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Un libro pantagruelico

Gargantua e PantagrueleHo fra le mani un bel volume rilegato, con tanto di segnalibro in seta, all’interno di un cofanetto. Si tratta di un libro che risale al 1542, o meglio questa è la traduzione effettuata sulla base dell’edizione di quell’anno.

Sto parlando di Gargantua e Pantagruele di Francois Rabelais. Un libro di 850 pagine, con un sostanzioso indice di 19 pagine. Romanzo che ha subito parecchi tagli, visto che l’autore, ex francescano, venne censurato e, si dice, forse perfino incarcerato per questa sua opera.

Un libro pantagruelico, non c’è altro modo per descriverlo. È diviso in cinque libri:

  • Libro primo: La molto orrifica vita del grande Gargantua padre di Pantagruele, che comprende 58 capitoli.
  • Libro secondo: Pantagruele re dei Dipsodi restituito al naturale con le sue gesta e prodezze spaventevoli, con soli 34 capitoli.
  • Libro terzo: Dei fatti e detti eroici del buon Pantagruele, che raggiunge i 52 capitoli.
  • Libro quarto: Dei fatti e detti eroici del buon Pantagruele, con la bella cifra di 67 capitoli.
  • Libro quinto: Dei fatti e detti eroici del buon Pantagruele, che si limita a 47 capitoli.

Ogni libro è preceduto da uno o più prologhi, e talvolta da poesie. Alcuni capitoli stessi sono scritti completamente in versi.

Quando vedo opere monumentali come questa, che non è l’unica che possiedo, mi viene voglia di porre due domande:

  1. c’è ancora al mondo d’oggi uno scrittore in grado di produrre opere di questo livello?
  2. C’è ancora al mondo d’oggi un editore disposto a pubblicarle?

Perché un tempo si scrivevano opere così corpose? Perché un tempo si aveva così tanto da dire? Se consideriamo che a quell’epoca non esistevano i computer che facilitano e velocizzano la scrittura, quanto tempo e dedizione richiedevano opere come questa?

Prima o poi mi deciderò a leggere questo libro pantagruelico. Sarà una lettura pantagruelica, intensa, lunga e, da quanto ho capito, divertente.

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