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Libri in uscita #29

Nuovi quattro libri da segnalare, abbastanza diversificati. Un romanzo storico ambientato in Giappone, un romanzo di fantascienza della Le Guin, una nuova opera di Dick e un’antolgoia di racconti.

La storia giapponese mi aveva incuriosito, mentre ho segnalato le altre due perché conosco gli autori e la raccolta di racconti perché ne faccio parte anche io.

Silenzio di Shusaku Endo

SilenzioNagasaki, 1633: l’indomito padre gesuita Cristóvão Ferreira, che da anni si batte in Giappone per diffondere il cristianesimo, ha rinnegato la vera fede ed è diventato un apostata: questa è la notizia sconvolgente che giunge a Roma. La Compagnia del Gesù decide allora di inviare in Oriente due giovani fratelli, Sebastião Rodrigues e Francisco Garrpe per compiere un’indagine all’interno della chiesa locale. I due gesuiti però, partiti pieni di ideali e di entusiasmo, si scontrano ben presto con la dura realtà del Giappone dei Tokugawa e delle persecuzioni.

I sospetti cristiani vengono costretti dalle autorità giapponesi a calpestare immagini sacre: chi si rifiuta viene torturato e ucciso, mentre chi accetta viene deriso e costretto a vivere ai margini della società, rifiutato tanto dalla comunità cristiana quanto dai giapponesi. La vita in Giappone si fa sempre più difficile per Rodrigues che ora vive in prima persona le persecuzioni e che finisce, evangelicamente, per essere tradito dall’amico Kichijiro, il suo «Giuda», mentre implora Dio di rompere il suo «silenzio».

  • Silenzio
  • Corbaccio
  • 224 pagine
  • 2013

Paradisi perduti di Ursula Le Guin

Paradisi perdutiSono passati centoventi anni dalla partenza dalla Terra, e ne mancano ancora più di quaranta all’arrivo a Nuova Terra, il pianeta che, si spera, potrà ospitare la prima colonia umana fuori dal sistema solare.

L’astronave è gigantesca.

La vita a bordo delle migliaia di esseri umani è perfettamente programmata, per conservare l’equilibrio sociale, biologico, ecologico, genetico.

Ma ora, alla quinta generazione nata in viaggio, sta accadendo qualcosa di imprevisto: molti semplicemente non vogliono arrivare a destinazione.

La vita sull’astronave è perfetta, perché lasciarla per un futuro incerto su un ignota palla di polvere?

Ma il conflitto tra chi vuole portare a termine la missione e chi vuole continuare il viaggio all’infinito non è l’unica crisi che mette in crisi la missione.

I navigatori della nave sono a conoscenza di un segreto che potrebbe far precipitare gli eventi con risultati imprevedibili.

  • Paradisi perduti
  • Delos Books
  • 144 pagine
  • 10 febbraio 2013

Il cerchio del robot di Philip K. Dick

Il cerchio del robotSan Francisco, anni Cinquanta. Jim Briskin è uno speaker radiofonico di successo che non riesce a lasciarsi definitivamente alle spalle il rapporto con la sua ex moglie Patricia. Art Emmanual è un assiduo ascoltatore del programma di Jim e vive in un seminterrat insieme a sua moglie Rachael, da cui sta per avere un bambino. Vite il cui unico punto di contatto è la voce di una radio si intersecano in occasione di una cena a casa della giovane coppia, durante la quale ciò che resta delle macerie del matrimonio di Jim e Patricia – la loro distruttiva interdipendenza, quel destino di perdizione che, inesorabile, li accomuna – finirà per contagiare le ‘normali’ esistenze dei due ragazzi. Art sarà sedotto da Patricia e si ritroverà invischiato in una relazione che screditerà entrambi, mentre Rachael seguirà Jim in Messico, affidando all’uomo la propria vita e quella del bambino che ha in grembo. Fanno da sfondo le insicurezze dell’America del Dopoguerra, di due generazioni in cerca di nuovi punti di riferimento e separate da una distanza netta, nella quale Philip K. Dick colloca con notevole capacità immaginifica personaggi improbabili e incoerenti. Alla fine, l’unica via per Jim e Pat sarà quella di tornare sui propri passi, rinnegando gran parte della loro esistenza e segnando la propria sconfitta.

  • Il cerchio del robot
  • Fanucci
  • 295 pagine
  • febbraio 2013

365 storie d’amore di AA.VV.

365 storie d'amorePerché proprio 365 storie d’amore? Perché questo genere letterario è il solo che riesce a muoversi fra i vari sottogeneri della letteratura senza mai perdere la propria identità. Il romance è infatti declinato in decine di sfumature che contemplano escursioni nello storico, nel thriller, nella fantascienza, nell’erotico, nel fantasy e chi più ne ha più ne metta, pur mantenendo sempre la passione e i sentimenti saldamente in tolda di comando. Insomma, l’importante è che siano belle storie d’amore, dopodiché poco importa se ne sono protagonisti un pistolero e una bella ragazza all’epoca del far west o due viaggiatori dello spazio. E non importa nemmeno se i due innamorati sono entrambi uomini o entrambe donne, perché al lettore di romance piace esplorare tutte le possibili declinazione dell’amore, senza restare ingabbiati nel pregiudizio eterosessuale.

Un genere letterario, quindi, estremamente aperto e ricettivo, che offre grandi possibilità ai lettori ma anche agli scrittori, che possono sbizzarrirsi a descrivere storie d’amore e di passione all’interno dei sottogeneri a loro più congeniali.

  • 365 storie d’amore
  • Delos Books
  • 370 pagine
  • 14 febbraio 2013

5 Commenti

  1. Tenar
    16 febbraio 2013 alle 16:01 Rispondi

    Non ho ancora acquistato quest’ultima uscita, ma la Le Guin è la mia autrice preferita in assoluto e faccio le fusa ogni volta che un suo libro viene segnalato

    • Daniele Imperi
      16 febbraio 2013 alle 16:30 Rispondi

      Io ho letto solo il primo romanzo della saga di Earthsea, ma non m’era piaciuto granché. Penso di prendere quest’altro romanzo.

  2. Tenar
    18 febbraio 2013 alle 18:37 Rispondi

    Earthsea va letta tutta per essere apprezzata, procedendo diventa molto atipico come fantasy. C’è da dire che non sono oggettiva, è il primo fantasy in assoluto che ho letto e mi ha aperto un mondo.
    “La mano sinistra delle tenebre”e “I reietti dell’altro pianeta”, invece, sono capisaldi della fantascienza, anche se bisogna prepararsi a narrazioni con pochissima azione

    • Daniele Imperi
      18 febbraio 2013 alle 19:12 Rispondi

      Non li conosco, sono sempre della Le Guin? Pochissima azione ok, basta che non sono noiosi :)

  3. Tenar
    19 febbraio 2013 alle 23:36 Rispondi

    Sì, sempre suoi. Io li ho amati alla follia, ma ammetto che si tratta di una fantascienza molto concettuale. Attualmente temo siano quasi introvabili. Doveva ristamparli Nord nella nuova serie oro ma credo non se ne sappia più nulla…

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