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Libri in uscita #21

Siamo nuovamente alle segnalazioni di libri e per questo numero ho selezionato due romanzi, il primo è su un tema che mi piace e il secondo è il libro da cui hanno tratto il film omonimo, che ho visto da poco e che avevo apprezzato.

Gli altri due libri sono un documento sulla Seconda Guerra Mondiale, che fa luce sui soldati tedeschi, e l’altro è un saggio, un libro-reportage che ci fa conoscere da vicino la gente comune della lontana Cina.

Soldaten. Combattere uccidere morire di Sönke Neitzel Harald Welzer

SoldatenNel corso della seconda guerra mondiale, gli inglesi e gli americani intercettarono sistematicamente le conversazioni di migliaia di prigionieri tedeschi. Registrarono su vinile i passi più interessanti e redassero copie a stampa riempiendo oltre 150 mila pagine di verbali. Questi verbali sono rimasti custoditi per decenni negli archivi di stato a Londra e a Washington e sono stati scoperti e presi in esame per la prima volta da uno storico, Sönke Neitzel, e da uno psicologo, Harald Welzer, solo a partire dalla fine degli anni Novanta. È una documentazione unica nel suo genere, sia per la qualità dei contenuti sia per l’enorme quantità di materiale, e offre una chiave di lettura inedita e sconvolgente della guerra, dei suoi orrori e dell’animo di chi è chiamato a combatterla. Senza sapere di essere ascoltati, soldati e ufficiali della Wehrmacht parlano liberamente e fanno a gara tra loro per dimostrare di essere stati più brutali e spietati degli altri. Rivelano segreti militari e dettagli tattici, discutono di armi e operazioni militari, ma esprimono anche la loro opinione su Hitler, sui nemici, sulla guerra, sulle SS, sullo sterminio degli ebrei. Soprattutto, manifestano senza inibizioni i loro sentimenti durante le azioni e il piacere che provavano nelle uccisioni più crudeli. “Soldaten” ci restituisce per la prima volta con questa ampiezza, profondità e forza l’immagine della guerra così come è stata vissuta da chi combatteva.

  • Soldaten. Combattere uccidere morire
  • Garzanti
  • 460 pagine
  • 19 aprile 2012

Il sostituto di Brenna Yovanoff

Il sostitutoMalcolm Doyle vive a Gentry, una cittadina della provincia americana. Ma il mondo da cui proviene è un mondo fatto di tunnel e acque buie e profonde, un mondo di esseri spaventosi comandati da una crudele principessa. Malcolm è un sostituto, un essere lasciato nella culla di un bambino rapito sedici anni prima.

Allergico al ferro e al terreno consacrato, Malcolm sta lentamente morendo a contatto con il mondo umano.

Farebbe qualsiasi cosa per vivere come una persona normale ma, quando la sorella di una sua amica viene rapita e portata sottoterra, è costretto a tornare nel mondo da cui proviene, scoprendo molto del suo passato ed entrando in contatto con un mondo tanto inquietante quanto particolare.

  • Il sostituto
  • Asengard
  • 288 pagine
  • 1 giugno 2012

Memorie di una geisha di Arthur Golden

Memorie di una geishaCircondate da un’aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le «abilità» da apprendere? A queste domande Arthur Golden ha deciso di rispondere con un romanzo che ha l’emozionante semplicità e l’immediatezza di una storia vera.

È infatti il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, a guidarci attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e a permetterci di comprenderne l’intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendoci di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.

  • Memorie di una geisha
  • Longanesi
  • 576 pagine
  • 7 giugno 2012

Le testimoni silenziose di Xinran

Le testimoni silenzioseFin dai tempi di Marco Polo la Cina appare ai nostri occhi come un «altrove» lontano, smisurato ed enigmatico, fatto di strade gremite e odori penetranti, di tessuti preziosi e bandiere rosse, di scritte aggraziate e indecifrabili come i volti dei suoi abitanti. Un gigante rimasto assopito e isolato per millenni mentre l’Occidente si affannava a rincorrere il mito della crescita; un gigante che adesso si è svegliato e che, con un balzo, sembra aver annullato ogni distanza, capovolto ogni riferimento. Forse, allora, proprio in mezzo a cambiamenti così epocali è venuto il momento di chiederci: cosa sappiamo veramente della Cina? Ma soprattutto: cosa sanno di sé i cinesi? Quale coscienza hanno le giovani generazioni dell’abisso che separa le loro esistenze di cittadini moderni e cosmopoliti da quelle dei loro genitori e dei loro nonni, che soltanto pochi decenni fa vivevano immersi in una dimensione epica e arcaica?

Guaritrici, banditi, acrobati, cantastorie, soldati, fabbricanti di lanterne: sono le vite preziose di questi genitori, di questi nonni, quelle cui Xinran dà voce nelle pagine del suo libro-reportage, strappandole così all’oblio. Vite comuni eppure incredibili, fatte di senso del dovere e di affetti sacrificati, legate alla tradizione e stravolte dalla cecità della rivoluzione. Vite che testimoniano la toccante tenacia e al tempo stesso l’ineluttabile fragilità di un mondo destinato probabilmente a sparire per sempre.

  • Le testimoni silenziose
  • Longanesi
  • 512 pagine
  • 5 luglio 2012

5 Commenti

  1. Lucia Donati
    7 settembre 2012 alle 10:34 Rispondi

    Ti piace l’oriente?

    • Daniele Imperi
      7 settembre 2012 alle 11:25 Rispondi

      No, decisamente no, a dire il vero, con qualche eccezione :)
      Ho segnalato quello sulle geishe per via del film che m’era piaciuto. E quello sulla Cina per via di quella povera gente che nessuno conosce.

  2. Lucia Donati
    7 settembre 2012 alle 15:06 Rispondi

    Capisco…

  3. marina
    10 ottobre 2012 alle 15:28 Rispondi

    ma come, nn ti piace l’oriente! cmq memorie di una geisha è bellissimo

    • Daniele Imperi
      10 ottobre 2012 alle 15:45 Rispondi

      No, a dire la verità è troppo lontano dalla mia cultura e non ho mai fraternizzato. Mi appassionano però il Nord e il mondo celtico e vichingo :)

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