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8 modi per incentivare la vendita di ebook

Vendite ebook

Dicono che le vendite di ebook aumentano, ma secondo voi aumentano anche i lettori di ebook? O sono sempre i soliti a comprarli? Perché un convinto sostenitore della lettura su cartaceo dovrebbe cambiare idea e mettersi a leggere in digitale?

Ho voluto ragionare su ciò che potrebbe aiutare la diffusione degli ebook e magari convincere gli scettici a provare una diversa esperienza di lettura.

Un ebook è un libro, ma non lo è

Ricordo la campagna promossa a favore dell’Iva al 4% per gli ebook. Il messaggio era chiaro: un ebook è un libro, quindi pari diritti col cartaceo. Prima di quella campagna era comunque opinione comune degli appassionati della lettura digitale sostenere che un ebook sia un libro.

Ho riflettuto su questo e sono arrivato alla conclusione che non è per niente vero: un ebook non è affatto un libro. Un ebook è qualcosa che va oltre il semplice libro. Se diffondiamo questo messaggio, ossia che un ebook è un libro, i lettori tradizionali non sceglieranno mai di comprare ebook. E non ditemi che devono essere attirati e spinti soltanto per il risparmio.

1 – Compri 2 e paghi 1

Alcuni editori hanno avuto questa bella pensata: se compri il libro cartaceo, la versione in ebook è compresa nel prezzo. Se pensate che in questo modo sia favorita la vendita di libri cartacei, avete ragione, ma è una promozione diretta del cartaceo.

Io penso invece a quella indiretta nei confronti dell’ebook: in quel modo vengono diffusi più ebook. I lettori digitali compreranno comunque solo l’edizione in ebook, ma i lettori tradizionali avranno a disposizione anche una copia digitale del loro libro.

2 – Una questione di prezzo

Continuo a vedere ebook costosi, in alcuni casi la differenza di prezzo fra cartaceo e ebook è di qualche euro. Non so quanto costi un libro cartaceo a un editore, non possiamo fare un calcolo, perché dipende da tantissimi fattori (tiratura, carta, distribuzione, costi delle tipografie che variano come in ogni attività commerciale), ma credo che con un ebook si abbattano parecchi costi.

Se devo comprare un romanzo cartaceo a 18 euro e vedo che l’ebook ne costa 14, io compro il cartaceo senza pensarci. In alcuni casi l’ebook costa esattamente la metà, ma parliamo sempre di prezzi attorno ai 7 o i 9 euro.

La mia domanda è: quanto dovrebbe costare in proporzione un ebook rispetto al cartaceo?

3 – Crossreading

Voglio intendere questa parola ispirandomi al concetto di crossbrowsing: si dice che una pagina web sia crossbrowser quando può essere visualizzata correttamente con qualsiasi browser. È quindi una pagina web multipiattaforma.

Un ebook che rispetti il concetto di crossreading è quindi un ebook leggibile con qualsiasi dispositivo. Oggi è possibile? No, se continuano a esistere ebook leggibili solo con il Kindle di Amazon o con il Kobo di InMondadori.

Se compro un libro cartaceo, ho piena libertà di lettura. Se compro un ebook, devo avere la stessa libertà, senza alcuna limitazione nella tipologia o nel numero di dispositivi usati.

4 – Interattività e completezza

Mi riallaccio al discorso iniziale: un ebook non è un libro. C’è quella “e” a dimostrarlo. E sappiamo bene cosa significhi quella “e”: sta per electronic, versione elettronica del libro, quindi. Non parliamo dello stesso prodotto, ma di un prodotto che ha modificato il suo status originario, diventando ora un prodotto digitale.

Se non facciamo capire che si tratta di due esperienze di lettura diverse, l’ebook sarà secondo me sempre la pecora nera dell’editoria, la versione minimale del libro cartaceo, mentre invece un ebook è un iperlibro, non è un testo statico, ma implica un dinamismo nel lettore. Un ebook permette connessioni in tempo reale con altri dispositivi e con altri contenuti, cosa che un libro cartaceo non può fare.

Deve quindi passare il concetto che un ebook può migliorare l’esperienza di lettura e non sia soltanto una mera copia elettronica del cartaceo. In che modo? Per esempio imitando i dvd dei film, che presentano contenuti dedicati, speciali, interviste, informazioni in più di quelle naturalmente fruibili al cinema.

5 – Cura dell’impaginazione

Su questo punto sono molto esigente, perché continuo a trovare ebook – sia di scrittori in self-publishing sia di case editrici – che presentano una serie di difetti nell’impaginazione. Spesso ci sono persino meno informazioni di quelle presenti normalmente in un cartaceo, per non parlare di svariati refusi. Quando poi manca la copertina, si raggiunge davvero il fondo.

La mia impressione è che l’ebook venga considerato un prodotto di serie B rispetto al cartaceo, ma se viene venduto, allora è un prodotto come gli altri. E se viene invece offerto gratis, allora per me il discorso non cambia di una virgola.

6 – Assistenza sul servizio

Non so se esiste, io finora non ho avuto problemi con gli ebook acquistati. Di sicuro se a qualcuno non si legge il file, la casa editrice o la libreria online provvederanno. Ma perché non scrivere in chiaro sulla scheda dell’ebook che ci sarà assistenza tecnica sul prodotto?

In fondo si tratta di un file, appunto, e come tale è soggetto a dare problemi di qualsiasi tipo. Parlo dalla mia grande esperienza di Windows e programmi vari. Rassicurare il cliente (il lettore) è un incentivo in più. Un valore aggiunto al prodotto da acquistare.

7 – Facilità di acquisto

Ricollegandomi al concetto di crossreading, il lettore deve poter comprare ebook in qualsiasi libreria online e trovarli disponibili in qualsiasi formato. Se si abbraccia sul serio questa filosofia, allora basterà pagare l’ebook e poter scaricare una cartella zippata che lo contiene in vari formati, così da poter essere letto con qualsiasi dispositivo.

È ancora fantascienza?

8 – Scheda dell’ebook completa

Su Amazon si può avere l’estratto di un ebook, che con un click arriva subito sul Kindle (nel mio caso sull’applicazione per desktop). Creare una scheda per l’ebook completa di tutte le informazioni necessarie per il lettore aumenta le probabilità di acquisto.

Spesso non riesco a capire neanche quanto sia lungo l’ebook, se abbia o meno i DRM, così come non è possibile scaricarne un’anteprima.

Come incentivare la vendita di ebook?

Queste sono le mie idee per migliorare la vendita degli ebook. Idee da lettore, ovviamente. Che cos’altro potete aggiungere? Quali altri modi esistono secondo voi per aumentare le vendite degli ebook?

56 Commenti

  1. Banshee Miller
    19 gennaio 2015 alle 08:24 Rispondi

    Il crossreading in realtà è utile solo in caso di ipotetico prestito. Se io ho un kindle comprerò sempre e solo su amazon e non avrò mai nessun problema. Idem per kobo. Perché se ho un kindle dovrei comperare da un altro venditore? Gli editori che pubblicano in digitale credo mettano i proprio prodotti su tutti i principali store. Nel caso del cartaceo ci possono essere problemi di esaurimento scorte e fuori catalogo, ma non nel digitale, credo.
    Secondo me, poi, l’unico grande incentivo alla vendita di ebook è l’abbassamento del prezzo. Finchè costano come un tascabile…

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 13:51 Rispondi

      Appunto: se io offro il mio ebook nei due formati, chiunque può leggerlo, ma se lo rilascio solo per Kindle, i lettori che usano il Kobo non portranno leggerlo, a meno di crackarlo.
      Alcuni ebook in effetti costano parecchio e per quanto mi riguarda restano là.

    • robadaself
      19 gennaio 2015 alle 18:03 Rispondi

      “perché se ho un kindle dovrei comprare da un altro venditore?”

      perché i piccoli editori vendono direttamente dal loro sito e sarebbe un bel gesto comprare da lì, e non da amazon (che al piccolo editore costa carissimo in termini di distribuzione).

      • Daniele Imperi
        19 gennaio 2015 alle 18:49 Rispondi

        Non tutti gli editori però vendono nel loro sito.

  2. Chiara
    19 gennaio 2015 alle 09:24 Rispondi

    Ho ricevuto il kindle in dono per Natale e ci sto pian piano familiarizzando, anche se non credo rinuncerò completamente al libro cartaceo. Quindi posso dire con certezza che i lettori di e-book sono aumentati almeno di un’unità nell’ultimo mese! :-D

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 13:52 Rispondi

      Io col Kobo continuo a trovarmi male, anche se l’hanno sostituito e per ora non dà problemi. Ma impiego meno tempo a voltare una pagina di carta che a farlo col Kobo.

  3. Salvatore
    19 gennaio 2015 alle 09:33 Rispondi

    La proposta “compri 2 paghi 1” – che però personalmente non ho ancora visto – è ottima! Io, ad esempio, preferisco leggere il cartaceo, ma per motivi di comodità uso molto anche il digitale. Avere a disposizione sia la copia cartacea, sia quella digitale, senza aver dovuto spendere per entrambe, mi farebbe molto comodo.
    Anche secondo me alcuni ebook, solitamente di autori noti, è troppo costosa. Prezzi dai 7 ai 9 euro non sono giustificati. Oltre, non li prendo neanche in considerazione. Secondo me, per un esordiente, il prezzo si dovrebbe aggirare tra 1 e 3 euro; per un autore già conosciuto: tra i 3 e i 6 euro.
    Però è anche vero che se compro un ebook da Amazon, lo posso leggere pure sul mio iPad se scarico la giusta applicazione. Quindi il concetto di crossreading, come dici tu, in parte è già applicato.
    Per quanto riguarda i contenuti interattivi, parlando di narrativa, non sono sicuro che li utilizzerei. Voglio dire… di un libro di narrativa a me interessa leggere la storia. Forse per i saggi o i manuali, invece, potrebbe essere una buona idea.
    Come incentivare la vendita di ebook, chiedi? Semplice: scrivendo e pubblicando testi validi, curati come si deve. Il resto verrà da solo.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 13:54 Rispondi

      Io l’ho vista a uno o due editori, ma non ricordo quali.
      Per il prezzo, a un euro ci vendi un racconto, non un romanzo, secondo me.
      La qualità va messa per prima, è chiaro.

  4. Maria Todesco
    19 gennaio 2015 alle 10:58 Rispondi

    Credo che, purtroppo, molti di questi punti rimarranno mere speculazioni, a meno che non ci si rivolga al self-publishing. In ogni caso, la casa editrice presso cui ho pubblicato rende disponibile l’ebook in pdf e il costo è veramente ridotto rispetto al cartaceo… Suppongo quindi sia un buon passo avanti.
    Penso basterebbe anche molto meno per favorire la vendita di un ebook, come piuttosto evidenziarne la praticità ed altri vantaggi.
    Vorrei solo contestarti il punto 6: sarebbe pubblicità ingannevole, non essendo qualcosa di richiesto e necessario. Non possono farlo. Sarebbe come mettere su una confezione di uova “non contiene glutine”. Sarà pur vero, ma non è né una cosa necessaria né esclusiva di quel prodotto…

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 14:00 Rispondi

      Il pdf però non è un ebook.
      Scusa, dove è la pubblicità ingannevole nel punto 6?

  5. Grazia Gironella
    19 gennaio 2015 alle 11:51 Rispondi

    Quello che dici è tutto giusto, ma non credo possa risolvere il problema alla radice. L’e-book non è un libro, poco ma sicuro. E’ però una storia, la stessa storia che troviamo in un libro. Riconoscere che l’importante è la storia e non il suo formato richiede un cambiamento di mentalità, oltre che un cambiamento del genere che auspichi nell’offerta, e per questo occorre tempo.
    Io leggo su e-reader per tre motivi: portatilità, scarso ingombro e risparmio. Il risparmio è ancora troppo ridotto. Non sono abbastanza competente per quantificare, ma secondo me un e-book dovrebbe costare il 30%, massimo 40%, del libro cartaceo; forse meno. Poterti portare in borsa cento libri ovunque (magari in vacanza) è comodo. Il DRM mi fa incavolare ogni volta, perciò spero che la pianteranno di erigere barriere inutili o quasi. Detto questo, se mi chiedi come preferisco leggere ti dirò: carta forever. Sono cresciuta così, mi piace tenere il libro in mano; per di più già passo al PC gran parte del mio tempo; quindi non faccio la voglia di usare la tecnologia anche per leggere. I nostri figli, nativi digitali, forse la vedranno diversamente, ma lo dico al futuro, perché mio figlio (17 anni) preferisce di molto il cartaceo. Vedremo.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 14:04 Rispondi

      Con me non funzionerebbe, se mi parli di storia, perché ti rispondo che allora la storia me la leggo come fa comodo a me, cioè in un libro cartaceo. Ma non è questione di mentalità, io trovo più comodo leggere un libro che un ebook, come anche trovo più piacevole e chiara la lettura su carta che in ebook.
      Per quanto riguarda l’ingombro, ma chi è che si porta in vacanza 100 libri? E per quale motivo, poi? In due settimane di ferie non riesci a leggere più di 2-3 libri, che stanno benissimo in valigia. Io ho viaggiato 18 giorni e avevo con me uno zaino di 32 litri, che conteneva anche una tenda e un sacco a pelo e ci ho fatto stare 2 libri.

      • Grazia Gironella
        19 gennaio 2015 alle 14:17 Rispondi

        Nessuno legge cento libri in vacanza, però è piacevole non dover decidere in anticipo cosa leggere; ma non è certo di un’importanza decisiva. Per me che porto borse minime o marsupi, se non fosse per l’e-reader il libro sarebbe sempre in mano, ma anche questo non può essere decisivo. Curiosità: perché l’e-book lo trovi meno comodo? Io con l’e-ink io vedo meglio che sulla carta, quando c’è sole, e posso tenere impegnata una mano sola a sfogliare, tenendo l’e-reader appoggiato sulla coscia, per esempio.

        • Daniele Imperi
          19 gennaio 2015 alle 14:21 Rispondi

          Per me è meno comodo per tante cose: per cercare un ebook, per sfogliarlo (faccio molto prima a sfogliare un cartaceo), per leggerlo, non trovo il testo di una buona definizione come sulla carta e sul web.

  6. Giuliana
    19 gennaio 2015 alle 14:12 Rispondi

    A parte le numerose offerte già presenti sul sito, Amazon propone ogni giorno tre libri in offerta speciale (si chiama Offerta Lampo) scontati fino all’80%: dunque costano circa da 0,99 centesimi a 2,5 euro. Io ogni giorno butto l’occhio e se mi interessa ne compro uno o più. Finora il 90% degli e-book che ho acquistato sono stati proprio quelli dell’offerta speciale, mentre a prezzo pieno ne ho preso solo qualcuno che mi interessava veramente e che volevo avere subito. In questo modo, avendo la pazienza di consultare ogni giorno le offerte e di attendere che ne escano di interessanti, mi sono creata una libreria niente male a poco prezzo. Per me è stata questa il più grande vantaggio degli e-book: poter leggere tanto spendendo poco. Chiaro che se invece si comprano sempre e solo gli e-book a prezzo pieno, in proporzione rispetto al cartaceo conviene meno.

    P.S. Non è normale che la pagina dell’e-reader giri così piano, sul Kindle è una scheggia. Però anche a me dopo un po’ che utilizzavo l’e-reader era successo e l’assistenza mi aveva detto che, ogni tanto, se si vede che la velocità di cambio pagina rallenta molto, va fatto un reset del lettore, che corrisponde a una sorta di pulizia dei cookies e altri file temporanei su internet. Potresti provare a farlo sul tuo Kobo e vedere se funziona :)

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 14:18 Rispondi

      Comunque un ebook costa meno del cartaceo, quindi anche a prezzo pieno ci guadagni.
      Sul Kobo alle volte devo picchiare forte col dito per girare pagina, non è solo questione di lentezza. Ma non mi trovo bene neanche con l’archiviazione degli ebook, faccio molto prima a cercare un libro nella mia libreria, davvero.
      Un reset prevede la cancellazione degli ebook presenti, però. Quanto dovrei sbattermi poi per ripristinare tutto? E i segnalibri vengono persi, deduco.

      • Giuliana
        19 gennaio 2015 alle 15:44 Rispondi

        No, facendo reset sul Kindle non perdi nulla, semplicementi “rinfreschi il sistema” e rimuovi eventuali intasamenti, ma gli e-book rimangono lì dove sono. Non so se sul Kobo funziona allo stesso modo, bisognerebbe provare a chiedere a chi di dovere…

        • Daniele Imperi
          19 gennaio 2015 alle 15:48 Rispondi

          Sul Kobo perdo tutto, l’ho già fatto 2 volte.

          • Giuliana
            19 gennaio 2015 alle 17:58

            … mi sa che devi passare a Kindle, Dani ;)

          • Giordana
            19 gennaio 2015 alle 17:58

            Scusa Daniele, che kobo hai? Se succede anche con il mio piango… fino a questo momento l’ho trovato davvero molto funzionale.

          • Daniele Imperi
            19 gennaio 2015 alle 18:24

            @Giuliana: per ora no, ho speso 130 euro e me lo tengo per un po’ :)
            @Giordana: ho il Kobo Glo.

  7. Lisa Agosti
    19 gennaio 2015 alle 17:08 Rispondi

    Per chi viaggia non c’è niente di più utile del reader.
    Proprio oggi ho letto le statistiche sulle abitudini di lettura in Italia nel 2014 e mi sono demoralizzata non poco. Sull’onda di questo pessimismo cosmico, oserò dire che secondo me se le vendite degli e-book sono aumentate è solo perché sta diventando di moda regalare il reader. Chi lo riceve si scarica ovviamente qualche libro, ma non è detto che li leggerà.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 17:16 Rispondi

      E come sono queste abitudini di lettura?
      Penso anche io che non basti regalare un ereader per far leggere ebook.

      • Lisa Agosti
        20 gennaio 2015 alle 22:45 Rispondi

        I dati che ho letto sono in un articolo che si chiama “Produzione e lettura di libri in Italia 2014” uscito ieri (19 gennaio) sul sito “Sul romanzo”.

    • Giordana
      19 gennaio 2015 alle 18:05 Rispondi

      Penso sia anche possibile che si riduca la percentuale libri letti/libri comprati rispetto quanto avvenga con i cartacei. Davvero, davvero triste.

  8. Giordana
    19 gennaio 2015 alle 18:04 Rispondi

    Noi abbiamo provato ad affiancare l’ebook al libro cartaceo, ma i risultati son stati scadenti. La maggior parte delle persone non era interessata all’ebook, o chiedeva se poteva avere l’ebook di un altro titolo.
    Sul regalare lettori non saprei. Plesio ha tra gli obiettivi 2015 l’aumento esponenziale delle vendite ebook, ma anche, più in generale, l’innalzamento di ‘dignità’ di questo prodotto. Non più un’altra versione del cartaceo, ma spesso un progetto completamente diverso. Anche in quest’ottica il premio del nostro concorso annuale quest’anno sarà un e-reader.
    Se una persona di partenza non legge -o non ha nessuna dimestichezza con l’elettronica – di certo non inizierà a leggere (o a usare un oggetto elettronico) perché si troverà tra le mani un lettore. Ma i lettori deboli potrebbero invece giovarne. Ho alcuni esempi positivi in casa a dimostrazione :)
    Io stessa da quando ho L’Aura (kobo) ho aumentato le ore di lettura. E sono tornata a leggere in lingua.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 18:27 Rispondi

      La gente deve sempre chiedere quello che non offri :)
      Un progetto diverso per l’ebook? Sono curioso.
      A me il Kobo invece non ha aumentato le ore di lettura.

  9. robadaself
    19 gennaio 2015 alle 18:10 Rispondi

    se dovessi leggere “assistenza tecnica sul prodotto” mi spaventerei perché implicherebbe il fatto di poterne avere bisogno. e io fino ad ora non ho avuto alcun problema né con il mio kindle né con gli ebook che ho scaricato.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 18:48 Rispondi

      Va beh, la formula da usare può essere diversa.

  10. Daniele Passera
    19 gennaio 2015 alle 18:17 Rispondi

    Entro nella discussione in quanto sto seguendo proprio un’esperienza di self-publishing personale. Le idee che hai menzionato sono buone ed alcune sacrosante, ma alcune mi suscitano qualche domanda ulteriore.

    Due riflessioni veloci a random.

    Amazon mette già a disposizione alcuni strumenti che hai menzionato nel post (il 2 in 1, una scheda sintetica dell’ebook, assistenza tecnica, la possibilità di scaricare un estratto, possibilità di promuovere il libro con offerte di download gratuito), ma trovo ancora difficoltà su alcuni punti e soprattutto su quali strumenti utilizzare. Come capire quali siano gli strumenti migliori? Usarli tutti? Usarne solo alcuni?

    Condivido la domanda del punto 2: quanto devo far pagare il mio racconto da quindici pagine e il mio romanzo da cinquecento? Se guardi su Amazon, diventi pazzo perché trovi prezzi molto diversi per opere della stessa lunghezza. Alla fine rischi di optare per un prezzo troppo alto o troppo basso, allontanando di conseguenza i potenziali lettori.

    Per il momento sto usando esclusivamente Amazon perché non ho tempo a sufficienza per pubblicare anche su altre piattaforme. Diciamo che mantenere buona parte dei punti elencati implica anche una bella dose di impegno. Tante volte la mancanza di crossreading non è un difetto voluto. È proprio mancanza di tempo fisico per pubblicare su altre piattaforme.

    La formattazione è importante e lo confermo. Non ho acquistato un sacco di ebook perché impaginati in maniera indegna da persone che ahimè non sanno usare gli strumenti a disposizione. Su questo punto devo dire che la colpa è solo di chi pubblica, che non controlla e non sa utilizzare i mezzi come gli editor di testo e la piattaforma di pubblicazione. Tante volte anche non sa che una correzione dell’opera da parte di un editor è fondamentale.

    Ecco una domanda: come rendere il proprio libro più interattivo? Sono possessore di un Kindle Paperwhite e già questo ereader ha installati dizionari, collegamenti a Wikipedia per reperire info sulle voci del testo. Cosa dovrei mettere di più nel mio libro? Io ho messo collegamenti alle pagine di editor, illustratore ed autore con una breve descrizione per ciascuno. Un glossario dei termini lo reputo inutile solo perché c’è già il dizionario installato. Come si può rendere più ricco un ebook?

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 18:33 Rispondi

      I prezzi saranno sempre così in ogni settore, purtroppo. Un racconto breve per me starebbe bene a 0.99 euro, un romanzo di 500 pagine anche a 5 euro. Ma dipende da quanto sei conosciuto, anche.
      Non saprei come rispondere ora alla tua ultima domanda, ma ci penso senz’altro. Dipende però dal tipo di ebook che hai scritto.

    • Ryo
      23 gennaio 2015 alle 14:55 Rispondi

      Potresti aggiungere uno o più link a pagine web dove inserire contenuti aggiuntivi o la possibilità di contattarti

  11. Ivano Landi
    19 gennaio 2015 alle 18:27 Rispondi

    Non so se lo ha già scritto qualcuno prima di me (questo pomeriggio non ho tempo di leggere anche i commenti) ma il modo migliore per incentivare la vendita sarebbe, secondo me, dare la possibilità di acquistare l’ebook anche nelle librerie, come i normali libri cartacei.
    Ma forse le librerie lo fanno già e sono soltanto io a non saperlo!?!

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 18:35 Rispondi

      Intendi le librerie reali? I negozi per strada? Da una parte sembrerebbe un controsenso, perché l’ebook te lo cerchi online, dall’altra, però, tu entri in libreria, vedi un titolo che ti piace e lo vuoi prendere in ebook. Ma a quel punto ti basta usare lo smartphone o il tablet. Se non l’hai con te? La libreria ti mette a disposizione una postazione con una pagina predisposta per cercare in ebook i suoi titoli.
      Non so, sono scettico a metà.

  12. Ivano Landi
    19 gennaio 2015 alle 18:33 Rispondi

    Alla fine ho dato una scorsa anche ai commenti e poco fa, sul blog Pausa Libro di Carol, ho scoperto che esistono anche i see-book.

    • Daniele Imperi
      19 gennaio 2015 alle 18:36 Rispondi

      E che cosa sono?

  13. LiveALive
    19 gennaio 2015 alle 20:21 Rispondi

    Fino a poco fa le proiezioni delle vendite di ebook prevedevano un pareggio col cartaceo entro pochi anni. Ultimamente però stanno apparendo sempre più proiezioni che vedono il mercato degli ebook in contrazione: come mai? Forse per tutte le questioni che evidenzi tu. Ci sono però anche studi neurologici che dimostrano come leggendo in digitale si registrino meno informazioni rispetto allo scritti. Pure, la mancanza di certi indicatori come lo spessore potrebbe ridurre il senso di soddisfazione portato dal progredire. Tutte cose affrontate in un articolo che è già stato postato qui tempo fa, non ricordo da chi… Ebook e libro cartaceo non sono esperienze uguali, né possono esserlo, è chiaro.

    • Daniele Imperi
      20 gennaio 2015 alle 07:55 Rispondi

      Le proiezioni lasciano il tempo che trovano. Avevi accennato al fatto che leggendo in digitali ricevi meno informazioni. Mi documenterò a fondo su questo. Non ricordo però chi aveva affrontato qui i temi del post.

  14. Giuse Oliva
    21 gennaio 2015 alle 19:58 Rispondi

    Più il tempo passa e più mi sto convincendo che la strada percorribile è il self con l’e-book.
    Sono assolutamente d’accordo con te. Per ora non sono ancora riuscita a comprare un e-reader, ma gli ebook che costano più di 6 € li scarterei a prescindere.
    Per me il digitale deve essere un modo per leggere tanti libri, ma a un costo inferiore, altrimenti tanto vale restare col cartaceo!

    • Daniele Imperi
      22 gennaio 2015 alle 08:02 Rispondi

      Per me restano percorribili entrambe le strade. Gli ebook a quel prezzo li scarto anche io, ma ne trovi anche di molto più cari.

  15. Marina
    22 gennaio 2015 alle 09:14 Rispondi

    Ciao Daniele, dopo tanti anni di onorata carriera da lettrice di libri cartacei mi sono concessa l’opportunità, prima scartata a priori, di scoprire il mondo dell’editoria digitale e l’ho fatto nella doppia veste di lettrice/scrittrice. Nella prima ho cominciato ad approcciarmi all’e-book da quando sono entrata a far parte di un gruppo di lettura scoperto su Twitter (leggiamo contemporaneamente un libro e ogni giorno postiamo due tweet citando le frasi che più ci hanno colpito): per comodità ed anche, lo ammetto, per economia, ho cominciato a comprare la versione digitale di questi libri ed ho facilmente superato i pregiudizi e le difficoltà iniziali legati ad un’abitudine diversa. Maneggiare un libro cartaceo non sarà mai la stessa cosa ed io ho sempre avuto un rapporto feticistico con il libro, lo tocco, lo annuso, lo vivo proprio con i sensi, però la mia rigida tavoletta digitale ha il suo perché: con il tempo ho imparato ad usarla bene, prima ero un po’ impacciata, adesso evidenzio, segno note, pongo segnalibri e la cosa forse più bella è che posso passare da un libro ad un altro con un semplice click (ho un vizio: leggo più libri contemporaneamente). In veste di scrittrice, ho scelto di pubblicare su Amazon il mio romanzo per una mia piccola velleità: le copie cartacee sono finite ed essendo scaduto il contratto con la casa editrice, questo voleva dire lasciare che la mia storia finisse nel “cimitero dei libri perduti” di Zafoniana memoria!
    Così ho seguito il percorso del self-publishing e adesso il mio libro, in formato e- book, è in vetrina per chiunque volesse ancora leggerlo.
    Gli esordienti che si autopubblicano credo abbiano una sorta di pudore nel proporre il proprio lavoro a prezzi eccessivi, non so se lo fanno per essere competitivi sul mercato, ma io ad esempio vendo il libro a poco più di un euro perché ho seguito l’andazzo di altre vendite digitali di autori nuovi, capendo che se non sei un “nome” hai più probabilità di essere letto se ti proponi con un prezzo irrisorio; anche psicologicamente chi acquista un libro di un esordiente in carriera non si aspetta di farlo a 9 euro, forse nemmeno a 6. Quanto alla faccenda cartaceo=e-book, credo che la sostanza non cambi: semplicemente metti ad una storia un abito diverso.
    Aggiungo un’ultima considerazione: penso che un forte deterrente all’acquisto di e-book sia il dovere farlo con le carte di credito (meglio se prepagate): c’è una naturale diffidenza verso questo strumento e poi non tutti hanno familiarità con l’inserimento di dati e codici sul web.

    • Daniele Imperi
      22 gennaio 2015 alle 12:16 Rispondi

      Ciao Marina,
      anche io ho un rapporto feticistico col libro, mi considero un bibliomane.
      Di sicuro è vero che nessuno si aspetti un prezzo alto per un esordiente, ma svendersi non è la soluzione.
      Non credo che la carta di credito possa essere un deterrente, perché ormai il commercio elettronico si è ampiamente diffuso.

      • Attilio Nania
        23 gennaio 2015 alle 10:13 Rispondi

        Ciao Daniele, purtroppo temo che abbia ragione Marina. Il comercio su internet si è diffuso, ma non certo con le carte di credito, almeno non in Italia. I metodi più usati sono il pagamento alla consegna (come fa Zalando), il pagamento con la ricarica del cellulare (tipo Allopass), o il pagamento coi codici acquistati in ricevitoria (tipo Ukash).
        Mi pare che in Italia la maggior parte degli acquisti in rete vengano fatti così, invece Amazon continua a chiederti le carte, perché negli Stati Uniti la Mastercard o la Visa ce l’hanno tutti. Qui la gente ha paura a mettere i dati delle proprie carte su internet perché teme le truffe, etra l’altro queste paure non sono nemmeno infondate.

        • Daniele Imperi
          23 gennaio 2015 alle 10:30 Rispondi

          Non so dirti, ma io ovunque pago trovo la carta di credito. In genere, dove posso, uso Paypal. Inoltre uso una prepagata, che ricarico solo se devo acquistare online, quindi non potrai rubarmi più di un centinaio di euro al massimo.

  16. Ryo
    23 gennaio 2015 alle 14:58 Rispondi

    Una precisazione sul crossreading: in realtà è solo il Kindle che ha un formato proprietario, tutti gli altri eReader accettano lo stesso formato. Certo… se poi vediamo la quota di mercato del Kindle il problema che indichi è vero (cioè ormai se la stanno giocando Kindle e Kobo), ma tecnicamente non lo è :-)

    • Daniele Imperi
      23 gennaio 2015 alle 18:33 Rispondi

      Se hai un Kindle, non puoi leggere un epub e se hai un Kobo non puoi leggere un mobi. Questo intendevo, formato proprietario o no, esiste un lettore in cui puoi leggere ogni formato senza ricorrere a conversioni e crack?

      • Ryo
        24 gennaio 2015 alle 00:23 Rispondi

        Quello che intendevo dire è che non esistono solo Kindle e Kobo: il Kindle legge i mobi, tutti gli altri (Kobo, Sony, Nook, PocketBook, Asus, Onyx, Booken, Leggo, Tolino ecc.) gli ePub.

      • Giovanni
        2 febbraio 2015 alle 21:28 Rispondi

        In teoria Kobo legge il mobi… non so con che risultati visto già il disastro di visualizzazione per gli ebook non comprati su KoboBooks e in alcuni casi va in crash anche su quelli comprati sul loro store.

        • Daniele Imperi
          3 febbraio 2015 alle 07:27 Rispondi

          In che modo li legge? Io provai a caricarne uno e non lo leggeva.

  17. ulisse di bartolomei
    24 gennaio 2015 alle 00:44 Rispondi

    Salve Daniele
    Buon anno a te e a tutti… considerato che ne rimane ancora parecchio! Non ho letto tutti i commenti precedenti e forse qualcuno ne avrà già menzionato. Ho notato che alcuni ebook hanno un costo veramente elevato. Sono due le possibilità: che il file sia pesantissimo e quindi vi stanno dei costi notevoli per la piattaforma, oppure l’autore ci vuole guadagnare troppo. Io mi regolo in questo modo. Un mio libro cartaceo di 230 pagine ha il prezzo di 13 euro. Un editore normale “dovrebbe” riconoscermi il 10% che farebbe 1,30 euro. Ne viene che dovrei sommare quell’euro e 30 al costo “elettronico” di Amazon. Nel mio caso si arriva a poco meno di 4 euro. E’ ovvio che guadagnare 6 euro o più mi farebbe piacere… In un mondo di furbi, figuriamoci se l’autopubblicazione la scampa! Però se divento famoso…

    • Daniele Imperi
      24 gennaio 2015 alle 15:43 Rispondi

      Ciao Ulisse, buon anno anche a te.
      Non so dirti perché alcuni ebook abbiano un costo elevato. Forse dipende dai costi di impaginazione? Magari qualcuno è più caro di altri? Magari dipende solo dall’editore.

  18. Giovanni
    2 febbraio 2015 alle 20:22 Rispondi

    “La mia impressione è che l’ebook venga considerato un prodotto di serie B rispetto al cartaceo”… Sei un signore. Io direi piuttosto serie C1 avanzata :D .

  19. Franco Giambalvo
    9 febbraio 2015 alle 11:16 Rispondi

    Questo blog ha moltissimi punti di contatto con il mio blog. La tua età è tuttavia certamente diversa dalla mia, ché ho ormai 70 anni!
    Ho trovato moltissimi problemi per riuscire a vendere qualche copia di un mio libro di fantascienza, che pure è venduto su tutte le piattaforme digitali. In pratica ho “fatto pubblicità” su Facebook, Twitter, Google eccetera. Fare “pubblicità” significa ovviamente “dire che il libro esiste” e nulla di più. Raccontare un po’ di trama. Cercare di incuriosire.
    Non voglio toglierti la scena per cui non farò “pubblicità” qui da te, ma comunque voglio solo dire che è davvero difficilissimo farsi conoscere. Nel mio blog ho difficoltà anche trovare gente che voglia commentare… Là invito anche a provare a scrivere piccoli racconti, ma nessuno si cimenta. Che diavolo sta succedendo?
    Naturalmente se vogliamo collaborare in qualche modo fammelo sapere. Sono disponibile a scambi di idee e costruzioni propositive.

  20. Franco Giambalvo
    9 febbraio 2015 alle 11:23 Rispondi

    Ho letto tra i commenti qualcuno che parla di “see-book”, che non avevo mai sentito dire. Non so, ma mi sembra una cosa interessante.
    Leggo su http://www.ilmessaggero.it/TECNOLOGIA/HITECH/seebook_libro_digitale_riproduce_volume_carta/notizie/1068544.shtml
    “E’ più piccolo di un tablet ma più grande di uno smartphone. La novità è che si può toccare perché c’è la copertina e la quarta di copertina, proprio come l’edizione cartacea di un libro. Poi la lettura è digitale, certo. Ma intanto il titolo, il dorso, ci sono, e alla vecchia maniera. Si possono collezionare nelle librerie, c’è lo spazio per le annotazioni e si può appoggiare sul comodino.

    Dentro c’è un’etichetta “ExLib” dove compare un codice QR e uno alfanumerico per chi non possiede il telefono ultratecnologico che legge i QRcode. Basta registrarsi con la propria mail e scegliere il formato preferito per la lettura (PDF, EPUB e MOBI). Non ci sono solo le parole. Il seebook infatti è un prodotto multimediale a tutto tondo perché offre anche materiali extra.”

  21. Kinsy
    8 aprile 2015 alle 13:40 Rispondi

    Se ho capito bene il punto tre, l’ebook che acquisto su Amazon posso leggerlo solo sul loro lettore e non su altri dispositivi tipo tablet o smartphone?

    • Daniele Imperi
      8 aprile 2015 alle 13:48 Rispondi

      Credo dipenda dal tablet. Il Kobo non legge gli ebook di Amazon, per esempio.

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