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Il libro ritrovato

Pastrori di renneRitrovare un libro, dentro uno scatolone, dimenticato là per anni, un libro vecchio, che risale alla fine degli anni ’70, a cui sono legati ricordi della giovinezza perduta, è un’occasione per rileggerlo.

Quel libro mi ha sempre affascinato e ogni tanto riemergeva nella mia mente, dal mare di memorie ammucchiate senza ordine nella mia testa. Ricordo che m’era piaciuto, così come ricordo ancora, a distanza di ben 32 anni, la scena iniziale.

La copertina è rovinata, le pagine sono ingiallite dal tempo, l’odore che emana è quello caratteristico delle cantine, quel sentore di muffa mista a cose vecchie, un odore che è sempre stato piacevole per il mio naso.

Talvolta mi ricapitava fra le mani, mentre rovistavo in quello scatolone che contiene quaderni e libri di tempi andati, lontani nel tempo, accatastato assieme a tanta altra roba vecchia che non si vuol buttare, perché è come buttare una parte di te, staccarla per sempre dal tuo spirito.

E così, rovistando per l’ennesima volta nello scatolone, alla fine mi sono messo a sfogliare quel libro, a leggerne qualche riga, scoprire dove era ambientato (strana coincidenza, proprio nella zona in cui sarei andato in vacanza…), chi l’aveva scritto.

Adesso si trova fra i libri nuovi, quelli letti e ancora da leggere, impilati uno sull’altro in attesa del proprio turno. Adesso non è più fra la roba vecchia, è un libro da rileggere, vecchio, consunto, usato, semi-maltrattato dal tempo e dai vari trasferimenti, ma la storia, i personaggi, le parole sono ancora tutti integri, là, dentro il libro ritrovato.

Pastori di renne, scritto da Pucci e Minestrini, una lettura della seconda media, edizione 1978. Una storia sulla Lapponia e sul popolo Sami, che a quel tempo mi parevano lontani anni luce dal mio mondo e forse lo erano davvero.

Ho riletto questo romanzo poche settimane fa, perché rileggere un libro è come riscoprire una dimensione perduta, rientrare in una leggenda, rivivere un sogno. Un libro ritrovato è una parte ritrovata di te.

6 Commenti

  1. Il meglio di Penna Blu – Ottobre 2010
    10 febbraio 2011 alle 17:25 Rispondi

    […] Continua a leggere l’articolo Il libro ritrovato. […]

  2. Lucia Donati
    3 giugno 2012 alle 00:27 Rispondi

    In questo periodo sto rileggendo validissimi libri vecchi. Ad esempio, per i quarantenni come noi (ma non li dimostriamo assolutamente!!!) ritrovare libri di quando eravamo ragazzi può significare molto: una rilettura del proprio passato, rinverdire ricordi o scoprire e nuove che, in un certo momento, non avevamo valuta to né ci eravamo accorti che potessero esistere…

  3. Daniele Imperi
    3 giugno 2012 alle 14:55 Rispondi

    @Lucia: che ne sai che sono un quarantenne? :D

  4. Lucia Donati
    4 giugno 2012 alle 13:23 Rispondi

    Conosco il tuo anno di nascita. Peccato: non so giorno e mese per poterti fare gli auguri…

  5. Federico
    22 marzo 2016 alle 15:32 Rispondi

    Bellissimo articolo. Non ho letto questo libro in gioventù, rimedierò a breve.
    Ho ancora ricordi molto vividi del libro che ci leggeva il maestro in classe alle elementari: i ragazzi della via Pal. Quanti sogni ad occhi aperti… non l’ho più riletto e penso che sarebbe ora di tornare a farlo.
    Ho invece riletto la settimana scorsa un altro libro della mia infanzia, il richiamo della foresta. Libro meraviglioso, oggi come allora. Alla faccia di chi arriccia il naso quando si parla di letteratura per ragazzi.

    • Daniele Imperi
      22 marzo 2016 alle 15:44 Rispondi

      Bello anche I ragazzi della via Pal. Alle elementari ho visto il film a scuola e da adulto ho letto il romanzo. Il richiamo della foresta è un altro dei libri che vorrei rileggere.

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