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Nella mia libreria #26

Cloud AtlasUn nuovo appuntamento con i miei acquisti di libri. Dopo aver visto il film Cloud Atlas, non ho potuto fare a meno di comprare anche il romanzo di David Mitchell. Per sbaglio l’ho preso in inglese, troppo difficile ora per me, e quindi anche una copia in italiano. Stupendo, sia il film sia il romanzo.

Assieme a quell’ordine ho inserito un libro di un autore che ho iniziato a conoscere. Si tratta di Divertimento 1889 di Guido Morselli. Dello stesso autore avevo già preso e letto Dissipatio H.G. e Il suicidio.

Dopo aver iniziato a seguire il blog di Seth Godin, che trovo molto stimolante, ho voluto acquistare uno dei suoi libri più conosciuti, La mucca viola. Una lettura veloce e davvero ricca.

Ricordate la mia lunga intervista a Sandro Battisti sul Connettivismo? Si parlava di letture connettiviste da cui partire per capire meglio questo movimento e così ho iniziato dalle basi. Ho preso Il mattino dei maghi di Louis Pauwels e Jacques Bergier e ho iniziato a leggerlo quasi subito. Davvero grandioso.

Affascinato, come accade quasi sempre, dalla copertina, ho comprato l’antologia di racconti Adam Robots di Adam Roberts. L’ho quindi iniziata a leggere, ma dopo 3-4 racconti l’ho abbandonata.

La lettura di Cloud Atlas, invece, mi ha entusiasmato parecchio, così ho preso anche un altro romanzo dell’autore, 9 gradi di libertà, che leggerò a breve.

Grazie a un’offerta del Club degli Editori, ho comprato in due volumi la trilogia 1Q84 di Haruki Murakami. Si tratta di un romanzo in 3 libri di cui ho letto buoni pareri.

9 Commenti

  1. Monia
    28 marzo 2013 alle 09:21 Rispondi

    Qualche ora fa, invece di fare quella cosa inutile nota come “dormire” ho letto il tuo articolo “Cosa può imparare uno scrittore da Cloud Atlas” e, adesso, tu lo citi di nuovo? Insomma, ho capito, devo assolutamente averne una copia anche io e ti ringrazio per avermi anche ricordato che vorrei comprare 1Q84 già da un po’.

    Ci dirai perché invece hai abbandonato la lettura di Adam Robots? Mi incuriosisce sempre sapere cosa spinge qualcuno ad interrompere la lettura. Io non credo di averlo fatto molte volte nella mia vita ma, quando è successo, è stato perché proseguire mi sembrava davvero impossibile. Poi, magari, è passato del tempo e quel libro l’ho ripreso e non mi è neanche dispiaciuto.

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2013 alle 09:31 Rispondi

      Ho abbandonato Adam Robots perché non mi piaceva. Il primo racconto non era niente di che. Il 2°, per fortuna di mezza pagina, non ho proprio capito di che parlasse. Idem il 3°.

      Ormai ho deciso di non perdere tempo con libri che non mi entusiasmano. Avrei dovuto essere più accorto e leggere le anteprime di Amazon, ma ormai è andata così.

  2. franco zoccheddu
    28 marzo 2013 alle 11:37 Rispondi

    Your opinion on Cloud Atlas reading intrigued me: lack of words could be very boring when reading a novel. Now I’m facing Arthur Clark’s “2061: odyssey three”, bought at Heathrow while waiting flight from London in 1988. Very easy reading, browsing vocabulary no more than every three pages.
    Conversely, JK Rowling “The order of the Phoenix” was a bit (only) harder, Virginia Woolf “The waves” so many headaches.
    Different difficulties level in original reading you too?

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2013 alle 12:35 Rispondi

      Franco, è meglio che non ti rispondo nel mio inglese da neonato :D
      Io leggo in inglese libri per ragazzi, per adesso :P

    • Lucia Donati
      28 marzo 2013 alle 16:23 Rispondi

      Io di solito non leggo in lingua ma sarebbe interessante. Credo ci sarebbero differenti livelli di difficoltà…

  3. franco zoccheddu
    28 marzo 2013 alle 13:32 Rispondi

    Uhm, modestia sospetta… No dai, scherzo: chiedevo semplicemente se anche per te esiste questo problema, cioè che riesci a leggere il lingua ma solo certi tipi di libri e non altri come succede a me.

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2013 alle 13:36 Rispondi

      Sì, avevo capito :)
      Leggo infatti solo quelli per ragazzi, ne ho anche altri, ma li trovo un po’ difficili. Ho letto però un Terry Brooks, era semplice.

  4. Cristiana Tumedei
    28 marzo 2013 alle 14:28 Rispondi

    Anche a me incuriosisce Murakami, mai letto fin’ora. Volevo acquistare anch’io 1Q84, ma alla fine ho optato per Norwegian Wood. Non so perché ma, in qualche modo, mi ha attratta di più :)

    • Daniele Imperi
      28 marzo 2013 alle 14:56 Rispondi

      Norwegian Wood l’ho sentito, mi aveva incuriosito per altri motivi però, leggendo il titolo :D

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