Scrivere è comunicare

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L’italiano come strumento e linguaggio

Perché bisogna scrivere bene

LavagnaL’idea per questo articolo mi è venuta da una richiesta di collaborazione ricevuta via email e da un commento su Facebook di un amico copywriter. Già dall’email avevo capito chi avesse scritto: uno che non conosceva la lingua italiana.

La punteggiatura sbagliata potrebbe essere giustificata dalla fretta, o peggio ancora dalla consuetudine di distruggere l’italiano quando si usano programmi di scrittura, di posta elettronica, social network, forum, blog, chat, ecc.

Sorvolo sulle chat, sorvolo sui social network: servono per passare il tempo, sono una piazza virtuale, il linguaggio usato è colloquiale. Storco il naso sui forum: non si dà una bella impressione di sé scrivendo strafalcioni.

Non intendo invece sorvolare, neanche minimamente, su blog professionali di qualsivoglia natura, su email scritte e spedite in ambito lavorativo. Come faccio a prenderti sul serio sul tuo lavoro, se non sai nemmeno scrivere correttamente nella tua lingua madre?

Il tizio che mi chiedeva una collaborazione mi ha mostrato la sua “vetrina” professionale, in realtà tre immagini a mo’ di brochure su MSN. Tutte e tre le immagini, una sorta di volantini che spiegano i servizi di questa “società”, contenevano pesanti errori grammaticali.

Una in particolare mi ha colpito, la seconda, quella dedicata al “Chi siamo”, il biglietto da visita, dunque, una delle pagine più importanti da mettere online. Riporto parte del testo, perché merita un’attenta lettura:

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Su 73 parole ho trovato almeno 15 errori, fra errori di grammatica, di punteggiatura, ripetizioni, refusi e concetti poco chiari. Oltre il 20% del testo.

Ma questo è soltanto uno dei tanti esempi dello scarsissimo livello culturale che caratterizza l’Italia. In campo professionale, in qualsiasi campo professionale, il linguaggio italiano deve essere considerato uno strumento di lavoro.

Scrivere correttamente è uno strumento di lavoro

Ha scritto bene il mio amico copywriter, bisogna considerare l’italiano uno strumento di lavoro, al pari di un software come photoshop o office. Al pari di un saldatore, di un cacciavite, di un telefono, di una gru, ecc. aggiungo io.

In lavori dove è richiesto un diploma o perfino una laurea non è concepibile che si facciano errori di italiano. Non è giustificabile scrivere male, perché l’italiano è, ripeto, la nostra lingua madre e non è logico conoscere bene il nostro lavoro e non conoscere bene la nostra lingua.

Neanche uno straniero avrebbe potuto scrivere quel testo che ho riportato così male. Neanche il peggiore dei traduttori online. Eppure lo ha scritto un italiano, e sicuramente diplomato.

Il linguaggio è uno strumento di comunicazione. Scrivendo si comunica. Se scriviamo un testo a fini lavorativi, stiamo comunicando attraverso uno strumento. Uno strumento di lavoro, che purtroppo ben pochi conoscono bene.

Che cosa comunichiamo scrivendo in un pessimo italiano? Che siamo ignoranti. Può fidarsi di noi un cliente che non ci conosce? Ne dubito, a meno di non essere anche lui un ignorante.

L’italiano è un linguaggio

Ha scritto inoltre il mio amico che l’italiano è un linguaggio come il php. E, aggiungo io, come l’html. Anche se qualcuno è digiuno di linguaggi informatici, sappia che l’informatica si basa sui linguaggi.

Un sito web è il risultato di una serie di linguaggi che interagiscono fra di loro e vengono interpretati da un browser di navigazione, come Internet Explorer e Firefox. Vi è capitato mai di non vedere bene un sito con un browser? Significa che il linguaggio usato dallo sviluppatore conteneva errori.

Per la lingua italiana vale lo stesso concetto. Se il vostro italiano contiene errori, la gente potrebbe non capire quello che state scrivendo. Se un cliente non capisce ciò che scrivete, potrà mai affidarvi un lavoro?

Io so perché si scrive così male, adesso molto più che nei tempi passati.

Ma ve lo dirò un’altra volta.

8 Commenti

  1. Michela
    18 gennaio 2011 alle 21:14 Rispondi

    Sul momento mi sono meravigliata di questo articolo, poi mi sono resa conto che è stato necessario.

    Non è affatto scontato che scrivere in italiano sia importante.
    Andiamo bene…

    PS Hai mai giocato a Metin2? Si tratta di un gioco online, da ragazzini ma rilassante… solo che la traduzione italiana è ORRIDA, tutta in dialetto: “Con questo buono puoi cavalcare aggratis!”, “lo trovi fuori la porta”… Brrrr.
    Poveri ragazzini, nemmeno è tutta colpa loro :)

  2. Daniele Imperi
    19 gennaio 2011 alle 09:01 Rispondi

    No, mai giocato, ma io non sono mai stato amante dei giochi elettronici :)

    In effetti non è colpa loro, che leggono quel che scrivono gli adulti.

  3. Prima di scrivere un post
    10 maggio 2011 alle 06:07 Rispondi

    […] italiani ma non sappiamo scrivere in italiano. Altro gioco di parole? No, pura e triste realtà dei fatti. Basta leggere ciò che viene servito […]

  4. valentina
    3 giugno 2016 alle 13:22 Rispondi

    Buongiorno, purtroppo quello che dice è vero, l’italiano è uno sconosciuto per molti. Ammetto di non saper scrivere, è avvilente per me, cerco di migliorarmi leggendo o mettendo a fuoco nella mia testa i concetti prima di metterli su carta, tutto questo si traduce in frustrazione e senso d’inadeguatezza. La mia domanda è questa: c’è un metodo per migliore il proprio italiano?

    un cordiale saluto

    • Daniele Imperi
      3 giugno 2016 alle 13:53 Rispondi

      Ciao Valentina, Benvenuta nel blog. L’unico metodo per migliorare l’italiano scritto è leggere tutti i giorni ed esercitarsi a scrivere. Magari puoi contattare un correttore di bozze che ti segnali eventuali errori.
      Se hai dubbi sulla grammatica, qui ci sono un po’ di post da consultare: http://pennablu.it/grammatica/

  5. valentina
    3 giugno 2016 alle 19:08 Rispondi

    ti ringrazio per la celerità con cui mi hai risposto e per il benvenuto, seguirò il tuo consiglio sia per quanto riguarda la lettura e la consultazione dei post.
    Ciao

  6. Sara
    21 aprile 2017 alle 08:08 Rispondi

    Non voglio fare la maestrina, ma qui si critica uno scritto perché scritto male in italiano, giusto?
    E allora perché lei ha scritto: “Neanche uno straniero avrebbe potuto scrivere quel testo che ho riportato così
    male”?; non sarebbe stato meglio scrivere: “Neanche uno straniero avrebbe potuto scrivere quel testo, che ho riportato, così male”?
    Sembra che lei voglia dire di aver riportato male lo scritto, e non che sia stato scritto male!
    Le virgole servono anche per distinguere il periodo principale da quello secondario, altrimenti puó risultare poco chiaro ciò che si vuol dire… e poi non so nemmeno se ci sono altri errori, mi sono fermata lì, ne avevo abbastanza per farmi un’idea!
    La saluto cordialmente,
    Sara Altimari

    • Daniele Imperi
      21 aprile 2017 alle 08:55 Rispondi

      Ciao Sara, benvenuta nel blog. Non sono d’accordo sulle virgole in quella frase. Secondo me si capisce benissimo e quelle due virgole rallentano la lettura. Scrivere che il mio testo è scritto male per l’assenza di quelle virgole mi sembra un’esagerazione.

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