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Perché leggo i saggi storici

Saggio storicoMi sono avvicinato al saggio storico per un desiderio di conoscenza che andasse oltre quello che si impara a scuola, dove credo che i libri siano in un certo senso purgati dalle istituzioni e si tenda a una sorta di ufficialità storica da accettare e divulgare. A me interessava sentire altre voci e altre verità.

Leggo i saggi storici perché voglio farmi un’idea personale – e per quanto possibile vicina alla verità – di come siano effettivamente andati certi avvenimenti, grazie al lavoro degli storici e dei revisionisti. In genere ho letto saggi storici sul periodo della prima metà del XX secolo, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Che cosa è il saggio storico

È il desiderio primo di conoscere la verità storica. Di sondare il tempo alla ricerca del reale corso degli eventi. È un contributo alla storia e una lettura che ognuno dovrebbe abbracciare.

Nel saggio storico mi piace individuare alcuni elementi, che reputo fondamentali per il mio metro.

  • Storia: innanzitutto il saggio storico è storia. Ci parla di fatti passati, anche se con un punto di vista differente, quello del saggista. È un modo di conoscere a fondo un preciso periodo storico.
  • Interpretazione: è anche questo. Ma non significa che il saggio storico sia una libera opinione del saggista, bensì un lucido ragionamento di ciò che ha analizzato nelle letture di documenti storici e nella sua ricerca.
  • Testimonianza: in alcuni casi il saggio storico si avvale di testimoni, sia diretti sia sotto forma di testimonianze scritte. È quindi esso stesso una testimonianza storica.
  • Documento: il saggista esamina vecchi documenti, pubblicazioni, libri alla ricerca di informazioni, che poi elabora per la stesura del suo saggio. Il saggio storico viene così a essere un valido documento.

Ma il saggio non riveste solo questo compito, quello di offrire nuove visioni di fatti storici, ma anche quello di approfondire un argomento, una tradizione, un folclore. I benandanti di C. Ginzburg, per esempio, è un saggio storico che tratta di questi protettori dei villaggi e dei raccolti dai malefici delle streghe.

Un saggio storico è quindi un piccolo libro di storia, che si prefigge di completare un discorso che un libro o un’enciclopedia tratterebbe in modo più generale e approssimativo.

Il primo saggio storico letto

È stato La Guerra Lampo di Len Deighton, un libro che non scorderò mai. Un saggio storico sulla guerra combattuta dall’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. Un volume ricco di dettagli, fotografie d’epoca e illustrazioni.

Grazie a questo saggio, che mi fu regalato all’età di 14 anni, ma che ho letto da adulto, ho potuto conoscere un grande scrittore. Dello stesso autore ho poi letto un altro saggio storico di guerra, La battaglia d’Inghilterra.

Continuerò a leggere saggi storici, non solo sul periodo delle guerre mondiali, che mi appassiona, ma anche sul Medioevo – ho alcuni saggi su questo periodo – e in genere su tutto ciò che mi incuriosisce e mi potrà essere utile per la scrittura.

Perché leggete saggi storici?

E voi avete mai letto dei saggi storici? Se sì, perché?

10 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    7 dicembre 2012 alle 11:41 Rispondi

    Ciao Daniele,
    anch’io apprezzo moltissimo i saggi storici. Il motivo è semplice: mi permettono di dotarmi di quelle informazioni necessarie affiché io elabori una mia visione personale di un evento al quale (evidentemente!) non ho preso parte.
    E, allora, te ne propongo due, a mio parere, davvero interessanti.
    Il primo è “L’armata scomparsa” di Arrigo Petacco, un testo che narra le vicende dell’armata italiana in russia durante il secondo conflitto bellico.
    Il secondo, invece, lo consiglio a tutti coloro i quali volessero approfondire le proprie conoscenze circa il periodo del Medioevo. “La civiltà dell’Occidente medievale” di Jacques Le Goff, un testo davvero ricco e completo.
    A presto.

    • Daniele Imperi
      7 dicembre 2012 alle 11:59 Rispondi

      Ciao Cristiana,
      di Petacco ho 4 saggi, ma non quello che segnali, anche se l’ho sentito. Di Le Goff, invece, ho I riti, il tempo, il riso, sempre sul Medioevo :)

  2. Alessandro C.
    7 dicembre 2012 alle 18:05 Rispondi

    Ciao Daniele,
    se hai apprezzato la serie “Band of Brothers” e sei appassionato della storia della Seconda Guerra Mondiale, ti consiglierei “Banda di Fratelli” di S. Ambrose. Racconta la Seconda Guerra Mondiale vista dagli occhi della Compagnia Easy, che l’ha combattuta a partire dal D-Day-1

    • Daniele Imperi
      7 dicembre 2012 alle 18:53 Rispondi

      Non ho visto la serie, ma conosco Ambrose, di lui ho D-Day :)

  3. franco zoccheddu
    7 dicembre 2012 alle 20:45 Rispondi

    Due titoli: “Misurare l’America” di Andro Linklater (in Italia nella collezione storica Garzanti, 2004) e “Storia degli Stati Uniti d’America” di Maldwyn A. Jones (uscito in economica Bompiani nel 2001).
    Linklater è fenomenale: tra l’altro ti spiega i meccanismi della speculazione fondiaria, perchè la ferrovia in America fu un affare per pochi e la rovina per moltissimi, ti fa capire l’origine storica del perchè in Europa il sistema metrico decimale trionfò mentre ancora adesso trovi negli USA miglia orarie e galloni di benzina.
    Illuminante.

  4. Romina Tamerici
    8 dicembre 2012 alle 20:03 Rispondi

    Io ho letto anni fa un bellissimo saggio storico su Elisabetta I, regina d’Inghilterra. Quel saggio mi è piaciuto così tanto che mi sono a lungo informata su tutte le vicende dei reali inglesi dal periodo di Enrico VIII (e le sue mogli) fino alla morte di sua figlia, Elisabetta I. I saggi storici sanno essere molto interessanti!

    • Daniele Imperi
      8 dicembre 2012 alle 20:07 Rispondi

      Vero, ti aiutano a capire i periodi storici che ti appassionano.

  5. Elio
    2 gennaio 2014 alle 15:29 Rispondi

    C’è differenza tra “saggio storico” e “ricerca storica”?
    Quando finisce l’uno e inizia l’altra?

    • Daniele Imperi
      2 gennaio 2014 alle 17:28 Rispondi

      Ciao Elio,

      credo che ci sia, perché una ricerca mi suona come un insieme di documenti, mentre un saggio magari contiene anche opinioni di chi lo scrive. Ma non so dirti con certezza.

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