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Intervista a Luca Pagnini

Casi studio editoriali

Ciao Luca, puoi dirci in breve chi sei e cosa fai nella vita?

In brevissimo: sono un ultra quarantenne che fa un sacco di cose, a volte anche troppe. Una di queste è scrivere storie che hanno a che fare con il genere poliziesco e siccome per lavoro mi occupo proprio di indagini, tendo pure a essere come qualcuno dei miei personaggi. Oppure è il contrario, loro che tendono a essere come me, adesso non so precisare.

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Non ricordo una data esatta, però posso dire che da circa otto anni ho iniziato a curare il contenuto dei miei lavori e lo stile con cui li scrivo. Prima sono passato dalla poesia e poi mi sono buttato sulla prosa. Perché scrivo? Perché senza scrivere non saprei davvero come sfogare il turbine che ho dentro.

Parlaci adesso di come sei riuscito a pubblicare il tuo libro con un editore.

Anzitutto, tra i tanti, ho scelto quei racconti che avevano un filo conduttore che li unisse, quindi, come recita il sottotitolo della raccolta, questa è diventata un insolito viaggio attraverso la ricerca, l’amministrazione e l’applicazione della Giustizia. Non dico altro per non togliere la curiosità a eventuali lettori, garantisco però che il viaggio è davvero “insolito”.

Terminata la cernita, non considerando troppo affidabile il giudizio di amici e parenti, ho mandato la raccolta in valutazione a una editor professionista, Laura Platamone. Infine, cioè solo dopo aver ricevuto la sua risposta entusiasta, mi sono messo alla ricerca di una casa editrice. Nel farlo mi sono autoimposto due semplici regole: la prima, evitare i grandi editori (non tanto per sfiducia, verso di loro, quanto per la consapevolezza sulla realtà editoriale italiana) e gli EAP; la seconda, contattare solo case che avessero nel loro listino una collana in cui la mia raccolta avesse potuto trovare un senso.

Ne è uscita una lista di otto CE, alle quali, con pazienza, seguendo le regole che ognuna ha per l’invio dei manoscritti, ho fatto pervenire il mio lavoro. Dopo circa cinque mesi, mi hanno contattato, per mezzo della curatrice della loro collana CortoCircuito, Francesca Zannella, le Edizioni La Gru di Padova, ed eccoci qua. Prima di lei avevo ricevuto altre risposte, tra le quali una da un EAP travestito e due da editori interessati ma un po’ lenti tanto che, tergiversando, hanno permesso a Francesca di inserirsi nella trattativa: travolto dal suo entusiasmo, alla fine dirle di no sarebbe stato quasi impossibile.

Dopo la firma del contratto è iniziato il lavoro di editing che è durato circa cinque mesi. In realtà le modifiche al testo non sono state molte, ma la sola lettura e rilettura ripetuta più volte unite al periodo estivo, hanno fatto sì che occorresse tutto questo tempo. Alla fine vedere il proprio libro su uno scaffale di Feltrinelli sa quasi dell’incredibile e la soddisfazione di essere stato pubblicato senza scorciatoie è davvero grande. Di sicuro non avrei mai accettato di piegarmi a un EAP, se il mio lavoro valeva la pubblicazione bene, altrimenti avrei lavorato per migliorarlo.

Il prossimo passaggio probabilmente sarà un romanzo, o forse no, di certo non sarà nulla di scontato.

Guardie e ladri

Guardie e ladriLuca Pagnini si affaccia alla narrativa con quindici racconti di non facile definizione. Non sono gialli, non sono noir, non sono pulp. O forse sono tutto questo. Di certo sono storie. Belle storie. Avvincenti, ben caratterizzate anche grazie all’esperienza sul campo che l’autore porta avanti da due decenni. Pagnini è autore poliedrico in grado di dare colore alla narrazione grazie ad una proprietà di linguaggio assolutamente superiore alla media. Si passa dal crollo psicologico interiore, all’indagine vera e propria, scivolando attraverso la sua Firenze che è presente anche nel linguaggio.

14 Commenti

  1. Cristiana Tumedei
    5 febbraio 2013 alle 11:43 Rispondi

    Una bella intervista!
    Credo che il consiglio di selezionare le case editrici sulla base delle collane che pubblicano sia piuttosto valido. In questo modo si restringe la cerchia, ma si hanno maggiori possibilità di essere considerati.
    Sono d’accordo anche sulla valutazione da parte di un editor professionista che, a mio avviso, è fondamentale per avere una visione più completa del proprio lavoro.
    Sono davvero curiosa, aggiungo il libro alla lista di quelli da acquistare! :D

    • Daniele Imperi
      5 febbraio 2013 alle 12:06 Rispondi

      Grazie :)
      Sull’editing prima di inviare il manoscritto a un editore non so, io non lo farei, credo. Mi affiderei a un editor se volessi autopubblicarmi.
      Il libro devo prenderlo anch’io e poi massacriamo Luca con le recensioni, ché a lui piace :D

  2. Luca bcw
    5 febbraio 2013 alle 12:51 Rispondi

    grazie a Cristiana e Daniele, spero che il libro vi sorprenda prima del massacro… :-)

    Per l’editing sono d’accordo con Daniele, infatti Laura mi ha fatto una valutazione, l’editing è stato fatto dopo.
    A presto con i coltelli! ;-)

  3. Lucia Donati
    5 febbraio 2013 alle 17:57 Rispondi

    Per cercare un buon editor bisogna cercare tutte le notizie che ci sono on line su di lui (o lei) e poi valutare.

    • Daniele Imperi
      5 febbraio 2013 alle 18:17 Rispondi

      Sì, questo è un buon modo sicuramente.

      • Lucia Donati
        5 febbraio 2013 alle 18:30 Rispondi

        Ho letto certe cose su certi editor e certe editor che pensano di essere al top, inarrivabili: insomma quelli che ti dicono che tu sbagli mentre loro no, non so se mi spiego… Di qualcuno/a basta cercare il nome on line! Oggi ho trovato una chicca in cui una di loro fa una figura che dire pessima è usare un eufemismo: mi sono divertita molto. Ma non faccio nomi…
        E’ il classico esempio di chi fa delle cappelle (scusate il termine che non è nel mio stile ma oggi ci vuole) enormi e poi dice agli altri quello che devono fare. Credo che mi metterò a cercarne altri in giro per divertirmi…

        • Daniele Imperi
          5 febbraio 2013 alle 18:36 Rispondi

          Beh, come in tutti i campi ci sono i professionisti e i presunti tali.

          • Lucia Donati
            5 febbraio 2013 alle 18:40

            Bisogna guardarsi sempre intorno! Non dare niente per scontato…

  4. Lucia Donati
    5 febbraio 2013 alle 20:30 Rispondi

    Auguri a Luca.

    • Luca bcw
      19 febbraio 2013 alle 10:43 Rispondi

      Grazie!!!

  5. Romina Tamerici
    10 febbraio 2013 alle 22:26 Rispondi

    Conosco un po’ la casa editrice “Edizioni La Gru” e mi piacciono i suoi libri. Complimenti all’autore.

    • Luca bcw
      19 febbraio 2013 alle 10:43 Rispondi

      Grazie anche a te!

      E scusatemi per il ritardo ma è un periodo un po’ pieno… :)

  6. Il meglio di Penna Blu – Febbraio 2013
    1 marzo 2013 alle 05:05 Rispondi

    […] Continua a leggere Intervista a Luca Pagnini. […]

  7. Sara Durantini
    4 marzo 2013 alle 11:15 Rispondi

    Un bel lavoro dietro al tuo libro, dalla selezione delle case editrici alla cura e all’editing! complimenti Luca!

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