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Intervista a Bernard Cornwell

Bernard CornwellCornwell è uno scrittore inglese di romanzi storici, ben noto in Italia per aver pubblicato “Il romanzo di Excalibur“, apparso in cinque volumi. Successivamente sono apparsi diversi romanzi incentrati sulla figura di Richard Sharpe, una serie ambientata tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800.

Altri suoi successi sono il bellissimo Stonehenge, la trilogia legata alla ricerca del Graal e L’ultimo re, inizio di un’altra avvincente trilogia, ambientata nell’Inghilterra di Alfredo il Grande, storie di sassoni e danesi.

Daniele Imperi – Lei ha scritto romanzi storici in gran parte sul XVIII e il XIX secolo e sul medioevo, eccetto Stonehenge ambientato 4000 anni fa. Ha in programma di scrivere romanzi storici ambientati in un’epoca più recente, ad esempio la Seconda Guerra Mondiale?

Bernard Cornwell – NO! Questa è la risposta rapida! La più lunga è che non sono un esperto della Seconda Guerra Mondiale e, cosa più importante, non mi diverto a leggere romanzi ambientati nella Seconda Guerra Mondiale . Penso che si scrive ciò che si vuol leggere, quindi la maggior parte del XX secolo è per me interdetta!

DI – Da cosa ha avuto ispirazione il personaggio di Richard Sharpe?

BC – Onestamente non ne ho idea! Vorrei potertelo dire! Cominciai a scrivere di lui, ed egli comparve, ma da dove venne? O cosa lo ispirò? Non lo so proprio! Mi dispiace.

DI – C’è più Storia o più invenzione nei suoi romanzi oppure una saga come quella di Sharpe, ad esempio, contiene questi due ingredienti nelle stesse dosi?

BC – Molto difficile da dire. La maggior parte dei libri su Sharpe contiene un mucchio di Storia, ma il romanzo funzionerà soltanto se la finzione si pone ben al di sopra della Storia e Sharpe, naturalmente, è interamente inventato. Ciò che posso dire è che il racconto (finzione) è per me più importante della Storia. Non sono uno storico! Sono un narratore, così il racconto è sempre più importante della Storia reale! Ma se cambio la Storia (e lo faccio) ne do avviso in una nota alla fine del libro.

DI – Sharpe si sposerà mai?

BC – Non credo. Penso che viva molto felicemente con Lucille in Francia per il resto della sua vita, ma per diverse ragioni non sembra vogliano sposarsi.

DI – Quanto ancora dovrà marciare Richard Sharpe?

BC – Vorrei saperlo! Dico sempre 5, ma l’ho detto 10 libri fa. Cinque?

DI – Qual è la difficoltà maggiore che incontra nello scrivere un romanzo storico?

BC – Penso la stessa difficoltà di scrivere un qualsiasi romanzo – trovando la trama giusta! E’ un duro lavoro! Appena la trama è pronta il libro poi si scrive più o meno da solo!

DI – Quale suo romanzo le ha richiesto più tempo per la stesura?

BC – Penso che fu probabilmente Stonehenge, ma non posso veramente ricordarlo. Ricordo che i libri più veloci da scrivere, e che ancora sono i miei preferiti, furono i tre libri (5 in Italia) su “Re Artù”. Ma sono anche stati i più divertenti da scrivere!

DI – Che ricordi ha della sua prima pubblicazione?

BC – Quasi nulla. E’ stato veramente tanto tempo fa. Sono sicuro che ne fui deliziato, ma è passata tanta acqua sotto i ponti da allora, e l’ho veramente dimenticato!

DI – Quanto tempo dedica mediamente al giorno alla scrittura?

BC – Lavoro dalle 5.30 della mattina fino alle 5.30 del pomeriggio, cinque giorni a settimana, con un paio d’ore di pausa durante il giorno (per una passeggiata o per pranzare).

DI – Quali sono i generi letterari che preferisce leggere?

BC – Leggo una gran quantità di libri di storia. Mi piacciono anche le storie poliziesche ben narrate, e ne leggo un mucchio!

Grazie!
Bernard Cornwell

Visita il sito di Bernard Cornwell. Leggi l’intervista su come scrivere un romanzo storico rilasciata da Cornwell.