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Libri in uscita #5

Cinque libri da presentare, questa volta, presi secondo l’estro, la curiosità che mi hanno ispirato, secondo l’argomento che trattavano. Gli autori sono tutti stranieri, tranne uno, anche se dal nome non si direbbe.

I generi proposti sono avventura, giallo e infine un romanzo cinese che ci parla di storia e di un mondo che non c’è più.

Gli avventurieri delle Indie di Mark Keating

Gli avventurieri delle IndieUn’infanzia trascorsa in compagnia dei topi, in un paesino irlandese dove ha imparato a bestemmiare prima che a pregare. Un padre che lo vende, a soli otto anni, in cambio di quattro ghinee. Già da bambino Patrick Devlin ha capito che la vita di un uomo può valere pochissimo. Ora che è cresciuto, però, non ha nessuna intenzione di svendere la propria. Dopo anni trascorsi fra Irlanda, Francia e Inghilterra, accumulando guai con la giustizia e non avendo mai nulla da perdere, Devlin si imbarca sulla Noble del comandante John Coxon e, non molto tempo dopo, si trova a fronteggiare l’arrembaggio di una nave pirata lungo le coste dell’Africa settentrionale. Mentre la Noble affonda, Devlin viene fatto prigioniero dei pirati sulla loro nave. È lì che decide di accettare le loro clausole d’ingaggio in attesa dell’occasione giusta per scappare. E l’occasione giusta arriva presto, ma non è per scappare, bensì per restare: nel vano tentativo di salvarsi da morte certa, un prigioniero francese confessa a Devlin di possedere la mappa di un tesoro favoloso. Un segreto che il novello pirata conserva gelosamente insieme alla mappa, finché non riesce a convincere i nuovi compagni a tentare la sorte insieme a lui. Così, mentre le grandi potenze europee del XVIII secolo combattono – le loro guerre per il controllo dei mari e delle rotte, Patrick Devlin diventa l’uomo più astuto e più temuto dell’età d’oro della pirateria.

  • Gli avventurieri delle Indie di Mark Keating
  • Longanesi
  • 372 pagine
  • 28 Aprile 2011

Il talismano della Villette di Claude Izner

Il talismano della VilletteParigi, febbraio 1894. È l’inverno più freddo del secolo e la città è sepolta sotto una spessa coltre di neve. Anche nella libreria Elzévir, al numero 18 di rue des Saints-Pères, l’atmosfera è glaciale. Non per colpa del clima, bensì per l’inatteso arrivo di Maurice Laumier, pittore, donnaiolo ed ex rivale in amore di Victor Legris. Questa volta, però, Maurice è venuto per chiedere aiuto: tre settimane prima, una sua cara amica è svanita nel nulla e ormai lui teme il peggio. Smanioso di gettarsi in una nuova avventura, Victor mette subito da parte i vecchi rancori e, quando il cadavere della donna viene scoperto nei pressi del dazio della Villette, si reca immediatamente sul luogo del delitto. Ed è proprio in quel quartiere popolare, girovagando fra i laboratori delle sartine e i locali insanguinati dell’enorme mattatoio di rue de Flandre, che il libraio-investigatore s’imbatte nell’unico testimone dell’omicidio. Purtroppo i suoi ricordi sono annebbiati dall’alcol, tuttavia l’uomo gli consegna un medaglione con inciso un liocorno nero, trovato accanto alla vittima. Seguendo la pista di quello strano gioiello, Victor lascia quindi i bassifondi di Parigi per immergersi nei riti di una misteriosa società occulta, un ambiente tanto raffinato quanto pericoloso, dove gli iniziati sono disposti a tutto pur di custodire i loro segreti: perfino a uccidere…

  • Il talismano della Villette di Claude Izner
  • Editrice Nord
  • 392 pagine
  • 17 Marzo 2011

L’anello dei ghiacci di Michael Ridpath

L'anello dei ghiacciIslanda. Dintorni di Reykjavík. Il cielo non è mai stato così scuro e minaccioso. Le nuvole basse quasi toccano le nere acque del lago. Il detective Magnus Jonson vede a malapena il corpo, immerso nella foschia. È il cadavere di Agnar Haraldsson, uno dei più importanti studiosi dell’opera di Tolkien. La sua è una morte apparentemente assurda. Ma forse una spiegazione c’è, o quantomeno un indizio. Perché il professore, poco prima di morire, era entrato in possesso di un’antica saga nordica.
Un prezioso manoscritto vecchio di ottocento anni, forse la saga da cui Tolkien ha preso ispirazione per scrivere Il Signore degli Anelli. Ma del manoscritto e dei due uomini misteriosi che stavano trattando con lo studioso per impadronirsene si sono perse le tracce.
Magnus non ha dubbi: deve ritrovarli e capire cosa faccia parte del mito e cosa della realtà. C’è una sola strada, scavare nel passato del professore. Un passato pieno di attività poco pulite e di personaggi inquietanti. Come l’enigmatica Ingileif. Dura e ribelle, ha vissuto un’infanzia segnata dalla tragedia e dalla menzogna. E non si fida di nessuno. Come Magnus, del resto. Anche lui è cresciuto in mezzo alla morte. E forse è l’unico in grado di conquistare la sua fiducia della ragazza. Perché è di lei che ha bisogno. È nei misteri della sua famiglia che si annida la verità. Una verità spaventosa.

  • L’anello dei ghiacci di Michael Ridpath
  • Garzanti
  • 364 pagine
  • 2011

I cani di Roma di Conor Fitzgerald

I cani di RomaLa canicola dell’agosto romano pesta duro. Dagli alberi le cicale berciano il loro canto ipnotico. Nel vicinato i televisori stanno vomitando programmi per casalinghe assopite e Arturo Clemente viene assassinato in casa sua da un uomo che neanche conosce. Quando il commissario Alec Blume arriva sulla scena già fin troppo affollata del delitto, scopre che la vittima, impegnata in prima persona contro le violenze sugli animali, non è uno qualsiasi: si dà il caso che la vedova sia una parlamentare dell’opposizione. Blume, americano di origine, romano d’adozione e sbirro per vocazione, benché abbia passato oramai più di metà della sua vita nella capitale, non ha ancora imparato a piegarsi alle convenienze e alle clientele a cui i colleghi sembrano tanto attenti. Sarà così costretto a giostrarsi continuamente tra la ricerca della verità e le pressioni da parte dei diretti superiori e dei palazzi del potere perché dia ai giornali un colpevole; si troverà a lottare per mantenere il controllo del caso in una città in cui anche un’indagine per omicidio deve piegarsi alle esigenze della politica.
Impossibile non lasciarsi conquistare da personaggi che paiono quasi uscire dalla pagina per condurre il lettore giù giù fino ai bassifondi di Roma, quella stessa caput mundi una volta dilaniata dalle lotte tra i Colonna, gli Orsini, i Pamphili, e ora controllata da pochi capibanda,all’improvviso costretti a confrontarsi con un cane sciolto inebriato dal sangue, deciso a farsi strada nella geografia della malavita.

  • I cani di Roma di Conor Fitzgerald
  • Ponte alle Grazie
  • 480 pagine
  • 31 Marzo 2011

Ultimo quarto di luna di Chi Zijian

Ultimo quarto di luna«A me non piace l’idea di dormire in una stanza dalla quale non si vedono le stelle…» A parlare è una donna di novant’anni. Una evenchi, appartenente al popolo delle renne che si muove lungo il fiume Argun, all’estremo confine nord-orientale della Cina. Per secoli, la sua gente è vissuta a contatto con la natura, godendone la bellezza e subendone la crudeltà. Link, il padre della voce narrante, è il miglior cacciatore della tribù; Damara, la madre, è la donna più bella e la più abile danzatrice; Nidu, lo zio, è il capo della tribù e lo sciamano. Ma con l’invasione giapponese della Manciuria, gli evenchi vengono stanati dalle foreste e, loro malgrado, si trovano a fare i conti con una realtà estranea.
Dopo la guerra, entrano a far parte della nuova Repubblica Popolare Cinese, che li incoraggia a trasferirsi nelle città, a smettere la loro esistenza nomade per abbracciare la «civiltà». Alcuni si integrano, altri si trovano emarginati in una società che non capiscono. Intanto le loro foreste vengono abbattute, divise dalle strade. Chi sceglie di tornare alla foresta si sente ormai senza radici, senza identità, straziato dalla consapevolezza che non esiste più un posto per lui. E anche ora che è alla fine, solo la narratrice sa di dover rimanere là dove la sua storia ha avuto inizio.

  • Ultimo quarto di luna di Chi Zijian
  • Corbaccio
  • 304 pagine
  • 28 Aprile 2011

2 Commenti

  1. unarosaverde
    27 maggio 2011 alle 09:41 Rispondi

    Izner l’ho letto, questo e altri della serie con lo stesso protagonista. Se non ricordo male è un nom de plume: sono due sorelle francesi, bouquinistes e libraie, tra le altre cose.
    Mi ispirano il primo e l’ultimo titolo, grazie.

  2. Daniele Imperi
    27 maggio 2011 alle 09:48 Rispondi

    Sì, è vero, è lo pseudonimo di due sorelle :)

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