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Lʼimportanza della letteratura per bambini e ragazzi

Lʼimportanza della letteratura per bambini e ragazzi

Quando ho parlato di cosa possa imparare uno scrittore dai romanzi per ragazzi, avevo detto che sarei tornato sullʼargomento, per analizzare queste storie dal punto di vista della lettura e non della scrittura. Per capirne il valore nella letteratura.

A me piace leggere romanzi per ragazzi, sia perché mi piacerebbe un giorno scrivere per questo pubblico sia perché li trovo una lettura rilassante e sempre divertente. È come un mondo nuovo da scoprire e credo che possa accontentare tutti i gusti.

Cʼè qualcuno che tende a svalorizzare questo tipo di letteratura – come anche i fumetti per bambini – considerandola di serie B, non ai livelli di romanzi impegnati o di storie più profonde. In realtà, forse, è lʼesatto contrario: non è facile, credo, scrivere romanzi per bambini e ragazzi, perché bisogna prendere in considerazione molti dettagli.

Perché, dunque, è importante la letteratura per bambini e ragazzi? Ecco i miei motivi.

Accoglie un pubblico di minori

Questo è il primo motivo che mi viene in mente e penso che sia anche il più valido in assoluto: che cosa leggono, altrimenti, bambini e ragazzi? Se non ci fosse questa letteratura, non ci sarebbero storie per loro. Sarebbero tagliati fuori dalla lettura.

E non ditemi che possono leggersi i libri di scuola, perché siamo stati tutti bambini e ragazzi e sappiamo benissimo che non ci piaceva leggere quei libri (eccetto che ai secchioni che leggeranno questo post).

La letteratura per i più piccoli (dai sei anni ai 13 diciamo, poi si entra in quella definita young adult, per adolescenti) deve quindi continuare a esistere e essere popolata sempre di nuovi libri.

Aiuta lo sviluppo della mente

Questo motivo è strettamente legato al precedente. Leggere fa bene alla salute mentale, lo sappiamo. Per i minori, quindi, leggere migliora il loro sviluppo cerebrale, cognitivo. Li aiuta a sviluppare la creatività, ma anche a formare proprie opinioni, a ampliare la loro immaginazione.

Ecco che la lettura, negli anni della formazione, diventa una vera necessità. Per alcuni psicologi dello sviluppo la lettura migliora lʼaspetto sociale dei minori, perché mostra loro più punti di vista, facendogli conoscere altri bambini e ragazzi e non fossilizzandoli nellʼegocentrismo della tenera età.

Migliora il linguaggio dei minori

Se leggere fa bene a uno scrittore, perché grazie ai libri potrà conoscere nuove soluzioni narrative e perché arricchirà il suo vocabolario, questo è altrettanto vero per i più piccoli.

Grazie alla lettura potranno migliorare il proprio linguaggio, perché conosceranno altri vocaboli, impareranno meglio le regole grammaticali, perché le troveranno applicate e non solo spiegate.

Mostra al pubblico le problematiche dei minori

Ogni volta che leggo un romanzo per i più piccoli, mi immergo in un mondo per me ormai svanito, sostituito dallʼetà adulta e da tutta una serie di altri problemi che, per lʼegoismo degli adulti, sono più gravi.

In realtà ogni problema è a sé e soprattutto – eccetto rari casi – equiparato allʼetà. Per un bambino di 4 anni è un problema grave trovare un suo giocattolo rotto, mentre per noi è una scemenza, specialmente se abbiamo appena perso il lavoro o ci è arrivata una multa salata. In alcune nazioni i bambini di quella età hanno invece problemi ben più gravi di un lavoro perso e di una multa, se vivono sotto bombardamenti e rivolte.

Quello che voglio dire è che leggendo quei romanzi possiamo in un certo senso capire meglio bambini e ragazzi, vivere il loro mondo e come risolvono certe situazioni personali. Ecco perché dico che è difficile scrivere quelle storie, perché lʼautore deve tornare indietro nel tempo e avere la giusta sensibilità per rappresentare quel mondo perduto.

Abitua alla lettura

Per me anche questo è un valido motivo. La letteratura per ragazzi ha anche questo compito, quello di introdurre i piccoli alla lettura, al mondo dei libri e delle storie. Certo, non basta la semplice esistenza dei libri per far amare la lettura, sappiamo anche questo, altrimenti, con tutti i libri pubblicati ogni anno in Italia, saremmo i più grandi lettori al mondo.

Ma lʼesistenza della letteratura per bambini e ragazzi è comunque un inizio o, meglio, è il materiale che serve per fargli apprezzare la lettura. Il resto spetta alla famiglia e alla scuola.

Questi sono i valori che do a questo tipo di letteratura, sempre più presente nella mia libreria. Voi cosa ne pensate? Che valore date ai libri per bambini e ragazzi?

24 Commenti

  1. nani
    16 novembre 2015 alle 06:55 Rispondi

    Il mio lavoro di tesi si basava sull’analisi di cinque fiabe di un grande autore straniero. Cinque fiabe rivolte naturalmente ai bimbi, ma anche agli adulti che le leggevano ai piu’ piccoli. Ebbene, scrivere per un pubblico cosi’ variegato, su diversi livelli interpretativi, non e’ cosa comune.
    Ma anche se ci si volesse riferire solo ai piccoli, tralasciando i grandi, come dici tu, non e’ semplice. Il loro mondo e’ cosi’ diverso dal nostro, con una mitologia del fantastico cosi’ variegata e totalizzante che per entrarci davvero bisogna essere capaci di percepire le cose in modo diverso.
    Proprio ieri leggevo l’antologia di racconti horror di giovani scrittori italiani, uscita su uno di questi e-magazine nostrani per halloween. Ce n’era uno che parlava di due bambini incappati in un mostro, simil strega-dea mitologica-affini. Lettura piacevole, caratterizzazione forse un po’ troppo americaneggiante, ma in fin dei conti godibile. Se non fosse per il fatto che questo giovane scrittore non ha mai avuto a che fare con un bambino di 4 o 11 anni nemmeno di striscio: pensieri, similitudini, considerazioni troppo adulte per rendere credibile il personaggio. Ed e’ un peccato, perche’ tutto sommato era uno dei racconti piu’ carini. Magari questo non c’entra un granche’ con lo scrivere per i bambini, ma per dire che sono d’accordo, bisogna sentire familiare un mondo che ormai non lo e’ piu’ da tempo per scrivere rivolti a questo pubblico (o riguardo a un simile pubblico).

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 12:07 Rispondi

      Qual è questo autore?
      Scrivere per i piccoli è difficile, lo dico sempre. La letteratura per bambini è complessa, soprattutto perché, come hai fatto notare, bisogna essere capaci di rendere credibili i personaggi.

  2. silvia
    16 novembre 2015 alle 10:18 Rispondi

    Condivido in pieno la tua analisi. Ho un bambino di 9 anni. Fortunatamente già per sua caratteristica personale si è appassionato alla lettura fin da piccolo. Ora nella sua scuola elementare le maestre invitano i bambini a leggere: hanno creato una piccola biblioteca di libri per ragazzi e ne propongono la lettura senza imporre tempi o compiti ad essa collegati. E’ un’iniziativa che ha molto successo tra i bambini e penso che, grazie anche a questo, molti di loro continueranno a leggere da grandi.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 12:11 Rispondi

      Il problema è come farli appassionare alla lettura da piccoli. Come ci è riuscito il tuo? :)
      Se la lettura non è legata ai compiti, è più piacevole a quell’età.

      • silvia
        16 novembre 2015 alle 13:38 Rispondi

        Sicuramente in parte è una sua passione innata. Poi credo che abbia influito il fatto che a casa nostra i libri sono l’oggetto più amato, desiderato, considerato. Fin da quand’era piccolo leggevamo molto assieme, quando ancora nemmeno sapeva leggere. E’ sempre stato per me un modo privilegiato di stare assieme ai miei bambini, mi ha sempre dato gioia.
        Credo che sia tutto lì.

        • Daniele Imperi
          16 novembre 2015 alle 13:42 Rispondi

          Hai fatto bene, leggergli libri prima ancora che sappiano leggere di sicuro li stimola ad amare la lettura.

  3. Tenar
    16 novembre 2015 alle 10:53 Rispondi

    Anch’io condivido in pieno la tua analisi. Aggiungo che alcuni libri illustrati per bambini piccoli sono dei veri e propri capolavori, in cui testo e parte grafica diventano tutt’uno, apprezzabilissimi anche dagli adulti.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 12:12 Rispondi

      Hai provato a leggere i romanzi illustrati di Brian Selznick?

      • Tenar
        16 novembre 2015 alle 18:30 Rispondi

        Il nome non mi dice nulla (ma sono pessima con i nomi).Però ti consiglio il simpaticissimo “Diario di un vombato”

        • Daniele Imperi
          17 novembre 2015 alle 08:14 Rispondi

          Hai visto o sentito il film “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”? Tratto dal suo romanzo omonimo. Ho appena letto anche “La stanza delle meraviglie”. I suoi romanzi sono in parte scritti e in parte illustrati, la narrazione si interrompe e continua coi disegni ;)

  4. Ivano Landi
    16 novembre 2015 alle 11:10 Rispondi

    Io do moltissimo valore alla letteratura per ragazzi, al punto che molti libri li ho letti fuori tempo, cioè da adulto. Tra questi, veri capolavori come Il mago di Oz, Peter Pan, Winnie the Pooh, Alice nel paese delle meraviglie, Piccole donne, Il vento nei salici. Di alcuni di questi “recuperi” avevo letto da bambino delle parti (un estratto di Winnie the Pooh, per esempio, è compreso nel secondo volume dei Quindici) o, più spesso, la versione disneyana. Un po’ rimpiango di non aver avuto la possibilità di leggerli già allora nella versione integrale, come ho invece potuto fare con altri classici: Robinson Crusoe, Il libro della giungla, Pinocchio, Il richiamo della foresta, Zanna Bianca, il ciclo dei romanzi di Tarzan.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 12:13 Rispondi

      Anche io leggo molti libri per ragazzi fuori tempo, anzi ormai li leggo solo fuori tempo perché da bambino non leggevo :)
      La mia lista su Amazon è piena di libri per bambini e ragazzi.

  5. Pades
    16 novembre 2015 alle 18:03 Rispondi

    Mio figlio ha 11 anni: gli abbiamo sempre letto qualcosa la sera, prima del sonno, fino a quando è stato in grado di leggere da solo e anche dopo. Mi sono così riletto decine di libri (uno dei miei preferiti, riletto due volte a grande richiesta, “Le avventure di Jim Bottone” di Michael Ende, quello della “Storia Infinita”, bello anche quello), passando per tutto Rodari, Collodi, pefino Salgari e via leggendo. Uno spasso. E siccome impostavo anche la voce quasi recitandoli, una volta, a cinque anni, mi disse che leggevo così bene che “sembrava una storia in 3D”. Alle elementari la maestra ci ha chiamati per dirci che aveva una proprietà di linguaggio che neanche certi adulti hanno, voleva sapere come fosse possibile. Mai imposto titoli in particolare, può leggere tutto quello che vuole, e adesso andare in libreria a curiosare fra gli scaffali è una delle sue uscite preferite, e legge molto. Sono soddisfazioni. Secondo me tu, per i ragazzi, scriveresti benissimo perché sai usare un linguaggio comprensibile.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2015 alle 18:15 Rispondi

      Di Ende ho letto un po’ di romanzi, ma non Jim Bottone. Ci avevo visto giusto, allora, che leggendo i bambini migliorano il linguaggio. Sono belle soddisfazioni, sì.
      Vedremo quando mi metterò a scrivere per i ragazzi che verrà fuori :D

      • pades
        16 novembre 2015 alle 20:55 Rispondi

        Se ti servono dei beta-reader, siamo qua. ☺

        • Daniele Imperi
          17 novembre 2015 alle 08:15 Rispondi

          Grazie, ne terrò conto :)

  6. Grazia Gironella
    18 novembre 2015 alle 11:04 Rispondi

    Sono un’appassionata di letteratura per bambini e ragazzi, e anche per questo sono arrivata a scrivere per adolescenti. Secondo me è particolarmente gratificante pensare che una mia storia possa lasciare una traccia nella vita del lettore, e questo nel caso dei ragazzi è reso più possibile dalla mancanza dei filtri che rendono gli adulti frettolosi, assuefatti agli stimoli e spesso cinici. Inoltre è capitato a tanti di iniziare ad amare la lettura grazie a un libro specifico che ha fatto da apripista. Questo per me sarebbe un sommo onore. :)

    • Daniele Imperi
      18 novembre 2015 alle 11:29 Rispondi

      Prima di scrivere per adolescenti voglio leggere parecchi libri per ragazzi, bisogna capire bene che genere di storie e che linguaggio usare.

  7. monia74
    19 novembre 2015 alle 14:15 Rispondi

    Il mio ne ha 7 e tuttora gli leggo qualcosa alla sera. A volte capita che quando io lo saluto, poi si legga da solo qualcosa. Penso sia il modo giusto di affrontare la lettura, più che le storielle che gli danno a scuola, banali, sciocche, e tendenzialmente scritte con vocaboli in disuso (non voglio generalizzare… però quando mio figlio storce il naso, spesso lo storco anch’io).
    Credo che quello che la scuola non coglie è che anche a 6-7 anni hanno già i loro interessi e i loro gusti (il mio ad esempio ha due grossi volumi di astrologia e di mitologia): dovrebbero sfruttare i loro interessi per proporgli letture adeguate. Se una cosa ti interessa e sei nell’età in cui la tua mente è una spugna, ti entrerà dentro senza neppure doverci pensare.

    Il bello della letteratura per bambini per me è quando riesce a rendere semplici libri per adulti o materie complesse (appunto, l’astrologia e la mitologia, ma penso anche all’adattamento di Geronimo Stilton dell’Odissea o Moby Dick o 20000 leghe sotto i mari)

    L’altra cosa bella è che i libri per bambini non sono monolinguaggio: usano il testo, ma anche le immagini, il tatto, l’olfatto (cito ancora geronimo st). E i migliori riescono ad integrare questi linguaggi in modo molto artistico, ad esempio cambiando colore e formato al testo.
    Insomma c’è ricerca, completezza, approfondimento. In fondo, forse, siamo noi adulti che abbiamo perso parte di questi canali, crescendo. Noi non abbiamo quasi più neppure le immagini di copertina.

    • Daniele Imperi
      19 novembre 2015 alle 14:36 Rispondi

      Hai ragione, in effetti la scuola dovrebbe spronare a leggere secondo i gusti personali del bambino.
      Gli adattamenti dei romanzi a me però non piacciono, finisce che da adulto non leggerai il testo reale.

      • monia74
        19 novembre 2015 alle 14:47 Rispondi

        Naa, non è detto. Io, piuttosto, mica l’ho letta l’odissea originale, e invece ho scoperto che è fichissima :)
        Dipende dal bambino. Magari a un’altra età si ricorderà di una storia che gli era piaciuta e la vorrà leggere completa di descrizioni e aggettivi “da grande”. Perchè no? tu non rileggi le storie che ti piacciono o ti sono piaciute? :)

        • Daniele Imperi
          19 novembre 2015 alle 15:08 Rispondi

          Sì, le rileggo. Però per fortuna non ho mai letto quegli adattamenti, per me rovinano la letteratura. Se una storia non è nata per i bambini, allora la leggeranno da grandi. Oppure crei un adattamento a fumetti o qualcosa di simile. Ma cambiare il linguaggio e purgare un romanzo no, non credo sia giusto.

          • monia74
            19 novembre 2015 alle 15:13

            è un pregiudizio oppure ne hai letto qualcuno stravolto e non ti è piaciuto?

        • Daniele Imperi
          19 novembre 2015 alle 15:18 Rispondi

          I pregiudizi derivano sempre dall’esperienza diretta :)
          Anni fa ho comprato un’edizione dei Viaggi di Gulliver in edicola, per poi scoprire che era stato adattato per i ragazzi. Linguaggio semplificato e storia dimezzata. Ma è così per ogni romanzo per adulti adattato.
          Non voglio pensare come avranno ridotto Tom Sawyer e Huck Finn…

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