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Nella mia libreria #9

I gendarmi della memoriaHo approfittato di una super promozione del sito Bol.it, che metteva centinaia di libri al 65% di sconto. Come non dargli seguito?

Scorrendo fra il catalogo ho così deciso di acquistare sei libri, pagandoli in media meno di 4 euro l’uno. Un affare.

Ho cominciato con un libro di Giampaolo Pansa, I gendarmi della memoria, un altro dei suoi libri verità che suscitano sempre scalpore in questo paese libero e democratico.

Il secondo libro messo nel carrello è un romanzo di Jules Verne, Le meraviglie di Parigi. Convinto che si trattasse di un romanzo che non avevo, ho scoperto invece che è un’errata traduzione del romanzo Parigi nel Ventesimo secolo (Paris au XXeme siècle), che già possiedo. E sentiti ringraziamenti ai traduttori.

Si continua con Fontamara di Ignazio Silone, osannato da una delle mie sorelle. Vedremo se mi piacerà.

Ho quindi aggiunto L’isola dei segreti di Scarlett Thomas, di cui avevo letto Che fine ha fatto Mr Y, romanzo particolare e scrittrice particolare.

Ho preso poi la Guida ai monasteri d’Italia. Oltre 500 luoghi di antica spiritualità. Non sono certo un tipo spirituale né tanto meno religioso, ma i monasteri mi hanno sempre affascinato. Magari esce fuori qualche idea per un racconto.

Concludo l’acquisto con l’opera dantesca Vita Nuova, prezzo 1,75 euro. Vergognosamente basso. Orgogliosamente acquistato.

4 Commenti

  1. Marco
    26 agosto 2011 alle 08:19 Rispondi

    Fontamara è uno dei miei libri preferiti. Silone è uno scrittore sottovalutato, basterebbe leggere “La scuola dei dittatori” per rendersene conto. La sua scrittura forse sente il passare del tempo, e per alcuni sarà persino povera. Però rappresenta ancora una delle voci più interessanti del Novecento.

  2. Michela
    26 agosto 2011 alle 10:01 Rispondi

    Caspita non ne conosco uno che sia uno (tranne Silone ovviamente, ma non l’ho letto).
    Aspetto recensione allora :)

  3. franco zoccheddu
    26 agosto 2011 alle 12:28 Rispondi

    Leggendo dei tuoi acquisti mi sono ricordato della strana storia di “Parigi nel Ventesimo secolo”, dimenticato per decenni e poi riscoperto. Nella sua interessante biografia di Verne, Lottman lo spiega con la visione pessimistica di un futuro tecnologico veloce e forsennato, dimentico degli aspetti umanistici della città. Piuttosto strano per Verne…

  4. Daniele Imperi
    28 agosto 2011 alle 12:57 Rispondi

    @Marco: indubbiamente sarà una scrittura sorpassata, nel senso positivo del termine. Vedremo che impressioni mi darà :)

    @Michela: studia, Miche’ :P

    @Franco: sì, quel romanzo è un po’ pessimista, in effetti, ma mi è piaciuto.

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