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Perché leggo lo spionaggio

Libro spionaggioFin da bambino sono stato affascinato dallo spionaggio. Il mondo delle spie, degli agenti segreti è senza dubbio un mondo che incuriosisce e che, a dire la verità, dovrebbe essere appunto segreto, quindi non si spiegano romanzi e film sullo spionaggio. Ma questo è un altro discorso.

Leggo lo spionaggio perché ho voluto avvicinarmi alla passione che avevo da bambino, quando mi immaginavo spia e sabotatore ingaggiato da chissà chi e fantasticavo su missioni segrete da svolgere, ovviamente alla mia portata, come far danni qui e là. Da adulto ho smesso di far danni, in un certo senso, e ho preso a leggere romanzi di spionaggio.

Che cosa è lo spionaggio

Al di là delle definizioni ufficiali, come al solito scrivo ciò che rappresenta per me questo genere, ciò che mi aspetto dalla sua lettura, ciò che mi lascia. Il cinema ci ha fornito parecchi film sul genere, ma un conto è vedere un film e un altro è leggere un libro.

Perché leggere romanzi di spionaggio – che non sono thriller, anche se c’è suspense, emozione, ecc. e non sono neanche gialli – significa entrare in un mondo lontano dal nostro, dove tutto ciò che siamo abituati a vedere viene distorto, dove la tranquillità della nostra vita può diventare una corsa contro la morte, dove ci troviamo di fronte a personaggi che hanno fatto della mancanza di scrupoli la loro bandiera.

  1. Suspense: c’è sempre tensione in un romanzo di spionaggio, in fondo si tratta di agenti che operano nel rischio continuo, che devono affrontare situazioni limite.
  2. Avventura: lo spionaggio è anche questo. Spie che viaggiano da un capo all’altro del pianeta e che devono risolvere problemi di ogni genere è comunque avventura. Pensate a qualche film di James Bond. Beh, i romanzi che ho letto io non erano così movimentati ed esagerati, ma molto più umani e realistici.
  3. Mistero: c’è sempre quel senso di mistero nello spionaggio, proprio per il significato stesso del termine, forse. Un’aura che avvolge le spie, gli agenti segreti, che li rende da una parte umani e vulnerabili e dall’altra irraggiungibili.
  4. Realismo: ho notato anche un certo realismo, ossia un mostrare la cruda realtà del nostro mondo, ben delineata, che va oltre le impossibili invenzioni alla 007, ma si limita a una credibilità che non perde forza, anzi risulta più accettabile e non per questo meno efficace.

In certi casi ho notato una certa mancanza di dinamismo nelle storie, ma non sono risultate assolutamente noiose. Certo, in buona parte dipende dalla capacità di narrazione dello scrittore, che deve riuscire a mantenere viva l’attenzione del lettore.

Alcuni di questi romanzi erano scritti in prima persona, e forse per questo genere letterario la storia risulta più credibile, perché viene vista come un diario scritto dall’agente segreto, che parla della sua missione. Ovviamente è un semplice pensiero personale, nel senso che se dovessi scrivere una storia di spionaggio molto probabilmente userei la prima persona.

Il primo romanzo di spionaggio letto

Si tratta de L’esca di L. Deighton, una delle avventure del personaggio Bernard Samson, su cui ho altri romanzi. Avevo conosciuto Len Deighton per caso e mi sono subito appassionato a quell’autore così versatile. Pian piano ho acquistato i suoi romanzi di spionaggio e quelli letti mi sono piaciuti.

L’esca è solo il quarto romanzo della serie dedicata a quell’agente, ma l’ho trovato interessante e il protagonista ben delineato e interessante. Ho i primi tre libri della serie, Gioco a Berlino, Mexico City e L’ultima partita.

Lo stile di Deighton, quando scrive di spionaggio, è pulito e secco, ma coinvolgente. Credo che sia anche un po’ cinematografico, nel senso che leggendo questi suoi romanzi sembra di assistere a un film, per la loro immediatezza e il taglio narrativo.

Perché leggete lo spionaggio?

E voi leggete romanzi di spionaggio? Se sì, perché?

11 Commenti

  1. franco zoccheddu
    23 novembre 2012 alle 10:41 Rispondi

    Iniziai “L’agente segreto” di Conrad, lasciato a pag 40, un po’ inconcludente, ma forse ero superficiale, mi aspettavo un Le Carré antelitteram.
    A proposito: il mio romanzo di spionaggio preferito è “La Casa Russia” di Le Carré, da non sottovalutare l’ottima sceneggiatura che ne ha ricavato Tom Stoppard (sceneggiatore eccelso, ragazzi!) per il film con Connery e Pfeiffer. Altro livello rispetto a 007 e affini: qui non c’è KGB vs CIA, non senti un colpo di pistola, morti zero. E’ molto di più: vedi all’opera “corruzione pura e cruda dell’animo umano” vs “ideali”.

    • Daniele Imperi
      23 novembre 2012 alle 11:10 Rispondi

      La Casa Russia m’era piaciuto come film, anche se un po’ pesante. Non ho mai letto l’autore, però.

  2. Lucia Donati
    23 novembre 2012 alle 11:05 Rispondi

    Non leggo molto spionaggio ma mi piace pensare a personaggi misteriosi come a quello del mio post di oggi…

  3. franco zoccheddu
    23 novembre 2012 alle 15:48 Rispondi

    Lucia, vorrei davvero leggere il tuo post ma cliccando sul tuo nome non ci riesco. Potresti scrivermi l’indirizzo? Chiedo scusa a Daniele per la divagazione.

    • Daniele Imperi
      23 novembre 2012 alle 15:55 Rispondi

      Nessun problema per la divagazione :)
      C’è un problema nella url, restituisce un dominio, forse Lucia ha fatto un redirect e qualcosa è andato storto.

    • Lucia Donati
      23 novembre 2012 alle 17:40 Rispondi

      ScrivereLeggerePercorsi.blogspot.com/ Comunque non ci dovrebbero essere problemi, che io sappia…

    • Lucia Donati
      23 novembre 2012 alle 17:45 Rispondi

      Ma a te cosa appare? “Impossibile trovare…(il nome del blog)”?Se ti appare quello basta cliccare “cerca con Google”: ho provato così e lo dà.

  4. Lucia Donati
    23 novembre 2012 alle 18:03 Rispondi

    Ho risolto! Era un mio errore di digitazione. Scusa Daniele per questa serie di messaggi!

  5. roberto
    24 novembre 2012 alle 00:48 Rispondi

    Lo spionaggio è un genere che non mi ha mai attirato. Mi piacciono i film; Bond, la casa Russia ecc…ma la letteratura l’ho sempre associata alle parole noia e bugia due cose che mi irritano non poco.

  6. franco zoccheddu
    24 novembre 2012 alle 09:21 Rispondi

    Intendi tutta la letteratura o la letteratura di spionaggio?

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