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Come inviare un manoscritto

Linee guida per editori e scrittori

Come inviare un manoscrittoQuante volte, entrando nel sito di una casa editrice, abbiamo cercato nel menu la voce “Invio manoscritti”? E quante volte, confrontando le varie modalità per ogni editore, abbiamo letto regole differenti?

Oggi voglio rivestire i panni dell’editore e proporre la mia idea per l’invio dei manoscritti. Quella che secondo me rappresenta il modo più semplice e veloce per valutare un romanzo da parte di una casa editrice e per spedirlo da parte di un autore.

Alcuni editori sono ancora fissati col cartaceo. L’invio di un manoscritto cartaceo implica un costo di stampa e di spedizione per lo scrittore, che diventa alto se questi deve spedire la sua opera – o più di una! – a più editori.

Ricevere manoscritti cartacei implica la necessità di archiviare tutta quella montagna di carta che un editore riceve puntualmente.

In alcuni casi ho letto anche regole sulla tipografia e l’impaginazione dei testi da inviare. Si parla di formati A5, di carattere Garamond corpo 12, di caporali e non di virgolette, ecc. Su questo non mi pronuncio, perché modificare carattere, formato e virgolette a un testo occorre una manciata di secondi.

Come inviare un manoscritto a una casa editrice?

  1. Invio del testo per email: l’email è gratuita e veloce e non richiede spazio fisico per l’archiviazione, ma solo virtuale.
  2. Invio di una sinossi e dei primi capitoli dell’opera: secondo me non è necessario inviare l’opera per intero. L’editore impiegherà poco tempo a leggere la sinossi e le prime pagine del romanzo. Se riterrà la storia valida di una lettura completa, potrà contattare l’autore per farsi inviare il testo intero, magari anche cartaceo, in questo caso. Altrimenti cestina e passa a un altro.
  3. Allegare una piccola biografia: mi sembra corretto che l’editore si faccia un’idea di chi gli ha spedito il manoscritto.

Usare la tecnologia velocizza e semplifica i tempi a editori e scrittori e riduce i costi da sostenere, che per un autore emergente, e in tempi come questi, non sono un fattore da trascurare. Oltre a limitare il consumo di carta, con grande beneficio dell’ambiente.

Vi sembrano modalità accettabili? Per voi scrittori suppongo di sì, ma per gli editori? Beh, se qualcuno di loro passa da questi parti, può sempre dire la sua.

7 Commenti

  1. Gianluca Santini
    14 dicembre 2011 alle 13:07 Rispondi

    Da scribacchino sono modalità più che accettabili. È pur vero che non ho ancora scritto nessun romanzo da inviare, però se devo scegliere tra inviare cartaceo o allegare via mail, beh, scelgo la seconda opzione. Idem per inviare solo un estratto: se nemmeno con quello riesco a catturare l’attenzione dell’editore allora è giusto che venga subito cestinato e si passi oltre, fermo restando il farmi sapere che è stato cestinato. In questo modo si dovrebbe snellire molto la trafila, in effetti. Sia per gli editori, che dovranno leggere di meno, sia per gli scrittori che non dovranno attendere i canonici sei mesi (che poi diventano otto, nove, dieci…) per sapere qualcosa della propria opera.

    Ciao,
    Gianluca

  2. Marco
    14 dicembre 2011 alle 20:18 Rispondi

    Mi paiono indicazioni utili, anche se molti editori non vogliono l’invio digitale ma cartaceo. E ciascuna casa editrice ha regole tutte sue: alcune vogliono la sinossi, altre no, oppure solo il primo capitolo, il dattiloscritto intero ma rilegato… Insomma c’è molta varietà, bisogna leggersi con attenzione le indicazioni sul sito e nel dubbio telefonare, o chiedere via mail.

  3. Daniele Imperi
    14 dicembre 2011 alle 20:26 Rispondi

    @Gianluca: pienamente d’accordo.

    @Marco: la mia era una proposta in forma di utopia per uniformare gli invii :)

  4. Romina
    14 dicembre 2011 alle 23:17 Rispondi

    Sarebbe davvero bello se tutti si uniformassero a questa tua utopia… invece ogni volta è il caos… vicino al mio letto c’è “La guida 2011 agli editori che ti pubblicano”, presa su consiglio di Lisa de “Il rifugio dei calzini spaiati”… non ho ancora avuto il tempo di leggerla, ma sfogliandola ho notato le varie modalità di invio previste. Io tra poche settimane comincerò l’invio del mio ultimo libro… credo che sceglierò gli editori che consentono invii via mail, perché non vorrei deforestare il mondo con tutta quella carta, tanto più che poi gli editori spesso fanno finire i testi inviati al macero… parlo per triste esperienza personale!

  5. Lisa Corradini
    15 dicembre 2011 alle 11:05 Rispondi

    Ciao a tutti,

    io credo che prima di inviare un’opera sia il caso di contattare l’editore, anche tramite email, per chiedere se interessato.
    A questo punto preferire, anche se è un onere per lo scrittore, inviare il manoscritto cartaceo così non obbligherei l’editore a consumare carta per stampare il mio manoscritto che, altrimenti, potrebbe passare inosservato.
    Certo ogni editore ha la sua tecnica, perciò è molto meglio contattarli prima.

    @Romina: grazie per la citazione e cerca di mettere in atto i principi della legge di attrazione per il tuo manoscritto.

  6. franco zoccheddu
    15 dicembre 2011 alle 12:14 Rispondi

    Propongo l’invio telepatico.

  7. Romina
    15 dicembre 2011 alle 20:10 Rispondi

    @Lisa: Seguirò alla lettera le tue istruzioni… e speriamo bene!

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