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Libri in uscita #8

Novità in libreria: un nuovo romanzo per Edizioni XII, che uscirà in una data quanto meno azzeccata, il due novembre, due libri sul triste periodo della Seconda Guerra Mondiale e un nuovo libro firmato da Giampaolo Pansa, uno sguardo sull’Italia povera e un confronto su quella attuale.

Il Grande Notturno di Ian Delacroix

Il grande notturnoUn’orda di topi invade Milano, schiere di non-morti emergono dalla metropolitana: è la Fine?
No, questo è soltanto l’Inizio.

Là dove il crepuscolo piega a sé la luce, dove maledizioni gelide vivono un’eterna notte, si muovono leggende in grado di vincere la morte e di arrivare vicino a noi, nelle nostre strade, nei nostri incubi.

Il destino della Bellezza è segnato: chi sopravvivrà al nuovo divenire del mondo? Chi saprà sottrarsi al tremendo e irresistibile invito del Grande Notturno?

  • Il grande notturno
  • Edizioni XII
  • 2 novembre 2011

La via dei conventi di Pino Adriano – Giorgio Cingolani

Ante Pavelic e il terrorismo ustascia dal Fascismo alla Guerra Fredda

La via dei conventi

«A volte distinti per nazionalità, a volte mescolati nelle stesse comitive, criminali di guerra tedeschi, austriaci e croati fuggirono tra il 1945 e il 1948 lungo la “via dei conventi” secondo piani prestabiliti dai tre principali artefici dell’esfiltrazione: l’ex colonnello delle SS Walter Rauff, il vescovo austriaco Alois Hudal e monsignor Krunoslav Draganović.»

L’organizzazione segreta ustascia, creata nel 1930 da Ante Pavelić, si batteva per l’indipendenza della Croazia dal regno di Jugoslavia. Ben presto, con il sostegno di Mussolini, Pavelić allestì le proprie basi clandestine in Italia e ramificò l’organizzazione in varie parti del mondo. Per un decennio il terrorismo ustascia si manifestò con sanguinosi attentati, come quello di Marsiglia del 1934, che costò la vita ad Alessandro I di Jugoslavia e al ministro degli Esteri francese Louis Barthou. Disgregata la Jugoslavia nel 1941, Hitler e Mussolini affidarono a Pavelić la guida dello Stato fantoccio croato. Il fanatismo confessionale e razzista degli Ustascia divenne terrorismo di Stato e i massacri perpetrati contro Serbi, Ebrei e Rom furono uno dei peggiori crimini del XX secolo. Fuggiti in Italia nel 1945 attraverso la «via dei conventi» e poi emigrati in Argentina, gli Ustascia continuarono a praticare la violenza fino alla morte di Pavelić, avvenuta in Spagna nel 1959, e anche in seguito.
Adriano e Cingolani mettono in luce, sulla base di documenti diplomatici e d’archivio di numerosi Paesi, gli intrecci che l’organizzazione ebbe con i governi che segretamente la sostenevano, tra cui il Fascismo prima ed esponenti del Vaticano poi, e rivelano le radici lontane dei più recenti conflitti in terra balcanica.

  • La via dei conventi
  • Mursia
  • ottobre 2011
  • 648 pagine

Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri di Giampaolo Pansa

Poco o niente“C’è una paura nuova che leggo negli occhi di molte persone. È il timore di ritornare poveri, di andare incontro a un futuro difficile, di non sapere quale sarà il destino dei figli. Qualche anno fa, non era così. Ma in questo 2011 tutto è cambiato in peggio. La grande crisi economica e finanziaria ci ha messi di fronte a una realtà che nessuno immaginava: la nostra società è fragile e il benessere che abbiamo conquistato potrebbe svanire. Torneremo poveri come erano i nostri genitori e i nonni? Questa incognita mi ha spinto a ricordare l’epoca che ha visto nascere e crescere fra mille stenti mia nonna Caterina Zaffiro e mio padre Ernesto, uno dei suoi figli. Lei era nata nel 1869 nella Bassa vercellese, in una famiglia di contadini strapelati. Andata in sposa a un bracciante altrettanto misero, Giovanni Pansa, rimase vedova a 33 anni, con sei bambini da sfamare. È la sua vita tribolata a farmi da guida nel racconto dell’Italia fra l’Ottocento e il Novecento, quello che il lettore troverà in Poco o niente. Era un mondo feroce, dove pochi ricchi comandavano, decidevano tutto e si godevano le figlie dei miserabili. I poveri erano tantissimi, venivano messi al lavoro da piccoli, poi l’ignoranza li spingeva a comportarsi da violenti”. (L’autore).

  • Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri
  • Rizzoli
  • 343 pagine
  • ottobre 2011

L’onore d’Italia di Alfio Caruso

L'onore d'ItaliaDa settant’anni El Alamein è un grido che risuona nei cuori e nelle menti d’Italia. Per i ragazzi dell’Ariete, della Trento, della Folgore, della Trieste, della Littorio, della Bologna, della Brescia, della Pavia, del 4° e del 50° stormo d’assalto rappresentò l’appuntamento con un destino ingrato, da ciascuno onorato al meglio. A mandarli al massacro furono la sanguinaria follia del duce e il tradimento degli ammiragli: Mussolini, nel ’41 e nel ’42, preferì inviare undici divisioni e il meglio dell’artiglieria nel mattatoio sovietico anziché in Africa, dove avrebbero potuto cambiare il corso della guerra; i capi della Marina rivelarono agli inglesi le rotte dei trasporti verso Tripoli e Bengasi privando in tal modo l’armata italo-tedesca dei rifornimenti indispensabili per raggiungere il canale di Suez. Pur ignorati dalle ricostruzioni ufficiali, bersaglieri, parà, fantaccini, genieri, aviatori scrissero pagine di memorabile abnegazione persino a dispetto del regime, che li aveva abbandonati nel deserto. E gli italiani non scapparono, non alzarono le mani, spesso morirono in silenzio nella loro buca. Gli stessi successi di Rommel furono frutto, finché il nemico non se ne accorse, di una straordinaria operazione di spionaggio condotta dal maggiore dei carabinieri Manfredi Talamo, in seguito fucilato alle Fosse Ardeatine. A El Alamein cominciò la presa di coscienza dei ragazzi della generazione sfortunata, che avrebbe poi indotto gran parte dei pochi sopravvissuti della Folgore ad arruolarsi, dopo l’8 settembre, con gli anglo-americani.

  • L’onore d’Italia
  • Longanesi
  • 345 pagine
  • ottobre 2011

7 Commenti

  1. Michela
    28 ottobre 2011 alle 09:45 Rispondi

    A leggere Pansa mi sono incupita. E non per colpa sua purtroppo.

  2. Daniele Imperi
    28 ottobre 2011 alle 09:45 Rispondi

    Eh, immagino. Che hai letto? Io ho alcuni libri, ma devo ancora leggerli :)

  3. Michela
    28 ottobre 2011 alle 10:38 Rispondi

    No no, il riassunto di questo, intendevo dire.

  4. Daniele Imperi
    28 ottobre 2011 alle 11:11 Rispondi

    E allora non ho capito che intendi…

  5. Michela
    28 ottobre 2011 alle 11:49 Rispondi

    Leggendo il riassunto del libro di Pansa che hai pubblicato in questa pagina mi sono incupita, perché mi sembra che descriva una situazione molto pesante e molto vera.

  6. Daniele Imperi
    28 ottobre 2011 alle 11:51 Rispondi

    Ah, mi sa che c’ero arrivato allora :)
    Era anche la situazione dei miei bisnonni, e anche dei nonni se è per questo.

  7. Carlo
    29 novembre 2011 alle 20:26 Rispondi

    Mi sembra che corriamo il rischio che una sorte simile, anche se non forse altrettanto terribile, sia all’orizzonte almeno di molti di noi. Credo che sicuramente dovremo rivedere nell’immediato futuro un certo stile di vita, certi modelli di consumo che forse non potremo più permetterci. Da qui forse l’incupimento di Michela…

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