Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Il libro come prodotto commerciale

Libri e ebookIn un’epoca in cui c’è chi combatte per difendere il libro cartaceo dalla barbarica invasione degli ebook, la stessa epoca sfregiata da una crisi economica mondiale, bisogna riconsiderare il concetto di libro e pensare a ciò che realmente è: un prodotto commerciale.

I fanatici della letteratura e dei salotti letterari potranno ancora illudersi sulla fantomatica aura poetica che avvolge i libri e gli scrittori, ma una sola è la verità:

  • scrivere è un lavoro, anche se ai più non permette di vivere;
  • lo scrittore è un operaio;
  • l’editore è un imprenditore;
  • la casa editrice è un’azienda;
  • il libro è sottoposto alle stesse violenze degli altri prodotti: spese di realizzazione, controllo qualità, distribuzione, promozione, vendita.

Il libro è quindi soggetto a tutti i rischi che corre un qualsiasi altro prodotto commerciale. Anzi, come ho già scritto una volta, difficilmente un lettore/cliente acquisterà più di una copia dello stesso libro. Renderlo quindi più appetibile ai clienti deve essere l’unico obiettivo di un editore.

Letteratura e musica: un raffronto

I prodotti musicali hanno subito negli anni una grande evoluzione:

  • dischi LP: ascoltabili su uno stereo e ingombranti
  • musicassette: ascoltabili su uno stereo, ma anche su supporti mobili
  • compact disc: idem, ma formato più piccolo dell’LP
  • mp3: formato elettronico, ascoltabile anche su cellulare
  • dvd: per diffondere musica e video

Diffusione del prodotto libro

Guardare al libro come a un prodotto commerciale significa ampliare le proprie vedute e permettere una maggiore diffusione di tutti gli attori coinvolti nel gioco:

  1. diffusione della cultura
  2. diffusione dell’opera
  3. diffusione del nome dello scrittore
  4. diffusione del nome dell’editore

L’aumento dei supporti di lettura del libro porta ai seguenti vantaggi:

  1. maggiore scelta per il lettore/cliente: c’è chi preferisce leggere solo ebook. Se un editore ne è sprovvisto, avrà perso clienti.
  2. maggiori possibilità di vendita del prodotto: più un prodotto è disponibile in tante versioni, più ha possibilità di essere venduto. Come le vetture: esistono a benzina, GPL, diesel.
  3. maggiore spazio nel mercato editoriale: chi vende libri in vari formati copre una fetta più grande nel mercato del libro.

I formati del libro

Diamo uno sguardo ai vari tipi di libri presenti oggi.

  1. Libri con copertina rigida: sono i più belli e i più costosi, per gli amanti dell’oggetto libro, i blbliomani e bibliofili come me.
  2. Libri in brossura: sono la versione economica dei precedenti, per chi ama leggere e non può o non vuole spendere tanto. Ottimi per leggere in viaggio perché più piccoli.
  3. Ebook: versione elettronica del libro, in formati come PDF, ePub e MobiPocket. Possono leggersi con un computer o con un apposito e-reader, di piccole dimensioni. Ottimi per chi viaggia.
  4. Audiobook: versione audio del libro. Una o più voci registrate leggono il libro e il “lettore” lo ascolta. Utile ai non vedenti e a chi vuole “leggere” mentre guida.
  5. Prodotti multimediali: affiancano la pubblicazione del libro e vengono realizzati in funzione dell’opera pubblicata.

Videobook

Che cosa è un videobook? È un libro che viene narrato da una o più persone, una o più voci registrate che accompagnano immagini in movimento che rappresentano scene del libro. Una sorta di cartone semi-animato o di foto e illustrazioni che si susseguono narrando fatti e personaggi.

E magari fra qualche decina di anni, quando i videobook saranno scaricabili dalle videolibrerie online, si ripenserà a questo articolo come al precursore dell’ultima tecnologia – o diavoleria – dell’editoria del momento, che ha portato all’estinzione dei vecchi ebook.

6 Commenti

  1. Henryx
    9 aprile 2012 alle 08:20 Rispondi

    Io vedo un certo futuro negli audiobooks, a patto che siano declamati da un bravo narratore capace di dare enfasi e non di addormentare.
    Molto belli in italiano quelli editi da “Il Narratore Audiolibri”,
    in particolare i due romanzi di Jules Verne (“L’isola misteriosa” e “Ventimila leghe sotto i mari”).

  2. Romina
    9 aprile 2012 alle 18:50 Rispondi

    I videobook proprio non li conoscevo!
    Gli audiolibri mi affascinano… mi piacerebbe molto diventare una lettrice di audiolibri, ma immagino che sia necessario fare molti corsi e al momento non posso proprio mettermi a fare anche quelli! Intanto registro qualche fiaba per bambini o brevi testi a uso personale… occasionalmente leggo in pubblico. Mi piace molto la parola scritta che diventa viva voce!
    Bel post! Tutti parlano di e-book in questo periodo ma sei riuscito a dare un taglio originale!

  3. Daniele Imperi
    9 aprile 2012 alle 19:04 Rispondi

    Romina, i videobook non credo che esistano, almeno non del tipo da me descritto :D
    Li ho inventati per fare un futuro raffonto come lo si fa ora coi libri e gli ebook.

  4. Lucia Donati
    5 maggio 2012 alle 11:14 Rispondi

    Buongiorno, Daniele, permettimi di essere d’accordo ma, anche, in parte, di dissentire. Si, ogni libro è un prodotto commerciale, a volte è solo quello, ma secondo me non dovrebbe essere solo quello. Se, dietro il duro lavoro di scrittura non ci fosse la passione, e credo che qui mi darai ragione, ed il piacere di scrivere, quella che può essere chiamata ispirazione ed intuizione, si perderebbe l’anima di quello che si sta scrivendo (se si parla di narrativa, per la saggistica ci sono altre regole e si può anche non esprimersi “poeticamente”). Alla fine il libro è, giocoforza, un prodotto commerciale, lo sappiamo, e lo sanno bene quegli autori “emergenti” che, se non sono anche manager di sé stessi, non riescono a vendere il loro “capolavoro” poiché le grandi case editrici raramente si interessano a loro. Dunque, io la vedo così: devi essere un bravo scrittore, lavorare sodo e regolarmente, prima, capendo che è necessaria la modestia, che c’è sempre da imparare e che si è soggetti a critiche (si spera costruttive!) e che non si è mai “arrivati”; in un secondo momento, una volta finito il libro (ma, prima, forse è meglio, conviene farsi pubblicità “preventiva”) devi trovare la forza e l’energia per organizzare la distribuzione e la vendita di quello che, adesso, è il “prodotto finito” cioè, come giustamente hai detto tu, un prodotto commerciale, attuando tutte le strategie che si conoscono.

  5. Daniele Imperi
    5 maggio 2012 alle 18:56 Rispondi

    Sì, chiaro che ci debba essere la passione e la voglia di migliorare, ma il libro, alla fine, va venduto.

    • Emiliano
      12 marzo 2016 alle 10:02 Rispondi

      Indubbiamente, ma dobbiamo dare all’editore ciò che vuole e non ciò che vogliamo pubblicare, mi scuso se non mi sono spiegato.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.