavoro di documentazione, ma dà anche la possibilità all’autore di creare intrecci interessanti che aumentano la suspense.

Un’ambientazione molto curata, che permette al lettore di figurarsi ogni scena nel dettaglio. Forse qualcuno preferisce immaginare da sé le scene di un romanzo, ma sinceramente io preferisco essere concentrato nella lettura e non perdere tempo a ricostruire da me l’ambiente di ogni scena.

L’elenco dei personaggi

A fine libro è presente l’elenco di tutti i personaggi in ordine alfabetico, che ho trovato più utile di quello presente nella saga de Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin.

In Limit per ogni personaggio c’è una descrizione sintetica che lo fa inquadrare al lettore e in un libro corposo come questo l’ho trovata una bella idea per colmare lecite dimenticanze durante la lettura.

In conclusione a me Limit è piaciuto molto. Su Goodreads gli ho dato 4 stelle su 5. È un romanzo che non rileggerò, perché non mi ha lasciato belle sensazioni come Suttree e altri libri indimenticabili che ho letto, ma è stata una piacevole lettura.

Potremmo classificarlo fra la letteratura di consumo, ma credo che Limit non sia un romanzo così disimpegnato per i temi che tratta: la ricerca di energie alternative e la salvaguardia dell’ambiente, la guerra fra superpotenze e multinazionali, la repressione della libertà di pensiero in Cina, la possibilità di vita sulla Luna, lo sfruttamento delle risorse africane.

Tutto questo è Limit: un romanzo davvero senza limiti.

Spero di avervi incuriosito. Qualcuno fra voi l’ha letto?

23 Commenti

  1. Bonaventura Di Bello
    6 settembre 2016 alle 09:38 Rispondi

    Da come lo descrivi, “Limit” sembrerebbe la versione cartacea di un serial TV, e secondo me non è detto che non possano tirarne fuori uno a dispetto dell’arco di tempo narrativo così breve. In ogni caso Schätzing sembra essere avvezzo ai ‘tomi’, vedo che “The Swarm” conta ben 900 pagine nella versione originale, e l’altro romanzo ‘più breve’ ne conta comunque 400. Personalmente tendo a esaurire la lettura dei romanzi in uno, massimo due giorni se posso, dedicandogli magari parte del weekend o l’intero periodo, ma posso farlo perché il mio lavoro mi permette di gestire la settimana come mi aggrada. L’ultimo romanzo corposo che sono riuscito a leggere quasi tutto d’un fiato è stato “Rivelazioni” di Crhicton e il prossimo sarà “Hyperion” di Dan Simmons, ma chissà che non ci faccia un pensierino su questo “Limit”, dopotutto se un autore è bravo a mantenere il ritmo narrativo e sviluppare l’arco di trasformazione dei personaggi, il numero di pagine non è un ostacolo, se non per la disponibilità di tempo del lettore. :)

    • Alberto Lazzara
      6 settembre 2016 alle 11:55 Rispondi

      Hyperion lo sto leggendo proprio in questi giorni :)

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 13:18 Rispondi

      Non amo le serie derivate dai romanzi, finiscono sempre per andare troppo oltre.
      Di Simmons ho Drood, un altro bel tomo.

    • Federico
      6 settembre 2016 alle 15:43 Rispondi

      Circa 20 anni fa lessi Hyperion, La caduta di Hyperion e Endymion in rapida sequenza. I primi due sono quasi da considerarsi un singolo romanzo e dovrebbero essere letti uno di seguito all’altro. Io li divorai entrambi in 4-5 giorni. Ne ho un bel ricordo, anche se non saprei raccontarne la trama. Di Simmons mi è piaciuto anche “Il canto di Kali” che lessi poco prima di Hyperion.

      • Alberto Lazzara
        7 settembre 2016 alle 10:04 Rispondi

        Non proseguiirò la lettura con La caduta. A un quarto dalla fine ancora non mi spiego perché Hyperion sia considerato da molti un libro di fantascienza imprescindibile. Mah

  2. Mirco francesco Caldiroli
    6 settembre 2016 alle 09:49 Rispondi

    Piacevole introduzione, mi hai convinto quando elogi la cura dei dettagli liberando la lacunosa immaginazione alla sola lettura. Grazie.

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 13:18 Rispondi

      Ciao Mirco, benvenuto nel blog. Fammi sapere se ti piacerà.

  3. Grilloz
    6 settembre 2016 alle 10:40 Rispondi

    Per quest’anno coi romanzi sopra le mille pagine ho dato :-D
    Per incuriosirmi fino in fondo dovresti dirmi qualcosa di più sulla storia e sul sottogenere ;-)

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 13:19 Rispondi

      Non saprei che sottogenere indicare… è un thriller fantascientifico.

  4. Nuccio
    6 settembre 2016 alle 10:52 Rispondi

    Mi hai incuriosito. Lo leggerò. Come sai ho scritto un racconto di fantascienza “agli spaghetti” nel mio blog. (No-fly zone). Non sono un appassionato ma non mi sono sfuggiti, tra l’altro, “Ultimatum alla Terra” di Wise, “La guerra dei mondi” di Haskin, gli “Invasori spaziali” di Menzies, “L’invasione degli Ultracorpi” di Siegle, “il pianeta proibito” di Wilcox, “Fahreneit 451″ per parlare dei più datati e più fascinosi. Ricordo ancora la copertina diUrania della sconfitta dei semidei” di Gordon Bennet con l’immagine di un pianeta primitivo sorvolato da una nave extraterrestre (una specie di globo a semi ali) e da un lato l’immagine di una belva feroce che mostra le zanne, “L’orrenda invasione” con il BigBen in evidenza ed esseri chiammati trifidi, piante giganti e aggressive. Quanti ricordi!

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 13:20 Rispondi

      Di quelli che citi ho letto solo “Fahreneit 451″. Mi dirai se ti piacerà Limit.

  5. Alberto Lazzara
    6 settembre 2016 alle 11:52 Rispondi

    Lo acquistai parecchi mesi orsono attratto dalla copertina e dal titolo accattivanti e dalla promessa di godermi una storia di fantascienza verosimile e di ampio respiro. È ancora lì che aspetta. Be’, non esattamente: lo avevo iniziato, salvo poi accantonarlo per sopraggiunta noia. Mi rendo conto che può essere prematuro mollare dopo avere letto appena cento pagine di un libro che ne conta 1370. Oppure non lo è? Forse cento pagine possono bastare. Penso infatti che indipendentemente dalla lunghezza di una storia, se non riesce a catturami entro il primo capitolo, allora quella storia ha qualcosa che non va (secondo i miei parametri di giudizio, si intende). Ciò detto è raro che abbandoni i libri che inizio a leggere (specie se li ho acquistati), quand’anche non riescono a conquistarmi entro il primo capitolo, o non riescono a farlo fino alla all’ultima pagina (in una storia che non decolla non sempre è tutto da buttare). Se è successo con Limit è solo per la sua dimensione: 1370 pagine sono decisamente troppe. Eppure… eppure un’altra chance forse gliela darò.

  6. Daniele Imperi
    6 settembre 2016 alle 13:22 Rispondi

    Leggendo le prime 100 pagine di Limit non potrai capire la storia. A me ha catturato subito, ma ogni lettore ha le sue esigenze.

  7. Barbara
    6 settembre 2016 alle 14:37 Rispondi

    Uhm, non lo so. La fantascienza preferisco vederla al cinema, che leggerla, non so dire perchè. Ma di queste 1000 e passa pagine sarebbe stato fattibile dividerle in trilogia, che va tanto di moda?
    Non c’entra nulla ma: ho visto The Maze Runner Il Labirinto…la mia delusione al finale temporaneo è talmente grande che ancora non ho visto il 2, è lì che mi attende…vale la pena? O mi sentirò uno spettatore preso in giro anche alla fine del 2?! :/

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 15:01 Rispondi

      Odio i romanzi trasformati in trilogia :)
      Non ne vedo il motivo. Quello è un romanzo da 1350 pagine.
      Ho visto anche io The Maze Runner Il Labirinto, è una saga, credo siano 5 romanzi, se non ricordo male.

  8. Federico
    6 settembre 2016 alle 15:56 Rispondi

    Il libro mi stuzzica, anche se da vecchio appassionato di fantascienza temo sempre che la storia possa non essere originale (dopo aver letto oltre 100 romanzi del genere ho notato che è sempre più difficile trovare qualcosa di originale e ne leggo sempre meno).
    Comunque ci farò un pensierino.

    • Daniele Imperi
      6 settembre 2016 alle 16:39 Rispondi

      A me questa è sembrata originale. Finora ho sempre letto storie molto differenti da questa.

  9. Gianni
    7 settembre 2016 alle 12:11 Rispondi

    L’ho letto 2/3 anni fa ma, sinceramente, ricordo poco della trama. Ricordo però che la mia esperienza di lettura è stata molto simile alla tua: un libro decisamente gradevole ma senza lasciti emozionali particolari. Penso anch’io che la storia sia originale (e di fantascienza ne ho letta davvero tanta) e che si tratti di fantascienza decisamente soft.
    Parlando di Schatzing, però, permettimi di consigliare “Il quinto giorno”, secondo me un capolavoro (ed è di sole 1050 pagine).

    • Daniele Imperi
      7 settembre 2016 alle 12:22 Rispondi

      “Il quinto giorno” ce l’ho in lista, lo leggerò senz’altro. “Limit” è fantascienza soft, hai detto bene, quindi ribadisco che può essere apprezzata anche da chi non la legge.

  10. Tenar
    7 settembre 2016 alle 16:52 Rispondi

    Premesso che non mi riferisco a questo romanzo in particolare, ma non credi che ormai troppi romanzieri siano afflitti dalla “sindrome di Martin”, ovvero lo spezzettamento della storia in troppi punti di vista e sottotrame? Mi imbatto sempre più i storie che procedono con una lentezza terrificante, perché ogni sottotrama fa un passetto in avanti e poi viene accantonata per un’altra, che fa un altro passetto e così via. Almeno alcuni di questi romanzi avrebbero tutto da guadagnare da una maggiore linearità… Tu che ne pensi?

    • Daniele Imperi
      7 settembre 2016 alle 17:54 Rispondi

      In questo caso no, le sottotrame le ho trovate ben inserite e ben dosate, anche. Non è ai livelli di Martin. La sua però è una saga, non paragonabile a un romanzo autoconclusivo.

  11. Renato Raia
    9 settembre 2016 alle 23:00 Rispondi

    Ho letto sia Limit che il Quinto Giorno, quello che viene considerato il “capolavoro” di Schatzing. Effettivamente, per quanto Limit mi sia piaciuto e condivida la tua recensione, devo ammettere che il Quinto Giorno è, se non migliore, un buon concorrente, quindi se ti è piaciuto Limit leggiti anche l’altro (e aspettati il solito “mattone” di 1000 pagine con decine di personaggi e una grande accuratezza scientifica).

    • Daniele Imperi
      12 settembre 2016 alle 09:26 Rispondi

      Ne ho sentito parlare bene, infatti. E Il Quinto Giorno è per ora nella lista.

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