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Perché leggo romanzi d’avventura

Romanzo d'avventuraL’avventura ha da sempre avuto un fascino particolare per me, anche se ho letto romanzi di questo genere molto tardi. Eppure i grandi titoli di storie per ragazzi mi erano noti e mi incuriosivano parecchio, come le opere di Verne, Salgari, Stevenson, libri che a casa mia giravano.

Leggo romanzi d’avventura per poter vivere esperienze che non posso vivere, ma anche per trarre ispirazione per viaggi che un giorno avrò in mente di fare. E anche perché so che sono libri che non possono annoiare. Posso non piacere, come mi è capitato con un romanzo di Wilbur Smith, ma di certo non annoiano.

Che cosa è l’avventura

Come definire il romanzo d’avventura? Secondo me è uno di quei generi narrativi, come il fantastico, che contiene più generi. C’è mistero, giallo, thriller, anche horror a volte, c’è storia, dramma. Tanti generi mescolati fra loro fino a produrre un ibrido.

Quello che cerco io nelle storie d’avventura, quello che mi aspetto di leggere, è:

  1. suspense: il lettore deve trovarsi in breve tempo in uno stato d’aspettativa, deve essere incuriosito dagli eventi, deve preoccuparsi della sorte dei personaggi;
  2. colpi di scena: in un romanzo d’avventura deve succedere qualcosa, non c’è posto per la stasi, per il fermo immagine, ogni capitolo deve avere una spinta a procedere, a continuare a leggere;
  3. dramma: non c’è avventura senza dramma e dramma non significa che il libro finisce per mancanza di interpreti, ma che i personaggi devono fare i conti anche con la cattiva sorte;
  4. viaggi: l’avventura prevede sempre un viaggio, anche se breve, prevede che uno o più personaggi si rechino da un posto a un altro;
  5. azione: l’avventura è dinamica e vuole personaggi dinamici, non c’è posto per i pantofolai, ma per gente pronta a muoversi e a rischiare;
  6. mistero: c’è sempre un mistero da risolvere in un romanzo d’avventura, un evento o un oggetto che scateni la curiosità dei personaggi e li spinga all’azione;
  7. cambiamenti: alla fine della storia i personaggi sono cambiati, perché una qualsiasi avventura, specialmente una tale da poter essere raccontata in un libro, è un’esperienza che ti fa crescere e quindi ti cambia.

Tanti gli autori di romanzi d’avventura da leggere e che ho letto. Da Stevenson a Kipling, da Salgari a Verne, da London a Twain a Burroughs. Tanti stili e tante storie, una diversa dall’altra. Sono autori classici quello che ho nominato, ma sicuramente ci sono autori moderni che vale la pena leggere.

A me Wilbur Smith non è piaciuto e neanche un romanzo di Crichton. Di quest’ultimo, però, vorrei leggere qualcos’altro. M’è invece piaciuto Cacciatore bianco cuore nero di Peter Viertel. Vorrei leggere altri autori moderni, ma tutti i romanzi d’avventura che ho, tranne 2-3, sono di autori classici.

La domanda che mi pongo è: vale la pena leggere romanzi d’avventura scritti da autori moderni? Quanto posso essere originali e avvincenti? Non è stato già scritto tutto sull’avventura?

Il primo romanzo d’avventura letto

Un classico dell’avventura, L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Come al solito letto in età adulta, ma meglio tardi che mai. Quand’ero bambino fu trasmesso uno sceneggiato tratto dal romanzo, che mi piacque molto, anche se non vidi l’ultima puntata.

Un romanzo che consiglio a tutti, perché contiene tutto ciò che l’avventura deve contenere. E chi ama le intramontabili storie sui pirati non può lasciarselo sfuggire. Da quel momento avevo capito che dovevo approfondire il genere e ho acquistato e letto altri romanzi d’avventura e altri autori del genere narrativo.

L’isola del tesoro è scritto in prima persona e mi è capitato di leggere altri romanzi d’avventura narrati in prima persona. In effetti, a pensarci bene, è come se un personaggio reduce da una fantastica avventura racconti a un amico o a un pubblico le sue peripezie.

Perché leggete l’avventura?

E voi leggete romanzi d’avventura? Se sì, perché?

14 Commenti

  1. Lucia Donati
    16 novembre 2012 alle 10:38 Rispondi

    Ho vinto “L’isola del tesoro” in quinta elementare: era il secondo premio per i bambini che avessero fatto i (due o tre, non ricordo)disegni più belli su un determinato tema. Sì, anche secondo me l’avventura può contenere più generi. Di Wilbur Smith ho iniziato a leggere un libro (non ricordo neanche il titolo da quanto mi ha colpito) ma non sono andata oltre le prime pagine.

    • Daniele Imperi
      16 novembre 2012 alle 15:39 Rispondi

      Wilbur Smith secondo me è sopravvalutato.

      • Lucia Donati
        16 novembre 2012 alle 17:33 Rispondi

        Credo anch’io.

  2. Alessandro Madeddu
    16 novembre 2012 alle 15:19 Rispondi

    In fin dei conti la letteratura inizia con i “romanzi d’avventura”: l’Odissea e l’Epopea di Gilgamesh :) Non male se consideriamo che la civilizzazione letteraria è soltanto il portato accidentale delle notazioni contabili dei Sumeri…

  3. Romina Tamerici
    16 novembre 2012 alle 22:21 Rispondi

    “Il signore delle mosche” è classificato “romanzo d’avventura”? Perché, in tal caso, devo assolutamente leggere qualcosa di diverso per farmi amare il genere! A quanto pare “L’isola del Tesoro” sembra molto amato!

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2012 alle 17:49 Rispondi

      Il primo lo conosco solo di nome, il secondo è molto bello, potresti cominciare da lì.

  4. roberto
    17 novembre 2012 alle 01:33 Rispondi

    Ho iniziato a leggere da piccolo, passavo i pomeriggi nel negozio dei miei e vicino c’era una cartolibreria, era la mia isola del tesoro!! Stevenson, Verne, Salgari, Twain un delirio di avventure, sparivo letteralmente dentro i libri e poi mi divertivo a rivivere le avventure disegnando i personaggi o facendo barchette di carta per assaltare l’isola dei pirati. Una roba indimenticabile!
    C’è un libro che lessi quasi per caso e che invece mi rimase dentro per molto tempo “I ragazzi della via Paal” è di una dolcezza struggente.

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2012 alle 17:50 Rispondi

      I ragazzi della via Paal l’ho letto da adulto, perché da piccolo ho visto il film e m’era piaciuto. Stupendo.

  5. Sasha
    1 dicembre 2013 alle 18:51 Rispondi

    Leggo e adoro Rafael Sabatini. Peccato che i suoi libri non sono conosciuti molto in Italia! Lui era italiano da parte di suo padre (Jesi). R.Sabatini era un scrittore molto prolifico. Leggendo lui mi sono apassionato anche di storia!

    • Daniele Imperi
      1 dicembre 2013 alle 20:13 Rispondi

      Ciao Sasha, benvenuto nel blog.

      Di Sabatini ho Capitan Blood, ancora da leggere.

  6. Giorgio Pezzin
    16 novembre 2014 alle 11:37 Rispondi

    Ho letto troppo tardi le tue FAQ e la politica verso le segnalazioni.
    Mi scuso se sono stato invadente e, ovviamente, cancella pure il mio ultimo commento.
    Se invece possiamo collaborare in qualche modo (visto che forse ci piacciono le stesse cose)
    ben venga.

    Saluti

    • Daniele Imperi
      17 novembre 2014 alle 16:46 Rispondi

      Ciao Giorgio, nessun problema :)
      Coi fumetti per me è un brutto periodo che dura da anni. Mi vedo con calma il tuo sito, però.

  7. Giorgio Pezzin
    17 novembre 2014 alle 17:11 Rispondi

    Coi fumetti è un pessimo periodo per tutti, ormai. Temo che non sarà più mai come prima.
    Anche per questo occorre tentare nuove strade, tra le quali c’è anche il fare da soli.
    Oggi, per fortuna, è possibile.
    Saluti

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