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Assolutamente immobile

Un racconto di 300 parole

Lisa era seduta alla scrivania tutto il giorno. Trovava inaccettabile doversi alzare per preparare i pasti, mangiare, recarsi in bagno, uscire a fare acquisti. Da un po’ di tempo, quindi, stava meditando delle soluzioni, che le avrebbero semplificato la vita. Spese parecchio tempo e un bel po’ di denaro, ma infine riuscì nei suoi propositi.

Gli oggetti potevano essere acquistati online e consegnati al piano. Avrebbe soltanto dovuto alzarsi per aprire la porta, ma anche questo inconveniente fu risolto, facendo montare una porta elettronica che poteva comandare dalla scrivania.

I pasti avrebbero rappresentato un problema, ma Lisa aveva fantasia e inventiva, così trasferì la sua postazione in cucina, che era un ambiente abitabile. Ma questo le causò comunque un notevole dispendio di tempo, poiché per cucinare avrebbe dovuto alzarsi. Se, però, si fosse nutrita per endovena, non ci sarebbe stato bisogno di muoversi. E così fu. Due flebo le furono applicate alle braccia, che un’infermiera avrebbe cambiato quotidianamente.

Restava il problema del bagno. Come lavarsi, restando seduta? Come espletare i propri bisogni? Pensò per quasi una settimana, finché arrivò alla decisione che non avrebbe avuto necessità di lavarsi, se fosse stata completamente nuda. L’infermiera l’avrebbe lavata, mentre lei avrebbe potuto continuare le sue attività al computer. E un altro problema era risolto.

Fu proprio l’infermiera che, involontariamente, le suggerì la risoluzione all’altro dilemma: quello delle funzioni corporali. Un giorno venne con un catetere da consegnare all’ospedale e Lisa fu folgorata. Il giorno dopo la donna le applicò due cateteri, che avrebbe sostituito una volta al giorno.

Lisa era soddisfatta. Dalla scrivania aveva ora il completo controllo della sua vita. Acquistò perfino un casco per dialogare col computer senza tastiera e mouse. Non doveva più muovere neanche le mani.

Trascorse i suoi ultimi cinque mesi così, fissa al computer.

Assolutamente immobile.

4 Commenti

  1. luigi leonardi
    24 luglio 2011 alle 10:47 Rispondi

    E’ una cosa diversa ma, non so perché, questo racconto mi ha fatto venire in mente quei seppellimenti prematuri descritti da Poe.
    Ciao Daniele.

  2. Daniele Imperi
    24 luglio 2011 alle 18:50 Rispondi

    Ciao Luigi,
    se ti viene in mente Poe, allora lo prendo per un complimento :D

  3. vito
    27 luglio 2011 alle 22:58 Rispondi

    Il racconto è scritto molto bene. Le giuste pause, la giusta punteggiatura, sobrio. Come piace a me. Farei tre piccole variazioni:
    1.”E un altro problema era risolto” : Toglierei la “E” iniziale: è in più.
    2.”le suggerì la risoluzione” scriverei “le suggerì la soluzione” :scorre meglio
    3.”Dalla scrivania aveva ora il completo controllo” scriverei “Dalla scrivania ora aveva il completo controllo”
    Come vedi, ben piccole cose. Ciao e grazie.

  4. Daniele Imperi
    28 luglio 2011 alle 08:48 Rispondi

    Grazie Vito :)

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