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Perché leggo romanzi storici

Libro storicoDa quando ho scoperto il romanzo storico – anzi, da quando ho iniziato a leggerlo più spesso – non ho più interrotto questa lettura. Esistono periodi storici che mi attraggono più di altri e vado sempre in cerca di qualche libro che mi faccia tornare indietro nel tempo e vivere epoche che non mi sarà mai permesso di vivere.

Leggo romanzi storici principalmente per questo motivo: per poter andare indietro nel tempo e gustarmi la vita di quegli anni. Soprattutto amo il Medioevo, ma mi appassionano anche storie sul ‘500 e il ‘600, sul XIX secolo e sul XX ma fino alla Seconda Guerra Mondiale. Ho anche letto e amato romanzi sulla preistoria.

Che cosa è il romanzo storico

Dare qui una definizione di romanzo storico è ambizioso. Letteralmente si tratta di una storia ambientata in un tempo passato, ma questo tempo non va confuso con la cronaca. Fatti avvenuti 30-40 anni fa sono ancora cronaca, non storia.

Ma qui rischiamo di arrivare a discussioni filosofiche. Si può definire storico un romanzo che non mette in campo vicende storiche, ma ha solo un’ambientazione nel passato? Un romanzo su una famiglia di contadini nel XII secolo è un romanzo storico o necessariamente l’autore deve introdurre un contesto storico realmente avvenuto?

Per rispondere a questa domanda analizziamo gli elementi che si riscontrano in un romanzo storico.

  • Periodo storico: un romanzo storico ha una precisa ambientazione temporale. Questa ambientazione è storica rispetto all’epoca in cui vive l’autore, ovviamente. C’è quindi una precisa collocazione temporale, come per esempio il XII secolo accennato sopra.
  • Contesto storico: immancabilmente la nostra storia deve essere inserita in un contesto storico, che corrisponde al contesto geografico. Siamo, per esempio, nelle campagne romane del XII secolo. Non possiamo parlare della famiglia di contadini senza accennare a ciò che avveniva a quel tempo nelle campagne attorno a Roma e a Roma stessa.

Questi sono i due elementi principali di un romanzo storico. Uno scrittore non può semplicemente tralasciare il contesto storico, ossia alcuni eventi, fatti avvenuti in quel tempo. La famiglia di contadini dovrà per forza scontrarsi coi problemi dell’epoca, ossia con tasse e tributi, con soprusi, con guerre e rivolte, ecc.

Se quindi da una parte l’autore può non parlare direttamente delle vicende politiche del tempo, dall’altra dovrà farlo indirettamente. Ci saranno parti del suo romanzo che richiederanno accenni più o meno dettagliati sul contesto storico.

È quindi un elemento fondamentale nel romanzo. È ciò che rende il romanzo più completo, perché lo scrittore ha svolto un lavoro di documentazione prima di iniziare a scrivere la sua storia. Il romanzo potrà poi essere una storia d’avventura, di guerra o una storia biografica o drammatica. Ma il contesto storico non può mancare.

Il primo romanzo storico letto

Il mio primo romanzo storico letto è stato un classico della letteratura americana, La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, un romanzo che viene confrontato con I Promessi Sposi di Manzoni, perché entrambi gli scrittori mostrano il Seicento del proprio paese.

Pur non essendo proprio il mio tema prediletto – si tratta, come I Promessi Sposi, di una storia d’amore – questo romanzo m’è piaciuto molto, l’ho trovato scorrevole e anche interessante. Ci fa conoscere l’Americana puritana e la difficile vita di quell’epoca.

La lettera scarlatta è uno di quei libri da leggere, che hanno la grande qualità di contenere due generi narrativi – se vogliamo chiamare genere uno di essi: il classico, che non è un genere, ma piuttosto una qualifica, e il romanzo storico.

Perché leggete romanzi storici?

E voi leggete romanzi storici? Se sì, perché?

9 Commenti

  1. Alessandro C.
    2 novembre 2012 alle 11:24 Rispondi

    Mi chiedo come mai la maggiorparte dei romanzi storici sia incentrata su storie d’amore.

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2012 alle 18:03 Rispondi

      A me non risulta :) O, meglio, quelle che ho letto io avevano, in qualche caso, una storia d’amore in mezzo, ma non era certo la parte principale.

  2. franco zoccheddu
    2 novembre 2012 alle 12:56 Rispondi

    Non riesco a leggere romanzi storici per mancanza di tempo: ho scelto di dedicare il poco tempo a disposizione alla lettura di saggi (ultimo: “Leopardi” di Citati, interessantissimo, ma lo stile così così… ), testi scientifici e romanzi più direttamente collegati al ventesimo e ventunesimo secolo. Mi sono insomma arreso all’evidenza: non posso fare tutto!

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2012 alle 18:03 Rispondi

      Beh, ma basta che alterni le letture e ecco che hai letto un romanzo storico :)

  3. Lucia Donati
    2 novembre 2012 alle 14:32 Rispondi

    In un’altra vita sarai mica stato un personaggio del ‘500 (ti ci vedo bene in quell’epoca!)? Ho letto “La lettera scarlatta” dopo aver visto il film (quello del 1995): il secondo mi era piaciuto molto; il libro è bello ma preferisco il film. In genere non mi piace molto il romanzo storico ma sto pensando di leggerne qualcuno perché è un tipo di lettura che mi manca.

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2012 alle 18:04 Rispondi

      Di sicuro ho sbagliato millennio :D
      La lettera scarlatta l’ho letto anni fa, il film neanche sapevo esistesse :)

  4. franco zoccheddu
    3 novembre 2012 alle 20:15 Rispondi

    Se deve essere “romanzo”, qualcosa non è avvenuto, anche se verosimile; se deve essere “storico” qualcosa è avvenuto. Fino a che punto è lecito inventare? Quand’è che si supera la giusta misura? Come dicevo, non sono un buon lettore di quel genere, e mi piacerebbe il tuo parere sulla questione.

    • Daniele Imperi
      3 novembre 2012 alle 20:22 Rispondi

      Interessante questione… magari ci scrivo un post a breve ;)

  5. franco zoccheddu
    3 novembre 2012 alle 21:20 Rispondi

    Sarebbe interessante. Aspetto con pazienza il tuo post.

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