Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Lʼimportanza dei lettori beta

Lettori beta

O, come vengono anche chiamati, beta reader. La mia è una brevissima esperienza, ma è bastata per farmi capire che i lettori beta sono una risorsa enorme per un autore. Parlo di autore, non di scrittore di narrativa, perché i lettori beta sono utilissimi anche per chi scrive saggistica, manualistica e, perché no?, sceneggiature per fumetto e cinema.

La mia prima esperienza coi lettori beta, anzi con un unico lettore beta, risale al 1994, quando facevo leggere e correggere i miei racconti – scritti a mano su un quaderno, poiché non avevo né macchina per scrivere né computer – alla mia ragazza.

Nella grammatica era più ferrata di me, ma mi dava anche suggerimenti tipici da editor. Me ne ricordo uno relativo al mio romanzo in forma di diario: mi fece cancellare una frase perché stonava con lʼargomento serio del romanzo.

Non avevo nessun altro a cui far leggere quei primi tentativi di scrittura creativa e mi vergognavo troppo per chiedere a qualche amico.

Perché un autore ha bisogno di lettori beta?

Nella sua autobiografia On Writing Stephen King scrisse di far leggere i suoi manoscritti alla moglie. Ma non è lʼunico autore famoso a fare così. Ogni tanto, nei ringraziamenti finali di qualche romanzo, gli autori ringraziano la propria moglie o il proprio marito per aver letto in anteprima il loro manoscritto e aver dato preziosi consigli.

Ma perché a noi autori servono i lettori beta? Sono i nostri correttori di bozze? O i nostri editor?

Né gli uni né gli altri. Sono, appunto, i lettori beta. Non fanno correzione di bozze, anche se possono – e devono – segnalare refusi e storture grammaticali. Non fanno editing, perché magari non sono editor.

Ma allora cosa fanno? Hanno alcune caratteristiche che si rivelano utili allʼautore.

  • Offrono differenti punti di vista: noi, come autori, leggiamo secondo il nostro punto di vista, i lettori beta con il proprio. 4 occhi vedono meglio di 2, no? Lʼautore è troppo dentro alla storia, e troppo affezionato, per poterla vedere con distacco. Il lettore beta può invece massacrarla come vuole.
  • Hanno un diverso curriculum letterario: ognuno di noi ha le sue letture, qualcuna coincide, ovvio, ma per il resto ogni lettore è diverso dagli altri. E quindi? Quindi i lettori beta possono scoprire la poca originalità di una storia o magari trovarvi un enorme potenziale. Possono essere più ferrati di noi nella conoscenza della letteratura.
  • Sono comunque dei potenziali lettori: ci danno quindi una prova diretta dellʼapprezzamento della storia. Possiamo vederli come un test, come una sorta di preesame del nostro manoscritto.
  • Hanno esperienza nel genere letterario: conoscendolo a fondo, possono darci molti consigli su come migliorare la nostra storia.
  • Hanno esperienza nellʼargomento del testo: vale soprattutto nel caso di saggi e manuali, ma anche per quei romanzi che affrontano problematiche sociali, per esempio, o comunque sono incentrati su temi specifici su cui è bene avere una buona documentazione e un parere esterno.

Come scegliere i lettori beta?

Amici o no? Bella domanda. Se devo essere sincero, non saprei a chi far leggere i miei manoscritti fra gli amici che frequento abitualmente. Ho fatto leggere a una mia amica, che però non conosco di persona, i primi capitoli del mio romanzo di fantascienza e ho avuto buoni riscontri. Era la persona adatta, perché lettrice forte e con una buona conoscenza del genere.

Quindi, come dobbiamo regolarci?

Secondo me dobbiamo scegliere i nostri lettori beta fra persone con cui abbiamo una certa affinità, che abbiamo già conosciuto nella vita reale oppure online. Io non affiderei mai un mio manoscritto a uno sconosciuto qualunque, con cui non ho mai avuto neanche uno scambio di messaggi online.

Il lettore beta devʼessere un lettore forte?

No, assolutamente. Servono senzʼaltro lettori forti, servono senzʼaltro lettori che scrivono, ma credo che servano anche i veri potenziali lettori del nostro libro, quindi gente a cui è diretto il nostro libro, che non sono necessariamente persone che leggono spesso o amanti della scrittura.

In quel caso, forse, potremmo avere un reale riscontro sulla qualità della nostra opera. E per qualità, in questo senso, intendo sentirci dire “Cavolo, io me lo compro appena esce il tuo romanzo!”

Risorse esterne sui lettori beta

Mentre scrivevo questo post, è uscito lʼarticolo “Lettori beta: la mia esperienza” sul blog «Anima di carta». Estemporanea telepatia fra blogger.

E adesso parlatemi della vostra esperienza coi lettori beta. Se lo avete già fatto sul blog di Maria Teresa, ripetetevi. :)

35 Commenti

  1. ombretta
    7 dicembre 2015 alle 07:34 Rispondi

    Sono stata un lettore beta per il saggio storico di un amico e l’ho aiutato soprattutto per la correzione grammaticale e la consecutio che di certo non sono il suo forte. Il problema è stato il suo secondo lettore beta, nonché impaginatore e grafico del testo, che ha corretto alcune cose nei titoli dei capitoli facendolo sbagliare. Il libro ha questi errori stampati che a me risultano orrendi, ma che molti non hanno neanche notato, figurarsi l’editore che ha ricevuto un piccolo aiuto economico dal mio amico! Mi chiedo, ma non bastava un solo lettore beta?

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:06 Rispondi

      Ma che razza di editore era? Non lo era, anzi, visto che ha avuto aiuti economici dall’autore ;)

      • ombretta
        9 dicembre 2015 alle 12:58 Rispondi

        Errata corrige: era in self-publishing

        • Daniele Imperi
          9 dicembre 2015 alle 14:39 Rispondi

          Ah, allora è un altro discorso :)

  2. silvia
    7 dicembre 2015 alle 08:33 Rispondi

    Generalmente mi avvalgo di quattro lettori beta. Mia mamma, insegnante in pensione e autrice di poesie, mi corregge gli errori e la struttura sintattica ed è sicuramente quella che mi fa le critiche più pesanti; un’amica, insegnante di lettere e appassionata di teatro, mi dà consigli sullo stile e sulla costruzione del testo; altre due amiche, entrambe forti lettrici sebbene di genere diversi, che semplicemente mi dicono se è piaciuto o meno. Per me sono fondamentali tutte e quattro, ognuna a loro modo. Mi offrono un punto di vista esterno che io, calata dentro al testo, non riesco ad avere.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:08 Rispondi

      Mi sembra un bel gruppo :)
      Abbastanza assortito.

  3. Salvatore
    7 dicembre 2015 alle 09:29 Rispondi

    Togli beta: “L’importanza dei lettori”; il resto è superfluo. :)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:13 Rispondi

      Non sono d’accordo. I lettori beta sono un ristretto gruppo di lettori “privati”. Il concetto di lettori è più ampio.

  4. Luciano Dal Pont
    7 dicembre 2015 alle 09:30 Rispondi

    “Ti do da leggere il mio libro in anteprima, l’ho appena terminato, però attenzione: mentre lo leggi dimentica la nostra grande amicizia, dimentica che ci conosciamo da una vita e che abbiamo condiviso tanti momenti belli e meno belli che comunque ci hanno unito, dimentica che a volte le critiche mi danno fastidio come la puntura di una spina di una bella rosa, dimentica tutto, fai finta di avere comprato questo libro in una qualsiasi libreria, non conosci di persona l’autore, semplicemente leggilo e danne un giudizio. Buono o cattivo che sia. Se proprio vuoi ricordarti della nostra amicizia, allora fallo nell’ottica di quello che ti sto chiedendo: mi serve un giudizio vero, reale, impietoso, non condizionato da nulla. Grazie.”
    Queste furono le parole che dissi a una mia carissima amica nel momento in cui gli consegnai il mio primo romanzo. Lei è la mia unica lettrice beta, una lettrice appassionata, che legge spaziando attraverso generi diversi, e, soprattutto, non è una scrittrice, anche se volendo potrebbe esserlo, non lo è nel senso che non ha questo tipo di ambizione e non ha mai pubblicato nulla e questa credo sia una caratteristica importante per un lettore beta: deve essere, appunto, un lettore, un semplice lettore che giudica come tale, perché è a questo tipo di persone che si rivolge il mio lavoro, il mio è e deve essere un pubblico di lettori, non di scrittori. Lo scrittore, quando legge opere altrui, è inevitabilmente condizionato da quella che si potrebbe definire come “deformazione professionale” o qualcosa del genere, almeno a me capita questo, mentre io ho bisogno del giudizio del tipico lettore medio, un lettore, però, abituato a leggere molto e un po’ di tutto.
    A me serve molto il giudizio di questa mia amica, e mi è stato utile in diverse occasioni e lo sarà di certo anche per il romanzo che sto terminando in quest giorni e che tra poco le darò da leggere.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:15 Rispondi

      Hai fatto bene a scrivere quel messaggio, il lettore beta deve essere spietato :D

  5. Andrea Torti
    7 dicembre 2015 alle 11:48 Rispondi

    Bellissimo il concetto di “lettori Beta” :D
    In fin dei conti, come nei software e nelle app, anche i testi passano attraverso diverse versioni.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:16 Rispondi

      Lettori cavia sarebbe stato brutto :D

  6. animadicarta
    7 dicembre 2015 alle 14:56 Rispondi

    Prima di tutto grazie della citazione :)
    Come hai messo in evidenza in questo post, è importante fare una scelta oculata dei nostri lettori beta, perché un parere sbagliato può portarci fuori strada, se non abbiamo abbastanza consapevolezza di quello che abbiamo scritto. In certi casi la responsabilità da parte di chi dà suggerimenti è grande. Non mi riferisco tanto alle piccole correzioni, quando alle scelte più importanti e strategiche per la storia. A me finora non è ancora capitato di fare da beta per un romanzo completo, solo piccoli stralci, ma credo che mi sentirei in difficoltà a dover consigliare grosse modifiche nella trama o nei personaggi, o di impostazione del discorso nel caso di saggi.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:18 Rispondi

      Conosco persone, infatti, a cui non farei leggere nulla di mio in “versiobe beta” :D
      Il lettore beta per me dovrebbe intervenire già da quando il romanzo è in forma di trama.

  7. Fulvio
    7 dicembre 2015 alle 15:05 Rispondi

    Argomento molto delicato, caro Daniele. Su molti siti di case editrici e ancora più spesso su testi di editor e scrittura creativa, mi è capitato di leggere molto spesso il segunete concetto: se il tuo libro è piaciuto a tua sorella oppure a tua moglie (che è già meglio, essendo le mogli a volte più impietose), questo non vuol dire che abbia un valore leterario.
    Ho applicato questo concetto alla lettera, tanto è vero che il mio primo romanzo, giudicato molto positivamente da mia moglie e da mia sorella, è ancora nel cassetto…

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:21 Rispondi

      Sorella e moglie sono in genere troppo legate all’autore, forse è per quello. King avrà una moglie più spietata, o forse solo più esperta come lettrice.

  8. Gabriele
    7 dicembre 2015 alle 18:52 Rispondi

    Il mio primo lettore è mia moglie ed è quella che mi trova tutti quei piccoli errori di battitura.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:23 Rispondi

      Devi trovare un lettore beta che ti trova anche problemi nella storia.

  9. Marina
    7 dicembre 2015 alle 19:04 Rispondi

    Non l’ho mai preso in considerazione, ma sbagliavo (sbagliavo per ignoranza, perché sconoscevo la figura); ricordo di avere fatto leggere il mio romanzo a un’amica, ma solo perché ero contenta che lo facesse lei prima di chiunque altro. Adesso ne ho capito l’importanza, soprattutto da quando sto provando io a fare il terzo occhio per un’amica che mi ha regalato la sua fiducia in una veste per me nuova. In futuro, me ne avvarrò sicuramente anch’io.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:24 Rispondi

      Forse ti rendi conto della loro importanza quando sei tu a fare da lettore beta a qualcun altro :)

  10. CogitoErgoLeggo
    8 dicembre 2015 alle 19:03 Rispondi

    I miei primi lettori beta sono stati i miei genitori ma, visto che non avevano molto tempo da dedicare alle mie scempiaggini e io preferivo non infastidirli, ho deciso di farne a meno.
    Col tempo, però, mi sono resa conto che avevo bisogno di qualcuno che leggesse le mie storie e mi desse un parere critico, così mi sono creata il mio team di lettori cavia.
    Ho tre lettori beta di cui mi fido.
    Il mio ragazzo commenta senza pietà le incongruenze della storia e mi aiuta a cavarmi dai pasticci quando non riesco a trovare una soluzione logica a un problema che ho creato.
    Ho poi un’amica che corregge principalmente gli errori di ortografia e sintassi e ogni tanto fa qualche domanda, anche se di rado. Lei rientra nella categoria di “lettrice entusiasta”, quindi difficilmente nota che qualcosa nella trama stride (anche se fa bene alla mia autostima quando mi blocco).
    La terza persona è una ragazza che in realtà è una mia conoscente, più che un’amica. Nonostante questo, so che è una persona adatta a valutare un romanzo fantasy, viste le sue letture abituali. Inoltre fa sempre un’analisi molto critica di quello che legge e lei, a differenza del mio ragazzo, non conosce gli svolgimenti futuri della storia, quindi tutte le sue domande sono utili per farmi capire se sto andando nella direzione giusta o sbagliata. Diciamo che il suo parere è quello più utile dal punto di vista dei futuri lettori.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:26 Rispondi

      Anche tu hai creato un bel gruppetto assortito :)

  11. Grazia Gironella
    8 dicembre 2015 alle 21:01 Rispondi

    Secondo me le caratteristiche principali sono, oltre all’affinità, la passione per la lettura e per lo specifico genere. Fare leggere un libro per ragazzi o un fantasy a qualcuno che non è abituato a leggerli e/o non li ama è tempo perso per tutti. La competenza tecnica, invece, può essere utile ma anche controproducente, perché può rendere ipercritici. Questo può aiutare l’autore a correggere il testo, ma non sempre gli rende l’impressione del vero lettore qualunque.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:32 Rispondi

      Sì, di sicuro deve essere qualcuno che ama leggere, anche se non per forza uno che legge 50 libri l’anno. E non qualcuno che odi il genere che scrivi, altrimenti non sarà mai un lettore beta :)

  12. Chiara
    9 dicembre 2015 alle 08:57 Rispondi

    Al momento, la mia unica lettrice beta è Marina Guarneri: il romanzo è alla prima stesura, quindi mi dà consigli proprio sulla base della storia. Anche Tenar ha letto qualcosina, ma in questa fase non voglio assolutamente mettere l’opera in mano a troppa gente, perché rischierei di confondermi. Mi serve un confronto diretto perché, da esordiente, ho bisogno di comprendere se mi sto muovendo nel modo corretto, però non voglio mettere troppa carne al fuoco.
    Per la versione revisionata, i beta saranno molti di più. :)

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 11:42 Rispondi

      Se per te ora va bene un solo lettore beta, tienine solo uno. Magari per altri romanzi avrai bisogno di più persone.

      • Chiara
        9 dicembre 2015 alle 13:46 Rispondi

        Per ora, perché il romanzo non è concluso e troppi pareri diversi potrebbero mandarmi in confusione. Quando l’opera sarà completa e revisionata la sottoporrò a persone diverse. :)

  13. Federica Rizzi
    9 dicembre 2015 alle 11:55 Rispondi

    I lettori beta illuminano dove noi non vediamo, scovano senza ombra di dubbio quello che non va e, poiché sono sinceri, apprezzano DAVVERO ciò che di buono scriviamo!!
    Personalmente mi affido al fiuto infallibile di mia sorella e ad un amico (di lunga data, ma che vedo poco, il che lo rende oggettivo e distaccato).

    Ps: bello il ricordo all’inizio del suo post!

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 12:04 Rispondi

      Ciao Federica, grazie e benvenuta nel blog.
      Giusto, i lettori beta devono anche apprezzare le nostre storie, non solo criticarle :)

  14. Loredana
    9 dicembre 2015 alle 17:40 Rispondi

    Quanti suggerimenti utili, utilissimi, e tutti insieme…Io sono stata una lettrice beta, recentemente, e mi è piaciuto molto. Ho notato che leggevo la storia in un altro modo. Cambia qualcosa della prospettiva, quando devi essere un po’ la prima “verifica” di un romanzo, rispetto a quando leggi per diletto o per studio.

    • Daniele Imperi
      9 dicembre 2015 alle 17:57 Rispondi

      Grazie.
      Vero: si legge la storia in un modo diverso. Forse non te la gusti come se leggessi un libro, è un altro tipo di lettura.

  15. Lisa Agosti
    10 dicembre 2015 alle 07:16 Rispondi

    Amici o non amici? NON amici è il mio consiglio, anche se sono forti in materia di scrittura.

    Io ho corretto due romanzi per un’amica e quando è stato il mio turno di mandarle le bozze, nonostante si fosse ripetutamente offerta di aiutarmi, non ha mantenuto l’impegno. Ovviamente ho pensato che la mia scrittura fosse talmente pallosa da risultare illeggibile anche a chi mi vuole bene, è stata una botta alla mia autostima, e ora quando parliamo siamo entrambe costrette a evitare il discorso.

    Non ho ancora avuto il coraggio di mandare le bozze a qualcun altro, ma sicuramente non sarà un amico d’infanzia!

    • Daniele Imperi
      10 dicembre 2015 alle 08:26 Rispondi

      Queste situazioni sono brutte, però penso che il toro vada sempre affrontato per le corna. Parlare chiaramente con la persona è per me l’unica cosa da fare. Ma l’esperienza insegna e per oggi spero di aver finito con le frasi fatte :D

  16. Danilo
    12 dicembre 2015 alle 18:06 Rispondi

    Ottimo post, ho un manoscritto che tra un pò pubblicherò e non avevo pensato ai lettori beta. Grazie del consiglio e complimenti per il sito è pieno di consigli molto utili :-)

    • Daniele Imperi
      14 dicembre 2015 alle 08:44 Rispondi

      Ciao Danilo, grazie e benvenuto nel blog. Se il manoscritto da pubblicare sarà a pagamento, allora c’è anche bisogno di un editor, non bastano i lettori beta.

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.