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Perché leggo la fantascienza

Perché leggo la fantascienzaHo iniziato tardi a leggere fantascienza. Dopo quasi 150 libri letti ecco che mi sono deciso ad avvicinarmi a questo genere che da anni mi stuzzicava. Film di fantascienza facevano parte già da tempo dei miei ricordi, ero rimasto affascinato dalle serie TV UFO e Spazio 1999. Ma anche da serie televisive giapponesi come Spectreman e Guerre fra galassie.

Leggo la fantascienza perché principalmente mi incuriosisce vedere nel futuro, conoscere – dal punto di vista dello scrittore, ovviamente – come sarà il mondo proiettato avanti negli anni, quali diavolerie avrà inventato l’uomo per rendere la vita all’umanità ancor più problematica o magari per trovare soluzioni a problemi adesso impossibili.

Che cosa è la fantascienza

Vorrei dare qui la mia definizione di fantascienza, che non è quella ufficiale. Non è proprio la mia definizione, ma ciò che mi aspetto io leggendo una storia di fantascienza.

  • Un futuro futuristico: non ha senso, per me, ambientare una storia mille anni nel futuro e vedere ancora l’uomo che fuma sigarette e usa la macchina per spostarsi. Vorrei leggere di una tecnologia avanzatissima. Vorrei un mondo davvero proiettato nel futuro.
  • Pianeti colonizzati o comunque visitati: forse sono legato a un tipo classico di fantascienza, però sono sempre stato attratto dall’astronomia e solo sapere che esistono altri pianeti mi spingerebbe a entrare in un’astronave e raggiungerli, se fosse possibile.
  • Superamento di protocolli, costumi, tradizioni: è ciò che rende l’uomo uno schiavo in terra libera. In un futuro l’umanità dovrebbe svecchiarsi da certi canoni e quelli come me non sentire più frasi senza senso come “In quel posto bisogna andare vestiti in un certo modo”.
  • Un tocco fantascientifico a tutto: fra diecimila anni non può esserci ancora gente che si chiama Daniele, siamo seri. D’accordo che questo nome esiste da almeno duemila anni, ma l’umanità si evolve in modo esponenziale, quindi facciamo evolvere anche i nomi.

La fantascienza non è solo questo, ovviamente, almeno secondo la sua storica definizione. E non è neanche tutto ciò che per me deve contenere una storia di fantascienza. Però quando leggo fantascienza sono più soddisfatto se trovo questi elementi, anche se non metto in dubbio che altri tipi di storie fantascientifiche possano piacermi.

Forse per me leggere fantascienza significa davvero ovviare alla mia impossibilità di montare in una nave spaziale e volare via verso altre galassie, altri universi, alla scoperta di tutto ciò che nasconde il buio stellato là fuori. Anzi, sono convinto che sia così.

La lettura di storie di fantascienza diventa un’evasione vera e propria verso altri mondi o verso un futuro che possiamo solo immaginare grazie alla fantasia degli scrittori, un modo per curiosare, a dispetto di una macchina del tempo che forse non sarà mai inventata, nel futuro dell’umanità.

Il primo romanzo di fantascienza letto

Il primo romanzo di fantascienza che ho acquistato e letto è stato Fondazione di Isaac Asimov. Il nome di Asimov mi era noto da tempo, ma non avevo mai letto nulla di lui. A quello seguirono gli altri della saga, Fondazione e Impero, Seconda fondazione, L’orlo della fondazione, Fondazione e Terra, Preludio alla fondazione e, solo quest’anno, Fondazione Anno Zero, che devo ancora leggere.

La storia mi catturò subito, così comprai e lessi tutti gli altri di seguito, tranne l’ultimo che non ero riuscito a trovare nella stessa edizione. Quella era la mia idea di fantascienza, nuovi mondi, tecnologia avanzata, avventura e thriller nello spazio, anche.

Ormai il primo passo era stato fatto e dopo Asimov ho letto altri autori, come Ron Hubbard, Frank Herbert, Ann McCaffrey, Harry Harrison, Philip K. Dick.

Perché leggete fantascienza?

E voi leggete romanzi di fantascienza? Se sì, perché?

20 Commenti

  1. Glauco
    28 settembre 2012 alle 09:21 Rispondi

    Non concordo al 100% con i tuoi 4 punti, ma li comprendo. Ecco i miei motivi:
    1 e 3 mischiati) Da quando esiste l’uomo (circa 100000 anni), certe usanze non sono mai morte. Le strutture sociali sono immutate. Democrazia e Aristocrazia si sono sempre alternate tra loro, ma mai, in tutto questo tempo, c’è stata una vera evoluzione. Voglio dire… anche tra i primati, ci sono gruppi in cui il capo si impone con la forza, e gruppi dove invece questo viene scelto per le sue caratteristiche. Dubito quindi che tra 10000 anni le cose andranno diversamente. E’ probabile che non andremo in giro in automobile, ma è difficile spiegare come andremo in giro… per cui chiamare “automobile” il mezzo che ci porterà in giro nel futuro non è così sbagliato, aiuta il lettore a focalizzare un mezzo di locomozione. Tieni poi conto che la nostra lingua tradisce. In inglese, car, può essere sinonimo di carro, auto, mezzo di locomozione. Altrettanto per le altre tecnologie. Pensa a oggi. Abbiamo computer tascabili… ma per andare in orbita usiamo ancora le stesse capsule degl’anni sessanta! La tecnologia non avanza di pari passo in ogni campo. Dipende dagli interessi privati e pubblici. Se la società subisce grosse crisi economiche, difficilmente investirà capitali nella conquista dello spazio, magari si concentrerà nel bisogno di dare da mangiare a tutti. ^^
    2) Concordo al 100%. Esistono i pianeti. L’uomo prima o poi li colonizzerà, o per lo meno ci proverà. Ma non trovo obbligatorio che una storia di fantascienza pretenda la presenza di pianeti colonizzati. Voglio dire che, se la mia vicenda si svolge sulla Terra, poco importa se su Marte c’è una comunità di 10 milioni di anime. Magari c’è, ma non devo per forza far fare una vacanza su Marte ai miei personaggi solo per far sapere al lettore che l’uomo è in grado di andare nello spazio.

    4) Perché mai tra 10000 anni non ci potrà essere uno che si chiama Daniele? I nomi spesso tornano di moda. I nomi spesso vengono dati in ricordo di nonni o bisnonni. A volte vengono dati per via di personaggi televisivi (ho un asilo sotto casa, sono più le Sue Ellen che le Maria in quella scuola! Mi aspetto solo di sentir chiamare un Ridge… e prima o poi accadrà, temo). Per cui nel 12012 potrebbe benissimo esserci un Daniele, un Marco, un Agostino e persino un Glauco. E poi, usare nomi comuni aiuta il lettore a non perdere la prospettiva. Dubito che chiamare i personaggi XXXY12 e GRSRSG23 aiuti! E’ però interessante l’approccio de “L’uomo del giorno dopo”, dove un ragazzino si fa chiamare Ford Mercury perché prima dell’olocausto amava le automobili! ^_^

    Ottimo post. Genera bei punti di riflessione ^_^

    • salvo
      28 settembre 2012 alle 11:58 Rispondi

      Io credo di essere un po’ più vecchietto di voi due, perchè la “mia” Fantascienza inizia intorno al 1960 con NemboKid(l’italiano Superman) che usciva come inserto piccolino( 12×12) e poi divenne autonomo. Fu subito copiato da “Junior Ventura” anch’esso come inserto de l’Intrepido e poi vennero fuori tutti gli altri personaggi. Poi arrivò Urania(per me), Asimov, Kolosimo e tutti gli altri e infine il cinema vero col capolavoro 2001 odissea… C’erano stati, è vero i bianco e nero del cinema e della TV(Twilight= Ai confini della realtà), ma quel filmone che poi riprendeva il racconto “le guide del tramonto” fu il capostipite dei film più belli.
      oggi è una desolazione. Dice franco Forte, direttore di Urania, Gialli e Segretissimo, che Urania tira pochissimo e tutta la Fantascienza in genere. La colpa? della crisi, delle crisi. Ci hanno rubato tutti i sogni(oltre a soldi), la gente ha perso molte speranze, tutte quelle nate coi primi voli spaziali, con gli shuttle, con la Luna. Abbiamo abbandonato ogni progetto di colonizzazione dello spazio perché mancano i soldi e l’entusiasmo. Speriamo di ritrivare gli uni e l’altro. I Daniele? Magari no, ma gli Imperi… ci saranno senz’altro!

  2. Daniele Imperi
    28 settembre 2012 alle 09:55 Rispondi

    Grazie :)
    Rispondo ai tuoi punti:

    1 e 3 mischiati: sulla struttura della società umana ti do ragione. Era solo una mia speranza vedere una società migliore e il definitivo abbattimento dei protocolli che proprio non mi vanno giù. Sui termini automobili e simili siamo d’accordo, ma credo che in qualche caso si parlasse proprie delle nostre vetture a ruote. E siamo d’accordo anche sull’evoluzione della tecnologia. Io mi aspetto, in una storia proiettata molto avanti nel tempo, case e strumenti molto all’avanguardia.
    2: non dico che una storia debba per forza parlare dei pianeti colonizzati, ma solo che a me piacerebbe leggerla :)
    4: vero che i nomi tornano di moda, ma Daniele non esisteva 10000 anni fa :D Non so, a me sembra che un minimo di evoluzione sia da considerare. Ma non intendevo arrivare a casi limite come il tuo amico “GRSRSG23” :D

  3. franco zoccheddu
    28 settembre 2012 alle 10:38 Rispondi

    Ho elaborato da qualche anno il soggetto per un romanzo di fantascienza che segue abbastanza bene il tuo precetto di vero distacco dal presente.
    L’umanitàcome rete di elaboratori quanto-digitali che elaborano ogni esigenza (“microinput”) di ogni essere vivente (animali compresi) in continuazione, orientando le scelte sociali, tecnologiche e politiche senza filtri. Una forma estrema di democrazia in cui è stata definitivamente eliminato il concetto di contrapposizione tra minoranze e maggioranze poichè ogni microesigenza viene automaticamente inglobata dal sistema (che vorrei chiamare Borges), che cambia la società di continuo. L’elaborazione è ottico-biologica-quantistica, l’intero vivente elabora perchè tutta la materia biologica è “circuito”. E altro, che è troppo lungo descrivere, riassumibile in “istruzioni per evitare l’omologazione nel futuro”. Vorrei averne il tempo.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2012 alle 11:03 Rispondi

      Il tuo lavoro è interessante, vedi di trovare il tempo per scrivere quella roba quanto-biologico-ottica che fa venire la pelle d’oca già da ora :D

    • Lucia Donati
      28 settembre 2012 alle 13:39 Rispondi

      Il mondo è basato su opposti: come possono essere eliminate le contrapposizioni? E sarebbe giusto?

      • franco zoccheddu
        28 settembre 2012 alle 16:21 Rispondi

        No, Lucia, credo che tu abbia ragione e io sono con te in proposito: eliminare le contrapposizioni (non le battaglie) sarebbe violare la natura intima di noi individui (che in-dividui, a-tomi, in-divisibili, differenti quindi dagli altri, verremmo poi ad essere?). Questo è proprio ciò che mi affascina del mio tentativo di descrivere (preconizzare? Indovinare? Prevedere?) un possibile futuro lontano da noi quanto lo è nel passato Cro-Magnon, etc. In che modo una società dell’omologazione affronterà il tema della diversità? Lo affronterà? Potrebbe essere uno degli aspetti sociali (sociologici) più profondamente in comune tra noi e il nostro futuro.
        Grazie per il tuo intervento, come sempre interessante.

        • Lucia Donati
          28 settembre 2012 alle 16:52 Rispondi

          Prego, figurati. Certo è affascinante cercare di immaginare una situazione completamente distaccata dai fondamenti su cui si basa la nostra realtà; e, di conseguenza, rispondere su come dovrebbero essere affrontati i vari temi che da questa realtà sconosciuta potrebbero derivare. La mia domanda (ma forse senza risposta) è: è possibile per noi immaginare una realtà completamente al di fuori del conosciuto e basata su fondamenta che non sono le nostre?? A questo punto mi pongo anche un’altra domanda: quali sono i fondamenti della nostra realtà? Va a finire che ci scriverò un post, prossimamente: chissà!

          • Daniele Imperi
            28 settembre 2012 alle 17:09 Rispondi

            Non è una domanda facile a cui rispondere…

          • franco zoccheddu
            29 settembre 2012 alle 00:32 Rispondi

            C’è chi ha immaginato una civiltà basata sui fenomeni nucleari (non bombe: proprio i nuclei degli atomi, al posto degli atomi stessi, e come molecole biologiche invece degli aggregati nucleari) che hanno rapidità dell’ordine di un milione di volte quelli atomici. Insomma: anzichè i nostri diecimila anni di civiltà, circa un centesimo di secondo. Mentre leggevi col pensiero la “o” di “secondo” una di queste civiltà potrebbe essere nata, essersi evoluta e terminata nei pressi di una luminosa stella di neutroni. Chiedo scusa per la terribile sparata: volevo solo confermarti che gli esseri umani dovrebbero immaginare di più, forse vedrebbero con occhi diversi e migliori anche se stessi.

  4. Il Moro
    28 settembre 2012 alle 11:21 Rispondi

    Leggo letteratura fantastica perchè mi piace evadere dalla realtà, e preferisco la fantascienza al fantasy per il semplice motivo che c’è più varietà e originalità (in generale, non massacratemi dimostrandomi casi di autori fantasy originalissimi! :-D )(anzi, magari fatelo, qualchebel consiglio di lettura è sempre ben accetto).
    Quello che vuoi tu è una storia ambientata in un futuro lontano. Io, invece, non mi pongo nessun limite. Anche fosse ambientata solo l’anno prossimo, se è fantascienza per me va bene! XD

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2012 alle 11:25 Rispondi

      La fantascienza offre tanti di campi di esplorazione, quindi si adatta, secondo me, a qualsiasi esigenza di lettura :)

  5. Salomon Xeno
    28 settembre 2012 alle 11:31 Rispondi

    Il primo libro di Asimov che ho letto è stato proprio “Fondazione Anno Zero”. Buffo, vero? Poi ho letto gli altri. Ma ho iniziato a leggere fantascienza con le raccolte di racconti che avevo in casa (grazie a mio padre) o trovavo in biblioteca in gran quantità. Per ragioni nostalgiche, sono molto più legato ai racconti di fantascienza che ai romanzi, nonostante abbia letto alcuni cicli famosi, come quello di Asimov.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2012 alle 11:56 Rispondi

      Hai iniziato proprio dallo Zero, dall’inizio :D
      Riguardo ai racconti, non so dirti, a me piacciono entrambi, ma forse prediligom più i romanzi nella fantascienza.

  6. Romina Tamerici
    28 settembre 2012 alle 13:13 Rispondi

    Ho letto pochissima fantascienza. Anzi, mi sa che il primo libro proprio di fantascienza che ho letto è stato “Fahrenheit 451” che ho divorato quest’estate dopo una “sfida” lanciata da Nick del blog Nocturnia. Comunque leggerò di certo altri testi, perché quello mi è piaciuto molto.

  7. Lucia Donati
    28 settembre 2012 alle 13:44 Rispondi

    Anche per me per ora poca fantascienza ma mi affascina leggere i vostri progetti di trame a volte interessanti come quello di Zoccheddu qui sopra. In generale, anche a me vengono in mente trame particolari ma mi accorgo spesso che, appena cerco di definirle un po’ meglio, alcuni aspetti sono poco credibili: nella fantascienza questo è molto frequente, io credo.

    • Daniele Imperi
      28 settembre 2012 alle 13:59 Rispondi

      Sì, per forza, richiede molta documentazione, ma credo anche predisposizione.

  8. Alessandro Girola
    30 settembre 2012 alle 15:56 Rispondi

    Ottimo post.
    Aggiungo solo un piccolo spunto polemico: in Italia hanno decretato che la fantascienza è morta col cyberpunk degli anni ’80.
    Le decine di scrittori di ottima sci-fi che ogni anno pubblicano nuovi romanzi in USA, UK, Brasile, Polonia etc etc ci salutano e ci rassicurano sul loro stato di salute :)

    • Daniele Imperi
      30 settembre 2012 alle 16:02 Rispondi

      Grazie :)
      In effetti bisogna iniziare a leggere in inglese – io ho iniziato, a dire il vero, anche con romanzi per ragazzi, almeno finché non miglioro – e vedrai quanta bella roba si può trovare ;)

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