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Insegnare scrittura per il web

Insegnare scrittura per il web

Sabato 18 ho partecipato al mio primo corso di scrittura per il blog… come docente. Eh, già, a sentirlo, a leggerlo anzi, pare strano. È stata lʼassociazione culturale Il paese che non cʼè di Bergamo a chiedermelo, tempo fa, così ho preparato una bozza e un preventivo, che sono stati entrambi accettati.

Non è stata la mia prima esperienza come “docente”. Ho fatto alcune lezioni su Skype sullʼuso base di WordPress alcuni anni fa e, prima, ho tenuto un corso per caporali, quando ero ufficiale e gentiluomo in Artiglieria.

Che cosa ho imparato da questo corso? Sì, anche chi insegna impara qualcosa, sia dallʼesperienza sia dagli allievi… anzi, dalle allieve, perché al corso erano otto donne.

Focalizzarsi su un solo argomento

Inizialmente mi è stato chiesto un corso di formazione sulla scrittura per il web e il copywriting, ma lʼargomento è troppo vasto per poter essere affrontato in un paio di giorni al massimo.

Cʼè anche da dire che non ho una completa esperienza sul copywriting, che abbraccia tantissimi temi. Ho quindi preferito focalizzarmi su argomenti che conosco benissimo e che potevano essere utili a chi avrebbe partecipato.

Il corso, quindi, si è svolto sulla scrittura per il web e la comunicazione attraverso il blog.

Dividere il corso di formazione in moduli

Online si trovano oggi tanti corsi sulla scrittura per il web, ma solo in un caso si accennava alla lettura. Che cosa cʼentra? Per chi non sa come scrivere per il web è importante capire come si legge online. Ecco perché ho voluto iniziare con un breve modulo dedicato alla lettura nel web.

I moduli servono a inquadrare lʼintero argomento, sono una specie di scaletta che ci guida e ci fa tenere sotto controllo il corso e la sua durata.

Per la preparazione di una bozza del corso mi è stata di aiuto Katia Calabrò, formatrice da tanto tempo, che mi ha dato tanti consigli su come poter organizzare un corso di formazione.

Aggiungere informazioni non previste

È da mettere in conto. Sono convinto che un corso debba essere preparato insieme a chi deve imparare: chi meglio degli allievi saprà cosa gli occorre? Forse è unʼesagerazione, ma in fondo la classica frase “conosci il tuo pubblico” non significa anche questo?

Quando qualcuna poneva una domanda, ecco che entravano in gioco concetti non previsti. Quando conosciamo un argomento, tendiamo a tralasciare informazioni per noi arcinote, ma che per altri, invece, sono totalmente sconosciute.

Panico da platea?

Per me sì. Non riuscirei mai a parlare davanti a 200 persone e prima di accettare di creare il corso sono stato chiaro su questo punto. Mai fare qualcosa che non ci compete. Ma lʼassociazione ha una sola stanza e più di una decina di persone non entra, quindi ero salvo.

E poi ho trovato un buon metodo per rompere il ghiaccio: interrogare prima di spiegare :)

Avrò diritto di sapere perché uno si è iscritto a un mio corso, no? Sono informazioni utili, perché capisci subito quali esigenze hanno i partecipanti.

Creare un supporto post-corso

I corsi full immersion, come vengono chiamati, hanno lo svantaggio di offrire tante informazioni in poco tempo. Il corso è durato dalle 10 alle 19 di sabato, un solo giorno, quindi.

Quanto resta al partecipante di quella giornata di formazione?

Così ho pensato di creare una community privata su Google Plus per seguire chi ha partecipato, dando esercizi e risorse utili alla scrittura per il web. Mettere subito in pratica quello che abbiamo imparato è il miglior modo per non dimenticarlo.

Insegnare a scrivere è meglio che scrivere

Se dai a un uomo un pesce, sarà di nuovo affamato entro unʼora; se gli insegni a pescare, gli avrai reso un buon servizio.
– Mrs. Dymond, Anne Isabella Ritchie

Se devo scegliere fra scrivere testi per i clienti e insegnare loro come si scrive online, preferisco quest’ultimo lavoro. È vero che sono dovuto andare da Roma a Bergamo e che per un giorno di formazione, grazie ai buoni collegamenti, sono dovuto partire il venerdì dopo pranzo e tornare domenica, ma è stato meno stressante che scrivere un articolo per un cliente. Anzi, non è stato stressante per niente.

Quando scrivi per qualcuno, devi mettere in conto troppi paletti, anche eventuali modifiche al tuo testo effettuate dal cliente, che, ovviamente, ne sa più di te. Ho visto anche un mio testo con un errore grammaticale, per fortuna non cʼera firma.

Insegnare a scrivere sul web dà anche un altro vantaggio: fai capire alle persone come si scrive, come non si scrive, come vanno creati contenuti di qualità, come si scrive su un blog, ecc. E, magari, nel web si leggerà meno spazzatura.

Avete avuto anche voi qualche esperienza nella formazione? Come vi sembra come lavoro?

41 Commenti

  1. Serena
    29 aprile 2015 alle 07:39 Rispondi

    Io la amo, la formazione. Nella vita faccio tutt’altro e a volte temo di avere sbagliato mestiere. Non ho problemi a parlare davanti ad un pubblico, tengo riunioni per lavoro e in passato sono arrivata ad avere davanti 300 persone. Non mi fa nessun effetto, anzi, mi esalta XD. Il laboratorio di scrittura, e un corso che ho tenuto in passato, sono state esperienze fantastiche. Finite le ore previste le persone si fermano e si continua per ore a botte di domande e risposte. Sono stata anche in un liceo classico con un’amica, per una mattina di autogestione all’insegna della scrittura creativa, esperienza che ripeterò nel mese di maggio. I ragazzi sono straordinari e la sensazione è sempre quella di ricevere più di quello che do. A ottobre riparte il laboratorio… Non vedo l’ora.
    Grazie di questa condivisione. Se vieni a tenere un corso a Milano sarò in prima fila!

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:03 Rispondi

      Il mio problema è che non amo stare sotto i riflettori né che l’attenzione della gente si concentri su di me, quindi parlare a 300 persone sarebbe impossibile.
      I laboratori magari sono meglio, perché c’è meno gente.

      • Serena
        29 aprile 2015 alle 13:55 Rispondi

        Però, Daniele, se puoi parlare a dieci puoi parlare a trecento. Il problema non è la quantità, credo. Cosa ti infastidisce, esattamente, se sono molte persone?

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2015 alle 14:05 Rispondi

          È come dire: se ti cali da un pozzo di 15 metri, allora puoi calarti anche da uno di 100. Tanto, se cadi, muori cadendo da 15 come da 100. Certo, ma un pozzo di 100 metri fa un effetto un po’ diverso rispetto a uno di 15 :)
          Rimembranze speleologiche, non farci caso. Però spero di aver reso l’idea.

  2. Sonia
    29 aprile 2015 alle 07:47 Rispondi

    Eri ufficiale in artiglieria?!

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 09:58 Rispondi

      Capellone come sono adesso non sembrerebbe, eh? :)

  3. Renato
    29 aprile 2015 alle 09:03 Rispondi

    OT … Sten Artiglieria? … Bracciano? Quale corso AUC?

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 09:57 Rispondi

      149° Corso, Gruppo AUC Semovente, e tu?

      • LiveALive
        29 aprile 2015 alle 14:04 Rispondi

        Voglio leggere un romanzo tuo militare. Come Il Deserto dei Tartari (di cui ho fatto una recensione nel mio sito, ma mi pare di avertela segnalata a suo tempo)

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2015 alle 14:08 Rispondi

          Avevo creato la struttura di un “Diario di guerra”, dove avrei parlato, appunto, della mia breve esperienza militare, con aneddoti e storie varie. Poi ho lasciato perdere: a chi vuoi che freghi? Avevo anche un altro titolo, “Siamo uomini o marescialli?”, parafrasando l’autobiografia di Totò “Siamo uomini o caporali?”, perché nel mio caso sono stati i marescialli i miei peggiori “nemici”.

      • Renato
        29 aprile 2015 alle 16:37 Rispondi

        142° Artiglieria da campo FH70 … e poi a Milano nel Reggimento Artiglieria a cavallo le “Voloire”.

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2015 alle 16:40 Rispondi

          Quindi un paio di anni prima di me. Io poi sono stato assegnato al 48° Reggimento Taro della Brigata meccanizzata Acqui, a L’Aquila.

  4. Gianni Morgan Usai
    29 aprile 2015 alle 09:25 Rispondi

    La Formazione è esaltante se trovi rispondenze, rimandi, spunti a tua volta.. altrimenti è solo un supplizio.. La mia esperienza nel settore vinicolo, con un Lab di Scrittura si è rivelata entusiasmante, lo ripeterò quanto prima…! Bella l’idea del gruppo-blog per gli esercizi..

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:05 Rispondi

      Mi ricordi che avevi detto di aver tenuto quel laboratorio. Il gruppo mi sembrava una buona idea per spronare a fare esercizi.

  5. Salvatore
    29 aprile 2015 alle 09:28 Rispondi

    Mi sorprende che tu ti sia lanciato nel relazionarti con una (mini) platea. Complimenti! Sono sicuro che sai essere un buon insegnante, se spieghi come scrivi gli articoli del tuo blog. ;)

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:06 Rispondi

      Grazie, sorprende anche me :D

  6. LiveALive
    29 aprile 2015 alle 09:53 Rispondi

    Be’, io sono destinato a fare l’insegnante, e ne sono pure contento. Mi è sempre piaciuto spiegare le cose agli altri. Per il momento non ho mai parlato davanti a un troppo grande pubblico se non quando facevo le recite alle medie. Non so che problemi potrebbero esserci: da un lato, mi piace che la gente mi stia ad ascoltare e mi guardi. Dall’altro, sono pure piuttosto timido. È pur vero però che in genere questa timidezza la ho solo con le ragazze…
    Far formazione… Be’, fare un editing alla fine diventa anche un po’ fare formazione, visto che in mezzo capita sempre l’occasione per spiegare taluni argomenti letterari.

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:07 Rispondi

      La timidezza è un problema, infatti. Mi domando come facciano certi preti, a dire messa davanti a un mucchio di persone… e a cantare anche.
      Sì, fare editing è fare formazione anche, ma sei solo tu insieme all’autore, magari solo via email o telefono.

  7. Ferruccio
    29 aprile 2015 alle 10:17 Rispondi

    Ho insegnato e insegno ancora. Ho tenuto corsi “mano a mano” e ho anche tenuto lezioni da un palco davanti a una grande platea. Ho problemi (per modi di dire) soltanto se è presente qualcuno che mi conosce da sempre (temo il giudizio a priori).

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:22 Rispondi

      Credo che avrei anche io tanti problemi a insegnare qualcosa a qualcuno che conosco, tipo familiari (me li mangio vivi) o parenti e amici.

  8. MikiMoz
    29 aprile 2015 alle 10:54 Rispondi

    Alla grande, Dani!
    E’ una bella soddisfazione! E poi, poco a poco, vedrai che le persone diventeranno 200 (c**** tuoi! :p)

    Moz-

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 10:58 Rispondi

      No, farò in modo che non superino mai le 10 unità :D

  9. Tenar
    29 aprile 2015 alle 11:15 Rispondi

    Benvenuto nel mondo dell’insegnamento!

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 11:23 Rispondi

      Grazie :)
      Vedremo come e se evolve il tutto.

      • Serena
        29 aprile 2015 alle 11:45 Rispondi

        Secondo me tu ti ci devi buttare, nei corsi. :)

        • Pieru
          29 aprile 2015 alle 12:14 Rispondi

          Anche secondo me!

          • Daniele Imperi
            29 aprile 2015 alle 12:20

            Stavo in pensiero: quando arriverà Pieru a dire la sua? :D

        • Daniele Imperi
          29 aprile 2015 alle 12:20 Rispondi

          Non so, non sono sicuro che l’insegnamento faccia per me. Vedremo :)

  10. Maria Grazia
    29 aprile 2015 alle 13:08 Rispondi

    Io faccio l’insegnante di mestiere e non mi piace per niente..ma certo tenere corsi di scrittura creativa a persone adulte e soprattutto motivate e’ tutt’altra faccenda: non devi stare li’ ad ammattirti per tenere un minimo di disciplina..non conosci la “soddisfazione” di parlare, spiegare davati a un pubblico che inganna il tempo chiacchierando (nella migliore delle ipotesi) in attesa della campanella..

    • Daniele Imperi
      29 aprile 2015 alle 13:32 Rispondi

      Perché hai scelto di insegnare?
      Intanto era scrittura per il web, non scrittura creativa :)
      Insegnare a ragazzi e ragazzini è ovviamente più complicato. Quando hai a che fare con gli adulti è diverso, perché hanno scelto loro di frequentare il corso.

  11. Ivano Landi
    29 aprile 2015 alle 18:38 Rispondi

    A me è capitato di sostituire per un anno un mio amico che insegnava sceneggiatura per fumetto in una scuola privata. E’ stato lui a propormi come suo sostituto e la scuola ha accettato senza riserve.
    L’esperienza era stata giudicata positivamente e avrebbe potuto avere un seguito, solo che l’anno successivo si è installata anche nella mia città la Scuola internazionale dei comics e la scuola privata dove insegnavo ha abolito il corso di fumetto.

    • Daniele Imperi
      30 aprile 2015 alle 07:54 Rispondi

      Dove avevi imparato sceneggiatura per fumetto? A me è sempre piaciuta quella materia, ne ho studiata un po’ al corso di disegno per fumetto.

  12. Marco
    29 aprile 2015 alle 20:20 Rispondi

    Bel colpo! Be’, visto la qualità dei tuoi post credo che alla fine fosse quasi inevitabile.

    • Daniele Imperi
      30 aprile 2015 alle 07:54 Rispondi

      Grazie :)
      Più di qualcuno, in effetti, mi aveva detto di creare dei corsi di formazione, ma ho sempre rimandato. C’è sempre il rischio di dire cose dette e ridette.

  13. Lorella
    30 aprile 2015 alle 08:31 Rispondi

    Io non ho consigli né esperienze ma una richiesta :) un corso per realizzare un epub? Lo so che si trovano tante risorse in rete (anche qui) ma in aula e di persona è tutta un’altra cosa

    • Daniele Imperi
      30 aprile 2015 alle 08:39 Rispondi

      Un corso per creare ebook sarebbe interessante. Ci penso su e magari preparo una bozza. Bisogna anche vedere come offrirlo :)

  14. Grazia Gironella
    1 maggio 2015 alle 22:56 Rispondi

    Esperienza interessante! Poi ci racconti come si sviluppa? (Sono molto d’accordo con te sulla differenza tra un pozzo di 15 metri e uno di 100, anche se non so niente di speleologia. ;) )

    • Daniele Imperi
      4 maggio 2015 alle 07:46 Rispondi

      Intendi come sviluppare un corso?
      (Meno male che non solo il solo a pensarla così :D)

  15. Grazia Gironella
    4 maggio 2015 alle 10:53 Rispondi

    No, intendevo se ci racconti come ti trovi nell’esperienza, se la ripeti, cosa scopri. :)

    • Daniele Imperi
      4 maggio 2015 alle 11:02 Rispondi

      Ok, se continuerà scriverò senz’altro qualcosa :)

  16. silvia algerino
    5 maggio 2015 alle 10:33 Rispondi

    Mi ha fatto molto piacere leggere questo post. Già da tempo seguo il tuo blog e qui ho sovente trovato concetti utili e anche brillanti. Questa volta mi sono sentita molto vicina a chi scrive, ed anche questo, dal mio punto di vista, è un successo per chi, come te, ha come obiettivo quello di comunicare qualche cosa. Domenica dovrò fare una presentazione pubblica del mio romanzo. Sono stata selezionata da bookabook.it per una campagna di crowdfunding e, se non mi faccio un po’ di pubblicità, difficilmente posso sperare che la campagna si concluda positivamente. Ho già ora il panico. Non ho mai parlato in pubblico, proprio perché la cosa mi terrorizza. Eppure ce la vorrei fare, e spero di potercela fare. Sapere che anche per altre persone, oltretutto di successo come te, possono trovarsi in difficoltà in tale frangente, mi fa sentire meno imbranata e mi dà uno stimolo in più. Grazie mille.

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