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18 libri (forse inusuali) da leggere

Libri inusuali

Si torna a parlare di libri. Arriva l’estate – o è già arrivata? – e bisogna trovare qualcosa da leggere sotto l’ombrellone. Io, allergico al mare, leggerò in camera in città o in campagna.

Ho voluto creare una lista di libri un po’ particolari, che secondo me incontreranno i gusti di tutti. Sì, sono convinto che almeno uno di questi vi incuriosirà.

8 libri per chi ama la natura e l’avventura

Libri inusuali da leggere

Ce n’è per tutti in questo piccolo elenco. Boschi, terre artiche e deserti, città, architetture, isole paradisiache. C’è qualcosa di più bello del partire verso una meta lontana, soli, in mezzo alla natura selvaggia?

È tanto che non faccio un viaggio in solitaria (i viaggi organizzati non mi fregano più). È ora di rispolverare zaino e tenda.

  1. Norwegian Wood: Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna di Lars Mytting: chi meglio dei norvegesi, con le loro foreste infinite, sa come far legna per scaldarsi? Nella mia breve esperienza in Norvegia come woofer ho tagliato tronchi con la motosega e spaccato legna con l’ascia. Il mio lavoro ideale.
  2. Avventure nell’Artico di Arthur Conan Doyle: è il diario di viaggio del creatore di Sherlock Holmes, imbarcato sulla baleniera Hope diretta al Polo Nord come medico di bordo. Raggiungere il Polo Nord è uno dei sogni che ho fin da bambino.
  3. Atlante delle città perdute di Aude de Tocqueville: città che spariscono, città abbandonate, ecco un libro che raccoglie oltre 40 città inabitate per le più disparate cause. Quanto materiale per scrivere storie!
  4. Viaggio di un naturalista intorno al mondo di Charles Darwin: tutti conoscono Darwin, ma quanti lo hanno letto? Ecco il suo diario, dal suo imbarco sul brigantino Beagle il 27 dicembre 1831 per studiare fauna, flora e geologia della Patagonia, della Terra del Fuoco, delle coste del Cile, del Perù e di alcune isole del Pacifico.
  5. Seguendo l’Equatore di Mark Twain: al creatore di Tom Sawyer e Huck Finn servivano soldi. E tanti. La sua invenzione, una macchina tipografica, lo portò a parecchi debiti, così accettò di tenere conferenze sul colonialismo inglese.
  6. Cities of the world di Georg Braun e Franz Hogenberg: ho scoperto questo libro per caso in una libreria, a maggio. Mi aveva attirato il suo aspetto di libro antico e, ovviamente, la copertina che ritrae un’antica mappa. Questo volume aveva tutte le “carte” in regola per piacermi.
  7. Atlas Obscura: Guida alle meraviglie nascoste del mondo di Joshua Foer, Dylan Thuras, Ella Morton: oltre 600 luoghi misteriosi e bizzarri. Se cercate un’ambientazione fuori dell’ordinario per un romanzo, questo è il libro giusto. Se non sapete dove andare in vacanza, questo è il libro che fa per voi. Libro scoperto nel blog «Il mondo urla dietro la porta».
  8. Storia profonda. Il cervello umano e l’origine della storia di Daniel Lord Smail: titolo e sottotitolo sono stati sufficienti per farmi incuriosire. Un viaggio nel cervello dell’uomo per conoscere una storia nascosta e ancor più antica.

3 libri per chi ama la scrittura e scrivere

Libri inusuali da leggere

Siete scrittori? Volete diventarlo? Avete già pubblicato e volete conoscere qualche segreto del mestiere? Ecco 3 libri da leggere, da due autori classici e uno moderno.

  1. Diario di una scrittrice di Virginia Woolf: anni dopo la sua morte, il marito Leonard pubblica una selezione dei diari della scrittrice, pagine in cui parla della sua attività di romanziera. Imperdibile per chi ama la Woolf e la scrittura.
  2. Storia di un romanzo di Thomas C. Wolfe: ah, il mio Thomas Wolfe. Spirito perduto, pianto dal vento, torna ancora! Come si può dimenticare uno scrittore così? Dopo aver letto il suo primo romanzo, O Lost, ho subito preso e letto questo breve saggio.
  3. Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore di Hans Tuzzi: un libro sulla scrittura creativa ma senza regole, un libro che forse insegna più di ogni altro. Tuzzi ci parla del talento innato e di come vada educato.

4 libri leggeri per sorridere un po’

Le guide umoristiche di Jason Hazeley e Joel Morris

Libri inusuali da leggere

Ecco, questi 4 sono forse i più adatti da leggere al mare. Letture spensierate da consumare in un’ora o meno.

  1. La moglie. Istruzioni per l’uso: casomai dovessi prender moglie, prima della dipartita (quante ne devo fare prima della dipartita!), avrò un libretto delle istruzioni per sapere cosa fare e quando e cosa non fare e quanto spesso.
  2. Il marito. Istruzioni per l’uso: casomai dovessi prender moglie, prima della dipartita (quante ne devo fare prima della dipartita!), avrò un libretto delle istruzioni da dare alla mia consorte per farle sapere cosa fare e quando e cosa non fare e quanto spesso. (“He runs on sausages and beer”: solo questa frase basta per farmi acquistare il libro).
  3. Il dopo sbronza. Istruzioni per l’uso: mi sono ubriacato una sola volta nella mia vita, nel maggio 2012, quando in Norvegia ho bevuto 3 pinte di birra artigianale (una chiara, una rossa, una nera) a stomaco vuoto (ne presi una seconda nera, che ho appena assaggiato). Volgendo gli occhi al cielo, nel bosco in cui andai a riversare anche il pranzo del giorno prima, vedevo girare tutto a velocità supersonica. M’è bastato come esperienza da non ripetere, ma almeno so che la sbronza mi fa solo sentire male e che resto padrone delle mie azioni (anche se stomaco ed equilibrio si dissociano alla grande).
  4. La crisi di mezza età. Istruzioni per l’uso: secondo un sondaggio la mezz’età inizierebbe verso i 55 anni, quindi a me ancora non compete. Tuttavia, è bene premunirsi, visto che per me la crisi c’è stata fin dalla nascita…

3 libri per chi è ambientalista

Libri inusuali da leggere

Il mio sogno è vivere in una casa a impatto zero, autarchica il più possibile, in mezzo a un bosco, raccogliendo acqua piovana, creando orti e coltivazioni varie, accumulando scarti organici per farne terra.

  1. Il mondo senza di noi di Alan Weisman: avete mai pensato a cosa accadrebbe sulla Terra se in questo preciso momento l’uomo scomparisse per sempre? Weisman si è posto questa domanda e ci ha dato delle risposte. Libro che ho trovato molto interessante e pieno di spunti (utile a chi volesse scrivere un romanzo post-apocalittico). Illuminante, anche, perché ci fa capire quanto schifo abbiamo immesso nell’ambiente e quanto tempo impiegherà a degradarsi.
  2. Conto alla rovescia di Alan Weisman: pare che siamo arrivati a 7 miliardi e mezzo di persone. Troppe, decisamente troppe. Harry Harrison anni fa scrisse il romanzo di fantascienza Largo! Largo! (Make room! Make room!), in cui immaginava una New York sovrappopolata. Il nostro pianeta quanti esseri umani può sopportare? Weisman l’ha chiesto a esperti di tutto il mondo.
  3. La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile di Amitav Ghosh: ho conosciuto questo libro in TV, forse in un telegiornale. Un saggio diverso dal solito sul problema dei cambiamenti climatici. Ghosh fa una giusta osservazione: la narrativa non tratta mai di cambiamenti climatici se non nel campo della fantascienza, quando questo problema dovrebbe essere “la principale preoccupazione degli scrittori di tutto il mondo”.

Nella speranza, come sempre, di avervi diminuito il saldo della carta di credito vi auguro buoni acquisti e buona lettura.

62 Commenti

  1. Roberto
    22 giugno 2017 alle 07:11 Rispondi

    Grazie! Sono amante delle mappe e delle città antiche (viaggi nel tempo compresi) per cui Cities of the world e l’Atlente li prenderò; poi, da aspirante scrittore che non molla e vuol sempre migliorare e carpire qualche segreto, il manuale di Tuzzi.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:22 Rispondi

      Hai qualche libro da segnalare sui viaggi nel tempo?

      • von Moltke
        22 giugno 2017 alle 11:22 Rispondi

        Se mi posso permettere di rispondere, io qualcosa da suggerire ce l’avrei. In genere i racconti di viaggi nel tempo li trovo assai scritti male, perché, troppo appesantito dalle mie conoscenze in campo storico, non faccio che imbattermi in svarioni, anacronismi e situazioni inverosimili (a prescindere dal fatto dei viaggiatori intertemporali), da rovinarmi ogni gusto per la storia. Ad esempio, “I guardiani del tempo”, di Poul Anderson (Urania), non era un cattivo romanzo, ma, a causa di quei difetti, non l’ho potuto apprezzare appieno. Non ho ancora letto “La macchina del tempo” di Wells, ma lì si tratta di viaggi nel futuro, un tema che trovo radicalmente diverso da quelli nel passato, che preferisco. Anche se i protagonisti non vanno materialmente in altre epoche, “Il cronoscopio” di Asimov mi è sempre parsa una storia dove il tema, non facile, viene trattato in modo originale e molto intrigante. Ricordo un vecchio Martin Mystére dove c’era un cartaginese che, per qualche motivo, finiva ai giorni nostri, ed era una storia svolta bene. Forse dovrei scriverlo io, un romanzo sui viaggi nel passato…

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2017 alle 11:40 Rispondi

          “La macchina del tempo” l’ho letto, ma di scientifico non ha nulla, anche se è interessante come idea.

          • von Moltke
            22 giugno 2017 alle 12:21 Rispondi

            Ah, tu intendevi qualcosa come un saggio, che trattasse l’argomento in modo scientifico? Scusa, non avevo capito. Di sicuro ce ne dovrebbero essere, ricordo che persino Eco, una ventina d’anni fa, citava le teorizzazioni di qualcuno.

            • Daniele Imperi
              22 giugno 2017 alle 12:25 Rispondi

              Preferisco un saggio, sì. Ho letto qualche anno fa “Come costruire una macchina del tempo”, davvero bello.

      • Roberto
        22 giugno 2017 alle 16:06 Rispondi

        Quello che sto scrivendo io ;-)

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2017 alle 16:12 Rispondi

          Ah, ecco, allora tocca aspettare :D

  2. von Moltke
    22 giugno 2017 alle 07:20 Rispondi

    Naturalmente ci hai azzeccato, spesso, in pieno. Non li leggerei tutti, né, tantomeno, comprerei tutti, ma di sicuro mi piacerebbero in tanti. Quali?
    1) Conan Doyle: oltre ad essere un lettore del suo Sherlock Holmes, sono un (recente) patito di esplorazioni artiche. Il mio sogno è sempre stato il Polo Sud, ma, viste le infinite difficoltà, logistiche ed economiche, credo che, al massimo, raggiungerò le Svalbard.
    2) Darwin: ce l’ho già pure, a casa, da forse dieci anni, in originale.
    3) Hans Tuzzi: non mi piacciono le guide, ma, se questa è asistematica e divertente, come promette, può essere interessante e piacevole.
    Gli ultimi tre. Più che ambientalista, sono catastrofista. Vivo angosciato dallo stato di costante penzolare sul bordo di un burrone (o, almeno, così mi sembra), di tutto, dall’economia finanziaria all’emigrazione di massa, e l’aumento incontrollato della popolazione mi sembra uno dei segnali di un grosso crack dietro l’angolo.
    Purtroppo, vivo all’estero, molto a nord, e il mare nostro, quest’anno, mi mancherà. Ma ne approfitterò per leggere classici. E per raggiungere l’Islanda, vecchio sogno che voglio far avverare quest’anno.
    Grazie!

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:25 Rispondi

      Finora ne ho solo 8 dell’elenco e ne ho letti 3. I poli sono la mia passione da sempre. Le Svalbard te le consiglio, ci sono stato nel 2009. E in Islanda nel 2006. Terre in cui voglio tornare.
      Il libro di Tuzzi lo leggerò a breve.

      • MICHÉ MICHÉ
        22 giugno 2017 alle 19:28 Rispondi

        Daniele, i poli sono la tua passione da sempre, e i tropici invece? Non è un saggio ma un diario, però interessantissimo: Seguendo l’Equatore. In viaggio intorno al mondo di Mark Twain. *-*

        • Daniele Imperi
          23 giugno 2017 alle 07:25 Rispondi

          I tropici non mi interessano, troppo caldo e mare, che non sopporto.
          Seguendo l’Equatore di Mark Twain l’ho messo nella lista, t’è sfuggito? :P

  3. Alberto
    22 giugno 2017 alle 07:57 Rispondi

    Messo in lista Viaggio di un naturalista intorno al mondo.
    Di Weisman ho letto Conto alla rovescia, libro che informa e stimola la riflessione su un grande problema di cui, purtroppo, quasi non si parla dalle nostre parti.
    Per chi ha a cuore il tema della sostenibilità ambientale segnalo un altro paio di saggi: I Signori del clima, di Tim Flannery, e Una rivoluzione ci salverà, di Naomi Klein

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:28 Rispondi

      Conto alla rovescia lo devo ancora comprare. I Signori del clima l’ho messo in lista.

  4. Caterina
    22 giugno 2017 alle 08:07 Rispondi

    Attendevo questo post come si attendeva, una volta, il camioncino del gelato in estate. Così, per dire che non vedevo l’ora. 😊 Il saldo della carta è diminuito già solo leggendo i titoli proposti. La carta, tra l’altro, ti ringrazia. Diciamo che li vorrei quasi tutti. Della prima lista, tutti senza esitare. Così come quelli per chi ama la natura. A questi aggiungerei un libro che mi incuriosisce molto e parla di Alexander Von Humboldt (L’invenzione della natura). Sul ritirarsi in mezzo alla natura e vivere a impatto zero, qualche anno fa ho letto “Scappo dalla città” di Cacciola. Mi interessa l’argomento. Per ora però preferisco restare dove sono. Avendo vissuto a lungo in un piccolo paese sprovvisto di comodità e stimoli, in una regione bella ma che offre obiettivamente poco, voglio godermi ancora un po’ quello che non ho avuto per troppi anni. Sento comunque il bisogno di una vita a impatto zero. Per ora cerco di fare il possibile qui, ma mi conosco e so che prima o poi prenderò qualche decisione radicale. Tempo al tempo. Ti ci vedo in Norvegia a spaccar legna! 😄 Anch’io io non posso bere a stomaco vuoto. Però ci sono caduta più di una volta per puro masochismo e sempre perché col mio metro e un tappo continuo a illudermi di essere wonder woman. La gioventù. Ora anche no. Mi ci vorrebbero 48 ore per riprendermi e toglierei del tempo prezioso alla vita e ai miei progetti. :-)

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:32 Rispondi

      Ho cercato il libro di Humboldt, ma ho trovato “L’invenzione della natura. Le avventure di Alexander Von Humboldt, l’eroe perduto della scienza” di Andrea Wulf. Ti riferisci a questo?

      Io, invece, avendo vissuto a lungo, troppo a lungo, in una città caotica piena zeppa di stimoli e comodità, voglio vivere al più presto a impatto zero, o almeno avvicinarmi a impatto zero. Sono comunque comodità di cui non ho mai sentito il bisogno.

      • Caterina
        22 giugno 2017 alle 10:40 Rispondi

        Sì, proprio quello. Non vedo l’ora di leggerlo. Anche perché Von Humboldt ha avuto una certa influenza anche su Charles Darwin :)

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2017 alle 10:41 Rispondi

          Allora ho fatto bene a metterlo in lista ;)

  5. Andrea
    22 giugno 2017 alle 08:29 Rispondi

    Non mi fregano più nemmeno a me con quei viaggi :)
    Libri molto interessanti, e non lo dico per dire. Penso che tu lo sappia, ma hai fatto nascere in me la voglia di acquistare tutti i libri sulla natura. Quello sul dopo sbronza invece l’avrei considerato oro una decina di anni fa :)
    Ma lo sai che il tuo sogno fa anche parte della mia collezione di scopi da concretizzare?

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:33 Rispondi

      L’ideale è viaggiare da soli, per me :)
      Vediamo di riuscire a concretizzare presto questi sogni, allora!

    • MICHÉ MICHÉ
      22 giugno 2017 alle 19:25 Rispondi

      Andrea, hai mai letto testi sulla permacultura? Ti hanno entusiasmato o no? xD

  6. samanta giambarresi
    22 giugno 2017 alle 08:38 Rispondi

    E grazie a te la mia lista di libri da comprare si accresce: diario di una scrittrice della Woolf, come resisterle?

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:34 Rispondi

      Buona lettura, allora :)

  7. Nuccio
    22 giugno 2017 alle 10:52 Rispondi

    Chissà se quando non c’era la caterva di libri di oggi si stava meglio? 🙄 Sicuramente c’erano più foreste.😁 Meno male che il nostro scritto nn utilizza la carta🙄. Anche se è più indelebile della stampa😁. Tanto basta che si esauriscano anche le fonti minerarie della terra e dovremo andare su Marte per leggerci le ultime notizie!😥

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 10:57 Rispondi

      Si stava meglio, anche se i libri non c’entravano nulla. Mi auguro che gli editori usino carta riciclata per stampare.

      • Kukuviza
        22 giugno 2017 alle 11:05 Rispondi

        Ci vorrebbe una commissione che decidesse cosa è degno di andare stampato su carta e cosa deve rimanere solo in digitale.

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2017 alle 11:41 Rispondi

          Sì, ma la commissione chi la nomina? Il governo di turno? Che Dio ce ne liberi e scampi :)

          • Kukuviza
            22 giugno 2017 alle 11:55 Rispondi

            Potrebbe essere anche una commissione di lettori. Sì, è un’idea assurda però non ti viene un certo fastidio a vedere come viene sprecata la carta per un sacco di schifezze?

            • Daniele Imperi
              22 giugno 2017 alle 11:57 Rispondi

              E chi decide quali lettori? :)
              Idea non applicabile, purtroppo. E sì, mi dà fastidio, specie quando pubblicano i libri dei politici, dei calciatori, delle presentatrici.

              • Nuccio
                22 giugno 2017 alle 14:53 Rispondi

                È sempre la questione del cane che si morde la coda.
                (Ci possono essere motivi dovuti ad irritazioni o infezioni della coda; in questi casi basta una visita dal veterinario per individuare l’insorgenza della causa. Altre volte invece i motivi possono essere diversi, più difficili da individuare)
                Nel nostro caso non credo che basterebbe una visita dal veterinario. (Cuf, cuf…)

      • Nuccio
        22 giugno 2017 alle 11:07 Rispondi

        Chi era in grado di leggere era una elite, gli altri erano bestie da soma. Ora chi legge è sempre bestia anche se ha il tempo x farlo. Tanto è disoccupato!😣

        • Daniele Imperi
          22 giugno 2017 alle 11:42 Rispondi

          Oggi chi legge è ancora un’elite: di pochi amanti dei libri.

  8. Nuccio
    22 giugno 2017 alle 11:59 Rispondi

    Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. Proust

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 12:25 Rispondi

      Legge per ritrovarsi.

  9. Emilia
    22 giugno 2017 alle 14:45 Rispondi

    Non c’è la sagoma di nessun autore italiano, perché tanto disdegno? La traduzione di molti libri stranieri fa piangere.

    • Daniele Imperi
      22 giugno 2017 alle 14:49 Rispondi

      Non amo i libri italiani, li leggo di rado. La scelta, comunque, è stata casuale, non li ho scelti apposta quei libri stranieri.

  10. luisa
    22 giugno 2017 alle 17:57 Rispondi

    “Nella speranza, come sempre, di avervi diminuito il saldo della carta di credito vi auguro buoni acquisti e buona lettura”
    Il mio saldo della carta di credito… è diminuito già il dieci del mese :-) forse è per questo che scrivo più che leggere?
    Scherzi a parte, questo post mi ha fatto sorgere una domanda : perchè nonostante tanti scrittori pochi leggono? Andando alla radice, qual’è il vero motivo per cui le persone dedicano poco tempo ad una buona lettura?

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 07:17 Rispondi

      E chi sa rispondere a questa domanda? La scrittura sembra attirare molti, ma non so se per vane speranze di guadagnarci da vivere o per la gloria o per chissà cos’altro.

  11. MICHÉ MICHÉ
    22 giugno 2017 alle 19:18 Rispondi

    Ciao Daniele, visto che aspiri all’autosufficienza energetica e alimentare, non puoi non leggere alcuni o tutti questi libri su minimalismo, decrescita e permacultura. *-*
    Un paio li avrai letti sicuramente. Quelli sulla permacultura devi leggerli assolutamente. *-*
    – Fai spazio nella tua vita: Come trovare la felicità con l’arte dell’essenziale di Fumio Sasaki
    – L’infinitamente poco di Dominique Loreau
    – Frugalità di Paolo Legrenzi
    – Introduzione alla permacultura di Bill Mollison
    – Lezioni italiane di Masanobu Fukuoka: un’introduzione alla rivoluzione del filo di paglia di Giannozzo Pucci.
    – La rivoluzione del filo di paglia. Un’introduzione all’agricoltura naturale di Masanobu Fukuoka
    – La fattoria biologica. Agricoltura secondo natura di Masanobu Fukuoka
    – Guida pratica alla permacultura. Come coltivare giardini orti e frutteti di Sepp Holzer
    – Agricoltura sinergica. Le origini, l’esperienza, la pratica di Emilia Hazelip.
    – Edible Forest Gardens: Ecological Vision, Theory For Temperate Climate Permaculture di Dave Jacke
    – Il grande libro dell’autosufficienza. Istruzioni pratiche per vivere meglio risparmiando di John Seymour.
    – Monoculture della mente. Biodiversità, biotecnologia e agricoltura «Scientifica» di Vandana Shiva.
    – Le guerre dell’acqua di Vandana Shiva
    – Bibliografia di Serge Latouche.

    Ti suggerisco anche un paio di documentari che vale la pena di vedere:
    – DOMANI di Cyril Dion e Mélanie Laurent
    – Una fattoria per il futuro di Rebecca Hosking.
    – Alla ricerca di un senso di Marc de la Ménardière e Nathanaël Coste

    Curiosità: proprio a 300 metri da casa mia ho un terreno di 1000mq che ho intenzione di trasformare in una foresta commestibile(food forest), e infatti sto progettando come posizionare le varie gilde, dove il pollaio per anatre e quaglie, quali consociazioni fare, ecc. ecc.
    Sappi che non solo questi pochi metri sono sufficienti a garantire l’autosostentamento alimentare di una famiglia, ma anche finanziario. Infatti nel pezzetto di DOMANI dedicato alla permacultura si parla di cifre, è belle grosse: 30.000 euro il primo anno, 50.000 il secondo, e così via. xD
    Ecco, le mie curiosità sono:
    1. Su quanto terreno puoi contare? Con un quarto di acro(1000mq) puoi sostentarti tranquillamente, con un acro(4.000mq) nuoti nell’abbondanza, cioè ci guadagni vendendo.
    2. A che altitudine è il tuo terreno?

    Basta domande. xD Appena acquistato Conto alla rovescia di Weisman.

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 07:22 Rispondi

      Grazie del corposo elenco, ma non conosco nessuno di quei libri. Ora la lista su Amazon aumenta. Molti sono giapponesi.
      Una foresta commestibile? Mai sentita, ma sembra interessante.
      Con 1000 mq non solo ci campa una famiglia, ma ne ricavano anche denaro?
      Io per ora non posso contare su nulla :D
      La mia famiglia ha un terreno, c’è la casa e a fianco il terreno con gli ulivi, ma là la terra non è buona. Ho però visto al nord un terreno di 14.000 mq con una casa che mi sta facendo la corte :D

  12. elena
    22 giugno 2017 alle 19:57 Rispondi

    Cavolo, non ne ho letto uno! Cose del genere mi fanno sentire gnuranta…..
    Comuqnue non capisci niente di letteratura. Non hai nemmeno citato il mio romanzo d’esordio :))))))

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 07:23 Rispondi

      Neanche io ho letto quei libri, ma come fai a conoscere tutti quelli che escono?
      Imperdonabile per aver tralasciato il tuo! :D

  13. MICHÉ MICHÉ
    23 giugno 2017 alle 09:44 Rispondi

    Ah, dimenticavo L’orto senz’acqua. Coltivare bio con il cippato per risparmiare acqua, petrolio e lavoro di Bernard Bertrand e P. Lemoussu. xD
    La foresta commestibile è molto interessante, e soprattutto il modello di agricoltura più vicino alla natura. Terra terra, è un frutteto-orto a più strati. Io ad es. ho già deciso che pianterò, su 500mq, come primo strato un ontano napoletano, un’acacia spinosa, un corbezzolo, due pistacchi(maschio e femmina), un noce, un mandorlo, un gelso, un mango, un avocado, un banano, un nocciolo, ecc. Già ho vari olivi, ciliege amarene e cappucce, fichidindia, un prugno, un melograno, un melo cotogno, ecc. Come strato secondario vari frutti di bosco e cespugli: un’uva spina, un lampone, un ribes, una mora di rovo, un mirtillo, un olivello spinoso, ecc. Come terzo strato piante officinali e aromatiche, ortaggi e verdure: rosmarino, menta, salvia, origano, meloni, lenticchie, fave, piselli, patate, peperoncini, peperoni, ravanelli, carote, fragole, rucola, bietola, insalate varie, fiori tappezzanti perenni tipo primule, saponaria, margherite, insomma, tutto il possibile immaginabile. Infine, per chiudere in bellezza, pianterò delle rampicanti che utilizzeranno gli alberi come supporto e dunque si svilupperanno in verticale. Dunque zucchine, zucche, fagioli, kiwi, cetrioli, uva, luffa, qualche fiore, ecc.
    I restanti 500mq tutti coltivati a bosco, sempre a strati, dove mi voglio coltivare funghi e impiantare il pollaio brado dove allevare qualche uccello da selvaggina: fagiani, quaglie e anatre. Quest’ultime da liberare nell’orto, così faranno razzie di lumache senza guscio. xD

    Come puoi notare spicca all’occhio l’utilizzo intensivo del suolo(neanche un cm di terra deve restare scoperto) e l’ampia biodiversità(fondamentale per mantenere sotto il livello di soglia di nocività le popolazioni di parassiti e insetti, per fertilizzare e arare il suolo). Puoi anche intuire che una foresta commestibile ha una produttività maggiore rispetto un frutteto o un orto monocolturale a un solo livello che spesso lasciano zone di suolo non coltivato. Naturalmente i tuoi olivi possono fungere da primo strato e ospitare un fitto e stupendo sottobosco. *-*

    In realtà nutro delle perplessità sulle cifre sopracitate, 30-50 mila euro di frutta, verdura, legna, erbe officinali, carne, uova, fiori, miele, latte, ecc. da 1000mq mi sembrano un po’ troppi, ma è anche vero che quel contadino e sua moglie han lasciato lavori prestigiosi per praticare la permacultura e non hanno alcun motivo per dire bugie. Poi vabbè, ricavare da appena 1000mq il 100% del fabbisogno alimentare di un’intera famiglia e qualche migliaio di euro l’anno, lavorando appena 1 giorno a settimana a me andrebbe più che bene. E poi vogliamo mettere l’etica? L’agricoltura tradizionale, quella che Fukuoka sprezzantemente definisce scientifica, per produrre una caloria alimentare consuma 10-12 calorie energetiche(leggi: petrolio), e capirai che è insostenibile per la nostra terra. Mentre la permacultura e l’agricoltura del NON FARE di Fukuoka per produrre una caloria alimentare consuma una caloria energetica e a volte anche meno, dunque impatto zero.

    Quando vorrai approfondire la permacultura, ti basta leggere i libri che ti ho elencato, comprenderai che non esiste terra buona o cattiva, ma terra da fertilizzare. Fukuoka(Vedi anche Vallerani System) gettava semi, protetti dalle sue palline di argilla, tra le petraie e nei deserti e, tempo al tempo, anche questi suoli poveri o sterili diventano dei giardini dell’Eden. E tu, inteso come uomo, devi intervenire il meno possibile, altrimenti rischi di far danni. xD

    Con 14.000mq ci ricavi tutto il reddito che ti serve per portare avanti il tuo sogno principe: la scrittura. xD
    Hai scritto al nord. Per caso si trova in zone montagnose, dove l’altitudine sfiora o supera i 1000? xD

    Basta, ho scritto troppo. D: Sarà un pugno allo stomaco, lo so, però niente editing. xD
    Ciao. :P

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 10:07 Rispondi

      Piano piano mi farò una cultura in foresta commestibile che mi sta stuzzicando :D
      Anche a me sembrano troppi come soldi da ricavarci, ma mi basta camparci e guadagnarci su qualcosa. Ora rimedio un po’ alla volta quei libri.
      Il terreno che ho visto, in un annuncio, è in Valtellina, credo sui 700 metri di quota.

      • MICHÉ MICHÉ
        23 giugno 2017 alle 10:45 Rispondi

        Ehmmm…mi sono fatto prendere la mano, scusa. xD
        Quei libri metteranno in discussione l’idea che hai dell’agricoltura naturale; anche l’agricoltura biologica ne esce malconcia paragonata alla permacultura e all’agricoltura del non fare. xD
        Quando ne leggerai qualcuno, non so come, fammi sapere se hanno incrinato le tue convinzioni(tipo quella di accumulare\compostare scarti organici da cucina o della necessità di arare la terra). xD
        A 700 metri di quota è ottimo. Se è disabitato ancora meglio. *-*
        Ah, consiglio, se trovi terreno a bosco a poco prezzo, privi di aghiformi(pini, abeti, ecc)però, saresti a cavallo. Basterebbe coltivare tra gli alberi xD
        Basta basta basta, realizza il tuo sogno, fine. Ciao! ;)

        • Daniele Imperi
          23 giugno 2017 alle 10:52 Rispondi

          Il terreno è a bosco, ma non so di cosa. Vedremo :)

      • luisa
        23 giugno 2017 alle 11:36 Rispondi

        Sembrerebbe che si stiano sprigionando desideri…
        “Ci sono buone probabilità che il desiderio sia la forza più grande di cui disponiamo. Così è secondo molti profeti” (cit. non mia )
        Bella la Valtellina poi 700 mt. è l’ideale

  14. Grazia Gironella
    23 giugno 2017 alle 09:58 Rispondi

    Adotto in toto la tua lista natura & avventura. Credo che abbiamo gusti simili in quel campo. :)

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 10:02 Rispondi

      Lo immaginavo :)

  15. Chiara (Appunti a Margine)
    23 giugno 2017 alle 10:46 Rispondi

    Mi interessa molto il saggio di Hans Tuzzi, anche se come romanziere non mi era piaciuto granché. è andata bene: avendo già 27 libri in wish-list e altrettanti da leggere, quando ho letto il titolo del post mi sono spaventata. :D

    • Daniele Imperi
      23 giugno 2017 alle 10:51 Rispondi

      Il saggio di Tuzzi lo inizio oggi, se riesco. Non ho però letto i suoi romanzi.

  16. Stefano Dalpian
    24 giugno 2017 alle 09:39 Rispondi

    Ottimi i libri di questa lista, mi interessano in particolare gli ultimi tre. Di “Un mondo senza di noi” avevo visto il documentario, ora ne leggerò il libro. Per quanto riguarda “La grande cecità”, direi che il titolo è azzeccatissimo.
    Spesso con alcuni amici parliamo del nostro tempo: geopolitica, capitalismo, crisi politiche e sociali, emigrazioni e così via. Quando introduco il discorso ambientale gli occhi volgono al cielo, ci sono sempre problemi più urgenti, più impellenti. Dal mio punto di vista, invece, non si può capire il nostro tempo senza comprendere l’impatto dell’uomo sul pianeta…
    Per questo consiglio a tutti di leggere i seguenti libri:
    “I nuovi limiti dello sviluppo” di Donella Meadows, Dennis Meadows, Jorgen Randers.
    “Invece della catastrofe” di Giulietto Chiesa
    E il già citato “Una rivoluzione ci salverà” di Naomi Klein.
    Grazie mille Daniele per gli ottimi consigli.

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2017 alle 07:19 Rispondi

      Anche per me l’ambiente è il problema principale da affrontare, altrimenti non ci sarà più un pianeta in cui vivere. Il fatto è che molti sono convinti che il crollo totale avvenga chissà fra quanto.
      Darò un’occhiata ai libri che consigli.

  17. Andrew Next
    24 giugno 2017 alle 13:54 Rispondi

    Quell’atlante delle città perdute e Atlas Obscura sembrano molto interessanti.

    • Daniele Imperi
      26 giugno 2017 alle 07:19 Rispondi

      Eh, immaginavo che stuzzicassero la tua curiosità ;)

  18. Barbara
    27 giugno 2017 alle 09:28 Rispondi

    Atlante delle città perdute, Atlas Obscura: Guida alle meraviglie nascoste del mondo, La moglie. Istruzioni per l’uso (come controspionaggio, vorrei proprio sapere cosa si dice in giro! :P ). Conto alla rovescia mi ha fatto ripensare al tema di Inferno di Dan Brown: la sovrappopolazione combattuta con un virus letale (uccidere migliaia di persone per la salvaguardia della specie) oppure l’uso di un vettore virale che inibisce la riproduzione per un terzo della popolazione mondiale (ristabilendo l’equilibrio). E la seconda ipotesi sembra molto “vera” visto come le statistiche dei problemi riproduttivi colpiscano soprattutto il mondo occidentale, quello più farmacologicamente controllato.

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2017 alle 09:53 Rispondi

      Cosa si dice in giro delle mogli? E che vuoi che si dica? :D
      Ma è stato bravo l’autore, per par condicio ha messo anche il marito.
      Sui virus non penso di essere così complottista.

  19. Alessandra
    27 giugno 2017 alle 13:11 Rispondi

    Grazie Daniele per gli ottimi consigli di lettura. Da aspirante scrittrice, mi incuriosiscono particolarmente “Atlas Obscura: Guida alle meraviglie nascoste del mondo” e “Atlante delle città perdute”. Credo che possano fornire dei validi spunti per ideare delle nuove ambientazioni per il romanzo che sto progettando. La lista dei libri da leggere si accresce…
    Alessandra

    • Daniele Imperi
      27 giugno 2017 alle 13:19 Rispondi

      Ciao Alessandra, benvenuta nel blog. Quei due libri vanno bene se vuoi scrivere avventura o fantasy. Rientra in questi generi il tuo?

  20. Alessandra
    27 giugno 2017 alle 13:30 Rispondi

    Sì, esattamente, sto progettando un romanzo fantasy. Per il momento una difficoltà che sto incontrando è, appunto, quella di creare nuove ambientazioni e situazioni per evitare di creare un romanzo somigliante al fantasy alla Tolkien, anche se Tolkien rimane uno degli scrittori fantasy che preferisco. Prima di iniziare la scrittura vera e propria del romanzo, quindi, sto cercando di caratterizzare meglio il mondo nel quale vivono i miei personaggi; è un lavoro impegnativo, ma credo che potrò trovare degli ottimi spunti nei libri prima citati.

  21. Alessandra
    27 giugno 2017 alle 15:30 Rispondi

    Post molto interessante, grazie mille!

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