Scrivere è comunicare

Il blog per scrittori, blogger e copywriter

Io leggo perché…

15 motivi per leggere

Io leggo perché

Oggi è la giornata mondiale del libro e del diritto dʼautore e ho voluto partecipare allʼiniziativa Io leggo perché. Per qualcuno è una campagna inutile, ma per me parlare di libri e di letture e di promozione della lettura è invece importante e si dovrebbe fare spesso. È anche piacevole, poi, perché no?

Sappiamo già che in Italia ci sono pochi lettori, ma non sappiamo perché non si legge. Forse, se ognuno di noi spiegasse i motivi che lo spingono a leggere, qualcosa si risolverebbe, qualcuno potrebbe apprezzare quei motivi e farli suoi.

Ognuno hai i suoi motivi, così come i non lettori hanno i loro per non leggere. Quali? Perché non hanno tempo, che sappiamo essere solo una scusa, perché preferiscono guastarsi il cervello coi videogiochi e lo smartphone, che sappiamo essere vero. O perché non ce lʼhanno nel sangue, nel DNA, non fa parte della loro cultura.

Ma qui non devo parlare degli altri, del perché leggono o del perché non leggono. Qui devo spiegare perché lo faccio io.

Io leggo perché…

… mi piace leggere

E questo, se permettete, è un motivo più che valido. Questa risposta genera anche unʼaltra domanda: perché ti piace leggere? La risposta però è contenuta in questo articolo, frammentata in tutti i 15 motivi per cui io leggo.

… chi legge è al di sopra degli altri

Vedere qualcuno con un libro in mano è come vedere una persona che vive su un livello più alto nella società, che appartiene a una cultura più elevata. Leggere è un poʼ snob? Sì, perché no? Iniziamo a guardare dallʼalto in basso quelli che non leggono. Magari gli viene voglia di salire quassù, chi può dirlo?

Ma non ributtateli giù a calci, mi raccomando :)

… posso vivere più vite

Ogni volta che leggo un libro, io vivo la vita del protagonista. Non sono più me, ma sono un altro personaggio. Succede anche quando guardiamo un film: non vi capita di immedesimarvi nel protagonista che sta per essere fatto a pezzi da qualcuno? Non parteggiate per lʼeroe della storia, anche se ha appena commesso la rapina del secolo?

… voglio imparare di più

Un libro letto è un mucchio di informazioni in più che registriamo nella nostra memoria. Non ne restano tutte le parole, ma ne restano i concetti principali. Resta la storia, resta lʼinformazione, restano le nozioni. Leggendo, imparo sempre qualcosa.

… voglio conoscere altri mondi

Lʼebbrezza di iniziare un nuovo libro e una nuova storia: chi non lʼha mai provata? Solo le capre che non leggono. Per me leggere significa anche questo: poter entrare in altre e impensate realtà. E questo succede sempre, anche se non leggo un fantasy o un romanzo di fantascienza.

… voglio scrivere meglio

Può chi ama scrivere non leggere? Lettura e scrittura sono talmente collegate che non esiste lʼuna senza lʼaltra. Grazie alle tante letture fatte ho migliorato la mia scrittura. Ho avuto anche tante idee per scrivere storie, ma soprattutto ho conosciuto meglio le tecniche di narrazione e imparato a riconoscere i segreti di alcuni scrittori, quelli di cui ho letto più opere.

… voglio essere diverso dagli altri

“Che fai, leggi?”, mi chiese una volta un operaio straniero mentre attendevo che il frantoio macinasse le mie olive. Mi guardò come se avesse visto qualcosa di strano, di incomprensibile, di innaturale.

Chi legge è diverso dagli altri, perché fa qualcosa di diverso. Diverge dalla consueta serie di abitudini che ha la massa. Per essere come gli altri dovrebbe starsene a parlare di calcio, di macchine, di reality, di politica, di baggianate, o giocare col cellulare. Tutto fuorché leggere un libro, che lo allontana dallʼordine costituito delle cose.

… leggere fa bene alla salute mentale e anche fisica

Quando leggo, sto bene. Sul serio. La lettura è per me rilassante, anche se leggo qualcosa di impegnato e impegnativo. Leggere mi stacca dalla mia realtà, mi introduce in un universo parallelo abitato da altre vite.

Se la mente sta bene, allora sta bene anche il corpo. Il piacere mentale porta anche al piacere fisico. E viceversa.

… leggere è diventato un vizio

Uno di quei vizi che non vuoi abbandonare. Da bambino mi mangiavo le unghie, ma persi il vizio perché con lʼapparecchio per i denti non ci riuscivo più. Dopo il liceo presi il vizio di fare un solitario con le carte (no, non vi dico qual è), che generò assuefazione. Quando non riuscii più a svegliarmi la mattina, perché nel dormiveglia mi dicevo di togliere unʼaltra carta e unʼaltra ancora e poi mi sarei alzato, chiusi le carte in un cassetto e non le presi più. Sono passati quasi 28 anni da allora.

Poi presi il vizio di leggere. Ma non ho intenzione di smettere. Ha creato assuefazione? Sì, ma la mattina riesco a svegliarmi senza problemi appena il cellulare squilla alle 6,30.

… sono un bibliofilo e un bibliomane

A me piacciono i libri come oggetti. Gli ebook no, non puoi dire che ti piace lʼoggetto-ebook, perché un ebook è un file. Al limite puoi dire che ti piace lʼoggetto ereader. Anche a me, devo dire.

Però un libro cartaceo è differente. Amo i libri, ma ho anche la mania dei libri. Li compro spesso, ne compro tanti, più di quelli che riesco a leggere in un anno. Sogno una stanza di 100m2 adibita a biblioteca.

… solo la vista dei libri mi fa stare bene

Certe volte mi metto a guardarli, come qualcuno che fissa una vetrina ammirandone i prodotti in vendita. Io ammiro le copertine o le costine. Rovisto negli scaffali, prendo libri a caso e li sfoglio, riscopro libri che avevo dimenticato di avere.

La vista dei libri mi allieta. Entro in libreria senza comprare, solo per il gusto di passare in mezzo ai libri e guardarli.

… ho lʼanimo dellʼesploratore

Fin da bambino ho sempre sognato di esplorare posti. A quel tempo, però, immaginavo infantilmente di esplorare luoghi inaccessibili e sconosciuti. Ma leggere un libro non è forse la stessa cosa? Non ci fa esplorare luoghi inaccessibili e sconosciuti?

… sono curioso di natura

Dentro un libro cʼè racchiusa una storia, a prescindere dal tipo di libro. Non siete curiosi di scoprire quale? Ok, non dico che la mia curiosità è tanta che leggerei anche un Harmony, ma comunque i miei gusti mi permettono di spaziare in tanti generi letterari e tante pubblicazioni.

Anche se a grandi linee so di cosa tratta un libro, quando ne ordino qualcuno mi assale comunque la curiosità di conoscerlo e sfogliarlo. Ora sto attendendo dieci libri ordinati in 3 siti e non vedo lʼora che arrivino. Quando arrivano?

… è stata una mia scelta

Da piccolo sono stato obbligato a leggere. Alle medie lessi un solo libro, sotto ordine della professoressa, alle superiori idem. Ne avrei letti altri due, ma mentii alle prof dicendo di aver letto Il gattopardo e Radici, che invece mi feci solo comprare da mio padre.

Al tema agli esami di riparazione di italiano mi inventai un libro, perché nel tema era richiesto di parlare di due libri e dove lo pescavo lʼaltro?

Leggere è stata una mia scelta. Ho iniziato con un libro che mi ha fatto innamorare della lettura e non ho più smesso.

… un libro è la miglior compagnia

Sono un solitario di natura. Uno di quelli che sta meglio da solo che insieme agli altri. Invitarmi a una festa significa mettermi in crisi. Invitarmi a un matrimonio mi costringe a inventare una scusa per non andare. Il modo di dire “invitare a nozze” perde con me qualsiasi significato.

Leggere un libro è ritrovarsi in compagnia di tantissimi altri, in fondo. E non è vero che non si interagisce, perché quando leggo io divento il regista della storia, me la filmo man mano nella mente.

Io leggo per tutti questi motivi e per tanti altri che adesso non mi vengono in mente.

E voi? Leggete perché…

43 Commenti

  1. Marco
    23 aprile 2015 alle 07:38 Rispondi

    Perché mi piace.
    Perché chi legge ha un controllo quasi totale sulla propria testa e sui propri pensieri, e non dipende da urlatori o demagoghi. Di questi tempi non è una cosa da poco (e non solo “di questi tempi”).

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 13:49 Rispondi

      Giusto: abbiamo il controllo sulla nostra testa. L’ignorante può essere invece controllato e manipolato.
      Non solo di questi tempi, vero, è sempre stato così.

  2. LiveALive
    23 aprile 2015 alle 08:06 Rispondi

    Sul totem che hanno messo in libreria qua ho risposto:
    – leggo perché è la cosa che so fare meglio.
    e:
    – leggo per lo stesso motivo per cui mi giro a guardare una bella ragazza.
    – leggo per lo stesso motivo per cui stasera avrei voglia di una pizza

    È la cosa che so fare meglio l’ho scritto per retorica, ok. Ma il punto è che per ricavare il piacere della lettura di certi libri devi anche sapere come leggerli. Oggi il lettore salta tra le parole, mangia a bocconi. Io non so quanto possa godere di un libro così.
    Il motivo per cui mi giro a guardare una bella ragazza è naturalmente l’esperienza estetica: e l’opera letteraria non è forse un oggetto estetico?
    E la pizza la mangio per principio di piacere: lo stesso motivo che spinge a ricercare l’esperienza estetica del libro, no?
    Ma questo dipende naturalmente anche dal tipo di testo che si sta leggendo. Anche lo scontrino è un testo, ma non lo leggo per piacere: lo leggo per recepire informazioni. Un saggio certo si può leggere per esperienza estetica, ma probabilmente lo si leggerà per imparare qualcosa di nuovo.
    In genere però, in un testo letterario, il piacere estetico è tutto ciò che cerco.
    Noto invece che il 90% delle risposte sul totem della libreria era: perché mi rilassa. La gente quindi vuole solo una pausa, un attimo di stop, come guardare un film. Perché allora il libro e non il film? Non lo so, forse per lo stesso motivo per cui si decide di guardare, in un momento, una statua e non un quadro: vanno bene tutti e due per lo stesso scopo, ma seguono vie diverse, e a volte piace prenderne una, altre un’altra.
    Certo però non leggono per mettersi sopra gli altri XD però anche quella è una visione interessante: il libro è ancora uno status symbol. E certo anche un sex symbol, visto che su instagram c’è una pagina con le foto dei più bei ragazzi che leggono sui treni (non ho controllato, ma certo io apparirò più e più volte).

    …il solitario? Eh, effettivamente l’estate quando passo le serate a fare una partita a scopa dopo l’altra dopo un po’ non mi tiro più via le carte dalla testa. Ma non sto scherzando, davvero gioco sempre a carte con papà XD io ho una naturale tendenza a sviluppare ossessioni: se mi interesso a qualcosa, devo dedicargli tutta la vita. Così se voglio scrivere allora devo pensare alla scrittura tutto il giorno, da quando mi sveglio a quando vado a dormire. Se mi innamoro di una ragazza stop, mollo tutto, basta scrivere, penso solo a lei. Appena mi stanco addio, è stato bello, ma ora devo scrivere scrivere scrivere e non penso più ad altro. Il mio cervello limitato può gestire solo un pensiero alla volta XD

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 13:53 Rispondi

      3 motivi interessanti :)
      Io non cerco solo il piacere estetico, poi bisogna vedere cosa intendi di preciso.
      Ho visto anche io da qualche parte la foto dei ragazzi sul treno, ma tu non c’eri :D

  3. olgica
    23 aprile 2015 alle 08:14 Rispondi

    La lettura è molto importante,quando insegnavo portavamo gli alunni in biblioteca,infatti le nostre classi poi erano fra le maggior frequentatrici della biblioteca.Gli stranieri la frequentavano ed erano molto bravi in italiano e tutti se ne meravigliavano.Io ho un blog di promozione della lettura,io a causa della vista non leggo più molto,preferisco l’internet per leggere.Bravi continuate così…

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 13:55 Rispondi

      Devi farglieli apprezzare i libri, però, non come hanno fatto con me: “da qui non uscite se non avete preso un libro” e io afferrai La montagna incantata di Thomas Mann pensando fosse un fantasy.
      Per uno straniere leggere libri ha un’importanza maggiore, perché impara meglio la lingua.
      Internet non ti stanca la vista più della carta?

      • olgica
        23 aprile 2015 alle 14:30 Rispondi

        Sì hai ragione internet mi stanca la vista,ma non più di un libro scritto con caratteri minuscoli.Vieni a vedere le mie motivazioni nel mio blog.http://miscellaneablogspotcom.blogspot.it/

        • Daniele Imperi
          23 aprile 2015 alle 14:33 Rispondi

          Qual è il post delle motivazioni? Hai linkato la home page.

  4. Renato
    23 aprile 2015 alle 09:47 Rispondi

    A parte il fatto che leggere secondo me è una delle due sole cose nella vita che più fai, meglio ti viene, e fa bene alla salute anche a dosi massicce, io penso che leggere sia accrescere a dismisura il proprio vocabolario.
    Questo mi permette di esprimere meglio i miei sentimenti, con più ricchezza di sfumature, capire meglio quelli degli altri. Significa anche esercitare le virtù della pazienza e dell’ascolto: un libro si legge poco alla volta, e bisogna imparare ad ascoltare quello che l’autore dice, non dice, accenna, … .

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:19 Rispondi

      Giusto, si migliora anche il vocabolario. Ecco perché mi segno le parole nuove che trovo, anche se dovrei vederne il significato subito.

  5. salvatore
    23 aprile 2015 alle 11:20 Rispondi

    L’ho sempre sospettato che sei un bibliomane! -.-‘
    Io leggo perché… non so perché. (pubblicità anni ’80) :)

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:21 Rispondi

      Ma come non sai perché? :)

  6. Mariella
    23 aprile 2015 alle 13:45 Rispondi

    Proprio oggi rispondendo ad un commento sul mio blog, dicevo che è la curiosità la spinta maggiore che mi “costringe” a leggere. Non sempre mi conduce ad un porto felice, ma la maggior parte delle volte, mi ha regalato emozioni fortissime.
    Ho solo libri, tanti, sparsi ovunque. Leggo sempre, da quando mi alzo a quando mi addormento,
    Praticamente leggere per me, è come respirare.
    #ioleggoperchè non potrei vivere senza.
    A presto!

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:23 Rispondi

      Ciao Mariella, benvenuta nel blog.
      Anche a me la curiosità non porta sempre a belle sorprese, ma non puoi sapere se ti piace un libro che ti ha ispirato finché non lo hai letto.

  7. filomena di fazio
    23 aprile 2015 alle 13:46 Rispondi

    Non so quando in me è nato l’amore per i libri, ma ricordo chiaramente l’emozione provata quando, da piccola, mi regalarono il mio primo libro “La piccola principessa”. Non un libro per imparare, né da colorare, ma un libro mio da conservare. Il primo libro di quella che sarebbe stata la mia biblioteca.
    Ma non deve essere vero che l’amore sbocciò allora perché ho ritrovato i miei libri di favole letteralmente consumati dall’uso ed anche, con piacere, le immagini che mi hanno accompagnato nei primi anni dell’infanzia.
    Quindi leggo perché sono nata “lettrice” e deve essere per me come un carattere genetico, come l’azzurro dei miei occhi e il castano chiaro dei capelli. Non ho mai smesso neppure oggi che i miei occhi si stancano prima. Aprire un libro è come sentirmi a casa: sempre uguali a se stessi, ritrovo quando voglio i miei amati personaggi, anche se sempre nuovi perché pur raccontando la stessa storia, mi dicono cose diverse svelandomi una me stessa rinnovata. I libri non mi hanno mai deluso neppure quando non riesco ad andare oltre le prime dieci pagine, sono pazienti perché aspettano i miei tempi, le mie voglie. Le altre ragioni sono uguali alle vostre.

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:27 Rispondi

      Ciao Filomena, benvenuta nel blog.
      Mia madre ha anche un libro di favile, Le sette noci mi pare, credo risalga agli anni ’40.
      Io non sono nato lettore, anche se mia madre mi disse che, appena imparato a leggere, in macchina leggevo tutti i cartelloni pubblicitari che incontravamo.
      La delusione in me c’è stata, ma fa parte del gioco.

  8. Tenar
    23 aprile 2015 alle 14:11 Rispondi

    I miei motivi sono sicuramente a)leggere mi fa stare bene b)posso vivere altre vite c)posso vivere altri mondi.
    Quando non ho un buon libro per le mani soffro, letteralmente. Mi aggiro per casa, la sera, come un’anima inquieta. Spesso leggo mentre guardo la tv, se non c’è un buon libro, ogni programma mi annoia. A pranzo sono spesso sola, quindi leggo, senza un buon libro mi passa anche la voglia di mangiare…

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:29 Rispondi

      Io non leggo quando guardo un film, ma il libro lo porto lo stesso in tavola, così posso leggere qualche riga mentre c’è la pubblicità :)
      Sono troppo “maiale” per permettermi di portare libri mentre mangio, dovrei avrene due copie…

  9. MikiMoz
    23 aprile 2015 alle 14:33 Rispondi

    Non mi sono mai posto il motivo.
    Leggo sicuramente perché mi piace, ma leggo esattamente come guardo film e serie tv, scrivo, gioco, mi diverto, mangio… :)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 14:35 Rispondi

      Insomma, un fatto che fa parte della tua vita :)

      • MikiMoz
        23 aprile 2015 alle 22:12 Rispondi

        Decisamente, e in modo normalissimo :)

        Moz-

  10. Marina
    23 aprile 2015 alle 15:10 Rispondi

    Leggo perché scrivo e scrivo perché leggo: sì, anelli irrinunciabili di una stessa catena.
    Io leggo perché è straordinario come questo ti permetta di venire a contatto anche con realtà molto lontane dalla tua, perché leggere è tenere in esercizio la mente (mi allineo al tuo “mens sana in corpore sano”) e provo a dare l’esempio in famiglia (come io sono cresciuta all’ombra di mia madre che ricordo sempre con un libro in mano): su un figlio il virus della lettura ha attecchito bene, l’altro ha un sistema immunitario più resistente e diciamo che preferisce altro; ma ho ancora molto tempo per lavorarmelo ben benino, ha solo 12 anni: però, aspetta, io già a nove chiedevo a mia madre di comprarmi libri da leggere!

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 15:25 Rispondi

      Vero, leggere e scrivere fanno parte di una catena, mi piace come definizione.
      Non credo sia facile far apprezzare i libri ai figli, forse non basta nemmeno farsi vedere a leggere. Bisognerebbe abituarli da molto piccoli, forse.

  11. Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
    23 aprile 2015 alle 16:43 Rispondi

    Perché si legge? Personalmente, leggo perché è il modo più economico per viaggiare.

    • Daniele Imperi
      23 aprile 2015 alle 17:01 Rispondi

      Un motivo quasi salgariano, il tuo :)

      • Danilo (IlFabbricanteDiSpade)
        23 aprile 2015 alle 17:54 Rispondi

        Non era voluto ;) Ad ogni modo, ci sono lettori e lettori: c’è chi legge distrattamente, chi saltando le pagine come scrivi tu nel post, chi torna sempre indietro a rileggere in maniera maniacale.
        Da scriverci un bel post :)

  12. Barbara
    23 aprile 2015 alle 18:44 Rispondi

    Senza parole.
    Hai già scritto tutto tu…qualsiasi cosa mi venga in mente è già nei 15 punti!
    Oh ecco: io leggo perchè…se guardo un film, c’è sempre qualcosa che mi va storto, mentre se leggo un libro il casting lo faccio io, l’inquadratura la decido io, la musica la compongo direttamente io, e la protagonista -se non muore!- sono ovviamente io. Ed è il film migliore del mondo. ;)

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:32 Rispondi

      Anche io mi diverto a fare il casting quando leggo, ecco perché non ho mai guardato la serie di Montalbano (anche perché è italiana e non amo cinema e TV italiani), ma perché gli attori non corrispondono ai personaggi che ho immaginato io.

  13. Lisa Agosti
    23 aprile 2015 alle 20:17 Rispondi

    Bella idea, bel post. Le tue ragioni sono tutte valide, e le condivido quasi tutte.

    Mi sento di spezzare una lancia a favore dei videogames e degli smartphones, penso che conoscerli e saperli usare sia un modo per tenersi al passo coi tempi, e anche chi non li apprezza dovrebbe sforzarsi di impratichirsi almeno un po’.

    Ho riso quando ho letto: “Vedere qualcuno con un libro in mano è come vedere una persona che vive su un livello più alto nella società”. Beh, diciamo che dipende dal libro che ha in mano… ci sono certi “libracci” là fuori, che non andrebbero nemmeno toccati! ;)

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:34 Rispondi

      Grazie.
      Guarda, per come la vedo io un cellulare, anche se smartphone, serve per telefonare :)
      I videogiochi invece non servono a nulla.
      Sì, sui libracci hai ragione, diciamo che se vedo uno con Harmony o con un libro di Vespa o Fede storco il naso :D

      • LiveALive
        24 aprile 2015 alle 22:49 Rispondi

        I videogiochi servono tanto quanto serve il David di Michelangelo. Non serve a niente nessuno dei due, ma sono esperienze estetiche. All’occorrenza comunque possono diventare entrambi dei fermacarte.

  14. Grazia Gironella
    23 aprile 2015 alle 21:29 Rispondi

    Se ti rispondo, ripeto quasi tutto quello che hai detto. Bella idea, guardare male chi non legge! Se c’è chi snobba gli altri sulla base dei soldi o della bellezza, la lettura sarebbe un motivo mille volte più valido. :)

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:35 Rispondi

      Giusto, oggi, come in passato, si continua a snobbare per cose futili come soldi e bellezza. Cominciamo a snobbare gli ignoranti :)

  15. Serena
    24 aprile 2015 alle 07:08 Rispondi

    Anch’io guardo male chi non legge, ma poi mi pento, lo snobismo non mi piace. Quanto a me, leggo per tara genetica. Mio padre, quand’era fine mese, portava a casa i libri nascosti nel sacchetto del pane, così mia madre non poteva cazziarlo che stavano finendo soldi.
    Lunedì sono andata a parlare con le maestre e mi hanno detto che il mio umano di piccola taglia legge di nascosto in classe, sotto il banco. Non credo di essere riuscita a nascondere un moto di orgoglio. A casa, dopo, lo abbiamo sgridato. E gli abbiamo regalato un libro.
    Tra l’uno e l’altro ci sono io.

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 08:37 Rispondi

      Certo che sgridare una creatura perché legge di nascosto ce ne vuole, eh? :D
      Io avrei risposto alla maestra: “Evidentemente trova più interessante il libro che le sue lezioni” :P

  16. Lorella
    24 aprile 2015 alle 17:39 Rispondi

    Io leggo perché un libro è stato il mio primo amico. Dei miei pochi libri d’infanzia ho il miglior Ricordo. Se non ci fossero stati i libri sarebbe stato tutto molto più triste.

    • Daniele Imperi
      24 aprile 2015 alle 17:45 Rispondi

      A me sono mancati invece, nell’infanzia, tranne pochissimi che neanche credo di aver letto.

  17. SILVIA COMERIO
    24 aprile 2015 alle 18:58 Rispondi

    Ciao Daniele! Anch’io leggo tanto, da sempre. Ho avuto la fortuna di crescere in una casa con le pareti piene di libri: bastava avvicinarsi, laciarsi incantare da copertine e titoli per far accendere la magia. Le mie favole “della buona notte” sono state le avventure di Ulisse, di Sherazade, dei miti…E da allora i libri sono una parte essenziale di me. Credo che dedicare una giornata alla lettura sia stata l’occasione per riflettere, non darli per scontati e riscoprirne il grande valore. Come ha detto (ancora una volta!) Umberto Eco ieri su Rai Tre, i limiti umani ci consentono una sola vita, ma le pagine scritte la moltiplicano in un gioco di specchi che ci “arricchisce”. Che si tratti di un’accurata ricostruzione di epoche lontane o immaginazione fantastica di episodi mai avvenuti, quando leggiamo un libro di un momento storico diverso dal nostro abbiamo l’esperienza quasi fisica di qualcosa che nemmeno un buon film ci può dare! …certo che chi non legge si perde davvero tanto…anche se forse è difficile scoprire da soli il piacere della lettura se non se ne è avuta l’occasione già da piccoli e le pagine scritte sono associate solo ai ricordi, spesso noiosi e imposti, di scuola.

    • Daniele Imperi
      27 aprile 2015 alle 07:31 Rispondi

      Ciao Silvia,
      quelle sono letture che andrebbero fatte da piccoli, infatti. Io ho iniziato da poco, invece, Le mille e una notte.
      Hai ragione a dire che non sia facile scoprire da soli la lettura. Con me è successo, ma oltre i 20 anni, purtroppo.

  18. Giada
    28 aprile 2015 alle 01:22 Rispondi

    Leggo perché amo farlo! Un amore nato dal bisogno di una bambina (avevo 8 anni) di avere degli amici. Il lavoro di mia madre ci costringeva a traslocare spesso e per evitare dispiaceri tenevo i compagni di classe a una certa distanza, diciamo. Questo lo so ora (me lo hanno fatto capire terze persone), all’epoca era un comportamento inconscio e io ero convinta di non andare a genio a nessuno. In una situazione simile ci si rifugia dove si può, io avevo (lo possiedo tutt’ora) un libro e…
    Da allora ho sempre cercato di ritagliarmi del tempo per leggere, cambiando spesso generi e scrittori per poter vivere le più disparate avventure nei più improbabili mondi.
    Crescendo, purtroppo, si è ridotto drasticamente il tempo che riesco a dedicare alla lettura, ma pur di leggere un libro aumento le ore ai giorni (i miei durano circa 28 ore)!

    • Daniele Imperi
      28 aprile 2015 alle 08:16 Rispondi

      Se non puoi avere amici, ecco che un libro ti fa compagnia, hai ragione.
      Ora spiegami come fai ad avere giorni di 28 ore :)

      • Giada
        29 aprile 2015 alle 05:58 Rispondi

        Ho imparato dalla mia mamma!
        Alla domanda “come fai a far tutto in un giorno?” lei risponde: “quando non ho tempo me lo invento!”
        Una buona organizzazione degli impegni con tempi ben delineati aiuta molto (salvo imprevisti), a volte mi sembra davvero di avere giornate di 28 ore (in senso buono, ovviamente)!

  19. Romina Tamerici
    28 aprile 2015 alle 12:19 Rispondi

    Un bellissimo elenco di motivazioni! Tutte condivisibili!

Lasciami la tua opinione

Nome e email devono essere reali. Se usi un nickname, dall'email o dal sito si deve risalire al nome. Commenti anonimi non saranno approvati.