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Intervista a Leone Editore

Leone Editore

Qual è stato il vostro sogno all’inizio della vostra avventura editoriale e che cosa è cambiato da allora?

La Leone Editore nasce nel gennaio 2009 per volontà di Antonio Leone, che, dopo una lunga esperienza come imprenditore, decide di dedicarsi alla sua antica passione: i libri. Un cambio radicale di vita e di orizzonte, con l’ambizione di produrre un po’ di quei buoni libri che fino ad allora leggeva soltanto.

Un giudizio obiettivo sull’editoria italiana: che futuro ha e come dovrà evolversi per restare attiva?

Per un piccolo editore, appena nato, la vita è assai difficile. Lo sapevamo, iniziando, e lo sappiamo anche adesso. Crediamo che una sola carta possa essere quella vincente: scegliere con cura e pazienza ciascun volume che mettiamo in catalogo. E qualche soddisfazione in questi anni, pur difficili e duri, ce la siamo presa e ci ha ripagato delle tante fatiche. D’altra parte non nascondiamo che le difficoltà enormi in fatto di distribuzione e promozione, la ristrettezza degli spazi di visibilità (stampa, web etc.), la diffidenza che molti lettori nutrono spesso nei confronti dei tanti piccoli, e purtroppo sconosciuti, marchi, sicuramente non semplifica le cose. Anche se si sta assistendo negli ultimi tempi a un rilancio dell’editoria indipendente, vista come più libera e meno legata agli schemi collaudati dei grandi gruppi. Offrire qualcosa di curato nei dettagli e di fresco e innovativo rispetto a molte cose “già viste” e “già lette” resta la strada migliore per farsi spazio e accreditarsi come marchio serio e affidabile.

Come instaurate un dialogo coi vostri lettori? Lo ritenete sufficiente?

Innanzitutto attraverso il web. È attivo un canale di comunicazione dal nostro sito, attraverso il quale qualunque lettore può scrivere ai nostri autori su una particolare casella e-mail. Questo ci permette di farci un’idea del gradimento e delle aspettative del pubblico.

In Italia si legge poco: una frase che si sente troppo spesso ultimamente. Quali sono secondo voi i motivi di questa scarsa attitudine alla lettura e quali “misure” prendete – o vorreste prendere – per aumentare questi numeri?

Abbiamo l’ambizione di una letteratura popolare. Nel senso più alto e nobile della parola; romantico, manzoniano, per intenderci. Una letteratura che sappia rappresentare le aspettative di vasti segmenti di popolazione, senza per questo rincorrere mode becere o produrre unicamente letteratura di basso consumo. Popolare come atto profondamente rispettoso del lettore e delle sue diverse anime, qualcosa che possa intrattenerlo in modo intelligente, incuriosirlo senza volgarità gratuite o espedienti scontati, suscitare emozioni vere e intense, non effimere, sperando di lasciare una traccia, insomma. Per questo il nostro catalogo, che al momento ha un focus dedicato alla sola narrativa, presenta tutti i diversi generi: romanzi storici nella collana Orme, uno dei nostri fiori all’occhiello, gialli, thriller e noir in Mistéria, così come diamo spazio alla letteratura per l’infanzia negli Scapestrati.

Siete in genere soddisfatti delle vostre campagne di marketing editoriale? E quanto si impegnano i vostri autori nella promozione dei loro libri?

Da un punto di vista della produzione, perché non bisogna dimenticarsi che le case editrici sono a tutti gli effetti aziende, la pubblicazione di un libro non è che il primo passo di una serie di attività per garantire al titolo e all’autore il massimo della visibilità. Per l’autore è senza dubbio un momento di grande soddisfazione, ma è anche il momento di rimboccarsi le maniche e credere in ciò che ha fatto, promuovendosi, presenziando agli eventi e alle fiere a cui aderiamo. Per la casa editrice, la speranza è sempre quella che si possa inaugurare un cammino insieme con la pubblicazione di tante altre opere insieme, magari con successo crescente!

Avete riscontri positivi dalla vostra presenza nel web? Quanto la ritenete importante e come vorreste migliorarla?

Il potenziale c’è, ma per i piccoli editori è tutto da esplorare. Siamo partiti dal giorno zero con il sito, dove pubblichiamo le nostre novità e ogni informazione utile ai lettori, e da cui si possono acquistare i libri cartacei. Siamo sui principali canali come Facebook o Anobii, e abbiamo effettuato ed effettueremo in futuro campagne di marketing sui principali siti di vendita online (IBS, La Feltrinelli, Amazon…). Per cui si tratta di una presenza forte, e stiamo studiando come ampliarla ulteriormente. Un passo non semplice perché, al di là delle belle idee che circolano sul Web, non si tratta di un terreno dove ci si può fare pubblicità gratis. Servono anche in questo caso tempo, investimenti, risorse umane che una casa editrice ai suoi primi passi può non avere. Di certo l’editoria elettronica, ma anche l’abitudine a scoprire novità sul web, si stanno radicando profondamente nei lettori, per cui in futuro il mercato editoriale potrebbe cambiare radicalmente.

Perché un lettore dovrebbe leggere i vostri libri? Che cosa rende differente il vostro catalogo dagli innumerevoli altri?

Il punto di forza di Leone Editore è la sua trasparenza. Siamo animati da una vera passione per la narrativa, una narrativa popolare e di qualità che sappia rispondere alle esigenze di gusto di tutti i lettori, senza distinzioni di nessun tipo. Per questo investiamo sugli autori che ci convincono, senza chiedere contributi o acquisti obbligatori di volumi, come spesso succede in Italia. Crediamo che la chiarezza d’intenti sia il modo migliore per farsi riconoscere sul mercato e dai lettori.

Che cosa vi sentite di consigliare agli aspiranti scrittori che vorrebbero pubblicare con voi?

Ci sentiamo di dare un consiglio a chi ci vorrà spedire i suoi testi: controllate bene il nostro catalogo e se vi interessa una collana magari comprate uno dei libri per avere realmente idea di cosa pubblichiamo. Magari scoprirete che il vostro testo non si incastra bene al suo interno e eviterete di spendere denaro inutilmente. E per favore, rileggete più e più volte quello che avete scritto. Per fare un esempio: capita di ricevere testi, talvolta perfino di laureati in lettere, zeppi di errori di grammatica e sintassi, talvolta addirittura di ortografia. Un testo trasandato nella lingua è un pessimo biglietto da visita, credeteci. Non abbiate fretta. Non bruciatevi l’occasione pur di spedire quanto prima il testo e sperare nella sua pubblicazione. Un editore valuta anche quanto un testo sia più o meno vicino alla sua versione finale. Testi anche buoni, ma ancora grezzi, possono venire scartati. Scrivete, rileggete. Rileggete ancora. Chiedetevi se avete tolto tutto quello che c’era da togliere. Mettetevi nei panni del lettore e scoprite se ha motivi per leggere o non leggere il vostro libro. Fatelo leggere a qualcun altro e accettate i consigli. Quando ci avete pensato a fondo, allora entrate in contatto con l’editore.

Il mercato degli ebook si sta espandendo. Come accogliete questa tipologia di pubblicazione? Ritenete che possa “danneggiare” le edizioni cartacee?

Stiamo valutando da tempo la questione e per ora abbiamo deciso di restare alla finestra. Potenzialmente è una rivoluzione totale dell’editoria, ma il mercato, in Italia, forse non è ancora pronto. Indubbiamente, a noi piace sempre di più poter sentire il fruscio della carta, il suo odore e la piacevolezza del contatto. In fondo, il libro, anche come oggetto, è un piccolo capolavoro di per sé.

Quanto ritenete valida la promozione della lettura in Italia? Fiere, eventi letterari, iniziative: sono sufficienti secondo voi? Come si potrebbe migliorare la situazione?

In Italia ci sono moltissime iniziative, ma non è tanto facile per un “piccolo” potervi essere rappresentato adeguatamente. Anche nelle fiere di settore, è difficile catturare l’attenzione dei lettori in mezzo al mare magnum delle proposte editoriali e riuscire farsi conoscere senza cedere alla moda più banale e volgare.

Un commento

  1. Il meglio di Penna Blu – Marzo 2012
    3 aprile 2012 alle 12:04 Rispondi

    […] a leggere Intervista a Leone Editore. Archiviato in Risorse il 3 aprile 2012 – Aggiungi un […]

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