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Il vergognoso problema dei libri piratati

Il vergognoso problema dei libri crackati

Qualche giorno fa ho letto su Twitter di un libro piratato, credo fosse un romanzo di Sperling&Kupfer, che fa uscire la versione ebook un anno dopo quella cartacea. In quel caso la scusa per piratare il libro era stata proprio questa: tu fai uscire la versione digitale fra un anno e io la rubo perché non leggo cartacei.

Per me non regge. Ci sono tantissimi ebook da leggere, non è rubando – perché piratare un libro o altro significa rubare – che si risolve il problema degli ebook pubblicati mesi dopo i cartacei.

Ma quanti editori fanno così?

La Fanucci fa addirittura il contrario. Ha appena annunciato lʼuscita in ebook del romanzo Caliban – La guerra di James S. A. Corey, del ciclo The Expanse. La versione cartacea uscirà “presto anche in libreria”.

A questo punto io dovrei piratare lʼebook e farmelo stampare da qualche dipendente pubblico, per non aspettare che esca la versione cartacea.

La sottile differenza fra ebook gratis e ebook crackati

Online è pieno di ebook gratis. Cioè libri in formato elettronico pubblicati gratuitamente. Come quelli che trovate qui e in altri blog.

La cosa comica è che cercando online “ebook crackati” si trovano anche siti che segnalano ebook gratis. No, sono due cose diverse. Un conto è trovare prodotti gratuiti (perché lʼautore o il produttore o entrambi hanno deciso così) e un altro è trovare prodotti rubati e distribuiti gratuitamente.

Cʼè una piccola, sottile differenza.

Cosa fare se scopriamo il nostro libro piratato?

Ho scoperto che hanno crackato varie volte il mio libro sul blogging. È uscito da appena 3 mesi e mezzo, il 27 agosto, e il 16 settembre, quindi dopo 20 giorni, era già distribuito gratis, bello e crackato.

Eppure, in questo caso, cartaceo e ebook sono usciti lo stesso giorno. Ok, il prezzo dellʼebook non è basso (8,99 euro), ma questo non giustifica il furto. Specialmente se chi scarica libri piratati butta poi il suo denaro in pacchetti di sigarette. O nelle slot machine. O in droghe di vario genere. Però qualche euro per un libro non lo spende, è meglio risparmiare.

Che fare se scopriamo il nostro libro piratato?

Ecco i passi da seguire per far rimuovere il libro distribuito illegalmente. In alcuni casi il download non è immediato, ma è richiesta la registrazione al sito previo pagamento di qualche decina di euro, come abbonamento.

Quindi pagare quella somma solo per scaricare uno o due ebook mi sembra assurdo, ma il problema cʼè lo stesso, perché chissà quanti utenti registrati ci sono.

  • Segnalare il sito alla casa editrice: se, ovviamente, lo avete pubblicato con un editore. Altrimenti potete segnalarlo ad Amazon, se magari è pubblicato lì con lʼesclusiva. Ho segnalato i primi due siti che distribuivano il mio libro crackato alla casa editrice, che si è subito attivata e nel giro di pochi giorni i siti in questione avevano rimosso il download.
  • Segnalare la questione al sito stesso: ho scritto anche io a quei siti. In un caso chiedevano lʼemail dellʼeditore, in un altro ho trovato il link rimosso.
  • Segnalare la questione alla società di hosting: so che le leggi europee e USA non consentono la diffusione di materiale coperto da copyright. Come trovare lʼhosting di un sito? Se il dominio è .it, cercatelo nella pagina apposita del Nic, lʼauthority italiana che gestisce i domini .it. Nei casi di altri domini (.com, .net, .biz, .info, ecc.) cercate il dominio con il Whois.
  • Segnalare il problema a Google: perché a Google? Che cʼentra? Beh, Google può rimuovere quel sito dai risultati delle ricerche. Il modulo per inviare la segnalazione è Rimozione di contenuti da Google.
  • Segnalare il problema alla Polizia postale: ma si tratta di andare a presentare una querela e non ne uscite più.
  • Aspettare sotto casa il webmaster del sito.

Siamo un popolo di pulciari?

Su questo non cʼè dubbio. Ci crediate o no, non ho mai scaricato in vita mia né film né mp3. Se mi piace un film, spendo 5-6 euro e me lo vado a vedere al cinema. Se lʼho adorato, aspetto che esca in DVD allo stesso prezzo o quasi e me lo compro. Non ascolto musica in mp3, ma solo in CD, che compro.

È vero che non ho tantissimi DVD, poco più di 100, fra cui varie collezioni come La famiglia Addams, Aldo Fabrizi, Charlie Chaplin, Supergulp, Frankenstein anni ʼ30, film tratti da storie di Poe con Christopher Lee. In quanto a CD arrivo appena a circa 140.

Però compro tanti libri. Anzi, tantissimi. Una marea. Ma li compro, apro il portafogli, quello che ho su Paypal, e compro i libri che mi interessano. Costano tanto? Comprateli usati, o prendeteli in biblioteca.

Ma non giustificate il furto di libri, perché non regge.

60 Commenti

  1. Grilloz
    16 dicembre 2015 alle 07:43 Rispondi

    Alcune case editrici fanno uscire cartaceo ed ebook in tempi diversi per ragioni commerciali, in questo modo riescono a lanciare lo stesso libro due volte, un po’ come far uscire l’edizione economica dopo un anno. Però l’idea di far uscire prima l’ebook mi sembra buona, qualcuno magari, dopo aver apprezzato l’ebook potrebbe comprare il cartaceo per tenerlo nella libreria, dubito che qualcuno possa fare il contrario :P

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 10:55 Rispondi

      L’idea non è male, promuovi lo stesso libro due volte. L’edizione economica ha senso che esca un anno dopo.

  2. Elisabetta Barbara De Sanctis
    16 dicembre 2015 alle 07:45 Rispondi

    Buon giorno Daniele, con questo articolo tocchi un tasto dolente. Meno di un mese fa è uscito il mio romanzo, in cartaceo e dopo un giorno in e-book e quest’ultimo a € 0,99, in esclusiva su Amazon. Confesso che lanciandolo in promo ad un prezzo basso speravo di contrastare anche la pirateria. Bene, dopo due giorni, due soli giorni, l’e-book era già su 6 siti dove si piratano libri e i download fioccavano… gratuiti. Ho contattato Amazon e mi hanno detto che loro non possono fare nulla, ho segnalato a Google, ma credo che uscirà il secondo libro prima che faranno qualcosa, ho provato a inviare una mail, come riportato su questi siti, per segnalare la cosa, ma… sorpresa! O le mail non sono indicate da nessuna parte o sono scritte sbagliate… Credo mi resti solo la polizia postale, sperando che mi prendano in considerazione…

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 10:57 Rispondi

      Ciao Elisabetta, benvenuta nel blog.
      Due giorni sono pochi, c’è di sicuro qualche programma che scova ebook in automatico per piratarli.
      La polizia postale deve darti retta, ma se il server si trova all’estero, magari in Asia, non potrà fare nulla.

  3. Lapo Ferrarese
    16 dicembre 2015 alle 07:47 Rispondi

    Ciao Daniele.
    Avevo letto anch’io il vergognoso post, sia su Facebook che sul blog specifico che trattava l’argomento. Ricordo bene come tutti i commenti vertessero più o meno sul medesimo concetto (anzi sulla medesima “scusa”, come giustamente l’hai definita), ovvero la giustificazione del comportamento di chi scansiona il libro cartaceo e lo mette in rete a disposizione di tutti, “perché l’editore che decide di far uscire l’ebook tempo dopo la versione cartacea in qualche modo mi prende in giro, mi deruba del mio diritto di leggere”. Ragionamenti allucinanti e privi di alcun senso, se non di un profondo egoismo e mancanza di rispetto verso autore, editore e intera filiera del libro che quel libro l’hanno prodotto con il proprio ingegno (soprattutto il primo) e lavoro. Eppure tutti lì a commentare positivamente, “così impara l’editore furbo che si fa beffe dei suoi lettori!”.
    Ora dico, possibile che a nessuno di costoro che commentavano gioiosamente a favore del furto di proprietà intellettuale sia venuto in mente che per scrivere quel libro specifico l’autore abbia fatto fatica e magari sottratto ore alla famiglia, al sonno o al suo primo lavoro per realizzarlo?
    A nessuno di loro è venuto in mente che l’editore abbia speso soldi per curarne l’editing, impaginarlo, stamparlo e distribuirlo, e che qualcuno ovviamente sia stato retribuito per tutte queste azioni che hanno necessitato della professionalità ed esperienza di editor, impaginatori e stampatori?
    E visto che autore ed editore a loro spese (pro quota) hanno realizzato il libro, cioè qualcosa che prima non esisteva e invece dopo ESISTE, avranno anche il diritto di scegliere la politica commerciale da adottare, no? Cioè, quante volte (anche prima dell’avvento degli ebook) gli editori decidevano di far uscire la versione cartonata con sovracoperta a un prezzo più alto e solo dopo diverso tempo pubblicavano la versione economica in copertina morbida e magari formato tascabile?
    Ricordo che spesso mi è capitato di attendere diligentemente che uscisse la versione economica, perché non ero così interessato al libro da acquistarne subito la versione cartonata. Oppure ho approfittato di qualche edizione scontata, ma sempre ufficiale. Come per tutte le novità (cinema, Tv on demand, ma anche informatica, prodotti multimediali, ecc), chi non vuole attendere di solito è disposto a spendere di più, mentre chi preferisce attendere può usufruire di sconti.
    Chi produce un bene ha tutto il diritto di decidere la modalità con cui distriburlo e chi lo acquista ha il dovere di seguire la politica commerciale di chi lo produce. Trovare la scusa, perché tale è, che l’editore non ha pubblicato subito il titolo in ebook (possibilmente a prezzo stracciato, s’intende) per rubare il libro ma soprattutto (ancora peggio) condividerlo in rete è francamente risibile e condannabile.
    Il fatto che un lettore prediliga di leggere (solo) ebook non gli dà alcun diritto di PRETENDERE che l’editore segua il suo desiderio nella propria politica commerciale. Il lettore ha soltanto il diritto di pensare che l’editore possa in qualche modo sbagliare, secondo il suo punto di vista strettamente personale e di parte. Ma il passo successivo del rubare qualcosa che si ritiene sia un diritto acquisito solo perché “esiste” lo porta a trasformarsi niente altro che in un ladro.
    Strano paese è questo, dove un desiderio si trasforma seduta stante in un diritto, a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, lecito o illecito.
    Un saluto.
    Lapo

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:04 Rispondi

      Ciao Lapo, ben tornato.
      Anche per me sono ragionamenti allucinanti. Quella gente parla così finché non viene derubata di qualche sua proprietà: in quel caso dubito che troverà scuse per il ladro.
      Al lavoro degli altri non ci pensano.
      Conoscevo un tipo che giustificava i film piratati perché il biglietto del cinema costava tanto (a quel tempo sui 5 euro…) e costavano tanto i DVD. Ma chi ti obbliga a comparali? E poi alcuni DVD costano anche oltre 30 euro, ma dopo un po’ si trovano parecchie offerte.
      Hai detto bene: chi crea un prodotto sceglie il modo a lui congeniale per venderlo. Se non ti sta bene, non lo compri. A me piace l’Hummer, ma 70.000 euro per comprarlo non ce li ho. Lo rubo, allora?
      Questo è il paese che inventa diritti ogni giorno :)

  4. Chiara
    16 dicembre 2015 alle 08:55 Rispondi

    In passato, mi è capitato di scaricare film: c’è stato un periodo in cui guardavo robe improbabili degli anni 20 e dintorni, opere indie molto difficili da trovare in giro, quindi per me era questione di comodità. Però li guardavo da sola, e la cosa finiva lì.

    Mai piratato un libro, invece. E ti dirò di più: a volte mi rincresce anche scaricarli gratis, perché so quanta fatica costi scriverne uno. Specialmente se si tratta di un giovane autore o di un esordiente, sono contenta di retribuirlo. Spenderò una cinquantina di euro al mese sul kindle-store di amazon? Pazienza: non riuscirò mai a considerarlo uno spreco. Alcune mie coetanee ne spendono il doppio dal parrucchiere. è solo questione di scelte. :)

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:06 Rispondi

      “Robe improbabili degli anni 20 e dintorni”: o mio Dio :D
      Forse sono i film a cui gli “In the nursery” stanno rifacendo le colonne sonore.
      Ecco, per me sono buttati i soldi dal parrucchiere :)
      Il problema è questo: butti davvero soldi in scemenze (parlo in generale), ma qualche euro per un libro, e meno per un ebook, no.

      • Chiara
        16 dicembre 2015 alle 13:57 Rispondi

        Anche secondo me questa è una cosa ridicola.
        Capisco che ogni persona abbia le proprie sacrosante passioni (conosco uno che studia e colleziona minerali, li compra su internet, e paga una pietruzza centinaia di euro) però fra le mie priorità ci sono i libri. Piuttosto rinuncio a una cena fuori. Vado meno dal parrucchiere (ho i capelli corti e lisci che non richiedono cure particolari) o dall’estetista, intanto posso far benissimo da sola, ma ai libri mai. :)

        P.S. All’università ho sostenuto alcuni esami di cinematografia: di qui l’interesse per certi polpettoni. :)

  5. Luciano Dal Pont
    16 dicembre 2015 alle 09:32 Rispondi

    Ciao Daniele, perché hai cancellato l’ultima voce dall’elenco su cosa fare se scopriamo un nostro libro piratato? Aspettare sotto casa il webmaster del sito, magari con in mano una bella spranga di ferro, ma di quelle belle pesanti, mi sembra la soluzione migliore… ;-) ovviamente scherzo, ci mancherebbe, ma mica poi tanto in fondo, perché sarebbe proprio questo quello che il mio istinto mi suggerirebbe di fare, e solo la ragionevolezza, che a volte si contrappone in maniera dolorosa all’istinto, mi terrebbe a freno. Comunque finora non mi è mai capitato.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:07 Rispondi

      L’ho cancellata perché sarebbe istigazione al reato :D
      Se conoscessi quei webmaster, li aspetterei eccome sotto casa!

  6. Salvatore
    16 dicembre 2015 alle 09:45 Rispondi

    In effetti, potendo prendere in prestito il libro in biblioteca, scaricarlo piratato da internet è proprio un sintomo quantomeno di pigrizia, per non dire di peggio. Poi, il libro scaricato “aggratis” da internet lo leggeranno anche? O si tratta, come dici, di semplice pidocchieria?

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:08 Rispondi

      Ma in biblioteca ci devi andare, fare magari la tessera, riconsegnare il libro: vuoi mettere quanto spreco di tempo? ;)

  7. Barbara
    16 dicembre 2015 alle 10:13 Rispondi

    Argomento complesso.
    Lo sapete chi di solito mette online i film piratati? Gli stessi operatori del settore che hanno accesso alla versione digitale in anteprima, gli screener. Per alcune produzioni di telefilm, sono le stesse case produttrici a diffondere i file per lo streaming sottotitolato all’estero, per “generare” il pubblico che poi acquisterà il cofanetto in uscita un anno dopo.
    Vogliamo ragionare sugli mp3? Da quando ci sono servizi in abbonamento per l’ascolto di musica, la cosa si sta un tantino ridimensionando. Con un canone mensile si ha accesso ad una piattaforma con tutte le discografie, accessibile quasi ovunque. Molto più semplice e comodo che impazzire con i download e le masterizzazioni. Anche se i veri fans di un cantante gli mp3 se li scaricano solo come backup, lasciando intonso il cd originale, da collezione.
    Senza contare che li stessi provider telefonici hanno interessi alla cosa. Che cosa me ne faccio di una connessione in fibra se non per scaricare contenuti voluminosi e -solo recentemente con servizi a pagamento dedicati- vedere film direttamente in streaming?
    Con i libri, la questione si complica. Perchè sono file talmente striminziti da poter viaggiare con una banale mail. La saga di Twilight, delle 150 sfumature, degli After, degli Harry Potter, e tanti altri bestseller si pescano ovunque con un click. Hanno forse venduto meno cartaceo o ebook originale per questo? No, anzi! In certi casi, la diffusione del file in rete è stata strategia di marketing per il passaparola, quando già la vendita ufficiale si era smorzata. Al secondo libro, la gente nemmeno si preoccupava di cercare il file, si fiondava a comprare l’originale.
    Alla fine, ci si riduce a scaricare libri che non interessano. Perchè se ritenuti validi, si compra addirittura il cartaceo a termine lettura.
    E’ una questione di prezzo? Si e no. In Italia si fa di tutto per dare ai libri la patina di oggetti di lusso dedicati a fini menti intellettualoidi. Un libro cartaceo costa 18 euro mentre un biglietto al cinema costa 7 euro, un dvd sui 15 euro. Nonostante il libro cartaceo si possa comprare usato più facilmente di un dvd, preferiscono andare al cinema. Più veloce, meno faticoso. Poi però ci sono gli incassi delle 150 sfumature, nonostante i pdf piratati, e capisci che la regola non regge. C’è altro.
    E sull’altro ci sto ancora ragionando…

    • Grilloz
      16 dicembre 2015 alle 10:28 Rispondi

      Non so se siano davvero le case di produzione a distribuire i film pirata, ma il sospetto l’ho avuto, e ce l’ho anche nei confronti di amazon. che interesse avrebbero sennò a divulgare un libro pirata di uno sconosciuto se non per farlo conoscere? L’idea che fa saltare in mente è: se qualcuno lo pirrata vuol dire che è un bel libro :P
      Daltro canto, anche se non lo ammetteranno mai, Office deve il suo successo alla pirateria, così windows e di alrtri software.

      • Daniele Imperi
        16 dicembre 2015 alle 11:12 Rispondi

        E che ci fai coi complottisti? :D

        • Grilloz
          16 dicembre 2015 alle 11:25 Rispondi

          A parte le battute, ma lo sai che ci avevo anche pensato come attività promozionale di distribuire sui circuiti pirata? Con l’obiettivo di far parlare di più del libro ;) non so se possa funzionare, non sono un esperto, ma il fatto che ci siano autopubblicati sui canali pirati un po’ mi ha insospettito.
          Ricordo tanto tempo fa in una trasmissione in cui parlavano di pirateria musicale che intervistarono un gruppo americano. Loro erano quasi sconosciuti, ma decisero di non proibire le registrazioni durante i loro concerti, anzi, le incentivarono, in questo modo iniziarono a circolare le loro audiocassette (così ti rendi conto anche di quanto tempo fa parlo) gente si interessò a loro, iniziò ad andare ai loro concerti e mafari a comprare i loro LP. Non ci sarebbero riusciti vietando quella forma di pirateria ;)

          Poi se parliamo del fatto che sia giusto retribuire chi fa un certo lavoro e che sia una scorciatoia la pirateria e che ci sia anche da essere proprio pidocchiosi a risparmiare un paio di euro, sono d’accordo.

          • Daniele Imperi
            16 dicembre 2015 alle 11:45 Rispondi

            Vedi, se è il gruppo a permetterlo, allora ok, è una pirateria concessa. In quel caso non ci vedo nulla di male. Sono i produttori ad averlo consentito.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:11 Rispondi

      Il digitale ha aumentato la pirateria, c’è poco da fare.
      Non so cosa altro ci possa essere dietro, se non la filosofia del rubare tutto il derubabile a più non posso.

      • Grilloz
        16 dicembre 2015 alle 11:28 Rispondi

        Se ti riferisci ai libri non sono così sicuro, mi mancano le statistiche, ma prima c’erano gli scannerizzatori :P

        • Daniele Imperi
          16 dicembre 2015 alle 11:47 Rispondi

          Parlavo in generale, diciamo che il digitale ha semplificato la pirateria, ché è meglio :)

      • Barbara
        16 dicembre 2015 alle 11:29 Rispondi

        Il digitale ha aumentato anche la fruibilità della conoscenza, però. Senza il digitale, non avresti un blog. Senza il blog, non avresti scritto un libro sui blog. Senza un libro sui blog, non staresti qui a incazzarti con i pirati. Senza il digitale, non sapremmo le ben maggiori ruberie ai quali siamo sottoposti ogni giorno dalle stesse istituzioni. Che sono loro i primi a perpetrare questa filosofia.
        Due appunti: conosci il sistema ed usalo per averne beneficio. Anni fa, uscì il film Una moglie bellissima di Pieraccioni. Impossibile trovare il film in torrent. La casa produttrice stessa aveva caricato una versione “bacata” del film inondando le piattaforme torrent e gli stessi motori di ricerca. All’epoca ha funzionato.
        Secondo, capisco la tua rabbia ed il tuo disappunto, ma per esperienza è controproducente fare i conti in tasca altrui, denigrando i loro acquisti (“butta poi il suo denaro in pacchetti di sigarette.”) Tu vuoi rimediare clienti, sei in un qual modo venditore del tuo libro, e non è facendoli sentire stupidi che risolverai la questione. Questo vale sempre, nel commercio. :)

        • Daniele Imperi
          16 dicembre 2015 alle 11:56 Rispondi

          Sì, ha aumentato anche la fruibilità della conoscenza. Dipende da chi usa il digitale :)
          Vero, però, non avrei scritto un libro sui blog :D
          La versione bacata mi piace!
          Riguardo al punto 2: spendere soldi in sigarette equivale a buttarli, ci rimetti in salute e non ottieni nulla in cambio :)

          • Barbara
            16 dicembre 2015 alle 11:59 Rispondi

            Punto 2: son d’accordo con te, ma non glielo puoi dire :D

  8. Matteo
    16 dicembre 2015 alle 10:23 Rispondi

    Sono in accordo con il senso del tuo sfogo ma non apprezzo assolutamente questa brutta caduta di stile:
    “A questo punto io dovrei piratare lʼebook e farmelo stampare da qualche dipendente pubblico, per non aspettare che esca la versione cartacea.”
    Puzza tremendamente di qualunquismo e becera memetica di massa. Siccome il pirata è un ladro, va sicuramente a braccetto con i dipendenti pubblici, tutti indiscriminatamente ladri anche loro, ovviamente secondo il tuo opinabile punto di vista.
    Finora hai fatto post piacevoli e intelligenti ma questo per me non lo è.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:14 Rispondi

      Ciao Matteo, benvenuto nel blog.
      Che questo non sia un post intelligente solo per una frase che hai frainteso mi pare esagerato.
      Ho scritto apposta quella frase, per rimarcare la mentalità comune sui dipendenti pubblici e rendere l’azione del furto del libro più grave.
      Io sono stato un dipendente pubblico e lo è stato anche mio padre, ma nessuno dei due era un ladro :)

  9. Elisa Elena Carollo
    16 dicembre 2015 alle 11:22 Rispondi

    Il problema del materiale digitale piratato esiste da anni e, da quando sono diventati digitali anche i libri, è iniziato anche per i libri.
    E’ sicuramente sbagliato, il “pirata” lo sa ma non si sente in colpa per due motivi: perché “lo fanno tutti” e perché ha la sensazione di rubare poco a chi è già ricco (cioè: se scarico illegalmente una canzone di Lady Gaga lei sicuramente non muore di fame). Non dico questo per giustificare il comportamento, ma per farvi capire le motivazioni.
    Detto questo, la pirateria è illegale, è brutta soprattutto se capita a voi, ma non è un fenomeno che si può arginare così facilmente, perché è un comportamento entrato nella mentalità comune. Purtroppo non si contrasta con i discorsi del tipo “la pirateria è sbagliata, pentitevi e non fatevelo più” come non ha mai funzionato il celebre spot “Non ruberesti mai un’auto, ecc” all’inizio dei dvd. Penso che l’unico modo per contrastare il fenomeno sia offrire delle alternative legali che abbiano la stessa comodità e una qualità più alta rispetto al prodotto scaricato, come ha fatto Spotify per la musica e Netflix per film e serie TV. Abbiate fiducia, scrittori, prima o poi arriverà un sistema legale anche per gli ebook e i lettori vi pagheranno i diritti leggendo in streaming.

    • Grilloz
      16 dicembre 2015 alle 11:32 Rispondi

      Esiste già, si chiama Kindle unlimited, ma secondo me non funziona :P o meglio, potrebbe funzionare per la consultazione di testi scientifici ad esempio, ma per la narrativa ho dei dubbi.
      Personalmente mi bastano i prezzi onesti (spesso sfrutto le offerte) e che levino i drm adobe (non è possibile che debba perdere un’ora per caricare un libro comprato regolarmente sull’ebook, perchè prima non mi si collega, poi non mi ricordo le credenziali, poi non mi riconosce il dispositivo etc…)

      • Daniele Imperi
        16 dicembre 2015 alle 12:03 Rispondi

        Soprattutto io devo essere libero di leggere l’ebook con quanti e quali dispositivi voglio.

        • Grilloz
          16 dicembre 2015 alle 12:53 Rispondi

          Ecco, confesso, ho “piratato” un ebook comprato su amazon convertendolo in epub perchè non mi andava di leggerlo sul cellulare, però ho trasgredito agli accordi di licenza :P

          • Daniele Imperi
            16 dicembre 2015 alle 12:57 Rispondi

            Guarda, in quel caso per me è lecito, perché non puoi obbligare un lettore a leggere solo dove decidi tu. Il libro lo hai comunque comprato.

          • Grilloz
            16 dicembre 2015 alle 13:01 Rispondi

            Ecco in realtà no, il libro non l’ho comprato, l’ho noleggiato, amazon può in qualsiasi momento chiudermi l’account e impedirmi di leggere i libri che ho pagato, e può farlo ad esempio perchè mi sono permesso di convertire un loro libro.
            :(

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:33 Rispondi

      Le motivazioni sono quelle anche per me. Io però non ho i soldi di Lady Gaga :)
      Gli spot neanche per me funzionano. Al cinema li vedo, ma non fanno presa su di me, perché non rubo film, né la faranno su chi scarica film, perché ce l’ha nel sangue.
      Non mi sembra però logico venire incontro ai ladri per arginare i furti.

  10. Ulisse Di Bartolomei
    16 dicembre 2015 alle 11:27 Rispondi

    Salve Daniele

    La questione è complessa, come si è accennato… La pirateria (sui libri) era una roba da “pirati” fino a qualche anno fa ma adesso che i libri elettronici vengono scaricati gratuitamente nei periodi promozionali, il pirata è semplicemente un ingenuo. Dei miei testi almeno duemila sono stati scaricati nelle giornate gratuite e normalmente ogni sei mesi faccio cinque giorni di promozione gratuita. Peraltro per gli abbonati Amazon concede una lettura gratuita o a pochi centesimi e quindi… Chi però non si affida alle “soluzioni” di Amazon, capisco che la pirateria lo danneggia. Ciò che invece mi suscita perplessità è che alcuni miei testi sono in vendita su ebay al doppio del prezzo e non ho capito se questi signori acquistano da Amazon e poi rivendono applicandoci un ricarico. La cosa che più mi infastidisce non è l’eventuale furto in sé, ma avere in giro testi non aggiornati. Addirittura alcune versioni risalgono a cinque anni fa e sebbene le avessi tolte dalla vendita… sono sempre in vendita. Ho già tentato di trovare una soluzione, ma senza buon esito, dacché chiunque può acquistare e rivendere. Riguardo alle psicoinduzioni al furto, esiste una corrente postmodernista con “contaminazioni” taoiste, che non riconosce la proprietà intellettuale e quindi i “militanti” di quelle idee si comportano da cilici dei nostri tempi: depredano tutto ciò che gli naviga da presso!

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 11:38 Rispondi

      Anche il mio libro su Ebay costa più del prezzo di copertina, l’ho visto a 18 euro e anche più. Non capisco il motivo.
      Che bella mentalità… ho letto di gruppi che sono contrari al copyright, per esempio.

      • Ulisse Di Bartolomei
        16 dicembre 2015 alle 11:52 Rispondi

        E’ la stessa cosa. Si tratta di una corrente di pensiero marxista che ha trovato suffragi nel taoismo. Questo afferma che il saggio offre il suo contributo e poi se ne disinteressa sino a rimuoverlo dalla sua memoria. Una volta ho affrontato la questione con dei militanti di amnesty, in quanto si dissertava sulle medicine per il terzo mondo, che venivano a costare troppo per colpa dei brevetti. Ai miei opinamenti che senza poter almeno recuperare i costi, nessuno investe dei capitali nella ricerca, non trovai comprensione.

  11. Simona C.
    16 dicembre 2015 alle 12:20 Rispondi

    Come hai scoperto il tuo libro piratato?

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 12:21 Rispondi

      Cercandolo su Google per vedere se se ne parlava.

  12. Tenar
    16 dicembre 2015 alle 13:40 Rispondi

    Premettendo che sono la legalità in persona, niente musica, film o altro pirata in casa mia, tra tutti i furti, quello dei libri è quello che mi fa più tenerezza. In un paese che non legge, chissà, magari almeno il ladro di libri legge. Insomma, mica fai una cosa illegale per ottenere qualcosa che poi non usi? Mi fa tenerezza sopratutto quando non riguarda saggi o testi scolastici, quindi non ha la benché minima utilità pratica..
    Quindi lo so, sono un’anima candida. Non so se esistano delle versioni pirata dei miei testi e non penso di andare a controllare. Se risultasse di sì, una parte ingenua di me penserebbe “sono piaciuti al punto che li hanno voluti rubare”.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 13:48 Rispondi

      Voglio sperare che almeno se li leggano i libri che rubano…
      A me però non fanno tenerezza :)

    • Ulisse Di Bartolomei
      16 dicembre 2015 alle 15:12 Rispondi

      Sono giunto alle medesime conclusioni.

  13. Loredana
    16 dicembre 2015 alle 16:51 Rispondi

    No, il furto di libri non regge affatto, come il furto in generale. Parto dallo stesso ragionamento: apro il portafoglio, prendo la carta di credito (se non è troppo ammaccata) e pago i libri, ovunque li prendo, online o in libreria. Al massimo, posso “manovrare” in modo che il libro prescelto arrivi da me sotto forma di regalo di Natale o di compleanno, o di pagamento per una traduzione (se si tratta di amici molto stretti). Ogni tanto cerco gli ebook gratis sui siti appositi, che funzionano bene e ringrazio che qualcuno abbia avuto l’idea di crearli e di mettere a disposizione delle opere gratuite. Piratarli per il gusto di farlo…mi sembra amarognolo e sgradevole al palato.

    • Daniele Imperi
      16 dicembre 2015 alle 16:57 Rispondi

      Chi ruba per fame non mi fa rabbia. Ma rubare libri, film o altro non ha senso se non nel proprio io, nel proprio modo di vedere le cose. Per qualcuno credo sia un modo per sentirsi più furbo degli altri, come quelli che in vari miei ambiti lavorativi ho visto “imboscarsi” rubando quindi ore di lavoro allo Stato e all’azienda.

      • Loredana
        16 dicembre 2015 alle 17:07 Rispondi

        Sì, concordo anch’io su ogni parola. Rubare per fare il figo. Non ci posso pensare senza deprimermi/arrabbiarmi.

  14. Federica
    16 dicembre 2015 alle 21:40 Rispondi

    No, piratare o rubare nel web non è giusto.
    A me un paio d’anni fa rubarono l’indirizzo mail personale. E’ una sensazione molto brutta e sconcertante. E non sono più riuscita a riottenerlo.
    Chi ama i libri, ne rispetta l’autore e trova il modo di leggerli onestamente. Chi li pirata no.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 08:55 Rispondi

      Concordo sul rispetto dell’autore se ami veramente i libri. Se li rubi, per te non hanno valore.

      • Federica
        18 dicembre 2015 alle 14:22 Rispondi

        Sì, hai pienamente ragione, tanto più che il valore di un buon libro perdura nel tempo e, anzi, in un certo senso (dal punto di vista del lettore che lo usa), si moltiplica. I buoni libri sono quelli che possiedono e offrono ricchezza di contenuto e che rileggiamo o riprendiamo più volte alla ricerca di “quel” capitolo o “quel” passaggio particolare. Sono libri di cui ci fidiamo.

  15. Cecilia S.
    17 dicembre 2015 alle 09:54 Rispondi

    Ciao Daniele,
    concordo con la maggior parte dei commenti che condannano la pirateria dei libri e non solo.
    Nonostante siamo ormai entrati in un’era tecnologicamente avanzata nella quale i contenuti si possono trovare anche e soprattutto in formato digitale, io rimango della vecchia scuola di pensiero, preferendo la lettura di un libro che stringo fisicamente fra le mani. Personalmente trovo che sfogliare le pagine sia sicuramente più appagante che leggere i libri su pc o ebook reader, quindi non condivido assolutamente il fatto di piratarli, invece di acquistarli per cifre che non sono affatto improponibili.

    • Daniele Imperi
      17 dicembre 2015 alle 11:46 Rispondi

      Ciao Cecilia, infatti la cosa più ridicola è che stanno rubando prodotti che hanno un costo accessibile a tutti.

  16. Grazia Gironella
    21 dicembre 2015 alle 19:08 Rispondi

    Scaricare un libro piratato è una di quelle cose che si fanno solo perché la facilità del gesto in qualche modo ci ottunde il cervello. E’ un po’ come litigare in rete: un insulto non sembra davvero un insulto, non come sarebbe di persona. L’unica giustificazione che trovo abbia un senso è quella di una persona che conosco: mi scarico l’e-book piratato solo quando ho acquistato il libro in cartaceo e vorrei la versione digitale per comodità. Ma non credo sia una situazione comune.

    • Daniele Imperi
      22 dicembre 2015 alle 08:23 Rispondi

      Forse dipende anche dalla facilità. Però non regge neanche il discorso di scaricare l’ebook piratato se hai comprato il cartaceo: sono due edizioni diverse. È come se rubassi la versione economica del libro per leggertela dove vuoi e quella rilegata la compri per tenerla in libreria.

      • Grilloz
        22 dicembre 2015 alle 08:27 Rispondi

        Però ad esempio con la musica si può fare, se compri il cd poi puoi copiarlo sul mp3

        • Daniele Imperi
          22 dicembre 2015 alle 08:47 Rispondi

          Va beh, in quel caso si passa da digitale a digitale e per uso privato. Piratare un ebook e diffonderlo è invece un reato.

      • Grazia Gironella
        22 dicembre 2015 alle 10:12 Rispondi

        Però danneggi l’autore solo in teoria, perché se hai già il libro di carta non sprechi soldi a comprare l’e-book, piuttosto ne fai a meno. Alla fine, per l’autore non cambia nulla.

        • Daniele Imperi
          22 dicembre 2015 alle 10:30 Rispondi

          No, danneggi l’autore anche in pratica, perché le royalty vengono pagate anche sulle vendite dell’ebook. E danneggi l’editore, perché ha speso soldi per creare l’edizione in ebook.

          • Grazia Gironella
            22 dicembre 2015 alle 11:34 Rispondi

            Non lo danneggia, se l’alternativa (molto probabile, secondo me) è non comprare l’e-book e accontentarsi del cartaceo. Con questo non voglio dire che scaricare copie pirata sia una bella cosa, sia ben chiaro.

  17. Matteo de Michelini
    30 novembre 2016 alle 10:42 Rispondi

    Buongiorno, ammetto che fino a poco tempo fa ero un fruitore degli ebook pirata, per il semplice fatto che, avendo circa 1200 volumi tra libri e fumetti non ho più lo spazio fisico in casa per le edizioni cartacee e le pubblicazioni elettroniche in italiano scarseggiavano.
    Ad oggi, con il mercato italiano in crescita acquisto la maggioranza degli ebook continuando a scaricare in due soli casi.
    1) Prezzo eccessivo, capita spesso che il prezzo del formato elettronico non si discosti di molto dal formato cartaceo. Forse lei mi può spiegare come sia possibile che un formato che non presenta costi di stampa e distribuzione abbia un prezzo praticamente identico al formato cartaceo. Mi sembra sciocco spendere 14.90€ per un ebook, un bene che considero immateriale. Spesso mi capita di piratarlo e se il libro è meritevole successivamente lo compro in cartaceo per la collezione.
    2) Totale assenza dal mercato italiano. Esistono scrittori acclamati nel mondo anglosassone di cui in italia non esistono traduzioni. Faccio l’esempio di Sir Terry Pratchett, in 30 anni di carriera ha venduto circa 80 milioni di copie e pubblicato in Inghilterra circa 40 titoli della stessa saga, in italia ne avranno tradotti si e no una decina, e ormai da 2 anni non viene pubblicato nulla di nuovo. Se non ci fossero ebook pirati, tradotti da Fan, sarebbe impossibile leggerlo. E non è un caso isolato, sono un infinità gli scrittori di generi tra il fantasy e la fantascienza che in italia vengono snobbati in quanto non main stream.
    Distinti saluti.

    • Daniele Imperi
      30 novembre 2016 alle 11:48 Rispondi

      Ciao Matteo, benvenuto nel blog. La mancanza di spazio non è una giustificazione al furto :)
      Né lo è il prezzo eccessivo. Gli ebook cari sono pochi, ma comunque se una cosa costa troppo, non si compra. Non mi sembra logico rubarla. Altrimenti uno si sentirebbe in diritto di rubare qualsiasi cosa non si possa permettere.
      Idem per l’assenza dal mercato italiano. Se c’è solo in inglese, lingua che quasi tutti masticano un po’, si legge in inglese.

      • Matteo de Michelini
        30 novembre 2016 alle 13:00 Rispondi

        Ne leggo parecchi di libri in lingua originale (di pratchett ho la bibbliografia completa in lingua comprata su amazon uk), li leggo anche per apprezzare ancor di più il singolo autore e le sue capacità linguistiche che spesso nella traduzione si perdono, ma al contempo alcuni libri risultano ostici per l’intraducibilità di giochi di parole e termini gergali. Se permetti un pochino mi rode sapere che una casa editrice italiana ha i diritti esclusivi per un determinato autore ma non provvede alla traduzione e alla pubblicazione per il mercato interno e se qualche buon cristiano perde giorni davanti a un pc per tradurre il tutto per il solo motivo di renderlo fruibile a chi non capisce l’inglese ( e ahimè in italia è la stragrande maggioranza ) senza chiedere nulla lo ringrazio.
        Sul fatto del costo non è una questione di non avere 15€ la cultura non ha prezzo e gli scrittori meritano il dovuto. Parlavo delle case editrici che in prima pubblicazione fissano il prezzo di 18€ per il cartaceo e di 16€ per l’ebook (importi a caso), sarò ottuso io ma non capisco come possa costare praticamente uguale un foglio word che non deve essere stampato rilegato e spedito nelle librerie. Comunque tornado al libro citato nell’articolo ammetto di aver scaricato levaithan il risveglio piratato, l’ho letto mi è piaciuto e ho appena comprato lo stesso libro e i 4 successivi. Se poi la saga mi piacerà fino alla fine non escludo di comprarli anche tutti e nove in cartaceo solo per averli nella libreria (se mia moglie non mi uccide), l’odore della carta e la sensazione delle pagine tra le mani sono insostituibili e in più l’ebook non è prestabile :D.

        • Daniele Imperi
          30 novembre 2016 alle 13:24 Rispondi

          Sì, ma il buon cristiano, come lo chiami tu, che perde tempo a tradurre non ha il diritto di farlo e danneggia l’autore, prima di tutto.
          Sono poche le case editrici che fanno pagare tanto gli ebook.

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