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Internazionalizzazione della scrittura

TerraL’idea per questo articolo è nata dopo l’incontro con Björn Larsson, uno scrittore svedese che ha imparato l’italiano. Questo fatto ha non pochi vantaggi per l’autore, che può dialogare con l’editore italiano nella sua lingua. Ma Larsson parla anche il francese e questo facilita i suoi rapporti con il suo editore in Francia.

L’internazionalizzazione della scrittura può spianare la strada a uno scrittore e rendere anche più interessante e divertente il suo lavoro. Larsson può presentare un libro in Italia e farsi capire tranquillamente, visto che la maggioranza degli italiani mastica poco l’inglese.

La scrittura, secondo me, non deve restare ancorata al proprio paese nativo, deve estendersi anche agli altri, senza aspettare che qualche editore estero si accorga di noi, ma fornendo noi stessi un input, avvantaggiandoci, quindi.

Sono soltanto riflessioni, ma intanto ho deciso di tradurre in inglese un mio ebook per cercare di venderlo in qualche sito e vedere come va. Sarà un esperimento, male che vada ho fatto esercizio di traduzione.

Scrivere racconti in inglese

Naturalmente non mi cimento nella scrittura creativa in inglese, non sono così preparato, ma chi lo è, può certamente tentare. Fare una ricerca sul web e trovare forum in cui far leggere le proprie opere, prima di fare il gran salto e provare a vendere.

Un’autopubblicazione, quindi, che può portare a buoni frutti, come è già accaduto. E se l’esperimento funziona, è tutto punteggio nel proprio curriculum letterario.

Pubblicare ebook in inglese

I saggi, le tesi, i libri-documento sono senz’altro più semplici da tradurre, perché si tratta di un inglese più tecnico. Testi del genere sono anche più semplici da leggere.

Anche su Amazon è possibile vendere un proprio ebook e questa può essere una grande occasione sicuramente da sfruttare.

Non so quanto tempo possa portare via, ma la scrittura è anche un passatempo e così lo sarà la traduzione. Inoltre sarei davvero curioso di scoprire cosa può pensare uno straniero di ciò che scrivo.

Come vi sembra questa idea? Folle, da scartare, oppure vi ha stuzzicato?

7 Commenti

  1. Sofia Stella
    19 marzo 2012 alle 10:46 Rispondi

    Concordo in pieno con le tue osservazioni.
    Conoscere una o più lingue straniere può allargare la prospettiva allo scrittore e tradurre un proprio scritto (se si ha il tempo per farlo ^^), è tutta esperienza guadagnata.
    Non mi sembra un’idea folle o da scartare, mi sembra un esperimento interessante. Continua a tenerci aggiornati! :-)

  2. Daniele Imperi
    19 marzo 2012 alle 10:57 Rispondi

    Nel frattempo ho cominciato a collaborare con un sito norvegese, scrivendo degli articoli in inglese, pagati meglio che in Italia :)

  3. franco zoccheddu
    19 marzo 2012 alle 15:41 Rispondi

    I agree with you: matching writing skills with foreign language’s ones cannot help give us lot of satisfaction. So, let’s deal with…

  4. Salomon Xeno
    19 marzo 2012 alle 22:44 Rispondi

    Conosco un autore greco che scrive SF auto-pubblicata, in lingua inglese. Per generi come SF e fantasy il mercato è sicuramente più ampio, inoltre si evitano i costi (in termini di tempo, se la effettua l’autore) di una traduzione.
    Io ultimamente leggo parecchia narrativa in inglese, ma non sento di avere sufficiente dimestichezza per scrivere in inglese. Però sembrerebbe una scelta vincente, a patto naturalmente di avere una bella idea da vendere!

  5. Sofia Stella
    20 marzo 2012 alle 15:28 Rispondi

    Daniele Imperi: Nel frattempo ho cominciato a collaborare con un sito norvegese, scrivendo degli articoli in inglese, pagati meglio che in Italia     

    Beh…in Italia il lavoro intellettuale non viene tenuto molto in considerazione…

  6. Sofia Stella
    20 marzo 2012 alle 15:32 Rispondi

    Salomon Xeno: Conosco un autore greco che scrive SF auto-pubblicata, in lingua inglese. Per generi come SF e fantasy il mercato è sicuramente più ampio, inoltre si evitano i costi (in termini di tempo, se la effettua l’autore) di una traduzione.
    Io ultimamente leggo parecchia narrativa in inglese, ma non sento di avere sufficiente dimestichezza per scrivere in inglese. Però sembrerebbe una scelta vincente, a patto naturalmente di avere una bella idea da vendere!

    È proprio come dici. La SF soprattutto ha un mercato decisamente più ampio nei paesi di lingua anglofona, soprattutto Gran Bretagna e Stati Uniti. Provare a mandare un manoscritto negli USA o in Gran Bretagna è una possibilità che ho preso in considerazione. Mi piace scrivere in inglese. Tradurre testi complessi come un romanzo, però, richiede tempo, per cui chissà se mai troverò il tempo, appunto, per farlo…

  7. Michela
    20 marzo 2012 alle 20:18 Rispondi

    Ecco una cosa a cui si pensa raramente :)

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