Perché leggo fiabe e favole

Fiabe e favoleFiabe e favole sono state da sempre una delle mie letture preferite, anche se, a dire il vero, sono più i libri che possiedo ancora da leggere che quelli letti. Hanno però sempre avuto la mia attenzione, perché sono una forma di narrazione antica e che nasconde molti segreti.

È ormai certo che fiabe e favole non sono una lettura proprio per bambini, anzi tutt’altro. Le fiabe più comuni che vengono fatte leggere ai bambini sono state edulcorate, smussate per renderle adatte a un pubblico del genere.

Che cosa sono le fiabe e le favole

Esiste una sostanziale differenza fra le due forme: nelle fiabe ci sono creature magiche e sono per lo più storie di intrattenimento e nelle favole sono protagonisti gli animali, anche parlanti, e le storie hanno un tono educativo. Rimando però a un saggio di Tolkien, Sulle fiabe, che potete trovare sia nella raccolta Albero e foglia sia ne Il Medioevo e il Fantastico.

Che cosa significa, per me, leggere fiabe e favole? Al di là, come al solito, di spiegazioni tecniche e accademiche che non mi competono, elenco ciò che rappresenta per me leggere fiabe e favole.

  • Entrare in un mondo immaginario: credo sia questo uno dei principali elementi “estetici” di queste narrazioni. La creazione di un mondo differente dal nostro, in cui tutto è possibile. Ma non è sempre così.
  • Avventura: c’è sempre avventura in storie di questo genere. Ci sono problemi da risolvere, situazioni da capovolgere.
  • Morale: anche se non in tutte, fiabe e favole nascondono una morale, latente o meno. Forse vanno proprio scritte a partire da una morale.
  • Distensione: leggere fiabe e favole mi distende. Credo, anzi, che dovrebbe diventare una lettura periodica, da alternare a letture più impegnate.
  • Cultura: la lettura di fiabe e favole ci fa conoscere un popolo e le sue tradizioni, il folclore e il suo bagaglio storico.

Tutt’altro che letture per bambini. Fiabe e favole sono l’identità di un paese. Sono la voce diretta della sua popolazione. Ho una nutrita collezione di fiabe e favole da tutto il mondo, bei volumi in pelle illustrati, acquistati col Club degli Editori.

Le prime fiabe e favole lette

Fiabe del Reno di Clemens Brentano: fu il sesto libro che lessi nella mia vita e ancora lo ricordo con piacere. Si tratta di una serie di storie in cui il protagonista è il fiume Reno:

  • La Fiaba del Reno e del mugnaio Corrirota
  • La Fiaba della Casa dei Montestorno e degli antenati del mugnaio Corrirota
  • La Fiaba di Marmottina
  • La Fiaba del sarto Ammazzasette in un sol colpo

Da allora ho cominciato a procurarmi altri volumi di fiabe e favole, ho un bel cofanetto che contiene quelle di Fedro ed Esopo, col testo originale a fronte, e poi quella collana cui ho accennato prima, che ha anche le Fiabe italiane di Italo Calvino.

Potrei anche includere i due volumi delle Mille e una notte, che ho iniziato a leggere, anche se non tutte possono essere considerate fiabe e favole.

Perché leggete fiabe e favole?

Anche voi leggete fiabe e favole? Se sì, perché? Quale preferite?

Publicato in Lettura - 11 gennaio 2013 - 12 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Romina Tamerici 11 gennaio 2013 at 11:11

    Devo assolutamente leggere il saggio di Tolkien!

    “Morale: anche se non in tutte, fiabe e favole nascondono una morale, latente o meno.”
    Se posso permettermi di aggiungere una cosa, una delle differenze principali tra fiaba e favola sta nel modo di affrontare il tema della morale. Nella favola la morale è sempre esplicitata, mentre nella fiaba va letta tra le righe. A volte si dice che la fiaba è “ignorante” nel senso che ignora il messaggio che veicola. La favola invece lo rende evidente e dichiarato. Ci sono ovviamente altre differenze tra fiabe e favole, ma la tua frase sulla morale mi ha fatto venire in mente questa cosa che spesso è poco considerata.

  • Lucia Donati 11 gennaio 2013 at 14:50

    Non mi piacciono molto le favole. Non mi piacevano neanche da bambina (ma non mi piacevano neanche le bambole, solo le automobiline…) ma io sono un tipo a parte…
    Tuttavia nelle favole, a volte, possono essere interessanti la morale (anche quella non evidente nell’immediato) e gli aspetti velati e nascosti.

    • Daniele Imperi 11 gennaio 2013 at 14:54

      Beh, io non leggevo… le leggo da adulto. Mi piacciono soprattutto perché ti fanno conoscere anche la cultura dei vari popoli.

  • Cristiana Tumedei 11 gennaio 2013 at 16:31

    Negli ultimi due anni sono stata costretta a riprendere in mano queste letture, cercando di trovare idee sempre nuove e stimolanti.
    Anch’io ritengo che fiabe e favole siano piuttosto interessanti, soprattutto dal punto di vista culturale.
    Per questo ho recentemente proposto all’asilo che frequenta mia figlia di invitare le famiglie a condividere la favola o la fiaba che più le caratterizza, al fine di pubblicare una raccolta. Mi occuperò personalmente di questo progetto, perché sono convinta che possa rappresentare una bella occasione di confronto e scambio culturale :)

    • Daniele Imperi 11 gennaio 2013 at 17:20

      Mi sembra un progetto interessante :)
      Con l’avvento della tecnologia si è un po’ perso il gusto della lettura fra i più piccoli, secondo me. È bene stimolarlo di nuovo.

  • Salomon Xeno 12 gennaio 2013 at 16:10

    L’ultimo libro letto è “Racconti e leggende provenzali” di Mistral. Molti dei testi sono poco più aneddoti, ma ci sono anche alcune fiabe propriamente dette, piuttosto interessanti e, per genere, molto simili a quelle italiane. Del resto, c’è anche una bella riflessione sulle differenze tra Midi e francesi del nord. Fra gli autori che ho letto, oltre alle fiabe italiane mi piace sicuramente Andersen (il soldatino di stagno soprattutto) e… adoravo Afanasjev e, in generale, le fiabe russe!

    • Daniele Imperi 13 gennaio 2013 at 08:33

      Mi pare di avere le fiabe russe, non ne sono sicure. Però gli autori russi, classici, mi piacciono molto.

  • franco zoccheddu 12 gennaio 2013 at 20:53

    Ne leggo tante sui giornali, sembra che certi giornalisti e diversi politici ne siano grandi cultori.

  • Marco B. 25 aprile 2013 at 18:29

    Io credo che proprio tutti i romanzi sono scritti a partire da una morale, più o meno latente e se non partono da lì, in qualche modo la includono.

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