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Perché leggo l’horror

Perché leggo l'horrorFin da bambino sono sempre stato attratto dall’horror: streghe, fantasmi, case possedute, morti che ritornano, spiriti e così via. Ricordo i film visti da piccolo, uno specialmente di cui non ho mai trovato informazioni, La strega Bardella, che non mi fece dormire la notte. L’horror in fondo è come il peccato: attrae. Hai paura ma devi vedere quel film.

Leggo l’horror con la speranza di ritrovare nelle pagine e nella lettura la stessa atmosfera vissuta vedendo un film, con la consapevolezza che è abbastanza difficile riuscire a impressionare un lettore. Con un film è differente: c’è la musica ossessiva e alta che arriva nel momento cruciale. Ma con un libro ci vuole l’abilità dello scrittore a spaventare un lettore.

Che cosa è l’horror

Definire una storia horror è semplice, al di là delle solite definizioni ufficiali. È una storia in grado di infondere nel lettore paura, inquietudine. Questa la definizione principale di horror e va da sé che possa contenere o meno elementi soprannaturali.

Ma davvero una storia può definirsi horror se non contiene elementi soprannaturali?

In alcune definizioni di siti italiani è scritto chiaramente che non può definirsi horror una storia che non ne contiene. In alcuni siti americani invece è scritto esattamente il contrario. In fondo l’orrore non proviene solo dall’aldilà, dalle creature stregate e così via.

Per me l’horror è sempre stato condizionato da elementi sovrannaturali, ma inconsapevolmente ho visto film che potevano definirsi horror e non ne contenevano. In fondo si può benissimo scrivere una storia in cui far credere al lettore – e ai personaggi – che una casa sia stregata dai fantasmi, ma poi rivelare alla fine che era tutta una serie di coincidenze.

Quella storia è comunque dell’orrore, perché riesce a terrorizzare i lettori, a svelare loro le più intime paure, le foibe di ognuno, agendo sull’inconscio e creando nel lettore – o nello spettatore – sensazioni di disagio.

Berenice di Edgar Allan Poe è un bel racconto dell’orrore, ma l’orrore non proviene da alcuna forza non umana. In realtà molte storie di Poe trovano una giustificazione naturale, sono cioè probabili, pur costituendo storie horror.

Che cosa dunque deve contenere una vera storia horror?

  • Situazione: una situazione fuori del normale, ma non per questo necessariamente soprannaturale.
  • Emozione: scene in grado di suscitare forti emozioni nel lettore per la loro natura. Lo stile di scrittura, le parole usate, la costruzione delle scene devono concorrere a creare un’atmosfera da brivido.
  • Sconfitta: in tutta la storia ci deve essere una sensazione di crescente sconfitta. I personaggi devono essere sempre più isolati, perduti, vinti. Ogni soluzione presa deve risultare un palliativo.
  • Nessun lieto fine: una storia dell’orrore non può finire bene. Dracula non finisce bene, né Le notti di Salem. Non ha senso che una storia horror finisca bene. Il problema è che finisca male in modo originale, non scontato.

Il primo romanzo horror letto

Il primo romanzo horror che ho letto – e anche uno dei primi libri letti – è stato Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di R.L. Stevenson. Autore che m’è piaciuto fin dall’inizio. Della storia avevo visto anni prima un film e mi aveva sempre attratto lo sdoppiamento della persona.

Non ricordo molto il romanzo, sono passati troppi anni, ma è uno di quei libri che vale la pena rileggere. Stevenson riesce a creare delle belle atmosfere e posso ricordare il mio coinvolgimento nella lettura. La storia è risaputa, ovviamente, ma rileggerlo darà senza dubbio nuove sensazioni.

Ho poi letto Il vampiro di J.W. Polidori, che ricordo soltanto non mi sia piaciuto per niente, a cui è seguito Un mistero della campagna romana di A. Crawford, perso anch’esso nelle nebbie dei ricordi. Da allora ogni tanto ho acquistato e letto qualche romanzo horror, genere che mi affascina, ma che solo poche volte è riuscito a “spaventarmi”, come Dracula, Le notti di Salem, alcuni dei racconti in Carnevale, per citarne pochi.

Perché leggete l’horror?

E voi leggete romanzi horror? Se sì, perché?

20 Commenti

  1. Lucia Donati
    19 ottobre 2012 alle 10:17 Rispondi

    Sì, ho molti libri di questo genere. Perché attrae il racconto dell’orrore? Se ti va di leggerlo, tempo fa ho scritto un post (Il fascino elle storie oscure) in cui traggo alcune conclusioni in proposito. “Il vampiro” di Polidori è molto bello.

  2. Romina Tamerici
    19 ottobre 2012 alle 14:05 Rispondi

    Non leggo molti horror. Ho letto un libro di Poe qualche anno fa e un racconto di HPL questa estate. E poi leggo i tuoi sul blog e alcuni di scrittori esordienti. Mi attira “Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde”. Prima o poi lo leggerò!

  3. Silvia
    19 ottobre 2012 alle 15:13 Rispondi

    Più che Horror leggo gotici, mi piacciono tantissimo, 2 horror che mi hanno fatta spaventare sono :
    Il lago dei vampiri di Simon Clark
    Danza macabra di Dan Simmons
    (Il primo mi ha fatta spaventare per le situazioni, come per i film, mentre il secondo mi ha fatta spaventare retroattivamente, a fine libro, al pensiero che possano esistere certe persone con certi poteri e a come verrebbe ridotta la mia mente se cadessi in mano loro ….)
    Ahhhhhhhh! :-)

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2012 alle 15:18 Rispondi

      Ciao Silvia,

      di Dan Simmons ho un altro romanzo. Cercherò qualche info su Danza macabra.

  4. Lucia Donati
    19 ottobre 2012 alle 15:31 Rispondi

    E dimenticavo: ho quattro collezioni di racconti da un migliaio di pagine ognuno rispettivamente su streghe, vampiri, e fantasmi e lupi mannari. Ti consiglio vivamente (molto belle e con racconti anche di autori meno noti, almeno a me) queste collezioni se non le hai: sono i Grandi Tascabili Economici Newton (I Mammut). Quello che ho sottomano è “Storie di streghe” del 1996.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2012 alle 16:24 Rispondi

      Ho qualcosa, ma di quelli a 1000 lire, su streghe e fantasmi.

  5. Alessandro C.
    19 ottobre 2012 alle 15:36 Rispondi

    Ho iniziato a leggere Poe quando frequentavo le medie. A scuola non mi impegnavo granchè, ma in breve tempo collezionai l’intera bibliografia del mio scrittore preferito. Che dire, c’è un horror poetico e romantico, un’allegoria delle inquietudini umane che viene rappresentata al meglio nella ballata del vecchio marinaio di Coleridge.
    Poi c’è l’horror “scrauso”, quello underground della peggior specie. Si tratta di una massa di racconti narrati con taglio “cinematografico”, prostituiti al più bieco “show don’t tell” e privi di spessore. Detesto quest’ultimo e ho giurato a me stesso che resisterò alla tentazione di farmi fregare da una quarta di copertina ammaliante.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2012 alle 16:25 Rispondi

      L’horror di Poe è insuperabile, non è fisico, o quasi mai, ma sempre psicologico.

  6. Salomon Xeno
    19 ottobre 2012 alle 16:05 Rispondi

    Ho letto pochissimo horror. Concordo che non debba finire bene, o quantomeno è preferibile che il finale sia coerente con il resto della storia. Riguardo all’elemento sovrannaturale, mi vengono subito in mente film come “Non aprite quella porta” dove la premessa è tutt’altro che sovrannaturale ma se non è horror non saprei come definirlo!

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2012 alle 16:28 Rispondi

      Alcune storie di Poe non avevano nulla di sovrannaturale. A quanto ricordo, anzi, forse nessuna contiene il sovrannaturale, eppure erano storie dell’orrore. Non tutte, certo.

  7. Alessandro C.
    19 ottobre 2012 alle 16:20 Rispondi

    Probabilmente l’horror aveva un fascino maggiore quando i media non mostravano tutto.
    Oggi basta accendere la tivù o aprire youtube per guardare immagini e video di gente sgozzata, torturata, decapitata.
    La realtà ormai è più splatter e orrorifica di quanto la maggiorparte della produzione letteraria – specialmente attuale – riesca ad essere.

  8. franco zoccheddu
    19 ottobre 2012 alle 17:06 Rispondi

    Ho letto qualche storia horror. Ma il “miglior” horror di tutti è stato un film che vidi al cinema nei primi ’80, s’intitolava qualcosa tipo “L’invasione dei ragni giganti”.
    Film orrendo, per l’appunto.

    • Daniele Imperi
      19 ottobre 2012 alle 17:17 Rispondi

      Non l’ho mai sentito :D Orrendo e horror si sposano bene, magari :)

  9. adriana
    22 ottobre 2012 alle 17:57 Rispondi

    non è esattamente horro ma ho dedicato annni della mia a Stephen King, che ora leggo saltuariamente, ma che considero comunque un narratore fantastico e un grande scrittore. Il guaio dell’horror è che dopo un po’ diventa ripetitivo. Sogno di un grande scrittore che sappia fare quello che Cervantes ha fatto con i poemi cavallereschi e dia vita ad un nuovo contemporaneo Don Chisciotte. Voglio dire un personaggio che crede talmente in un tipo di narrazione da portarlo all’estremo e convertirlo nel suo opposto. La mi adomanda è questa? che cosa di nuovo può raccontare l’horror oggi?

    • Daniele Imperi
      22 ottobre 2012 alle 18:53 Rispondi

      Bella domanda. Dovrebbe rinnovarsi, scovare leggende poco conosciute, indagare su ogni tipo di orrore.

  10. Cornetta Maria
    27 dicembre 2014 alle 16:10 Rispondi

    L’orrore meno convenzionale potrebbe essere anche il più interessante: mi riferisco al viaggio nei lati oscuri della mente, che riservano sempre sorprese perché l’essere umano è imprevedibile. Mio figlio, per esempio, ha scelto questa direzione e nei suoi racconti molto psicologici riesce magistralmente a coniugare la narrazione con l’indagine spietata della psiche. Il risultato è strabiliante. Spero che un giorno il suo talento possa trovare la legittimazione che merita. In Italia sembra improbabile. La letteratura attuale è “ingessata” negli schemi tradizionali che frustrano la genialità creativa.

    • Daniele Imperi
      28 dicembre 2014 alle 09:35 Rispondi

      Poe andava in quella direzione, puntava molto sull’orrore psicologico. Non è detto che quel tipo di horror non possa trovare spazio in Italia: è pieno di piccoli editori che cercano una certa originalità e soprattutto chi esce fuori dagli schemi.

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