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Perché leggo il post-apocalittico

Libro post-apocalitticoLa prima avvisaglia della letteratura post-apocalittica è arrivata leggendo un romanzo fantasy. La Spada di Shannara di Terry Brooks parla della nuova conformazione della Terra in seguito a un’immane catastrofe dovuta a una guerra e uno degli ultimi romanzi della serie, I figli di Armageddon, parte proprio da questa distruzione, da un mondo ridotto a macerie e sopravvissuti.

Ricordo la curiosità nei confronti di una terra distrutta quando lessi La Spada di Shannara. Il genere mi aveva affascinato ancor prima di leggerlo. Leggo il post-apocalittico proprio per colmare questa curiosità, prima di tutto, ma anche per vedere come sarà ridotta l’umanità in seguito a un cataclisma di qualsiasi genere. Sarà ridotta ai livelli dell’uomo preistorico?

Che cosa è il post-apocalittico

Si parla di letteratura apocalittica o di letteratura post-apocalittica? Bisognerebbe fare una distinzione, perché una storia apocalittica tratta degli eventi che hanno portato alla distruzione e alla decimazione dell’umanità, mentre una storia post-apocalittica narra degli eventi successivi e ci prospetta un mondo già distrutto e un’umanità alle prese con nuovi problemi, primo fra tutti la precaria sopravvivenza.

Ma forse è più interessante una storia post-apocalittica, perché è più avventurosa, più terrificante, anche.

Quali dovranno essere le caratteristiche di un romanzo post-apocalittico?

  • Ambientazione: la storia dovrà presentare un mondo stravolto e, magari in parte e in funzione della storia stessa, in via di ricostruzione. Ma l’ambientazione è fondamentale, c’è stata una catastrofe, quindi lo scrittore non potrà sorvolare su un minimo di descrizione ambientale per introdurre il lettore nel nuovo aspetto che ha assunto il mondo.
  • Condizione: com’è ridotta l’umanità? Qual è il livello sociale a cui è arrivata? Esiste una forma di società, di governo? Come riescono a vivere i sopravvissuti? La condizione umana è legata all’ambiente, anche in questo caso l’autore dovrà prospettarci – e questa è la parte ancor più importante della storia – il nuovo volto dell’uomo.
  • Prospettiva: c’è o meno una prospettiva di rinascita nello stato in cui è ridotta la terra? Che ci sia o meno non ha importanza, ma deve trapelare chiaramente dalla storia se l’umanità ha una speranza di riscatto o no.

Queste sono almeno le caratteristiche che voglio trovare in un romanzo post-apocalittico, perché rappresentano ciò che davvero mi incuriosisce nella visione di un mondo devastato e forse sono i punti chiave della narrativa post-apocalittica.

Sul perché è avvenuta la catastrofe forse si può sorvolare. Nel romanzo La strada di Cormac McCarthy si accenna a un qualcosa che è avvenuto, durante un dialogo. Ma in realtà non sappiamo perché gli alberi hanno cominciato a cadere e il sole è sparito dietro continue nubi e incendi sono divampati ovunque.

Credo che non sia così necessario dedicare troppo spazio al perché. Lo scrittore deve comunque avere in mente qualcosa di più corposo del semplice “è successo un cataclisma e tutto è andato distrutto”.

Il primo romanzo post-apocalittico letto

Come ho già accennato, il primo romanzo post-apocalittico che ho letto è stato I figli di Armageddon, primo di una trilogia (Gli Elfi di Cintra, L’esercito dei demoni), di Terry Brooks. Una storia, possiamo dire, a metà fra il post-apocalittico e il fantasy, perché comunque nell’immaginario di Terry Brooks, nel suo mondo, la magia esiste. Dunque non è un post-apocalittico proprio reale, credibile diciamo.

Dopo quel romanzo ho letto due capolavori, Io sono leggenda di Richard Matheson e La strada di Cormac McCarthy. Il genere mi piaceva sempre più e questo mi ha portato a leggere ancora, anche se La fine del mondo storto di Mauro Corona e Apocalisse Z di Manel Loureiro sono stati una grande delusione.

Ma è naturale che non tutti i romanzi di un genere possano piacere. Più tardi mi sono rifatto con altri tre bei romanzi post-apocalittici, I vermi conquistatori di Brian Keene e Goetia di Riccardo Coltri, usciti nello stesso anno, e infine La peste scarlatta di Jack London. Ma ho altre letture in serbo, altri romanzi post-apocalittici acquistati e tanti altri da comprare.

Perché leggete il post-apocalittico?

E voi leggete romanzi post-apocalittici? Se sì, che cosa vi affascina di più del genere?

8 Commenti

  1. Alessandro C.
    5 ottobre 2012 alle 07:46 Rispondi

    E’ noto che il numero di situazioni possibili nelle storie sia finito.E in fondo quello che definisci genere “post-apocalittico” ha le stesse peculiarità del racconto epico-mitologico che comprende sia l’Iliade che il Signore degli Anelli. Gruppo, viaggio, ricerca, scoperta. Il tutto porterà a una crescita dei personaggi (o, almeno, di quelli che sopravvivranno).
    Fatta questa considerazione, non ricordo dove volevo arrivare. Sarà che sono le sette del mattino e ho ancora i neuroni in stand by.

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2012 alle 08:37 Rispondi

      Non credo che la struttura di un post-apocalittico sia la classica gruppo, viaggio, ricerca, scoperta. Almeno stando a quelli che ho letto io.

  2. Alessandro C.
    5 ottobre 2012 alle 08:34 Rispondi

    PS: se un alieno scendesse sulla terra e leggesse la classifica dei libri più venduti in Italia, con le “50 sfumature di…” e il libro su Simoncelli nella top ten, si convincerebbe che l’ “apocalissi” sia già avvenuta.

  3. Lucia Donati
    5 ottobre 2012 alle 10:33 Rispondi

    Di solito non leggo il post apocalittico. Ho visto film su questi argomenti. E mi ricordo (forse anche tu) une serie di telefilm anni ’80 (più o meno) intitolata “I sopravvissuti” che potrebbe essere fonte di ispirazione per la tua scrittura su questi temi.

    • Daniele Imperi
      5 ottobre 2012 alle 10:57 Rispondi

      I sopravvissuti non mi è nuovo come nome… controllo online :)

  4. Mytom
    11 dicembre 2015 alle 19:00 Rispondi

    Anche se per certi versi può sembrare molto simile a The Road, trovo molto bello L’Uomo Verticale, di Davide Longo. Consigliato.

    • Daniele Imperi
      12 dicembre 2015 alle 08:24 Rispondi

      Ciao, benvenuto nel blog. Non conosco quel romanzo che citi, gli darà un’occhiata.

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