Il valore degli ebook gratuiti

Il valore degli ebook gratuiti

Uno dei lettori del blog mi ha ispirato la scrittura di questo articolo. Si tratta di Attilio Nania, che ha scritto il guest post di martedì scorso sul liberismo editoriale. Secondo Attilio un ebook gratuito è sinonimo di scarsa qualità, come tutti i prodotti gratuiti.

Non voglio entrare in temi su cui non sono preparato, come la percezione dei prodotti da parte dei consumatori, però posso parlare di quanto valga un ebook gratuito e del perché un blogger o uno scrittore voglia rilasciarlo.

Metodi alternativi di pagamento

Siamo davvero sicuri che sia gratis un ebook gratuito? Non vi siete mai chiesti che esistono forme alternative di pagamento per ottenere quell’ebook? Alcune sono evidenti, altre potenziali, ma comunque esistono.

Pagamenti alternativi per leggere ebook

  • Paga con un tweet: al lettore non costa nulla. Un sistema automatico permette di inviare un tweet e dopo l’invio si viene reindirizzati alla pagina per scaricare l’ebook. Cosa ci guadagna lo scrittore? Pubblicità. La notizia del suo ebook viene diffusa su Twitter.
  • Iscriviti alla newsletter e scarica l’ebook: alcuni incentivano l’iscrizione alla newsletter mettendo in palio un ebook. Se vuoi leggere il mio ebook, allora iscriviti alla mia newsletter.
  • Iscriviti al sito e scarica l’ebook: altri siti offrono contenuti previa iscrizione, come Copyblogger. Iscrivendosi al sito si possono scaricare e leggere molti ebook.

Pagamenti potenziali per leggere ebook

Che cosa intendo? Parlo della potenziale – quindi non trascurabile – pubblicità che avrà lo scrittore nel rilasciare il suo ebook gratuitamente. Chi legge commenta, recensisce, parla, condivide. E il nome dello scrittore circola, entra nel gioco del passa parola.

Se l’ebook è stato apprezzato, lo scrittore avrà guadagnato un lettore.

Ebook salati, ma poco curati

Tempo fa ho acquistato un ebook dal sito SeoMoz, ora semplicemente Moz (no, Miki, non sei tu). Ebbene, ho pagato 29,99 dollari quell’ebook che non era un ebook, perché era in formato pdf e anche i bambini sanno oggi che un ebook in pdf è una contraddizione in termini.

Ma le sorprese non finiscono qui. La copertina mancava. Stiamo parlando di un sito con migliaia e migliaia di lettori, un sito di professionisti che guadagnano. Non uscivano dollari per commissionare una copertina?

Ma le sorprese non finiscono qui. Spesso trovavo il titolo del capitolo a fine pagina e l’inizio del capitolo a quella successiva. Dico, ma neanche “Interruzione pagina” sul programma di scrittura si sprecano a fare?

La qualità non ha prezzo

Tutto questo per dire che il valore di un ebook non si misura con un prezzo di copertina. In fondo potete acquistare a 1 euro qualsiasi classico della letteratura. Vale davvero un euro quell’opera? No di certo.

E allora perché paghi Cime tempestose 1 euro? Perché scarichi gratis un ebook? Nel primo caso si tratta di un confezionamento economico di un’opera con diritti scaduti oppure di un libro usato. Nel secondo caso è lo scrittore o il blogger che vuole farti un regalo. Sarà pure libero uno di fare un regalo a perfetti sconosciuti?

Categoria postPublicato in Editoria - Data post1 novembre 2013 - Commenti18 commenti

DanieleDaniele Imperi

Sono blogger e web writer e scrivo e leggo ogni giorno. Oltre a Penna blu, ho creato e gestisco i siti su Cormac McCarthy e Edgar Allan Poe. Leggi di più nella mia biografia.

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Commenti
  • Fabrizio Urdis 1 novembre 2013 at 07:04

    Ciao Daniele,
    grazie per l’articolo, mi ha dato qualche spunto interessante da rielaborare.
    Probabimente il connubio gratis/scarsa qualità deriva dal fatto che diamo alle cose un valore in base al loro costo, preconcetto sbagliato ma molto diffuso.
    È anche vero che i tuoi ebook sono gli unici prodotti di qualità che ho trovato sul web senza bisogno di dover pagare ( ovviamente non prendo in considerazione ristampe di libri già editi e non dico che non ce ne siano altri ma io non ne ho trovato)
    Confesso che mi è stato difficile decidere di pubblicare i miei lavori su internet perché dandoli “a gratis” mi sembrava di screditare il mio lavoro.
    Proprio mentre leggevo quest’articolo e anche ora che lo sto commentando ho cominciato a vedere le cose in modo diverso.
    Alla fin fine, malgrado tutte le difficoltà e i sacrifici, la cosa più importante quando si scrive qualcosa è che qualcuno la legga.
    Inoltre mi trovi d’accordo anche sul fatto che dare un contenuto gratuitamente non vuol dire non ricavarne dei benefici.

    • Daniele Imperi 1 novembre 2013 at 19:12

      Ma come, Fabrizio, mi hai fatto a pezzi Diario ultimo… :D

      Mi fa piacere che ti abbia fatto riflettere il mio post ;)

      • Fabrizio Urdis 3 novembre 2013 at 18:48

        Ma se ti ho scritto che era un prodotto professionale e che avrebbe potuto trovarsi in una libreria :-o
        Poi ti ho fatto alcune critiche costruttive… forse :-)

  • Salvatore 1 novembre 2013 at 19:09

    Concordo su tutto. Inoltre vorrei sottolineare l’importanza della pubblicità potenziale. Farsi conoscere è essenziale. Se si è bravi, ma non si è conosciuti, i propri lavori rimangono circoscritti all’interno di una piccola cerchia di estimatori. Non è una cosa malvagia, per carità, dipende sempre dove vuoi andare a parare. Ma se vuoi entrare nel giro grosso devi farti conoscere. Infine, quando si andrà al cospetto di un editore “cartaceo” portare la potenzialità di eventuali lettori guadagnati con i propri lavori preliminari e gratuiti potrebbe avere, credo, un certo peso.

    • Daniele Imperi 1 novembre 2013 at 19:18

      Hai detto una gran cosa, Salvatore, su cui ci si deve soffermare: vai dall’editore con un seguito di lettori. Se non ti dispiace, forse ci scrivo un post, citando ovviamente la fonte ;)

      • Salvatore 1 novembre 2013 at 19:35

        Ci mancherebbe. Sei liberissimo di fare tutto quello che vuoi. Anch’io mi avvalgo delle cose che leggo sul tuo blog. Per questo partecipo. È davvero una gran cosa. Chissà che non possa nascere da tutto questo una combricola di futuri scrittori… Fossi in te non abbandonerei l’idea di realizzare un ebook di racconti presi dalla partecipazione diretta dei tuoi lettori. Hai visto quanti apprezzamenti e partecipazioni hai ricevuto quando l’hai proposto? :)

        • Daniele Imperi 1 novembre 2013 at 19:50

          Per l’ebook mi devo organizzare, appena ho le idee chiare e riesco a lavorare all’idea ;)

  • Alessia 1 novembre 2013 at 20:33

    Finalmente trovo il tempo di commentarti.
    Sono completamente d’accordo con te. Ritengo gli e-book il futuro dell’editoria, soprattutto italiana, e ammetto che sto scoprendo diversi libri eccellenti diffusi gratis o, magari, al famoso 1,99 euro. Il problema della scarsa qualità deriva dal fatto che si da per scontato che il contenuto valga, o che comunque la forma non interessi. Sbagliato, molto sbagliato. D’altra parte ci sono case editrici online che pubblicano romanzi con copertine e lettering orrendi, oppure di romanzi-ciofeca che hanno venduto milioni di copie online grazie a copertine intriganti.
    La qualità è importante perché è l’indicatore di quanto l’autore abbia creduto nel proprio progetto. Ma come si fa a capire se davvero quel prodotto sarà come ce lo siamo aspettato? Il download, d’altra parte, ci riserva l’incognita della sorpresa finale, come nel caso che hai descritto. Come tutelarsi?
    Come sempre ottimo articolo, complimenti (^^)

    • Daniele Imperi 1 novembre 2013 at 21:27

      Grazie Alessia :)
      Un modo per tutelare il lettore – se è questo che volevi dire – è offrrire un’anteprima dell’ebook, una percentuale di pagine da scaricare gratis, così che il lettore si possa fare un’idea dell’opera. In fondo, prima di acquistare un libro in libreria, lo sfogliamo e ne leggiamo qualche brano.

  • Luca Sempre 3 novembre 2013 at 12:47

    Ciao Daniele,
    Il post è interessante e in effetti la questione è un po’ delicata…

    Direi che hanno ragione tutti e nessuno. Sia chi considera l’offerta gratuita sinonimo di scarsa qualitá, sia chi invece la ritiene utile per farsi conoscere.

    Nel mio caso ho deciso di distribuire gratuitamente un racconto perchè siti come Amazon impostano un prezzo minimo per mettere on line anche un racconto e sinceramente non me la sentivo di far pagare a un utente anche 0.99 centesimi per una quarantina di pagine.

    Non è detto che in futuro non cambierò prospettiva, ma per adesso va bene così.

    In realtá la vera questione è: gratuito o non gratuito, il tuo eBook ha un aspetto professionale? Una copertina curata? Una breve e incisiva sinossi? Il lettore capisce fin dalle prime pagine, al di là dei gusti personali e del contenuto che sono opinabili, che c’è comunque dietro un lavoro fatto di accuratezza e revisione?

    Perchè magari è vero anche il contrario: se l’eBook appare professionale, perché distribuirlo gratis? Perché… Svenderlo?

    Chiudo dicendo che in realtà, ben prima della diffusione di internet e del self publishing, esisteva la possibilità di leggere racconti gratuiti su quotidiani e settimanali e mensili, anche di autori molto famosi… Eppure nessuno si è mai posto il problema, in questi casi…

    Mi dirai che si tratta di autori che quantomeno hanno giá pubblicato con l’editoria tradizionale, ma la sostanza non cambia. Se leggi quell’autore per la prima volta lo leggi per la prima volta. E se ti piace ciò che scrive lo rileggerai con piacere!

    Buona domenica ;-)

  • Francesca Carabini 3 novembre 2013 at 14:09

    Buongiorno Daniele,
    Ancora una volta mi trovi d’accordo con te :)
    Personalmente ho trovato molti testi di qualità gratis, molte volte si tratta di una scelta filosofica ben consapevole.
    Proprio qualche giorno fa ho scaricato un testo di Cory Doctorow che sto tutt’ora leggendo. e che lui, come spiega all’inizio, ha deciso di distribuire gratuitamente online, e chiede,a chi ne apprezza i contenuti di diffonderlo, di farlo leggere a qualche amico che potrebbe apprezzarlo ecc.
    Ovviamente ci sono anche molti testi di bassa qualità, ma non credo sia il prezzo a determinarne il valore.

    • Daniele Imperi 3 novembre 2013 at 15:17

      Ciao Francesca,
      forse con autori conosciuti è più facile che entri nella testa che l’ebook gratuito è di qualità, ma bisogna pensare che uno sconosciuto può benissimo rilasciare opere gratis per farsi conoscere.

  • Attilio Nania 4 novembre 2013 at 10:06

    Ciao Daniele, scusa il ritardo ma ho fatto un finesettimana lungo.
    Comunque, alla fine di questo post hai espresso un concetto fondamentale che condivido in pieno: il prezzo di un oggetto, specie se si tratta di un libro, non coincide col suo valore.

    Personalmente io sarei un sostenitore della gratuità, ma purtroppo ho constatato in varie occasioni che la gente non apprezza appieno ciò che è gratis, perché purtroppo l’equazione prezzo = valore è presente nella testa di moltissime persone.

    In ogni caso, per quel che riguarda gli ebook, negli ultimi mesi ho seguito attentamente le classifiche delle principali librerie italiane online (feltrinelli, ibs, amazon…) e ho visto che gli ebook rilasciati gratuitamente, anche quelli di autori relativamente famosi, ricevono più o meno lo stesso numero di download degli ebook a 99 centesimi. Sembra un paradosso, e lo sembra ancor di più il fatto che gli ebook a 10 euro dei grandi autori sono quelli che ricevono più download in assoluto. Viceversa, gli ebook degli autori emergenti, se superano i 5 euro non hanno alcuna possibilità di essere venduti.

    Analizzando tutti i dati, sono infine arrivato a una mia conclusione: la cosa migliore che può fare un autore sconosciuto o semisconosciuto è quella di mettere in vendita negli store online il proprio ebook a 2 o 3 euro, e contemporaneamente rilasciarlo anche gratuitamente sul proprio sito web e sui portali che distribuiscono ebook gratis. Perché se da un lato è vero che la gente sottovaluta ciò che è gratuito, d’altra parte è fortemente attratta da ciò che ha un prezzo ma che per l’occasione si può avere gratis.
    Sì, lo so che non sto inventando niente di nuovo, in pratica è il vecchio trucco del “periodo di promozione”, ma credo che per ottenere visibilità e download nella giungla digitale sia il metodo migliore.

    • Daniele Imperi 4 novembre 2013 at 12:28

      Per me 10 euro per un ebook sono eccessivi, figurati 5 per uno sconosciuto.

      Non ha senso mettere in vendita un ebook nelle librerie online e poi darlo gratis nel proprio blog. Come dire che alcuni fessi lo pagano e i furbi lo scaricano gratis.

      Il mio primo ebook costerà 99 centesimi.

  • MikiMoz 5 novembre 2013 at 02:52

    Ahaha, trovato!! :)

    Moz-

  • Kinsy 10 novembre 2013 at 19:27

    Ho acquistato da poco un tablet e sto ancora imparando a usarlo, ma mi sono resa conto che gli e-book che scarico (e per ora ho provato solo con quelli gratuiti), non posso spostarli su un altro supporto. Per cui mi sono chiesta: che senso ha acquistare un e-book che, se lo voglio conservare, dovrò riacquistare ogni volta che cambio supporto? Meglio sempre e solo il libro fisico!
    A parte questa mia considerazione, sono perfettamente d’accordo che gli e-book gratuiti servono per far circolare il nome dello scrittore (lo fanno esordienti e professionisti), si sa che la cosa importante è che se ne parli. Mentre trovo scandaloso spendere 29 e passa dollari per un prodotto scadente!

    • Daniele Imperi 10 novembre 2013 at 19:33

      Io è un anno che ho il Kobo Glo, mai usato in pratica. In che formato sono questi ebook che non riesci a spostare?

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